40ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 139 film. Torino - 25 novembre/3 dicembre 2022. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Siamo nel 1943, il mondo sta cambiando, il bello e l'utile entrano in conflitto. Espandi ▽
Ambientato nel 1943, il racconto del passaggio tra due epoche, quella del bello e quella dell'utile. La storia si svolge in un paese del sud italia che viene abbandonato da tutti gli abitanti a causa dei bombardamenti, tranne che dalla famiglia dei Valguarnera, composta da due fratelli e cinque sorelle nubili. In realtà chi vuole rimanere è solo il primogenito Giacinto, convinto che l'unico significato profondo dell'esistenza sia legato alla memoria.
Giacinto è metaforicamente il detentore di una lunga pellicola di famiglia che proietta continuamente dentro di sé con la pretesa che anche gli altri fratelli la vivano. Mentre tutte le sorelle premono per abbandonare il paese e aprirsi ad un nuovo mondo, lui vuole rimanere nella sua terra e nella casa settecentesca dei suoi antenati. E' una guerra familiare sul superamento della memoria o sulla sua conservazione. In una notte d'estate nell'affascinante palazzo Valguarnera arrivano Marino di Pietratagliata e Cipriano Montella. Si tratta di due misteriosi viaggiatori giunti per rivelare a Giacinto Valguarnera un bruciante segreto sull'arte poetica. L'irruzione di queste ambigue creature nasconde però una missione occulta destinata a svelarsi. Nella pellicola esplode il conflitto tra rituali umani al tramonto e la ricerca di un senso della vita che si elevi al di sopra di piccole e disperate quotidianità. Il film ha due registri: uno estremamente malinconico, uno sorridente, perfino comico. Recensione ❯
Un racconto polifonico per un ritratto impossibile che dalle acque del Po confluisce a Milano. Espandi ▽
Dedicato al fratello Vittorio in occasione del compimento dei 70 anni, il film è stato girato a maggio 2022 in occasione delle due feste di compleanno: la prima a bordo di una nave sul Po, la seconda a Milano. Durante le due serate gli amici e i colleghi sono stati rapiti da un disturbatore affettuoso, impersonato da Elisabetta Sgarbi con il suo drappo colorato, e portati davanti alla telecamera per un personale saluto al festeggiato. Marco "Morgan" Castoldi, Giuseppe Cruciani, Domenico Dolce, Mirco Mariani e tantissimi altri personaggi del mondo dello spettacolo, imprenditori, scrittori e persone che hanno un legame con Vittorio, si sono prestati ad essere ritratti in una veste informale che delinea il profilo di un Vittorio che non tutti conoscono ma di cui Elisabetta ha sempre intuito la sensibilità oltre che il genio. Recensione ❯
I ragazzi del 2022 riflettono su quanto è avvenuto 20 anni prima a Genova durante il G8. Espandi ▽
A partire dalla guida sociologica, umana e topografica del diario di Enrica Bartesaghi -"Genova il posto sbagliato"- da lei scritto durante e dopo i processi ai responsabili degli abusi alla scuola Diaz nei giorni del G8 di Genova 2001, si è voluto testimoniare col mezzo audiovisivo il viaggio verso uno "spettacolo recintato" che un gruppo di artisti insieme ad alcuni ventenni di oggi di una scuola di Torino fanno, performativamente e logisticamente da un Istituto tecnico di Torino fino alla scuola Diaz di Genova, a vent'anni dai fatti famosi. Recensione ❯
Padre, ma soprattutto icona: Achille Togliani. Bell'uomo, cantante, attore, seduttore in un ricco ritratto
inedito. Espandi ▽
Un viaggio nella vita e nella carriera del cantante e attore Achille Togliani, allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia nei primi anni '40, interprete delle prime edizioni del Festival di Sanremo e icona della musica in Italia e all'estero. Tra le sue esecuzioni più celebri quella di "Parlami d'amore Mariù" e di "Signorinella". Fu una delle prime celebrità a finire nell'occhio del ciclone del gossip per la sua storia con la giovane Sophia Loren, conosciuta sul set del fotoromanzo "Principessa in esilio". Il documentario si serve di numerose le immagini inedite tra cui quelle che lo vedono impegnato nei suoi concerti in terra americana, durante la visita di grandi metropoli come New York e in occasione dell' incontro con Marilyn Monroe. Recensione ❯
Dentro il movimento No TAV: storie, volti, luoghi di dieci anni di lotte politiche. Espandi ▽
Forza, coraggio e gioia! Questo è l'invito che Luca rivolge ai suoi compagni riuniti in assemblea. È rimasto gravemente ferito mentre tentava di rallentare l'apertura del cantiere al quale il movimento notav si oppone. Emanuela, la sua compagna, legge la lettera che Luca ha scritto in ospedale dove si sta lentamente riprendendo. I notav, tra i quali Marisa, Nicoletta e Paolo, tentano di disturbare i lavori del cantiere e di abbatterne le reti. Di notte, in piccoli gruppi, riescono ad entrare e danneggiare alcuni mezzi ma il cantiere è molto grande ed è considerato dallo Stato un'opera strategica. I lavori vanno avanti, il cantiere cresce. Il movimento notav prova a sostenere un partito politico che si dichiara notav ma Nicoletta richiama la necessità di mantenere autonomia nella lotta. Arrivano i processi, i pubblici ministeri raccontano il movimento notav dal punto di vista dello Stato e chiedono pene importanti per gli imputati. Sono passati anni e, mentre Luca ed Emanuela hanno avuto un figlio, Davide, un militante notav, è tornato dalla Siria dove ha combattuto nella rivoluzione del Rojava. La guerra mette l'individuo davanti a dilemmi ultimi e laceranti, sia combattere che non combattere sono due scelte sbagliate. Il tentativo di fermare l'opera per via istituzionale è ormai fallito: in assemblea Luca invita i compagni a prenderne atto, è in semilibertà e deve entrare in carcere ogni sera, lo accompagniamo. Mentre ci racconta di essersi lasciato con Emanuela, riconosce che sta all'individuo soltanto la ricerca della propria felicità. La lotta sulle reti del cantiere prosegue. Nicoletta viene arrestata, suo marito Silvano scende in paese per partecipare alla manifestazione in sua solidarietà. Recensione ❯
Napoli rossa. 1975-1983: gli anni della giunta comunista di Maurizio Valenzi ricostruiti dal figlio di Antonio
Scippa, uno dei protagonisti di quella storia. Espandi ▽
Maurizio Valenzi è stato sindaco di Napoli dal 17 settembre 1975 al 18 agosto 1983, anni importanti nella storia della città. Questo documentario propone la sua figura inserendola nel contesto di una giunta comunale che seppe fare lavoro di squadra. Al centro è sì il politico-leader dall’eloquio efficace e dalla bella presenza (come afferma uno dei testimoni del tempo) ma anche, e soprattutto, coloro i quali ne resero possibile l’operato lavorando insieme con spirito di servizio alla città. Nelle parole di ognuno tornano a farsi vivi gli ideali di collaborazione attiva che la disaffezione odierna alla politica ha fatto ormai ritenere come delle utopie assolutamente irrealizzabili. Ricordare che invece sono stati possibili e concreti può costituire uno stimolo a ripensarli e a ripensarsi soprattutto per quella parte politica a cui Valenzi orgogliosamente apparteneva. Recensione ❯
Tra i ricordi di un inverno berlinese e lo smarrimento del presente. Cosa resta delle utopie novecentesche
nel passaggio generazionale? Espandi ▽
I registi Gianfranco Pannone e Andrea Gropplero, noto anche come il "cuciniere comunista" con il nome d'arte Chef Guevara, sono amici da decenni ed erano compagni di studi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il ritrovamento, da parte di Pannone, della cassetta video8 di un loro viaggio a Berlino nel febbraio del 1990 in occasione della Berlinale, e soprattutto poco dopo la caduta del Muro, diventa l'occasione per fare i conti con il passato e riflettere su un trentennio trascorso fra impegno politico culturale e legami famigliari, in particolare quelli con Costanza e Adele, l'una figlia di Pannone, l'altra di Gropplero.
Il che comporta anche mettere due generazioni a confronto: quella dei millennial di cui fanno parte Adele e Costanza, e quella dei boomer, ovvero i due registi, entrambi classe 1963. E tirare le somme non è sempre un'operazione piacevole, soprattutto se i rimorsi rischiano di superare i rimpianti.
"Abbiamo visto abbattere i muri ma non abbiamo costruito i ponti", osserva Gropplero, assalito dai sensi di colpa nei confronti della generazione di sua figlia. "In realtà barriere insormontabili venivano erette", continua, osservando che chi è nato prima del 1989 "ha la responsabilità di avere permesso al capitalismo neoliberista di portare il pianeta sull'orlo del baratro". Recensione ❯
Il maggiore tra i gruppi nati dopo il '68 raccontato da chi vi ha partecipato ma anche da chi ne dà un giudizio molto severo. Con Erri De Luca, Gad Lerner, Gianpiero Mughini. Espandi ▽
Sul finire degli anni '60, mentre la rivoluzione anti sistema accomuna i giovani di tutto il mondo, in Italia nasce un gruppo rivoluzionario particolarmente interessante per capacità di aggregazione, aggressività politica e personalità dei dirigenti.
La scintilla scocca a Torino, dall'incontro tra gli operai di Mirafiori e gli esponenti del movimento studentesco. Il gruppo non ha ancora un nome. Lo prenderà dall'intestazione dei primi volantini distribuiti ai cancelli della fabbrica: "La lotta continua". Liberamente tratto dal libro "I ragazzi che volevano fare la rivoluzione", il film racconta un decennio di storia italiana, e lo fa attraverso le parole di alcuni dei ragazzi di allora. Dal primo corteo interno Fiat alle elezioni del '76, passando per l'autunno caldo, la strage di Piazza Fontana, la morte di Pinelli e l'omicidio del commissario Calabresi. Ma il film racconta soprattutto le storie, i valori, i sentimenti ed i ricordi di alcuni di quei ragazzi. Dopo lo scioglimento del movimento, alcuni di loro sono diventati politici, giornalisti, manager. Sono quelli di cui conosciamo i visi e riconosciamo la voce. Altri hanno preferito continuare la lotta attraverso forme più violente e drammatiche, ma la maggior parte ha semplicemente abbandonato l'attività politica. Il capo di tutti, l'uomo che fondò e sciolse 'Lotta Continua', il ragazzo che conquistò gli intellettuali e sedusse una generazione, Adriano Sofri, ha scontato 15 anni di carcere per un omicidio per il quale si è sempre dichiarato innocente. Recensione ❯
Senza pietà: ricordi a mente fredda di Vincenzo Vinciguerra, il neofascista condannato all'ergastolo per la
Strage di Peteano. Espandi ▽
Vincenzo Vinciguerra, terrorista appartenuto ai movimenti extraparlamentari di estrema destra, è in carcere da 41 anni. Reo confesso dell'attentato di Peteano avvenuto nel 1972 - unico evento del periodo stragista italiano con una verità storico-giuridica assodata - si è costituito nel 1979 per "ritrovare la sua libertà": uscire dalla latitanza per svelare i collegamenti tra neofascismo, massoneria e servizi segreti e smascherare le responsabilità di uno Stato che non mancò di utilizzare il depistaggio pur di non arrestarlo. Attraverso ricerche, scritti, testimonianze e un'irrefrenabile attivismo, continua a combattere dal carcere una guerra ideologica di "soldato politico", intesa a far emergere quella che lui definisce la verità storica sulla strategia della tensione che ha insanguinato l'Italia e l'Europa nei cosiddetti anni di piombo. Una guerra personale iniziata in giovane età che avrà termine solo con la sua morte in carcere a meno che lo Stato non ammetta i propri errori e il proprio coinvolgimento nella stagione stragista. Recensione ❯
Un esordio di rara raffinatezza visiva che racconta il Midwest degli Stati Uniti. Espandi ▽
Haas è una ragazza di 18 anni che è stata cresciuta dal padre nel Midwest rurale. Quando suo padre muore all'improvviso, deve realizzare il suo desiderio di essere sepolto nella città dove è nato. Lì incontra un giovane uomo di nome Will, un'anima solitaria e creativa che lavora per sostenere la sua famiglia a casa. Danno vita a un'amicizia per compensare la perdita. Recensione ❯
Un ragazzo vuole riunire la sua famiglia ma per farlo dovrà cedere a dei compromessi ideologici. Espandi ▽
Carlos vive in un centro di accoglienza per giovani nel centro di Bogotà, una specie di rifugio che cerca di mitigare le difficoltà della vita. È Natale e Carlos desidera passare la giornata con sua madre e sua sorella, perse nella spirale della violenza che si è scagliata sulla loro città. Mentre lascia il rifugio, Carlos si confronta con il rigore delle strade del suo quartiere, dove regna la legge del più forte, l'alfa 'macho'. Mentre cerca di riunire la famiglia, Carlos deve dimostrare di poter essere uno di loro. Dovrà affrontare decisioni che mettono in crisi il concetto standard di mascolinità. Recensione ❯
Il caso, il destino: in questo intenso esordio un banale incidente in bicicletta stravolge la vita di due famiglie. Espandi ▽
La ciclista Joana viene coinvolta in uno strano incidente. Ne esce illesa e decide di nascondere l'accaduto alla sua partner Cecilia. Quando emerge un video dell'incidente è costretta ad ammettere la sua omissione e iniziare ad avere rapporti con la famiglia di chi l'ha investita. Recensione ❯
La vita tranquilla di un uomo cambia in pochi giorni. Questo però non sembra importargli. Espandi ▽
Pepe è un taglialegna che vive in un idilliaco villaggio finlandese. Nel giro di pochi giorni, una serie di tragici eventi distrugge gradualmente la sua vita calma e pacifica; ma a Pepe non sembra importare. È come se custodisse un segreto quasi inafferrabile. Recensione ❯
Opera interessante tra modernità e paganesimo che inserisce elementi innovativi nella tradizione dell'horror. Horror, Italia2022. Durata 105 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Angoscianti disturbi del sonno vengono affiancati a oscure leggende popolari per raccontare la storia inquietante di una mamma che cerca di fare la cosa migliore per il bene della propria bambina. Espandi ▽
Il regista costruisce un horror che presenta sì degli aspetti fortemente innovativi e contemporanei, ma che risente d’altro canto di una tradizione millenaria: alla base dell’intreccio sta infatti la leggenda abruzzese della Pantafica, una presenza mostruosa ed evanescente che turberebbe le notti dei bambini. Sebbene la vicenda sia ambientata ai giorni nostri, riecheggiano perennemente i detti dialettali, le formule per scacciare il malocchio, e nel susseguirsi delle ritualità il mood acquisisce un sapore quasi medievale e pagano. La regia di Scaringi resta sempre sapientemente e fiabescamente a metà tra vero e immaginato, tra modernità e paganesimo, tra manifesto e occulto. Un lavoro molto interessante, sia riguardo le intuizioni che stanno alla base del progetto e sia in merito all’efficacia registica e narrativa in base agli esiti che il film vuole dare. Pecca forse un po’ di unilateralità: il tentativo di rimanere entro i confini del genere horror ne impedisce il riconoscimento nella luce di una realtà più alta e composita. Recensione ❯
Un trattato esistenziale e post-coloniale dalle sfumature da thriller sopito. Un'esperienza ipnotica. Drammatico, Spagna2022. Durata 163 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Tahiti, Polinesia francese. L'Alto Commissario della Repubblica De Roller misura il polso di una popolazione locale la cui collera può manifestarsi in qualsiasi momento. Soprattutto da quando si comincia a temere una ripresa dei test nucleari francesi. Espandi ▽
Esperienza cinematografica profondamente sui generis, questo trattato esistenziale e post-coloniale ha sfumature da thriller sopito, come di un intrigo inquietante che però serpeggia appena fuori dall’inquadratura. Il linguaggio di Serra, che spesso improvvisa e varia sul momento l’impostazione della scena, è un tour de force dialogico completamente fine a se stesso che però, nel suo cambiare significato da un momento all’altro, rivela anche verità profonde. Mentre la paranoia umida e insidiosa prende possesso dell’isola, facendo spuntare ammiragli, spie e sottomarini in questi luoghi stupendi ancora segnati da eventi come quelli del 1995 a Mururoa, Serra ne approfitta per farne una dissertazione filosofica sulla geopolitica e sul colonialismo, la cui eco però è stranamente attutita dalla distanza a cui si trova la Francia e l’occidente tutto. Distanza che, come le forme che ci sembra di distinguere nell’oceano, finisce per far sembrare tutto più surreale e illuminante. Recensione ❯