Anna vive con suo padre Karl in una landa desolata nel nord della Norvegia. Karl ha annegato sua moglie ed il suo neonato figlio di colore nel mare appena ha scoperto che lei le è stata infedele. Per questo Karl è ossessionato dalla sua coscienza per ciò che ha fatto e annega i suoi pensieri nell'alcool. Anna sta cercando l'amore della sua vita, ma non ci sono molti pretendenti attorno a lei, fino a che non scopre un'altra piccola famiglia dall'altro lato della montagna. Incontra così la vedova alcolizzata coetanea di Karl, suo figlio Peder, e il figlio adottivo, Ante, arrivato dal mare su di un pezzo di legno. Recensione ❯
Ozon torna di nuovo sul tema dell'universo femminile in una storia a due sorretta dalle opposte interpretazioni della Rampling e della Sagnier. Espandi ▽
Una scrittrice di romanzi polizieschi di successo si sente offrire dal suo editore la propria casa di campagna in cui trascorrere un periodo di relax per cominciare a pensare al nuovo libro. La donna accetta ma dopo poco tempo la sua quiete viene turbata dall'arrivo di Julie, la giovane figlia dlel'editore. La ragazza, con la sua spudoratezza, turba la donna che inizia a spiarla e, in qualche modo, a invidiarla traendo spunto dalla sua vitalità per il romanzo che sta iniziando ad elaborare. Recensione ❯
Due amici. Due guerrieri.
Cresciuti in una scuola di combattimento, si trovano a combattere l'uno contro l'altro, fra onore e vendetta. Espandi ▽
L'onda delle arti marziali invade l'occidente.
Se a metà degli anni'70 il Kung-fu si identificava con Bruce Lee, oggi nel cinema orientale (e non solo. Leggi Tarantino) le pratiche guerresche sono più importanti di chi le interpreta. Esprimono simbolismi e tradizioni di secoli addietro, rappresentative di una profonda filosofia, da cui noi europei veniamo irrimediabilmente affascinati senza tuttavia coglierne le sfumature.
Il Kenjutsu, combattimento con la spada coreano che risale alla dinastia Paekche (c.a. 500) è molto lontano dal Wuxiapian che abbiamo potuto osservare in Hero e La foresta dei pugnali volanti. Recensione ❯
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