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Come si racconta al cinema uno scrittore? E la sua opera?

Leggere un testo in un film è impresa complessa. Ma per fortuna i registi coraggiosi non mancano.
di Pino Farinotti

Elio Germano (39 anni) 25 settembre 1980, Roma (Italia) - Bilancia. Interpreta Giacomo Leopardi nel film di Mario Martone Il giovane favoloso.
lunedì 16 settembre 2019 - Focus

Il biopic Tolkien, di cui ho scritto, è un modello tradizionale di come si racconta uno scrittore: riguarda le vicende private che possono essere materiale da cinema, ma non sempre. Martone per il suo Leopardi, che ha avuto una vita privata poco... dinamica, diciamo così, ha inserito episodi utili al racconto, arricchendoli, o magari creandoli. È vero che la vita di certi scrittori, soprattutto di poeti, è intensa, con pulsioni magari estreme. Il cinema ne ha raccontate molte. Di getto ricordo i "poeti dall'inferno Rimbaud (DiCaprio) e Verlaine (Thewlis). Oscar Wilde è stato assediato dai film, uno per tutti Wilde con Stephen Fry. Al tormentato Dino Campana ha dato corpo e volto Stefano Accorsi. In Midnight in Paris Woody Allen fa incontrare, a modo suo, il suo alter ego Owen Wilson, con Fitzgerald e Hemingway. Pablo Neruda presente nel Postino, si è riproposto nel recente film di Pablo Larraìn. La lista sarebbe molto lunga. Ma è un'altra prospettiva sulla quale lavoro: la scrittura. Non gli scrittori e i poeti, ma le loro opere.

Leggere un testo, anche storico, anche magico in un film è impresa complessa. Le due discipline non combinano. Se fai un biopic di un musicista puoi contare sulle musiche e il problema è risolto. Ma se devi costruire l'opera sulla parola pura, non è semplice. Occorre che il regista abbia grande coraggio. Che si affidi alla propria passione e cultura. Sa già che il box office non gli sarà amico. Eppure registi coraggiosi ci sono e hanno creduto nella parola, quella dei maestri degli eroi della formazione di quasi tutti noi.
Pino Farinotti

Nel film The Reader la letteratura, lo scritto, la parola, agiscono come 'attori'. La Winslet è Hanna, che negli anni Sessanta seduce Michael, studente 17enne. La donna, analfabeta ma non lo vuol far sapere, chiede al ragazzo di leggerle dei libri. Si comincia con l'Odissea. Musa, quell'uom di multiforme ingegno / Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra / Gittate d'Ilïon le sacre Torri; / Che città vide molte e delle genti / L'indol conobbe; che sovr'esso il mare / Molti dentro nel cor sofferse affanni. Durante la lettura il film si ferma, per rispetto, per sortilegio, per... Omero. È vero, forse il pubblico dei supereroi ...non si ferma. Ed è un peccato.

James Joyce non si addice al cinema. Soprattutto non si addice l'Ulisse che è esercizio di scrittura sperimentale, complessa. Così John Huston, per il suo The Dead, scelse un Joyce diciamo tradizionale, quello di Gente di Dublino. La qualità del testo è la più alta. Huston propone il finale, "Neve cadeva su ogni punto dell'oscura pianura centrale, sulle colline senz'alberi; cadeva lieve sulle paludi di Allen e più a occidente cadeva lieve sulle fosche onde rabbiose dello Shannon. E anche là, su ogni angolo del cimitero deserto in cima alla collina dov'era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle tombe, sulle punte del cancello e sui roveti spogli. E l'anima gli svanì mentre udiva la neve cadere stancamente su tutto l'universo, stancamente come se scendesse la loro ultima ora, su tutti i vivi e i morti".

Urlo è un film del 2010 firmato da Rob Epstein e Jeffrey Friedman. "Urlo" è il poema di Allen Ginsberg uno dei grandi "maledetti" della beat generation.
Uno stralcio:
"Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nude isteriche
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di
soffitte a acqua fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette..."


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