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martedì 20 ottobre 2020

Alice Braga

Alice non abita più qui

37 anni, 15 Aprile 1983 (Ariete), San Paolo (Brasile)
occhiello
Adrien Brody: < Vogliono che proviamo pietà per uno di noi, per gli esseri umani!>
Alice Braga: < E tu cosa sei? >
Adrien Brody: < Io sono vivo >
Alice Braga: < E a quale prezzo? >

dal film Predators (2010) Alice Braga  Isabelle
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Alice Braga

Sérgio Machado mette in scena un triangolo di passione e distruzione nella moderna e dilaniata Salvador.

Lower City, torbide ossessioni

martedì 17 giugno 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Lower City, torbide ossessioni Dopo aver diretto Central do Brasil e I diari della motocicletta e prodotto City of God, Walter Salles torna a vestire il ruolo del produttore affiancando il regista esordiente Sérgio Machado (già suo assistente) per mettere in scena ancora una volta i sentimenti umani in un paese dilaniato. Attraverso il triangolo amoroso che si innesca tra due amici d'infanzia - Deco e Naldinho - e l'indipendente e bellissima prostituta di nome Karinna, Machado racconta il bassofondo brasiliano pur puntando la macchina da presa sull'animo dei protagonisti, esplorando le loro reazioni intime e i conflitti in un vortice di passione e ossessione. Mentre i due uomini iniziano a guardarsi in cagnesco, deplorando il sentimento dell'altro per la donna ed elemosinando le attenzioni di lei, Karinna dà ad entrambi la stessa quantità d'amore, costruendo e sanando un rapporto a tre distruttivo e allo stesso tempo necessario. Scelta grazie al ruolo in City of God, Alice Braga dona umanità e amore alla sua prostituta.

The New Mutants

The New Mutants

* * - - -
(mymonetro: 2,42)
Un film di Josh Boone. Con Blu Hunt, Henry Zaga, Maisie Williams, Anya Taylor-Joy, Charlie Heaton.
continua»

Genere Azione, - USA 2020. Uscita 02/09/2020.
Elysium

Elysium

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,85)
Un film di Neill Blomkamp. Con Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, Diego Luna.
continua»

Genere Fantascienza, - USA 2013. Uscita 29/08/2013.
On the Road

On the Road

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,70)
Un film di Walter Salles. Con Alice Braga, Kristen Stewart, Garrett Hedlund, Kirsten Dunst, Sam Riley.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2012. Uscita 11/10/2012.
Il Rito

Il Rito

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,63)
Un film di Mikael Hafström. Con Anthony Hopkins, Colin O'Donoghue, Alice Braga, Toby Jones, Ciarán Hinds.
continua»

Genere Thriller, - USA 2011. Uscita 11/03/2011. 14
Predators

Predators

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Nimród Antal. Con Adrien Brody, Alice Braga, Laurence Fishburne, Topher Grace, Danny Trejo.
continua»

Genere Azione, - USA 2010. Uscita 14/07/2010. 14
Filmografia di Alice Braga »

venerdì 16 ottobre 2020 - L’autore e regista siciliano racconta in un'intervista le idee alla base del progetto che segna il suo debutto in TV, una serie in 8 episodi coprodotta da Sky e HBO e disponibile ogni venerdì su Sky e in streaming su NOW TV.

Luca Guadagnino: «con We Are Who We Are voglio dare voce alle persone nella loro unicità»

Giorgio Crico cinemanews

Luca Guadagnino: «con We Are Who We Are voglio dare voce alle persone nella loro unicità» La famiglia Wilson arriva nella base militare USA di Chioggia, a due passi da Venezia. Sarah e Maggie hanno deciso di lasciare New York per vivere e lavorare lì, rispettivamente come nuovo colonnello (nonché comandante in capo del distaccamento) e dottore dell’ospedale militare. Questo cambio radicale coinvolge anche il loro figlio adolescente Fraser, quattordicenne inquieto catapultato di botto in un microcosmo molto particolare come una base americana all’estero. Come lui, altri ragazzi che vivono nella base al seguito dei genitori cercano di esplorare il più a fondo possibile la loro gioventù per capire chi siano e cosa veramente vogliano dalla vita mentre, allo stesso tempo, provano a trovare il modo di porsi agli altri che più combacia con la loro identità. Una sfida cruciale per chi si affaccia all’età adulta ma che non termina con la fine della crescita: anche “i grandi”, infatti, hanno i loro problemi nel far collimare chi vogliono essere con ciò che riescono a essere effettivamente.
 

Fino a che punto l’idea che si ha di sé può condizionare davvero il nostro comportamento? E quanto può mediare la nostra espressività istintiva? È a domande come queste che – attraverso il racconto di un pugno abbondante di vite umane, di persone – We Are Who We Are cerca di suggerire delle risposte.
Non c’è la pretesa di esaustività, nella nuova serie di Luca Guadagnino, ma - come il regista spiega chiaramente nel corso dell'intervista rilasciata a Sky, di cui presentiamo in 4 pillole i passaggi più salienti - solo l’ambizione di mettere onestamente in scena delle esistenze che non vogliono spiegare a nessuno il senso della vita ma solo mostrare come la vita, fluendo, acquisisce senso quasi da sola.

Questo modo di accostarsi ai personaggi ha consentito a Guadagnino di liberarsi da una serie di pastoie e luoghi comuni che spesso si accompagnano al racconto degli anni dell’adolescenza: «Chi ha detto che è complicato raccontare l’adolescenza senza cadere nei cliché? Non credo che sia complicato raccontarla o cascare in quei cliché, decidi tu se farlo o meno. Il problema non è tanto se sia difficile o facile, fare cinema è difficile nella misura in cui tu devi avere l’esperienza di comprendere come comunicare con gli altri sul set, con gli attori, la troupe… Ma è relativamente facile nel momento in cui cascano le difese, gli intellettualismi o, peggio, le programmaticità. Dire che fare un film o una serie sull’adolescenza sia difficile dipende soltanto dal fatto che tu sia o meno pronto a cascare in quei cliché. Se non ci cadi è perché semplicemente non ti poni in relazione con essi e devi solo avere la capacità di osservare e di conoscere».

Il regista di Chiamami col tuo nome rivela anche che arrivare sul set della nuova serie Sky è stato un po’ come un nuovo, inesorabile, primo giorno di scuola: «Per un regista, fare un nuovo film è una perenne prima volta, è come se si debuttasse ogni volta. È come se scoprissi nuove incapacità tue e, almeno per quanto mi riguarda, devi fare sempre una sorta di corpo a corpo terrificante con questo sentimento di vuoto sotto ai piedi per impedire di apparire quel che tu pensi di essere, cioè un ciarlatano di fronte alla sua troupe… e quindi, ogni volta, devi ricominciare a parlare un linguaggio che si rinnova continuamente».

Alle prese con un cast prevalentemente molto giovane in We Are Who We Are, il regista siciliano non ama però parlare del loro talento: nella sua ottica di sincerità espressiva, un attore è colui che dà vita a un nuovo personaggio, più che interpretarlo. Ammette però anche di amare molto gli attori esperti: «Io amo gli attori e amo gli attori importanti perché un attore di livello porta con sé l’esperienza che lo ha fatto diventare quella persona e quell’attore importante che è. Però devo dire che il sistema bressoniano di pensare al cinema come racconto di modelli – non della moda ma della realtà – è sempre più irresistibile».

Del resto, Guadagnino avrebbe anche in mente molti altri modelli da inserire nei suoi lavori ma il principale ostacolo, come spesso accade, è il tempo: «Il problema di ogni regista è che, se da un lato gli scenari in cui vorrebbe lavorare con gli attori del proprio immaginario sono ampissimi, dall’altro però abbiamo poco tempo. Fai un film ogni otto mesi se sei Woody Allen o sei Pupi Avati oppure ogni due anni od ogni tre. Questa è la media, poi ci sono quelli che fanno ancora meno lavori. E comunque, per quanto tu possa essere o meno prolifico, non riuscirai mai a incontrare tutti gli attori che hanno colpito o ancora colpiscono il tuo immaginario. Questa è una cosa che mi dispiace».

We Are Who We Are è la nuova serie Sky Original diretta da Luca Guadagnino e scritta dallo stesso regista insieme al premio Strega Paolo Giordano, a Francesca Manieri e a Sean Conway. Nel cast, i ruoli principali sono ricoperti da Chloë Sevigny, Alice Braga e dall’enfant prodige Jack Dylan Grazer.

mercoledì 14 ottobre 2020 - Attori adolescenti dal talento pieno, affiancati da interpreti più navigati, in una storia che racconta una corsa senza paura alla ricerca della propria unicità. Ogni venerdì su Sky e in streaming su NOW TV.

We Are Who We Are, un cast giovane, fresco e internazionale di cui sentiremo presto parlare

Ilaria Ravarino cinemanews

We Are Who We Are, un cast giovane, fresco e internazionale di cui sentiremo presto parlare È un cast giovane e internazionale quello al servizio di Luca Guadagnino in We Are Who We Are, la serie in otto episodi coprodotta da Sky e HBO e trasmessa per quattro venerdì, dal 9 ottobre, su Sky e in streaming su NOW TV.

Attori adolescenti dal talento pieno e il viso ancora acerbo, affiancati da interpreti più navigati (Chloë Sevigny, Alice Braga), in una storia che racconta l’adolescenza come il momento cardine per lanciarsi senza paura alla ricerca della propria unicità.

GRAZER E SEAMÓNATTENTI A QUEI DUE
Una piccola star in ascesa e una talentuosa esordiente, in un cocktail perfettamente calibrato di freschezza ed eccentricità, incoscienza e strategia. Jack Dylan Grazer e Jordan Kristine Seamón, i protagonisti di We Are Who We Are, sono due attori di cui si tornerà a parlare presto, per la capacità innata e naturalissima dei due performer di bucare lo schermo.

Entrambi diciassettenni, nella serie di Guadagnino i due ragazzi interpretano le parti dell’introverso Fraser Wilson – newyorkese trasferito controvoglia, insieme alle sue due mamme, in una base militare statunitense in Veneto – e Caitlin Poythress, ragazza cresciuta nella base con una vita apparentemente tranquilla e un tumulto interiore mai espresso.

Già noto al cinema per aver interpretato nel 2017 il protagonista di It e nel 2019 nel ruolo di Freddy Freeman in Shazam!, Grazer viene da una famiglia di artisti (lo zio è il produttore Brian Grazer) e ha iniziato a recitare molto presto, potendo vantare prima della maggiore età un premio agli MTV Movie & TV Awards (per It).

Esordiente assoluta, Seamón ha scoperto la recitazione attraverso la musica: nel 2018 è uscito il suo primo album, "Untitled", seguito dal nuovo progetto "Identity Crisis". Amante dei viaggi e degli animali, oggi vive in Europa ma non aveva mai lasciato gli Stati Uniti prima di mettere piede sul set di We Are Who We Are. Per interpretare il ruolo di Caitlin, Seamón ha preso lezioni di kickboxing, ha frequentato il poligono e imparato a parlare italiano. Segno che la recitazione, ormai, è diventata a tutti gli effetti la sua strada.

I COMPRIMARI, UNA BANDA DI TALENTI
Non solo Jack e Jordan: nel cast di We Are Who We Are spiccano molti altri giovani talenti, per i quali la serie fungerà da maestoso trampolino di lancio. Il primo nome a spiccare è senza dubbio quello di Francesca Scorsese, che in We Are Who We Are interpreta la disinibita Britney Orton, migliore amica di Caitlin e prima ragazza nella base a fare la conoscenza di Fraser. Vent’anni, figlia di Martin Scorsese e della quinta moglie Helen Morris, l’attrice ha il cinema nel sangue (a sei anni era già sul set di The Departed), un certo disincanto nei confronti della macchina-cinema e una spontaneità nella recitazione che rende la sua Britney ancora più schietta e vera.

Da tenere d’occhio anche Corey Knight, 23enne di Brooklyn che nella serie interpreta il giovane soldato Craig Pratchett: ballerino professionista di hip hop fuori dal set, Knight è stato un giocatore di football ad alti livelli, prima che un incidente al ginocchio mettesse fuori gioco la sua carriera sportiva. Oggi è già un attore molto richiesto, prossimamente atteso al fianco di Patrick Decile in Not Black Enough di Jermaine Manigault.

E tra i ragazzi della base ritroviamo anche un volto noto della serialità tv, quello di Spence Moore II, classe 1997, attore del Missouri già visto nella serie cult Tredici e in Criminal Minds, qui nella parte del fratello maggiore di Caitlin, Danny Poythress, impegnato in una personale esplorazione dell’Islam. Menzione infine anche per l’esordiente Ben Taylor, nella serie Sam Pratchett, fratello minore di Craig e fidanzato di Caitlin, antagonista designato del ribelle Fraser.

venerdì 9 ottobre 2020 - Su MYmovies un estratto di 4 minuti della serie co-prodotta da Sky e HBO, inserita nella selezione virtuale della Quinzaine des Rèalisateurs di Cannes 2020 e da oggi disponibile su Sky e in streaming su NOW TV.

We Are Who We Are, guarda una scena del 1° episodio della serie ideata e diretta da Luca Guadagnino

Giorgio Crico cinemanews

We Are Who We Are, guarda una scena del 1° episodio della serie ideata e diretta da Luca Guadagnino Fraser si ferma a un chiosco mobile all’interno della base americana e chiede al venditore una birra. L’uomo, un italiano, gli chiede un documento d’identità per verificare che sia maggiorenne e il ragazzo finge di non averlo per non dover ammettere che è ancora distante dai ventun anni che negli USA sono necessari per comprare bevande alcoliche. A salvarlo dall’impaccio è però Britney, una dei non tantissimi ragazzi della stessa età di Fraser che vivono in quel micromondo dislocato a Chioggia: incuriosita dal nuovo arrivato, la giovane lo prende e lo porta al supermercato della base promettendogli quella birra che al chioschetto gli è stata rifiutata.

Mentre girano tra i corridoi, i due iniziano a conversare: Britney vuole sapere se Fraser è veramente di New York e cerca di carpirgli qualche informazione. Lui rimane molto sulle sue, si esprime con frasi brevissime e non si sbottona nemmeno un po’ mentre la sua nuova compagna d’avventura gli racconta di come ogni supermercato nelle basi americane sia costruito esattamente allo stesso modo in maniera tale che i militari e le loro famiglie ne traggano un certo senso di sicurezza. Ottenuta la birra e tornati all’aperto, la coppia continua a passeggiare per la base finché Britney, con l’astuzia, si fa dare dal ragazzo la sua carta d’identità rifiutandosi di ridargliela indietro.

Voltando i tacchi e iniziando a correre all’impazzata con in mano il documento del nuovo arrivato, Britney lo trascina su un autobus diretto alla spiaggia più vicina. Di fatto, seppur in maniera non proprio libera, è l’introduzione di Fraser ai suoi coetanei che popolano la base, i quali – dopo averlo intravisto nel corso del pomeriggio – lo squadrano con curiosità (e un po’ di sospetto) mentre l’autobus procede verso la spiaggia. Lui, dal canto suo, si rimette le cuffiette e torna a immergersi nella sua musica. Mentre Fraser si rinchiude nel suo mutismo, Danny e Craig, due dei ragazzi della base, si scambiano confidenze su Britney.

Composta di otto puntate, We Are Who We Are racconta quasi altrettante storie di persone differenti che hanno in comune la vita nella base militare di Chioggia. Da Fraser Wilson a Caitlin Poythress passando per Britney Orton o Jonathan Kritchevsky: ogni personaggio racchiude un microcosmo emozionale e relazionale complesso e, soprattutto, la voglia di buttar fuori quel che gli si agita dentro, in un tornado esistenziale in fondo al quale trovare semplicemente sé stessi.

Il denominatore comune di tutta la serie, la chiave di lettura che consente allo spettatore di decrittare tutto il percorso narrativo che Guadagnino traccia in We Are Who We Are è la voglia totalizzante e quasi contundente dei protagonisti di esprimersi, di urlare al mondo chi sono e che sono vivi, pronti a tutto pur di dimostrare a chiunque che esistono e, quasi, costringere tutti gli altri a riconoscerne la presenza – quando non direttamente l’essenza, portando il concetto all’estremo. «Non so quello che voglio ma so come ottenerlo» cantavano i Sex Pistols negli anni 70 ed è un concetto che si riflette benissimo negli stati d’animo tipici degli adolescenti, il cui mondo infantile di provenienza viene preso a picconate dalla transizione all’età adulta che stanno iniziando a vivere nonché dal loro stesso desiderio di costruire una personalità in cui si sentano comodi e si rispecchino, una personalità che in parte però già c’è e preme per venir fuori – come nel caso dei ragazzi della base americana di Chioggia.

Da qui, naturalmente, la spinta a cercare un modo di vivere, probabilmente un modo di esistere, che magari può essere in aperta antitesi rispetto ad alcuni modelli che si hanno. Ma non è semplice ribellione o, peggio, ribellismo: Guadagnino sottolinea con forza che la ricerca di senso che attraversano i suoi giovanissimi personaggi è il tentativo di porsi agli altri così come si è, con il desiderio di essere compresi e accolti da un lato ma, dall’altro, la voglia di non avere la benché minima paura del giudizio altrui - un sentimento pieno e profondo che può essere riassunto con l'acronimo del titolo, WAWWA. Un esperimento incerto, a volte goffo, spesso maldestro data l’età ma necessario per trovare l’identità che si desidera avere nella vita, quella in cui ci si riconosce e si vuole portare avanti per sempre in quanto essenza stessa della persona.

We Are Who We Are è la nuova serie Sky Original, scritta e diretta dal regista palermitano Luca Guadagnino, autore di opere molto apprezzate dalla critica internazionale tra cui Chiamami col tuo nome, premiato nel 2018 con l'Oscar. Alla sceneggiatura hanno collaborato anche Francesca ManieriSean Conway e il premio Strega Paolo Giordano mentre, tra gli interpreti, si segnalano tra gli altri Chloë Sevigny, Alice Braga e l’enfant prodige Jack Dylan Grazer.

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