Il deserto dei Tartari

Film 1976 | Drammatico +16 150 min.

Anno1976
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Francia, Germania
Durata150 minuti
Regia diValerio Zurlini
AttoriVittorio Gassman, Helmut Griem, Francisco Rabal, Jean-Louis Trintignant, Giuliano Gemma Max von Sydow, Fernando Rey, Philippe Noiret, Jacques Perrin, Lilla Brignone, Rolf Wanka, Loris Bazzocchi, Giorgio Cerioni, Laurent Terzieff, Sandro Dori, Mario Novelli, Dino Mele, Giuseppe Pambieri, Enzo Bottesini, Shahran Golchin, Kamran Nozad, Manfred Freyberger, Chantal Perrin, Yves Morgan-Jones, Giovanni Attanasio, Bryan Rostrom, Alain Corot, Jean-Pierre Clairin, Shaban Golchin Honar, Maurizio Marzan.
TagDa vedere 1976
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,83 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Valerio Zurlini. Un film Da vedere 1976 con Vittorio Gassman, Helmut Griem, Francisco Rabal, Jean-Louis Trintignant, Giuliano Gemma. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, Germania, 1976, durata 150 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,83 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un giovane ufficiale viene mandato per servizio in una zona ai confini col deserto. Qui attende ansiosamente insieme ai compagni di potersi misurare c... Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto 3 David di Donatello,

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Consigliato assolutamente sì!
3,83/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,88
CONSIGLIATO SÌ
Una trasposizione da libro a film a lungo considerata 'impossibile'..
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Il tenente Giovan Battista Drogo, di fresca nomina, viene assegnato alla fortezza Bastiani, un avamposto ai confini dell'impero che si trova dinanzi al deserto anticamente abitato dai Tartari. Giunto a destinazione Drogo avverte come ogni militare, dal soldato ai più alti gradi, sia in attesa dell'arrivo del nemico proprio dal da quella direzione e quanto la vita dell'intera guarnigione dipenda da quell'attesa. Drogo cerca di farsi trasferire ma l'atmosfera che regna nella fortezza finisce con l'affascinarlo e a impedirgli di andarsene.
Il romanzo omonimo di Dino Buzzati (edito nel 1940) aveva attratto da subito più di uno sceneggiatore e regista ma tutti avevano finito con l'arrendersi dinanzi alla difficoltà di ambientazione storica. Perché lo scrittore situa la vicenda in una dimensione atemporale e la stessa Fortezza Bastiani può essere considerata un luogo non identificabile (Buzzati si spinse a dire che avrebbe potuto anche essere la redazione del Corriere della sera per cui scriveva). Ecco allora che l'idea viene accantonata fino al 1963 quando il libro esce in Francia in edizione tascabile. Sarà Jacques Perrin (già attore per Zurlini in Cronaca familiare) a rilanciare l'idea. La collocazione storica viene fissata alla fine dell'Ottocento con una forte connotazione di eleganza e rigidità austro-ungarica che la famiglia Buzzati-Traverso aveva ben conosciuto. Il luogo (fondamentale) è la fortezza di Barn nel sud dell'Iran (ora distrutta dal terremoto del 2003).
Il film è fedele al libro (tranne che nel finale per problemi produttivi) perché fondamentalmente sia Buzzati che Zurlini condividevano una visione della vita dominata da un senso profondo di attesa, da una sensazione di inutilità, da una profonda malinconia."Vivere la vita non ha altro fine che lasciarla passare e la morte è l'unica giustificazione" così si esprimeva il regista individuando questo tema come il fil rouge di tutta la sua filmografia. Grazie a un cast di altissimo livello Zurlini rilegge non solo il mondo di Buzzati ma ci propone anche una personale visione del pascaliano 'silenzio dinanzi agli infiniti spazi' con questo che sarà il suo ultimo film.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?

Un giovane ufficiale viene mandato per servizio in una zona ai confini col deserto. Qui attende ansiosamente insieme ai compagni di potersi misurare con i nemici, i tartari. I giorni però trascorrono interminabili e tutti uguali: egli si ammala e muore senza aver potuto combattere. Tratto dal romanzo di Dino Buzzati.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal romanzo (1940) di Dino Buzzati, liberamente adattato da André Brunelin e Jean-Louis Bertucelli. 1907, il sottotenente Drogo è inviato, come prima nomina, nella fortezza Bastiani, "avamposto morto" in un deserto ai confini asiatici dell'Impero austroungarico. Ma il nemico atteso con cui battersi non arriva mai. Ultimo film di Zurlini, l'unico non scritto da lui, ma che gli appartiene non solo a livello stilistico (suoi i dialoghi italiani). Del realismo magico e allegorico di Buzzati ha accentuato la concretezza storica e psicologica, riuscendo a suggerire (con l'arte del togliere) quel che c'è al di là dei fatti e lavorando sui personaggi: un cast straordinario per nomi, ammirevole per interpretazioni, a cominciare da Perrin, protagonista e coproduttore, e da Gassman che non è mai stato così bravo al cinema in ruoli drammatici. Esterni favolosi girati in una fortezza abbandonata di Bam (Iran), splendidamente fotografati da Luciano Tovoli. Costato 2 miliardi di lire. Poca e funzionale musica di Ennio Morricone. Venduto in 46 paesi.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 23 aprile 2011
mondolariano

Magnifico. Magnifico se si considera che al cinema le qualità di un romanzo vengono a volte mortificate. Anzi, in questo caso il senso del nulla inteso come vuoto esistenziale avrebbe rischiato di sprofondare nella noia ciò che nel libro costituisce un capolavoro. Il cinema vive soprattutto di immagini in movimento, non di parole, ed è vittima dello “spettacolo” che il pubblico si aspetta sempre di [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 gennaio 2015
DOMENICO RIZZI

Dal capolavoro di Dino Buzzati, un film veramente d’eccezione, diretto da Valerio Zurlini e interpretato da una schiera d’attori dai nomi altisonanti: Jacques Perrin (Giovanni Drogo) Vittorio Gassman (colonnello Filimore) Giuliano Gemma (maggiore Mattis) Fernando Rey (tenente colonnello Nathanson) Max Von Sydow (capitano Ortiz) Jean Louis Trintignant (ufficiale medico Rovine) Helmut Griem [...] Vai alla recensione »

martedì 19 febbraio 2013
fedeleto

Il sottotenente Drogo,giunto alla fortezza di Bastiani in mezzo al deserto,si unisce agli ufficiaili e al clima desolato che lo circonda.Il deserto sembra sempre piu' vuoto fino a quando sembra che la popolazione dei tartari sia nelle vicinanze.E' arrivato il monento di attacare,peccato che Drogo dopo una vita passata alla fortezza ora sia malato e debba andarsene,ma viene veramente questa [...] Vai alla recensione »

martedì 18 giugno 2013
Paolo T.

Uno dei grandi capolavori della storia del cinema, tutto fatto di atmosfera e di paesaggio. Scandaloso che non ne esista ancora una versione in Blu-ray (e la versione in DVD che possiedo è pessima).

martedì 16 marzo 2010
august robert fogelbergrota

Un film molto importante Mi viene in mente una barzelletta che era solito raccontare Hitchcock di un asino che aveva mangiato una pizza di un film e che non era rimasto soddisfatto mentre gli era piaciuto molto di più il libro dal quale il film era stato tratto. Secondo me non si possono paragonare i due mezzi artistici ed il film di Zurlini é bello quanto lo splendido romanzi di Buzzati.

mercoledì 2 settembre 2009
Bandy

Il film mi è piaciuto molto,ha un cast di attori che definirei"mostri sacri"del cinema.Appena ne avrò l'occasione,leggero anche il libro

lunedì 28 maggio 2012
Nico G.

E' pesante, non succede granché ... eppure è un gran bel film.

Frasi
La fortezza Bastiano è un avamposto morto, una frontiera che si affaccia sul niente. Al di la della fortezza c'è un deserto, e dopo il nulla, il deserto dei Tartari. L'hanno certamente attraversato, secoli fa, e poi sono scomparsi.
Una frase di Il comandante Mattis (Giuliano Gemma)
dal film Il deserto dei Tartari
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

La vita. La vita come attesa di un”ora miracolosa” che le dia un senso. La morte che implacabilmente invece arriva prima. La morte, però, che a seconda di come la si accoglie, può dare un senso alla vita; molto più saldamente che non l”ora miracolosa”. Questo Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati: un tema, una tesi, svolti tramite una rappresentazione allegorica, l”allegoria militare”, appunto, che [...] Vai alla recensione »

winner
miglior regia
Nastri d'Argento
1977
winner
miglior regia
David di Donatello
1977
winner
miglior attore
David di Donatello
1977
winner
miglior produzione
David di Donatello
1977
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