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Alessandro Piavani: «Passerei una serata con l'agente Dale Cooper di Twin Peaks»

Il giovane attore sarà tra i protagonisti della nuova serie Sky Blocco 181, primo progetto televisivo dell'artista rap Salmo.
di Ilaria Ravarino

venerdì 30 aprile 2021 - Celebrities

Nato a Bergamo, classe 1993, Piavani si è formato alla Royal Central School of Speech and Drama di Londra, lavorando come attore, regista e drammaturgo. Nel 2015 l'esordio in tv nella serie internazionale I Medici (nel ruolo di Bertoldo) cui seguono la partecipazione alla serie La mafia uccide solo d'estate, al film I due papi di Fernando Meirelles e alla serie di spionaggio per BBC One The little drummer girl. Dopo aver esordito come co-protagonista al cinema nel 2017, insieme a Barbora Bobulova in Saremo giovani e bellissimi di Letizia Lamartire, Piavani sarà tra i protagonisti della nuova serie Sky Blocco 181, primo progetto televisivo dell'artista rap Salmo.

La prima volta su un palco: quando?
A sette anni, alle elementari. Portavamo in scena "Il gabbiano Jonathan Livingston" ed eravamo tutti vestiti di bianco con delle bandane bianche in testa. Cosa che, in teoria, avrebbe dovuto farci assomigliare a dei gabbiani. Ho ancora il video: è una cosa imbarazzantissima.
La prima volta su un palco vero?
Il primo palco vero è stato il Playhouse Theatre di Londra, nel West End. Ero là per uno showcase della scuola di recitazione e avevo portato una scena da "Hedda Gabler" (il dramma di Henrik Ibsen, ndr). Quelle stesse assi le hanno calcate i più grandi, e non solo a teatro: una volta ci suonavano anche i gruppi. Ci sono passati i Rolling Stones, i Beatles, i Queen...
La prima volta che hai recitato fuori da un palco?
Ho raccontato una supercazzata alle elementari. Di ritorno dalle vacanze estive ho detto a tutti che ero stato alle Maldive. In realtà c'era stata mia sorella, ma ero molto affascinato dai suoi racconti. Descrivevo a tutti i pesci, il mare, la spiaggia. Non mi hanno mai scoperto.
Il ruolo per cui potrebbero riconoscerti per strada?
Marco di La mafia uccide solo d'estate, la serie.
Il tuo cavallo di battaglia ai provini?
Uso spesso il monologo di Biron da "Pene d'amor perdute" di William Shakespeare. È divertentissimo: Biron è innamorato di una ragazza e non si capacita di come sia possibile. È un monologo molto comico.
C'è una cosa che sai fare bene, e che vorresti fare in un film?
Da piccolo giocavo a basket. Non lo faccio più da anni, ma non ero male. Mi divertirebbe farlo in un film.
Cosa non deve mancare nel tuo camerino?
L'ansia. Prima del set e prima del palco. Se sento di avere paura, allora vuol dire che sono pronto. E poi porto sempre con me un dado: me lo ha regalato Letizia Lamartire. Ha uno smile su ogni faccia e ogni tanto lo lancio a mo' di divinazione.
Sul set o sul palco ti senti sicuro se...
...se mi concentro su altro da me. Se smetto di pensare se sono bravo o se sto dentro al personaggio. Se sono preso dalla relazione con l'altro.
A chi porteresti il caffè sul set pur di vederlo recitare?
A Luca Marinelli, che della sua generazione è l'attore migliore che c'è. Fuori dall'Italia Viola Davis. La adoro.
Qual è il film che, se lo vedi iniziato in tv, non puoi smettere di guardare?
Titanic (guarda la video recensione). Proprio non riesco a smettere. È uno dei primi film che ho visto da piccolo, mi portavo il libro all'asilo.
Il film di cui cambieresti il finale?
Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan. Non manderei Blanche al manicomio. La vorrei libera, felice e lontana dalla sorella.
Serata a casa, Netflix & chill: cosa guardi? Cosa ordini?
In Italia mi ordino la pizza. In realtà lo faccio anche a Londra, ma solo se trovo dove la preparano alla napoletana. E poi mi guardo RuPaul's Drag Race, un reality americano su una competizione tra drag queen. È favoloso.
Un personaggio di cinema o tv con cui passeresti una serata?
L'agente Dale Cooper di Twin Peaks. Andrei a prendermi un drink con lui nella Loggia Nera.
Protagonista di un film di genere: quale?
Un horror alla Midsommar (guarda la video recensione), di quelli che mi terrorizzano da spettatore. Un orrore non truculento ma profondo, psicologico.
Se non facessi l'attore come ti guadagneresti da vivere?
Volevo fare l'astronauta, ma ci credevo davvero. Sono fissato ancora oggi con lo spazio e la fisica quantistica.
Chi può dirti che stai sbagliando?
Miriam e Giulia, le mie storiche migliori amiche. Conto molto su di loro, anche se non fanno il mio lavoro. Anzi, soprattutto per quello.
Da chi vorresti sentirti dire che sei bravo?
A parte me stesso? Luca Guadagnino. Se un giorno un regista come lui mi dicesse una cosa del genere, sarei l'uomo più felice al mondo.
Gli ultimi tre brani ascoltati sul telefono?
Self Control di Frank Ocean, I Wanna Be Your Lover de La Bionda e Summer on a solitary beach di Franco Battiato.
Dopo questa intervista che farai?
Vado a leggere le sceneggiature delle serie che entreranno presto in preparazione, per Rai e Sky.


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