Visages, villages

Film 2017 | Documentario +13 90 min.

Titolo originaleVisages, villages
Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneFrancia
Durata90 minuti
Regia diJR, Agnès Varda
TagDa vedere 2017
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di JR, Agnès Varda. Un film Da vedere 2017 Titolo originale: Visages, villages. Genere Documentario - Francia, 2017, durata 90 minuti. distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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La regista parte per un viaggio insieme all'artista JR per andare incontro alla vita, a nuovi incontri spontanei o organizzati.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario che reinventa il road movie, infilando strade oblique e misurando la Francia contemporanea.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 22 maggio 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 22 maggio 2017

Film a quattro mani, quattro piedi e quattro occhi, nel corso del viaggio sarà sovente questione di sguardi, Visages, Villages è un documentario che reinventa il road movie, infilando strade oblique e misurando la Francia contemporanea. Visages, Villages è al principio la storia di un incontro tra Agnès Varda, autrice di Cléo, e JR, street photographer tenacemente indipendente che deve la sua reputazione ai collage giganteschi che incolla nel cuore delle metropoli, lontano dai musei di arte contemporanea. Franchi tiratori di generazioni differenti ma uniti dalla stessa passione per l'avventura creatrice fuori norma, dalla loro amicizia nasce l'idea di fare un film insieme. L'idea di un viaggio attraverso la Francia rurale perché la campagna offre una grande varietà di paesaggi, un rapporto diretto con la natura e l'ambiente, un territorio nuovo per JR, considerato artista urbano, un ritorno alle origini per Agnès Varda, inclassificabile patriarca della Nouvelle Vague.

Dalle spiagge 'storiche' della Normandia ai dock di Le Havre, dai villaggi della Provenza passando per le regioni agricole, i nostri partono alla scoperta della vrais gens, componendo una galleria generosa e nostalgica di volti, interrogando principalmente il mondo operaio e contadino, quello che resta, quello che cambia, quello che scompare.

Pas de deux attraverso lo spazio che diventa viaggio nel tempo, Agnès e JR procedono per giustapposizioni, giochi di parole e motti di spirito, installazioni che stabiliscono un legame tra tradizione e modernità, memoria pastorale e proletaria e realtà quotidiana. Le discussioni e i rispettivi gesti artistici risvegliano lo spirito dei luoghi, evocano storie familiari con vibranti omaggi ai vivi e ai morti, riuniti dalla parola e dall'immagine. Avanzando a bordo di un cinétrain che scatta (e sviluppa) foto giganti, realizzano un film inventivo e sorprendente, libero e commovente.

Autori e attori con un differente ritmo di marcia e un diverso senso artistico dell'istantanea, Agnés e JR si interrogano sul senso del loro lavoro, sul valore delle immagini, della loro produzione, della loro democratizzazione. Di quelle immagini fanno un dono da offrire alle persone che incontrano, pellegrini anonimi, complici attivi, modelli e muse ispiratrici. E mentre JR fissa le sue grandi foto sui muri, sugli edifici, sui treni, sulle cisterne, sui container, Agnès, virtuosa del montaggio come Alain Resnais e Jean-Luc Godard, articola un film-collage di rime, sciarade verbali, immagini liriche.

Agnès e JR sposano formalismo e libertà, documentario e poesia in un film che, al di là del diario umoristico e la complicità tra i due 'protagonisti', mette in scena un confronto, legami, trasmissioni. Un film che ascolta uomini e donne raccontare il proprio mestiere, le origini, la famiglia, la loro relazione col mondo. Un film ancora che va dove va la vita, che vuole essere dentro la vita. Nella sua ultima (e toccante) tappa, sulle sponde del lago di Lemano, Visages, Villages si lancia invece alla ricerca di Jean-Luc Godard, eremita elvetico e deus ex machina (forse) nascosto dietro le sue persiane, a cui si aggrappa delusa e disillusa Agnès Varda. L'intervento inatteso e invisibile di JLG conclude in maniera struggente il viaggio di una signora che sta perdendo la vista davanti agli occhi dissimulati di JR. Riparato dietro lenti nere, che lo rendono immediatamente riconoscibile, JR cede le armi. Agnès chiede di guardarlo, JR li abbassa. L'epilogo bissa una prodezza lontana: nel cortometraggio Les Fiancés du Pont Mac Donald Agnès toglieva gli occhiali a Godard. Anche per JLG il rifugio è negli accessori.

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