Vitalina Varela

Film 2019 | Drammatico 124 min.

Titolo originaleVitalina Varela
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzionePortogallo
Durata124 minuti
Regia diPedro Costa (II)
AttoriVitalina Varela, Ventura, Manuel Tavares Almeida, Francisco Brito .
TagDa vedere 2019
MYmonetro 4,07 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pedro Costa (II). Un film Da vedere 2019 con Vitalina Varela, Ventura, Manuel Tavares Almeida, Francisco Brito. Titolo originale: Vitalina Varela. Genere Drammatico - Portogallo, 2019, durata 124 minuti. - MYmonetro 4,07 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Vitalina Varela, una donna di 55 anni di Capo Verde, arriva a Lisbona tre giorni dopo il funerale di suo marito. Aspetta il suo biglietto aereo da oltre 25 anni.

Consigliato assolutamente sì!
4,07/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,13
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
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Pedro Costa torna sulle strade di Fontainhas, ma oltre la dannazione si intravede la speranza.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 15 agosto 2019
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 15 agosto 2019

Lisbona. Muore Joaquim. La moglie Vitalina Varela torna da Capo Verde per il funerale, ma quando arriva a destinazione questo è già stato celebrato. Decide di rimanere comunque in Portogallo e di elaborare lì il lutto. Vitalina torna a Lisbona, in una nazione che non è (mai stata) sua, dove si parla una lingua che non ha mai accettato di parlare, per incontrare un marito che non c'è più e che l'ha tradita e ripudiata. Appena scesa dall'aereo le viene detto di tornare a casa, ma Vitalina ha atteso 40 anni di poter prendere quel volo e non ha intenzione di andarsene.

È questo il racconto, espresso in una forma anti-narrativa e che antepone la forza delle immagini allo storytelling, di una tenacia indomita, di una resilienza impossibile da scalfire. Quella del popolo capoverdiano, trapiantato a Lisbona e destinato a un purgatorio interminabile, costellato di sofferenze.

La gente che Pedro Costa ha preso a cuore al tempo di Ossos e che non ha più potuto abbandonare, per fare ritorno periodicamente in quei luoghi. Dal 1997 a oggi, infatti, Costa si è avviato su un percorso irreversibile, che ha progressivamente trasformato la sua poetica in una categoria a sé dell'arte e dello spirito. Una visione del mondo che assume una forma cinematografica lenta e sofferente, costellata di immagini di rara pregnanza e magnificenza visiva.

Soggetto pressoché unico del cinema di Pedro Costa sono diventati gli abitanti nullatenenti e indigenti di Fontainhas, un quartiere dimenticato e in parte smantellato dei sobborghi di Lisbona, abitato prevalentemente da immigrati provenienti da Capo Verde, discendenti di schiavi, privati da intere generazioni di una patria e di una identità. Costa si è mescolato a loro, ha vissuto con loro e non ha potuto fare a meno di riprenderli e raccontarli. Non fa eccezione Vitalina Varela, che prosegue il discorso con una nuova protagonista, già introdotta come personaggio minore in Cavallo denaro.

Proprio come in quel film è una scala, uno strumento di passaggio tra due aree e due mondi, ad aprire Vitalina Varela. Tra la discesa dagli scalini dell'aeroporto e l'ascesa degli stessi dell'epilogo si dipana la circolarità della storia di Vitalina, condotta ancora una volta tra le strade buie di Fontainhas, dove i personaggi transitano rumorosamente e mandano i propri lamenti all'indirizzo di Dio e della malasorte.

A mutare è la tavolozza su cui opera un Costa sempre più materico nella composizione delle inquadrature: colori saturi, arricchiti, che insistono fortemente su sprazzi di blu e rosso, che interrompono l'oscurità di un'inquadratura claustrofobica. La pelle nera e brillante di Vitalina Varela splende nella sua luminosa bellezza, evidenziata dalla fotografia di Leonardo Simões, e incarna la sofferenza multipla di essere nera, espatriata, povera e donna. Una vessazione che si legge sul suo volto scolpito e austero, nei suoi piedi lacerati e consumati dal troppo cammino.

Insieme a Vitalina, anche Ventura - già spettrale protagonista di Cavallo denaro - ritorna, in un ruolo secondario: ora è un prete, che celebra messa in una chiesa abbandonata, aggrappato a una fede sempre più remota. Ma nonostante lo scenario apocalittico, che prosegue e acuisce un dolore ancestrale, proprio di un popolo dannato, Vitalina Varela sembra chiudersi su una nota di speranza. Per una casa, eretta sull'ipocrisia e sulla perdizione, che crolla, eccone una che rinasce e che prova a invertire il flusso della dannazione eterna

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 19 agosto 2019
Massimo Causo
Duels.it

Il set contiene l'ombra e i corpi la scolpiscono, statuari e anestetizzati al dolore inferto dai tagli di luce da cui emergono. Rieccolo il magnifico cinema di Pedro Costa, fusione di verità e visione, reincarnato nella presenza scenica di Vitalina Varela, inconfutabile Pardo d'Oro a Locarno 72. Vitalina è figura reale e attoriale, che transita tra vita, cast e narrazione, in discendenza diretta da [...] Vai alla recensione »

sabato 17 agosto 2019
Giampiero Raganelli
Quinlan

Vitalina Varela, capoverdiana di 55 anni, arriva a Lisbona tre giorni dopo il funerale del marito, emigrato in Portogallo quarant'anni prima, durante i quali è riuscito a tornare a visitare la moglie solo due volte. Vitalina ha atteso il biglietto aereo per oltre 25 anni. Il cinema di Pedro Costa funziona con un meccanismo che con il linguaggio corrente potremmo definire di spin off, seguendo personaggi [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 agosto 2019
Davide Perego
Filmidee

Torniamo a soffocare fra le mura delle baracche di un quartiere fantasma di Lisbona, raggiunta troppo tardi dopo anni e anni di attesa da Capo Verde, palcoscenico di drammaturgie brechtiane celate negli antri di un presepe senza Dio. Tornano a scivolare sull'intonaco i polpastrelli callosi, mentre piccole candele votive puntellano un buio che avvolge ogni cosa e non la abbandona mai, dall'inizio alla [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 agosto 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Vitalina Varela è una donna, una vedova, un mistero. La incontriamo mentre scende dall'areo che la porta troppo tardi da Capoverde in Portogallo, coi piedi scalzi tocca la terra mentre un coro di donne anch'esse capoverdiane, la veste del sottoproletariato di servitù e pulizie, le dice che non c'è posto per lei lì, che è tutto finito ormai. Il marito Joaquim è morto, non è arrivata in tempo nemmeno [...] Vai alla recensione »

NEWS
[LINK] FESTIVAL
giovedì 15 agosto 2019
Emanuele Sacchi

Il film è in Concorso alla 72esima edizione del Festival di Locarno. Vai all'articolo »

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