Mi chiamo Sam

Film 2001 | Drammatico +16 132 min.

Titolo originaleI am Sam
Anno2001
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata132 minuti
Regia diJessie Nelson
AttoriSean Penn, Michelle Pfeiffer, Dianne Wiest, Dakota Fanning, Laura Dern, Mary Steenburgen Kathleen Robertson.
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,25 su 43 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jessie Nelson. Un film con Sean Penn, Michelle Pfeiffer, Dianne Wiest, Dakota Fanning, Laura Dern, Mary Steenburgen. Cast completo Titolo originale: I am Sam. Genere Drammatico - USA, 2001, durata 132 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,25 su 43 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di Sam, un ragazzo ritardato, che lotta, con l'aiuto di un avvocato, per poter tenere con sé la figlia di sette anni. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Al Box Office Usa Mi chiamo Sam ha incassato 40,3 milioni di dollari .

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Consigliato sì!
3,25/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,12
CONSIGLIATO SÌ
Una storia drammatica rappresentata in chiave sociale ma soprattutto sentimentale.
Recensione di Daniela Azzola
Recensione di Daniela Azzola

Sam è il padre di una bambina e la sua intelligenza è proprio quella di un bambino di sette anni. Significa che sua figlia, fra poco, sarà più matura di lui. La bimba gli viene tolta dagli assistenti sociali ed è affidata a una famiglia "normale". Ma Sam decide di non arrendersi e di combattere la dura battaglia col sistema per riavere la figlia. Lo aiuterà l'avvocatessa Michelle Pfeiffer, a sua volta madre... provata. Il film non si vergogna di rappresentare la vicenda in chiave sociale ma soprattutto sentimentale. Si sa che questo tipo di ruoli è irresistibile per il cinema. Più volte l'Oscar ha premiato i disabili, da Daniel Day Lewis ( Il mio piede sinistro), a Marlee Matlin ( Figli di un dio minore) a Dustin Hoffman ( Rain Man). Lo stesso Penn ha ottenuto la nomination. Comunque, tutto "già visto".

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Pino Farinotti

Il cinema ha sempre mostrato un'attrazione davvero irresistibile per i personaggi cerebralmente compromessi: chiamiamoli disabili, insomma ci siamo capiti. Un'attrazione che spesso ha prodotto il premio Oscar. In questo senso val la pena di rilevare che due attori nominati per l'Oscar coprono ruoli di quel genere. Sono Russell Crowe (A beautiful mind) e Sean Penn (Mi chiamo Sam). Fra i vincitori di Oscar disabili c'è davvero una grande possibilità di scelta, da Daniel Day Lewis nel Il mio piede sinistro alla sordomuta Marlee Matlin di Figli di un Dio minore, a Dustin Hoffman di Rain Man. E ricordiamo anche Jack Nicholson (certo, era un malato un po' finto) di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Secondo una certa corrente di pensiero «fare il matto» sarebbe un esercizio d'attore abbastanza facile. Insomma più suggestione che sostanza. Recitare sopra le righe può significare concedersi certe licenze particolari, senza regole e rigore. Tuttavia moltissimi attori hanno manifestato forti predilezioni in quel senso. Naturalmente i nomi citati sono al di sopra del sospetto del bluff. L'esempio più eclatante è proprio quello di Russell Crowe, che in Beautiful mind tocca davvero troppi registri di recitazione per sospettare ... il bluff, appunto. Il suo personaggio sa essere normale e anormale con la stessa qualità.
Veniamo a Sean Penn, che stiamo per vedere nell'annunciatissimo (vediamo trailers da mesi) Mi chiamo Sam. Sean è il padre di una bambina e la sua intelligenza è proprio quella di un bambino di sette anni. Significa che sua figlia, fra poco, sarà più matura di lui. La bimba gli viene tolta dagli assistenti sociali ed è affidata a una famiglia «normale». Ma Sam decide di non arrendersi e di combattere la dura battaglia col sistema per riavere la figlia. Lo aiuterà l'avvocatessa Michelle Pfeiffer, a sua volta madre... provata. Il film non si vergogna di rappresentare la vicenda, in chiave social-sentimentale.

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MI CHIAMO SAM
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 6 giugno 2011
DarkOmen98

E' stato più volte criticato  di essere l'ennesima prova del down di un grande attore. Beh che c'è di male? Penn  si dimostra migliore dei predecessori Tom Hanks e Dustin Hoffman e, anche se il migliore rimarrà sempre Forrest Gump, Sam è un personaggio più realistico e simpatico. Il tema, invece, si è già visto in Kramer contro [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 giugno 2012
M.ROMITA

Come promesso ecco il mio commento dopo aver visto il film, passato l'altro giorno su LA7 ( scrivo il 18 giugno 2012 ). Il film ha una impostazione sentimentale ; la classifica di My Movies come  "drammatico"  è sbagliata .  Non può avere pretese di critica sociale perchè è tutto all'acqua di rose ;  i personaggi che interpretano i [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 marzo 2016
Giorpost

Sam ha quarant'anni, è padre single e soffre di un'importante disabilità dello sviluppo psichico. La sua complicata vita è scandita da abitudini consolidate che cadenzano le sue ricche giornate, ha un onesto lavoro nella caffetteria principale del paese, è circondato da un gruppo di amici che lo adorano ed ha tante passioni, tra le quali spiccano quelle per i [...] Vai alla recensione »

martedì 23 ottobre 2012
jervo

Il tema del dramma, diretto da Jessie Nelson, è quello non scontato della lotta di un padre disabile mentale per l'affido della figlia, temporaneamente allontanata da lui dai servizi sociali. Sebbene il film scada in alcuni punti in uno stucchevole sentimentalismo tipicamente hollywoodiano, l'istrionico Sean Penn dà mirabile prova delle sue capacità interpretative, fornendo [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 settembre 2011
Andrea Levorato

Mi chiamo Sam ***1/2 Produzione: USA 2001 Genere: Drammatico, Commedia Regia: Jessie Nelson Attori principali: Sean Penn, Dakota Fanning, Michelle Pfeiffer Trama: Sam (Penn) vive con la figlia Lucy (Fanning), la cresce da solo con l’amore. Non può darle altro perché il suo Q.I. è quello di un bambino. Quando Lucy è ritenuta più intelligente del padre i [...] Vai alla recensione »

sabato 13 agosto 2011
Diego Campari

Ebbene sì, siamo ancora caduti nel sentimentalismo strappalacrime, a lucrare sulle emozioni indotte agli spettatori. Il tutto impreziosito, si fa per dire, da lezioni sui diritti civili degne del peggior legal drama. Obiezione vostro onore(ma qualcuno scrive ancora battute del genere?!), il film ha anche un respiro di critica sociale. Respinta, non c'è nulla che possa poggiare [...] Vai alla recensione »

domenica 27 novembre 2011
NicoSonic_10

Ancora non capisco tutti questi commenti negativi sul film..tutto già visto , cliché  , roba vecchia.. im questo film assistiamo ad una bravura STRAORDINARIA di Sean Penn , che interpreta il ruolo assegnatogli alla perfezione..uscite fuori dalla vostra visione semplicistica e superficiale della vita..non elevatevi al di sopra di ogni cosa , non guardate tutto dall'alto , ma [...] Vai alla recensione »

domenica 25 settembre 2011
denzel for ever

era qui che saen penn meritava l'oscar...invece che di MysticRiver..(gran bel film)....qui l'inerpretazione è stata  straordinaria....molto piu bella rispetto a quella che lo stesso sean penn abbia fatto in Mystic river....bha...qst cavolo di Oscar nn li sanno proprio dare...stessa cosa l'hanno fatta con Denzel Washinghton .

venerdì 19 giugno 2009
Dany/Joker

Potrebbe avvenire che un handicappato abbia una figlia? la risposta è SI', e Sean Penn l'ha dimostrato in questo film bello e da vedere

sabato 21 dicembre 2013
ciboxgiallorosso

Premetto che ho visto questo film due volte:la prima volta ho trovato che fosse un capolavoro(quante lacrime tra l'altro) la seconda lo trovato un buon film. Si perhè è innegabile: è debole dal punto di vista della sceneggiatura(soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi secondari); discutibile da un punto di vista estetco(troppi occhiolini strizzati allo stile videoclip), [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 giugno 2012
M.ROMITA

Ho registrato oggi il film e lo vedrò probabilmente domani, dopo averlo ripulito dalla pubblicità. Ho cercato su questo sito le recensioni " ufficiali " ed ho letto i commenti degli appassionati . Sono questi che mi hanno convinto a registrare il film ( è passato oggi pomeriggio su LA7 ) e dichiaro subito, senza ancora aver visto il film, che la recensione " ufficiale " del sito, ed ancora peggio il [...] Vai alla recensione »

martedì 5 giugno 2012
Alieno

Ogni creatura, umana o meno ha diritto ad assicurarsi una progenie se lo vuole. Molto spesso ciò avviene secondo l'istinto mosso dall'attrazione ormonale che spinge all'accoppiamento che genera altre creature. Così vuole la natura che sovente è distratta e non porta a compimento la realizzazione completa di un essere vivente.

mercoledì 1 febbraio 2012
Zorba il Buddha

Metto questo film sullo stesso livello dell'"ATTIMO FUGGENTE" e di "ZORBA IL GRECO". Per chi se ne intende e'  quindi un film bellissimo,ben fatto con attori sorprendenti, Sean Penn, Michelle Pfeiffer e la bambina.Mi meraviglio che i protagonisti abbiano solo una nominatio  e nessun Oscar.Dovranno passare molti anni prima che rivedremo un film coinvolgente come [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 maggio 2011
montecavolo

concordo pienamente con PATRICK !

martedì 2 giugno 2009
paolo antonucci

E' un ottimo film già solo per l'interpretazione di Penn, ma tutto lascia credere tranne che possa considerarsi un film sulla diversa abilità. Sam affronta le difficoltà che ognuno di noi affronta nella sua vita, funziona da metafora per noi, quasi fosse un tropismo -ossia un esperimento condotto sulle cavie da laboratorio- e che quindi davvero non ci aiuta a comprendere il punto di vista di chi soffre [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 novembre 2011
A.C.S.

Un'ottima e bellissima  Michelle Pfeiffer, per il resto tutto "già visto" ...e in maniera più convincente.

Frasi
I tuoi sogni devono sempre volare alto lucy
Una frase di Sam Dawson (Sean Penn)
dal film Mi chiamo Sam - a cura di enza
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Sam è quello che si suol definire un ritardato, ovvero un ultratrentenne che possiede la capacità intellettiva di un bambino di sette anni. Un giorno una donna senza scrupoli entra nella sua vita e rapidamente ne esce dopo una gravidanza non voluta lasciandogli a carico la neonata. L´espressione di Sam, con la piccolina tenuta goffamente tra le braccia, quando intuisce l´onere immane e insieme l´immenso [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Si chiama Sam: è un padre affettuoso, attento, giocherellone, ma mentalmente fermo all'infanzia. La sua bambina tra poco sarà più grande di lui. La mamma se n'è andata appena uscita dalla clinica, abbandonandolo alla fermata dell'autobus con il suo fagottino in braccio. E qualcuno si chiede se la bambina, che ha 7 anni, è intelligente e creativa, non dovrebbe essere affidata a un'altra famiglia.

Luisella Angiari
Duel

I disabili nei film sono quasi sempre delle creature adorabili, ricche di umanità e sentimenti, capaci di dare lezioni di vita ai cosiddetti "normali". Nella realtà le cose vanno un tantino diversamente, ma questo non sfiora Jessie Nelson (già regista di Una moglie per papà e sceneggiatrice di Storia di noi due e Nemiche amiche), che confeziona un prodotto ad alto tasso di sentimentalismo, in cui l'unico [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Non è facile entrare nel mondo di Mi chiamo Sam. Anzi: è doloroso, spiazzante. Quando si vede per la prima volta Sean Penn che parla e si agita come uno spastico, le reazioni possibili sono due. La prima: quello non è un handicappato vero, è un divo di Hollywood che "fa" l'handicappato e questo è disgustoso; la seconda: ok, questa è la stoffa di un handicappato e io non ho alcuna voglia di trascorrere [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

Silvio Danese Quando Hollywood decide che scade la cambiale dell'handicap. Se va bene, vien fuori Rain Man. Se va male, ti trovi nell'artificio a scopo estorsione: soldi, benevolenza, compassione, consolazione. Penn si concentra come un allievo dell'Actors' Studio per fare un cameriere che, dotato di quoziente intellettivo di 7 anni, alleva la figlia dopo la fuga della madre.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Se vi piace andare al cinema per inzuppare il fazzoletto, accomodatevi: Mi chiamo Sam pone una seria candidatura al film più strappalacrime, struggente e colpo-basso del nuovo millennio.Bambini e affido, handicap, abbandoni coniugali, ma non è tutto. Sam Dawson (Sean Penn), ritardato mentale che lavora in una caffetteria, ha una figlia da una giovane sbandata: lei si dà subito alla macchia e il padre, [...] Vai alla recensione »

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