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Biografilm Festival 2018, il cinema sul filo di un nome

Dal 14 al 21 giugno torna il festival cinematografico di Bologna che celebra vite e talenti fuori norma.
di Marzia Gandolfi

giovedì 14 giugno 2018 - Festival

Giunto alla sua quattordicesima edizione, il Biografilm Festival è un evento cinematografico dedicato alle biografie e ai racconti di vite straordinarie. Vite che scorrono dentro concorsi, sezioni, focus tematici, première italiane e internazionali, conferenze, esposizioni, concerti e retrospettive consacrate a personaggi indimenticabili che con le loro produzioni culturali hanno spostato più in là il mondo. Novantatré i film in programma pescati in prestigiose kermesse internazionali (Cannes, Berlino, Sundance) o fuori delle cornici festivaliere.
La competizione internazionale, che conta dieci anteprime, è affiancata da una sezione dedicata ai temi più urgenti della contemporaneità (Contemporary Lives), che include la prima europea di The Cleaners di Hans Block e Moritz Riesewick. Un sorprendente documentario che indaga l'industria digitale e gli algoritmi che 'calcolano' le nostre esistenze (virtuali).

Sviluppato intorno e arricchito da una lunga serie di progetti collaterali, il Biografilm Festival apre quest'anno una finestra dedicata alle serie TV (Biografilm Series), dodici i titoli selezionati tra Italia, Belgio, Russia, Danimarca, America e Sudamerica. Alcune serie come Skam Italia (guarda la video recensione), remake di una fiction televisiva norvegese dedicata agli adolescenti, e The Vanishing, storia di una fanciulla 'inghiottita' dalla provincia, saranno mostrate integralmente per la gioia degli appassionati delle maratone collettive.
Marzia Gandolfi

Otto invece i titoli della sezione Biografilm Italia che comprendono, tra gli altri, il debutto di Tea Falco (Ceci n'est pas un cannolo), la ricerca della vita extraterrestre di Elisa Fuksas (A Life Beyond Earth) e la cavalcata western di Walter Bencini sugli irriducibili pastori a cavallo della Maremma (Gli ultimi butteri). Mai come quest'anno la biografia è protagonista a Bologna con un'attesissima galleria di ritratti che 'sfogliano' la vita e la produzione artistica di personaggi celebri. Da Jane Fonda, protagonista di Jane Fonda in Five Acts, documentario HBO di Susan Lacy che ripercorre la carriera di un'artista sensuale davanti alla camera di Roger Vadim e dentro i costumi 'spaziali' di Paco Rabanne, una sacerdotessa dell'aerobica in un corpo da sogno, una femminista passionaria impegnata su tutti i fronti, a Orson Welles, il regista leggendario e genio mistificatore divenuto celebre in una notte inventando un'invasione aliena.


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In foto una scena di Jane Fonda in Five Acts.
In foto una scena di Gli ultimi butteri:
In foto una scena di Whitney.

"La Guerra dei mondi" fu uno scherzo di dimensioni monumentali, un'esperienza limite che produrrà uno spazio nuovo di riflessione, legittimando una categoria estetica con un grande futuro, quella della fake news. Mark Cousins accede ai disegni e ai dipinti esclusivi di Welles, immergendo lo spettatore nelle sue visioni e disegnando un ritratto indotto da quelle visioni (The Eyes of Orson Welles). E ancora Alexander McQueen, stilista inglese (autodistruttivo) che ha trasformato a colpi di forbice le sue creazioni in sculture e coltivato un mistero che alimentava i superlativi con cui veniva definita la sua opera. Ian Bonhôte lo celebra in un film (McQueen) che prova ad afferrare la bellezza che ha inventato (e cucito), ambigua, potente e a prova di tempo.

A Renzo Piano, architetto poeta che accende le coscienze con costruzioni gigantesche e sublimi meccaniche interiori, è dedicato il documentario Renzo Piano: The Architect of Light di Carlos Saura, visionario e fiero come il suo soggetto.
Marzia Gandolfi

Sulle architetture civili di Renzo Piano, il Biografilm accomoda la voce prodigiosa e i segreti di Whitney Houston, consacrata da Kevin Macdonald e da un documentario (Whitney) da cui è impossibile uscire indenni. Riemergendo dal malessere profondo della diva pop, che nessuna bodyguard ha potuto proteggere da se stessa, vi attende ancora un bastimento carico di opere che ricompongono, sul filo di un nome, una vita. Si apre con Le Brio, commedia di riconciliazione di Yvan Attal, dove l'arte della retorica diventa una sorgente di suspense gioiosa, e si consiglia l'estasi rock nel paese dei Soviet di Kirill Serebrennikov (Leto). Buon cinema e buona vita.


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