Attraverso il metodo dell'intervista registrata in suono sincrono, il film dà visibilità (e parola), a persone spesso invisibili e dimenticate, come gli abitanti di una delle zone più povere e depresse della Francia, la Lozère. Ruspoli mostra i vari abitanti della zona e lascia che loro stessi si raccontino di fronte alla macchina da presa, raccontando, al tempo stesso, una visione del mondo e della vita.