66esima edizione del Festival dei Popoli, il programma dei 40 film. Firenze - 1/9 novembre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Si aprirà l’1 novembre la 66.ma edizione dell’evento fiorentino dedicato ai documentari. Ci racconta la selezione di quest’anno il Direttore Artistico Alessandro Stellino. Vai all’articolo »
90 film, tra anteprime nazionali e internazionali, cortometraggi e lungometraggi, omaggi e retrospettive. L’edizione numero 66 del Festival dei popoli si tinge di tanti colori. Vai all'articolo »
Il film di Kamal Aljafari è stato scelto come apertura della 66.ma edizione dell’evento fiorentino al via il prossimo 1 novembre. Una selezione di film sarà disponibile anche online su MYmovies ONE. Vai all’articolo »
Un villaggio italiano abbandonato vive una silenziosa rinascita quando il regista Ruedi Gerber stringe amicizia con gli ultimi contadini. Espandi ▽
Nel corso di decenni di globalizzazione, innumerevoli comunità rurali in tutto il mondo si sono ritrovate abbandonate: dal Midwest americano ai villaggi di montagna italiani, luoghi come Tatti rischiano l'estinzione. In questo piccolo borgo della Maremma toscana, gli anziani residenti non hanno avuto la forza di reinventare il loro mondo in declino, fino all'arrivo degli stranieri, come il regista Ruedi Gerber. La sua amicizia con gli ultimi agricoltori locali, i gemelli Marco e Massimo, ha dato il via a una silenziosa rinascita: insieme ad altri nuovi abitanti hanno iniziato a ripristinare i terreni abbandonati, restituendo speranza alla piccola comunità. La rinascita del villaggio trova il suo apice emotivo nella crisi personale di Marco, costretto a fare i conti con radicali trasformazioni, onorando le sue radici e reinventando il suo futuro. Questo film è sia un ritratto intimo che una storia universale di resilienza e mostra come le comunità possano rinascere quando il vecchio e il nuovo uniscono le forze, preservando ciò che merita di essere tramandato, senza il timore di evolversi. Recensione ❯
Una denuncia sulla condizione paradossale di coloro che si trovano ingabbiati tra le maglie giudiziarie di un Paese che volta le spalle a chi fugge per tutelare i propri diritti civili. Espandi ▽
Il 31 dicembre 2023 l'attrice, regista, giornalista e attivista curdo-iraniana Maysoon Majidi, nata nel 1996 nel Kurdistan iraniano, approda con un'imbarcazione di fortuna sulle coste calabresi, insieme ad altri 77 migranti. Appena sbarcata viene fermata e poi arrestata dalla polizia locale, che la identifica come un'aiutante e complice del capitano. Per l'accusa di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, poi rivelatasi inconsistente, sconterà 310 giorni di reclusione, prima nel carcere di Castrovillari e poi nella Casa Circondariale Panzera di Reggio Calabria.
Nel febbraio del 2025 il processo di primo grado presso il Tribunale di Crotone si concluderà con l'assoluzione di Majidi, che era tornata in libertà il 22 ottobre del 2024. Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio l'hanno filmata in quell'intervallo, per documentare i mesi in attesa della sentenza, a Sant'Alessio in Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, dove Majidi ha risieduto temporaneamente.
Il doc si colloca a metà tra inchiesta giornalistica dal basso e instant movie, con i mezzi del documentario indipendente low budget e il pregio innegabile di dare voce finalmente a un nome rimbalzato a lungo sui media e di fare chiarezza. Affida infatti a Maysoon Majidi la ricostruzione dei fatti, alternandola ad alcuni estratti del dibattimento in aula. Recensione ❯
Il film racconta l'ultimo pellegrinaggio del Treno Bianco, tra fede, condivisione e speranza lungo 50 ore di viaggio. Espandi ▽
Ogni anno, come tradizione, un treno dell'UNITALSI parte dalla Sicilia per portare persone in difficoltà di salute al santuario di Lourdes. Il viaggio che qui viene seguito potrebbe essere l'ultimo sulla strada ferrata perché il treno potrebbe essere sostituito dal più economico volo in aereo. La camera segue ammalati e assistenti cogliendone i sentimenti più profondi.
Un documentario che tratta un tema che implica una molteplicità di punti di vista, con uno sguardo di profonda umanità.
La scelta di Valerio Filardo e dei suoi cosceneggiatori è quella di non porsi mai dalla parte del giudizio. Non ci sono, in questa opera, né adesione fideistica né scettica ironia. C'è invece uno sguardo su esseri umani che condividono un'esperienza traendone, ognuno secondo la propria sensibilità, un beneficio. Recensione ❯
17 anni di filmati della cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Espandi ▽
Negli ultimi 17 anni, Marie Losier ha filmato la cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Tra concerti stracolmi, uno stretto rapporto con la sorella Suri e la messa in scena della sua prima opera, Peaches sente sempre il bisogno di reinventarsi ed esplorare i propri confini. Dentro e fuori dal palco, un ritratto intimo di un'artista stimolante, dotata di un'energia sconfinata, che infrange i tabù e che abbraccia ogni fase della vita trasformando il suo corpo in arte. Recensione ❯
Un doc toccante su un'immortale figura dal fascino magnetico. Con una voce vertiginosa che risuona nel vuoto della sua assenza. Documentario, USA2025. Durata 106 Minuti.
Amy Berg dirige un documentario sulla vita del cantautore americano Jeff Buckley, con materiali inediti e testimonianze intime. Espandi ▽
La parabola di Jeff Buckley è materia da romanzo. Gentile e disponibile dove il padre era scostante, innamorato di un rock aperto e contaminato - un improbabile quanto elettrizzante incontro tra Nina Simone e i Led Zeppelin -, Jeff sembrava voler scrivere una storia completamente diversa. Eppure, il destino avrebbe finito per accomunarlo al padre nella stessa aura tragica, segnata da una fine prematura.
Il documentario di Amy Berg, già autrice del toccante ritratto di Janis Joplin in Janis: Little Girl Blue, chiarisce fin da subito il proprio intento: non ricostruire semplicemente il mito di Jeff Buckley, ma avvicinarsi all'uomo dietro la leggenda.
Il film restituisce la complessità di una figura che continua a esercitare un fascino quasi magnetico, proprio perché incompiuta. Come se la sua voce - limpida, fragile, vertiginosa - continuasse a risuonare nello spazio lasciato vuoto dalla sua assenza. Recensione ❯
Il ritratto spiazzante e coraggioso di Piero Pelù che diventa anche invito a tornare a guardarsi negli occhi. Documentario, Italia2025. Durata 82 Minuti.
Il racconto intimo diretto dal regista Francesco Fei su un capitolo cruciale nella vita dell'icona del rock italiano Piero Pelù. Espandi ▽
Ha inizio con un ronzio persistente il film di Francesco Fei: un disturbo uditivo invasivo e menomante, destinato a ritornare sotto varie forme in Rumore dentro, documentario dedicato a Piero Pelù, ex frontman dei Litfiba, band simbolo del rock italiano dagli anni Ottanta in avanti.
Non sappiamo se fosse un'idea originaria, ma certo è che, a conclusione del film, "acufene" risulta essere la parola pronunciata più volte dal protagonista. È una condizione fisica concreta, ma anche il perno metaforico di un racconto: la difficoltà di convivere con un suono interiore che non si spegne mai, e che per un musicista abituato a vivere di decibel, energia e volume è una condanna difficile da accettare.
Il film è un ritratto spiazzante e coraggioso e non è il rilancio di una carriera - parola che Pelù rifiuta e disprezza - ma un invito a ripensare la comunità, a tornare a guardarsi negli occhi. Recensione ❯
Il film riporta in vita la Firenze degli anni Ottanta, tra new wave e sottoculture. Espandi ▽
All'imbocco degli anni '80, Firenze si trasforma da aristocratica meta di contemplazione turistica a capitale delle culture giovanili. Nascono fenomeni battezzati "Rinascimento Rock" o "Fauna d'Arte" e la città, insonne, diventa un'esplosione di creatività, edonismo, sperimentazione. Com'e` cominciato tutto questo? Quale traccia ha lasciato nel tessuto urbano e in coloro che sono arrivati dopo? A farci da guida in questa rievocazione del decennio infuocato del capoluogo toscano c'è Bruno Casini, operatore culturale cruciale nell'alimentare il fermento dell'epoca, e non mancano i principali protagonisti: Piero Pelu`, Sandro Lombardi, Federico Fiumani, tra i tanti e le tante. È attraverso il loro racconto e le loro gesta che si articola il film, scandito da un flusso di immagini e di parole, di visioni e di stimoli, nel tentativo di restituire l'energia di quello straordinario fuoco effimero. Recensione ❯
Un ritratto rigoroso e affettuoso di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano, fino alla presidenza della Repubblica. Espandi ▽
"Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà". A trentacinque anni dalla scomparsa di uno dei presidenti della Repubblica più amati, un ritratto rigoroso e affettuoso di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano, fino alla presidenza della Repubblica. Durante gli anni di piombo dimostrò una capacità unica di rappresentare i sentimenti più profondi di un popolo intero. Il documentario di Dario Ceccarini e Mario Molinari delinea il percorso umano e politico di una figura unica nella storia italiana: sempre attento agli emarginati e agli indifesi, Sandro Pertini ha svolto il proprio ruolo con coraggio, integrità e passione, incarnando i più alti ideali di libertà e antifascismo; un punto di riferimento per intere generazioni. A rendergli omaggio e ricordarlo nel film (con musiche di Nicola Piovani e disegni di Gianluigi Toccafondo) intervengono, tra gli altri: Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Luciana Castellina, Furio Colombo, Walter Veltroni. Recensione ❯
Nel 2001, Kamal Aljafari e l'amico Hasan viaggiano a Gaza per cercare un ex compagno di cella, esplorando luoghi, volti e ferite della città. Espandi ▽
In una serie di registrazioni risalenti al 2001 e ritrovate solamente di recente, Kamal Aljafari riporta alla luce un viaggio dell’epoca fatto a Gaza, in compagnia dell’amico Hasan. Il regista palestinese si era recato sul posto in cerca di un uomo con cui aveva brevemente condiviso una cella in prigione, più di dieci anni prima. Senza avere molte informazioni su di lui, i due si inoltrano per le strade di Gaza, parlano con gli abitanti, assistono alla distruzione già perpetrata dall’esercito israeliano, e si avventurano in auto nei territori fuori dalla città. In questi anni di conflitto atroce a Gaza, il cinema multidimensionale e autoriflessivo di Kamal Aljafari si propone come complemento ideale alle testimonianze documentarie più dirette e lineari che hanno a che fare con l’attualità nelle terre palestinesi. Dopo A Fidai Film del 2024, Aljafari torna con un’opera più essenziale e anche più personale, ancora una volta basata sullo scarto temporale tra periodi diversi e sulla riflessione ontologica di quale sia il significato di un’immagine preesistente una volta che ne cambiamo il contesto. Recensione ❯
Donne, donne che hanno accettato di lavorare a turni di 12 ore, a ritmi durissimi garantiti da una rigida disciplina, e che sono legate tra loro nello sfruttamento a cui sono sottoposte ogni giorno. Espandi ▽
SHE sono voci e corpi delle operaie dell'enorme parco industriale di elettronica in Vietnam, a Bac Ninh, uno dei più grandi al mondo. L'80% della forza lavoro è costituita da donne che hanno accettato di lavorare a turni di 12 ore, a ritmi durissimi garantiti da una rigida disciplina. SHE è madre, figlia, moglie, single, migrante e stanziale allo stesso tempo: le condizioni di partenza sono diverse per ogni protagonista, tuttavia tutte sono legate nello sfruttamento a cui sono sottoposte ogni giorno. La protagoniste si incontrano e svelano ciò che si svolge ogni giorno nella catena di montaggio delle più grandi fabbriche dell'elettronica mondiale e nei sobborghi industriali. Recensione ❯
Un ritatto di due poeti ma anche di due amici. Espandi ▽
Sarah Maldoror rivede i poeti Aimé Césaire e Léopold Sédar Senghor a Miami. Sarah filma gli sguardi incrociati e i gesti semplici dei due amici. Recensione ❯
Ivan torna in Sardegna dopo anni in Francia: tra vigne, famiglia e ricordi, riscopre radici, legami e il senso dell'appartenenza. Espandi ▽
Dopo tre anni di lontananza, Ivan fa ritorno nel Sulcis, in Sardegna, per fare il vino con i genitori nella loro piccola azienda dopo aver lavorato in Francia come viticoltore. Il suo rientro a casa è un viaggio interiore sospeso e rarefatto dove le persone e le cose lasciate alle spalle nel passato si ritrovano nella dimensione emotiva e solitaria del protagonista. Si tratta di una riflessione sul rapporto con le proprie radici, sul rapporto fra generazioni, sul cosa significa essere figli e su come si vedono i padri e le madri, tra malinconie del passato e l'energia necessaria ad affrontare il presente. Recensione ❯
Marie Losier firma un controverso ed affascinante documentario su Genesis P-Orrige e Lady Jaye. Espandi ▽
Una love story, un ritratto intimo di due vite che l'amore e l'arte hanno trasformato radicalmente. Genesis P-Orrige, figura culto della musica underground, fondatore dei Throbbing Gristle e di Psychic TV, e Lady Jaye, sua compagna e collaboratrice, hanno performato artisticamente la loro storia d'amore decostruendo i propri corpi, "Creating the Pandrogyne", alla ricerca di una terza identità indivisibile. Recensione ❯
Alba, cresciuta nella setta dei Bambini di Dio, affronta madre e nonna per esplorare il passato e ritrovare la propria identità. Espandi ▽
Alba Zari è nata a Bangkok dove la madre Ivana aveva seguito la propria genitrice Rosa la quale aveva lasciato i propri altri due figli per aderire alla setta dei Bambini di Dio. Alba inizia con molta delicatezza un percorso per cercare di scoprire elementi che le sono stati sempre tenuti nascosti da madre e nonna con lo scopo iniziale di cercare di ritrovare il proprio padre biologico.
Un percorso intimo messo a disposizione di chi voglia assistervi per comprendere come la verità sul passato, per quanto dolorosa, possa essere utile per maturare e crescere.
Alba (Dawn) Zari si è diplomata presso il DAMS di Bologna e ha poi seguito un importante corso sulla fotografia documentaria al Centre of Photography in New York. Questa brevissima nota biografica è necessaria come premessa perché è la stessa regista a dichiarare che una sua ricerca fotografica solitaria a un certo punto non le è stata più sufficiente ed ha avuto bisogno di condividere con altri, attraverso, l’uso di una telecamera, la propria indagine conoscitiva sul passato. Siamo di fronte a tre donne di tre generazioni diverse che ruotano attorno alle stesse problematiche con reazioni diverse ma scoprendo alla fine che questa sorta di operazione ad obiettivo aperto le aiuta a vivere il presente se non del tutto sgravate (cosa impossibile da realizzare) almeno alleggerite da una parte del peso di scelte che non possono più venire modificate ma a cui si può guardare con la giusta distanza proprio perché le si sono fatte riemergere da vicino dopo un’immersione in esse. Recensione ❯
Mauro, diviso tra Napoli e São Vicente, sogna di ricongiungere le proprie radici e affronta un viaggio tra nostalgia, memoria e metamorfosi. Espandi ▽
Mauro vive sospeso tra più realtà: Napoli, dove vive in seminterrato a Pianura con la sua numerosa famiglia e dove ogni giorno si affretta a ritagliarsi uno spazio tutto suo; e São Vicente, che è stato costretto a lasciare da bambino e di cui conserva ricordi preziosi: la terra eternamente battuta dal vento, le corse per le strade a mezzogiorno, il Carnevale di piume e uomini neri dove ognuno può scegliere chi vuole essere. Sogna di tornare per ricomporre la frattura tra i diversi pezzi che lo frammentano - "1/4 Capo Verde e 3/4 Italia" senza cittadinanza - ma il rinnovo del permesso di soggiorno è un'attesa senza fine. Poi, finalmente, il viaggio verso le sue origini ha luogo. Tra cani randagi e buoi che volevano essere liberi, relitti marini e terrestri e nostalgia, si rivelerà un ritorno a un'isola-che-non c'è-più, fino a una nuova metamorfosi. Recensione ❯