37ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 13 filmonde. Torino - 22/30 novembre 2019. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un film astratto e politico sull'impossibilità individuale e collettiva di liberarsi dal passato. Drammatico, Francia, Germania, Israele2019. Durata 123 Minuti.
Per le strade di Parigi è possibile trovare se stessi? Espandi ▽
Yoav, un giovane ragazzo israeliano appena arrivato a Parigi, viene accolto da due coetanei francesi, Caroline e Emile, dopo che i suoi vestiti sono stati rubati. In fuga dal proprio paese e cocciutamente deciso a non parlare la sua lingua, Yoav cerca di imparare perfettamente la lingua francese per acquisire una nuova identità. Il passato però lo ossessiona, le visite all'ambasciata israeliana lo annoiano e l'amore per la cultura francese e per Caroline, che arriva anche a sposare, non gli danno quella libertà di cui sente disperatamente bisogno. Recensione ❯
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Vitalina Varela, una donna di 55 anni di Capo Verde, arriva a Lisbona tre giorni dopo il funerale di suo marito. Aspetta il suo biglietto aereo da oltre 25 anni. Espandi ▽
Lisbona. Muore Joaquim. La moglie Vitalina Varela torna da Capo Verde per il funerale, ma quando arriva a destinazione questo è già stato celebrato. Decide di rimanere comunque in Portogallo e di elaborare lì il lutto. Vitalina torna a Lisbona, in una nazione che non è (mai stata) sua, dove si parla una lingua che non ha mai accettato di parlare, per incontrare un marito che non c'è più e che l'ha tradita e ripudiata. Appena scesa dall'aereo le viene detto di tornare a casa, ma Vitalina ha atteso 40 anni di poter prendere quel volo e non ha intenzione di andarsene. Recensione ❯
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Ritratto intimista di una donna "in pausa" dalla vita tradizionale. Memoria e futuro si cingono in un loop, ma la giusta prospettiva ci salverà. Drammatico, Argentina2019. Durata 84 Minuti.
L'esordio alla regia dell'attrice, scrittrice e autrice teatrale Romina Paula. Espandi ▽
Romina è di ritorno a Buenos Aires, dov'è cresciuta, per stare un po' con sua madre. Con lei c'è il figlio Ramon di tre anni, il cui padre è rimasto nella loro casa di Cordoba. Una separazione soft, di comune accordo, che dia tempo a entrambi di riflettere sullo stato di una relazione ancora viva ma sempre più complicata da gestire. Nel frattempo, Romina si ritrova in un limbo esistenziale, tra gli amici di gioventù, i ricordi di famiglia, e forse la tentazione morbida di una vita pronta a essere riscritta. Recensione ❯
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Un film intimo, tutto proteso verso le pulsioni del visibile e dell'udibile. Espandi ▽
Figure maschili vanno alla deriva nella bruma torinese o nel controluce piovoso salentino; bagliori di un corpo femminile sfiorato e astratto; stacchi dolenti su un'anziana madre nel letto della sua sofferenza; i Joy Division dialogano con This Mortal Coil, mentre Bernini sta a guardare Bosch. Il secondo lungo di Schirinzi (I resti di Bisanzio) è un atto di dolore ispirato dagli schizzi del suo taccuino. Recensione ❯
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Storie di vita quotidiana di alcuni individui diversissimi tra loro. Espandi ▽
Le rocce e il mare di una vacanza alle Eolie, il tempo sospeso della campagna pugliese, la prospettiva lontana di una ragazza che insegue la sua immagine sui social, quella vicina di un immigrato nero accolto in casa: dopo L'uomo doppio, il diario in intimità di vita scritto da Terlizzi filmando scorci quotidiani e esistenziali, come fossero il cuore di un labirinto senza pareti, nel quale sostare sereni e un po' stupiti. Recensione ❯
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Un film saggio scritto e diretto da Frank Beauvais. Espandi ▽
Cronaca per interposte immagini di un regista in dissidio con se stesso e con il mondo: giorni in isolamento, trascorsi a guardare film come lenimento al dolore, si traducono in un magma di immagini che cannibalizzano il cuore del filmare e la paura del presente. Dalla fine del mondo e per la fine di un amore, di certo non la fine della sublime ossessione, la settima: quella del Cinema! Recensione ❯
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Un lungometraggio di Bruno Bigoni e Francesca Lolli. Espandi ▽
In apnea sul tempo presente, un trittico che danza con il desiderio della Morte di provare a vivere, amare
e stare nel mondo, cessando per un po' il suo potere. Bigoni e Lolli attivano un dialogo tra sperimentazione visiva e acting teatrale in un trittico che parte da Artaud, attraversa il Living Theatre e arriva ai giorni nostri. Recensione ❯
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Un film del regista di O Prefeito e O Fim de uma Era. Espandi ▽
Un'ex insegnante di un quartiere popolare di Rio, espropriata della sua casa dagli speculatori edilizi, chiede aiuto a un giovane pescatore per recuperare dal mare il suo vecchio sofà. Sullo sfondo di una città in guerra, i due ingaggiano una lotta contro le autorità in difesa dei loro diritti. Di fronte all'imbarbarimento del Brasile contemporaneo, Safadi recupera lo spirito rivoluzionario e giocoso del Cinema Novo e di Rogério Sganzerla. Recensione ❯
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Un film nel tempo e nei luoghi che variano, affidato al potere evocativo di parole e voci degli attori, dal passato al presente. Espandi ▽
Caduta e redenzione come morte e resurrezione, come vivere la vita e non dimenticare i ricordi: Tonino De Bernardi rilegge le pagine dell'ultimo romanzo di Tolstoj, assieme a Joana Preiss e Giovanna Giuliani, Tommaso Ragno, enrico ghezzi e molti altri. Un'elegia del cambiamento composta in movimento. Recensione ❯
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Parraud racconta lo spirito ribelle di un mondo a lungo ridotto al silenzio e condannato a rimestare le ferite del colonialismo. Espandi ▽
Sull'isola La Riunione, dipartimento francese nell'Oceano Indiano, un giovane del posto uccide il suo migliore amico in un raptus di rabbia. La sua coscienza cancella il gesto, ma dal passato di una terra schiavizzata emergono fantasmi che chiedono una compensazione al dolore dei morti. Recensione ❯
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Una riflessione teorica su un percorso artistico di straordinaria complessità. Espandi ▽
Un viaggio nel cinema di Pedro Costa: scene da Casa de Lava, Ossos, No Quarto da Vanda, Juventude Em Marcha, Cavalo Dinhero; frammenti di fotografie, diari di lavorazione, colonne audio. La voce fuori campo del regista portoghese, la sua ombra, la sua assenza. Un film-omaggio che si abbandona alla bellezza dei singoli film e si lascia trasportare attraverso le sue immagini e le sue rielaborazioni Recensione ❯
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L'esordio nel lungo dello svedese Skoog che fonde documentario, coming of age, iperrealismo, arte contemporanea. Espandi ▽
Estate, campagna svedese, la stagione della raccolta in un'azienda agricola. Uno stagionale polacco, un adolescente annoiato, una ragazza in vacanza. Le piante, le macchine, gli animali, l'acqua, il fuoco. La natura, la tecnologia, l'alienazione. Recensione ❯
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Un lungometraggio del regista brasiliano Bruno Risas, che indaga sulla sua stessa quotidianità. Espandi ▽
Dopo che il padre ha perso il lavoro, la famiglia di Bruno Risas ha dovuto trasferirsi a Bresser, vecchio quartiere operaio di São Paulo. La madre porta qualche soldo a casa, la sorella ha un lavoro malpagato, la nonna invecchia sempre più. E lui, Risas, non fa altro che filmare. Cosa? Una finzione? Un doc? Una storia di fantascienza? O forse il collasso della borghesia brasiliana - e di un'intera nazione - compresso nello
spazio saturato di una casa? Recensione ❯
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