| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Michele Soavi |
| Attori | Michele Placido, Barbora Bobulova, Alina Nedelea, Valerio Binasco, Ana Caterina Morariu Alessandro Preziosi, Massimo Poggio, Stefano Dionisi, Giovanna Ralli, Philippe Leroy, Daniela Giordano, Flavio Parenti, Riccardo Flammini. |
| Uscita | venerdì 8 maggio 2009 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 1,93 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 6 aprile 2017
La storia di una famiglia lacerata da divisioni politiche sul finire della seconda guerra mondiale: un figlio aggregato alle brigate partigiane e una figlia repubblichina. In Italia al Box Office Il sangue dei vinti ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 73,4 mila euro e 27,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un viaggio che lo porta verso un luogo importante della sua vita un funzionario di polizia, assieme ad una ragazza dal suo passato, ricorda alcuni momenti della sua vita alla fine della seconda guerra mondiale quando lui e la sua famiglia sono stati stretti tra le rivolte partigiane e le nuove istanze della Repubblica di Salò. Con il fratello in uno schieramento e la sorella nell'altro il protagonista non prende parte alla guerra intestina e decide di concentrarsi sul caso di una donna uccisa e della sua bambina, unica testimone oculare, data in custodia alla sorella gemella della defunta.
Dopo le moltissime polemiche che hanno accompagnato il libro di Giampaolo Pansa ora quella storia diventa un film e dispiace molto pensare che tutte le facili polemiche che seguiranno l'uscita di questa versione per il grande schermo oscureranno un fatto ben più importante e decisamente più grave: la povertà indescrivibile di un film che si colloca sui valori più bassi della già bassa scala di giudizio delle fiction televisive.
Sebbene sarebbe assolutamente superfluo spendere parole per un film così mal concepito, girato, scritto e interpretato (è sufficiente il dimenticatoio che la mente dello spettatore è pronto a riservargli già a partire dall'uscita dalla sala), lo stesso va sottolineato lo stupore per un regista come Michele Soavi che, solo 3 anni fa, aveva stupito tutti con Arrivederci amore, ciao, riscattando anni di fiction televisive facili e scontate.
Ora invece Il sangue dei vinti lo riporta nel baratro dell'ovvia medietà e dei prodotti studiati per la più facile identificazione: quella della famiglia all'italiana tutta mamme apprensive e padri integerrimi, dei legami di sangue divisi dalla guerra e della memoria storica. Scene come quella della cartina italiana che una sventagliata di mitragliatrice separa in due sono tra le peggiori immaginabili per il grande schermo e tra le più sconsigliabili per il piccolo.
Ci si chiede davvero come sia pensabile proporre al pubblico cinematografico, profondamente diverso da quello più acquietato e poco pretenzioso della televisione, un prodotto così scadente, tempestato di buchi di trama, incongruenze di montaggio e leggerezze di recitazione.
Sono uscito dal cinema pensando che se il regista fosse stato messicano (o iraniano, palestinese, uzbeko, etc.) e se i Vinti fossero stati gli sconfitti di un regime/partito/classe dominante di quelle zone esotiche, questo film avrebbe vinto il Leone d’oro di Venezia. Tutto sarebbe stato apprezzato, ogni virgola del testo ad effetto, ogni lacrima, sarebbe andata bene anche la cadenza allegorica. Vai alla recensione »
Sul finire della II guerra mondiale, dal bombardamento di San Lorenzo a Roma alla Liberazione, si consuma, tra ricostruzione storica, noir metropolitano e thriller politico, la lacerazione di una famiglia: il figlio va coi rossi, la sorella con i neri. Orrori ovunque. Chissà l'Anpi, così attenta a Spike Lee, come commenterà. Ispirato al libro di Giampaolo Pansa, catalizzatore eccellente del terzismo [...] Vai alla recensione »