Visages, villages

Film 2017 | Documentario +13 90 min.

Titolo originaleVisages, villages
Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneFrancia
Durata90 minuti
Al cinema8 sale cinematografiche
Regia diJR, Agnès Varda
Uscitagiovedì 15 marzo 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,76 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di JR, Agnès Varda. Un film Da vedere 2017 Titolo originale: Visages, villages. Genere Documentario - Francia, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 15 marzo 2018 distribuito da Cineteca di Bologna. Oggi tra i film al cinema in 8 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,76 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La regista parte per un viaggio insieme all'artista JR per andare incontro alla vita, a nuovi incontri spontanei o organizzati. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar. Al Box Office Usa Visages, villages ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 951 mila dollari e 873 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,76/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,79
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario che reinventa il road movie, infilando strade oblique e misurando la Francia contemporanea.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 22 maggio 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 22 maggio 2017

Film a quattro mani, quattro piedi e quattro occhi, nel corso del viaggio sarà sovente questione di sguardi, Visages, Villages è un documentario che reinventa il road movie, infilando strade oblique e misurando la Francia contemporanea. Visages, Villages è al principio la storia di un incontro tra Agnès Varda, autrice di Cléo, e JR, street photographer tenacemente indipendente che deve la sua reputazione ai collage giganteschi che incolla nel cuore delle metropoli, lontano dai musei di arte contemporanea. Franchi tiratori di generazioni differenti ma uniti dalla stessa passione per l'avventura creatrice fuori norma, dalla loro amicizia nasce l'idea di fare un film insieme. L'idea di un viaggio attraverso la Francia rurale perché la campagna offre una grande varietà di paesaggi, un rapporto diretto con la natura e l'ambiente, un territorio nuovo per JR, considerato artista urbano, un ritorno alle origini per Agnès Varda, inclassificabile patriarca della Nouvelle Vague.

Dalle spiagge 'storiche' della Normandia ai dock di Le Havre, dai villaggi della Provenza passando per le regioni agricole, i nostri partono alla scoperta della vrais gens, componendo una galleria generosa e nostalgica di volti, interrogando principalmente il mondo operaio e contadino, quello che resta, quello che cambia, quello che scompare.

Pas de deux attraverso lo spazio che diventa viaggio nel tempo, Agnès e JR procedono per giustapposizioni, giochi di parole e motti di spirito, installazioni che stabiliscono un legame tra tradizione e modernità, memoria pastorale e proletaria e realtà quotidiana. Le discussioni e i rispettivi gesti artistici risvegliano lo spirito dei luoghi, evocano storie familiari con vibranti omaggi ai vivi e ai morti, riuniti dalla parola e dall'immagine. Avanzando a bordo di un cinétrain che scatta (e sviluppa) foto giganti, realizzano un film inventivo e sorprendente, libero e commovente.

Autori e attori con un differente ritmo di marcia e un diverso senso artistico dell'istantanea, Agnés e JR si interrogano sul senso del loro lavoro, sul valore delle immagini, della loro produzione, della loro democratizzazione. Di quelle immagini fanno un dono da offrire alle persone che incontrano, pellegrini anonimi, complici attivi, modelli e muse ispiratrici. E mentre JR fissa le sue grandi foto sui muri, sugli edifici, sui treni, sulle cisterne, sui container, Agnès, virtuosa del montaggio come Alain Resnais e Jean-Luc Godard, articola un film-collage di rime, sciarade verbali, immagini liriche.

Agnès e JR sposano formalismo e libertà, documentario e poesia in un film che, al di là del diario umoristico e la complicità tra i due 'protagonisti', mette in scena un confronto, legami, trasmissioni. Un film che ascolta uomini e donne raccontare il proprio mestiere, le origini, la famiglia, la loro relazione col mondo. Un film ancora che va dove va la vita, che vuole essere dentro la vita. Nella sua ultima (e toccante) tappa, sulle sponde del lago di Lemano, Visages, Villages si lancia invece alla ricerca di Jean-Luc Godard, eremita elvetico e deus ex machina (forse) nascosto dietro le sue persiane, a cui si aggrappa delusa e disillusa Agnès Varda. L'intervento inatteso e invisibile di JLG conclude in maniera struggente il viaggio di una signora che sta perdendo la vista davanti agli occhi dissimulati di JR. Riparato dietro lenti nere, che lo rendono immediatamente riconoscibile, JR cede le armi. Agnès chiede di guardarlo, JR li abbassa. L'epilogo bissa una prodezza lontana: nel cortometraggio Les Fiancés du Pont Mac Donald Agnès toglieva gli occhiali a Godard. Anche per JLG il rifugio è negli accessori.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 marzo 2018
Zarar

   Sorprendente, delizioso, affettuoso, emozionante vagabondaggio nella natura, nelle opere e i giorni di una varia umanità, nella memoria, nel rapporto tra effimero e durevole e insieme nel significato e nel ruolo dell’immagine, della fotografia, del cinema. Ne sono protagonisti la regista belga Agnès Varda, un’icona della Nouvelle Vague, oggi 89enne, e [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 marzo 2018
vanessa zarastro

Un film delizioso che documenta un viaggio insolito svolto dalla regista Agnés Varda, famosa all’epoca della nouvelle vague e il giovane artista JR che usa la tecnica del “collage” fotografico, in vari paesini della Francia in tutte le direzioni. Lei è stata una protagonista della rifondazione del cinema in quegli anni, regista del memorabile Cleo dalle 5 alle 7 e di [...] Vai alla recensione »

sabato 31 marzo 2018
Sia21

Dal bizzarro incontro fra la premio Oscar Varda e il giovane artista JR nasce un documentario assolutamente sui generis (tanto da rendere piuttosto difficile inquadrare questo lavoro all'interno di uno specifico genere). I due, separati da molti anni di differenza, compiono insieme un viaggio attraverso la Francia meno turistica, ma più autentica: la loro sensibilità artistica viene così ad incontrarsi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 marzo 2018
FabioFeli

Questo film parte da lontano e arriva lontano. Agnes Varda, unica donna  tra i registi della Nouvelle Vague, nel 1931 aveva 13 anni e aveva imparato la canzone del porto di Le Havre: la canta ancora leggera e con grazia, nonostante sia alla soglia dei 90 anni con gli occhi che non mettono più a fuoco e i piedi che faticano a fare il loro lavoro.

sabato 31 marzo 2018
SerenaCa

Artisti molto ingenui carini e girovaghi (ma un po' a casaccio sembra) realizzano foto gigantesche di soggetti "popolari" e li affiggono per le strade e nei luoghi in cui questi vivono. L'operazione vorrebbe: creare amicizia e fratellanza attraverso incontri casuali con la "gente", portare una nuova consapevolezza nella vita delle persone elevando la loro quotidianità [...] Vai alla recensione »

martedì 27 marzo 2018
goldy

Inutile sprecare parole che non supereranno mai l'incanto delle immagini.

lunedì 19 marzo 2018
Cesare

"L'arte è fatta per stupire" è la frase di un personaggio del film, qui l'arte esce dai musei, coinvolge la gente che partecipa con entusiasmo. Loro invecce si raccontano delicatamente scambiandosi opinioni, raccolgono testimonianze di persone ben disposte e di valore, insomma è veramente un bel film.

lunedì 19 marzo 2018
Luigagli

Un leggero viaggio nella memoria di un paese tra presente e un passato che rischia di sparire. Due anime di età diversa ma medesimo sentire: lei si reinventa usando il suo passato, lui l'asseconda con gli strumenti della sua arte. Un film tenero e gentile con tutti i personaggi che non giudica e apprezza qualunque decisione esprimano: anche quella di non vedersi mai veramente.

FOCUS
FOCUS
sabato 17 marzo 2018
Roy Menarini

Un film sulla vecchiaia. E un film sulla storia del cinema. Ci sembra questa la lettura più propria di Visages, Villages di Agnès Varda e JR. Non c'è dubbio che i due autori riescono ad aprire la loro storia a innumerevoli suggestioni: la fotografia, l'arte contemporanea, il rapporto tra gesto estetico e cittadini, lo studio del paesaggio, l'incontro tra il cinema di ieri e la creatività di oggi, e così via. Eppure, a convincere e a sottrarre il film al pericolo del documentario per pochi è proprio la commossa riflessione sul tempo.

Da alcuni anni, del resto, il cinema è in stato di perenne migrazione. Ha cominciato a migrare dalla sala cinematografica negli anni Cinquanta, con l'avvento della televisione, poi sono arrivati i supporti di videoregistrazione, poi i DVD e infine i media digitali con tutti i loro supporti e schermi (media digitali cui la fotografia artistica di JR deve ovviamente moltissimo, e con cui si gioca durante il film).

Contemporaneamente, però, un'altra migrazione, culturalmente più corroborante, avveniva: il cinema - dopo aver tanto lottato per la propria legittimazione artistica - è entrato nei musei, nelle mostre, nell'arte, nelle installazioni-video, nella produzione di tanti autori, dando vita a una sorta di "post-cinema" diffuso e suggestivo. È a questa seconda anima che Visages, Villages guarda, mescolando le idee di una grande cineasta europea (forse meno conosciuta dei suoi colleghi maschi, e non sarà stata forse anche questa una storia di maschilismo?) con quelle di un artista contemporaneo ricco e affermato. Il percorso del film sembra essere l'esatto contrario di quello proposto da un'altra importante riflessione sull'arte di oggi, The Square (guarda la video recensione). In quel caso, la satira nei confronti del sistema delle mostre contemporanee si basa principalmente sul fatto che la comunicazione artistica è elitaria e ipocrita, pur essendo ancora in grado - se interrogata nel modo giusto - di spiegare il presente.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 15 marzo 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

Jean Luc Godard non aprirà la porta della sua casa a Rolle, in Svizzera, nonostante avessero un appuntamento, senza neppure avvertirli di avere cambiato idea. Che delusione per questa signora di ottantotto anni arrivata fin li da Parigi, insieme al giovane amico e compagno di viaggi che è un ammiratore appassionato del regista di Fino all'ultimo respiro con cui condivide - almeno secondo la signora [...] Vai alla recensione »

domenica 18 marzo 2018
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

II vecchio, rugoso Pony guarda il ritratto che gli ha scattato JR. Bello, dice, «almeno è espressivo». Non ha mai lavorato. Vive di pensione, non sa quale, forse minima, forse massima. È un artista. Alla macchina da presa mostra un quadro fatto con decine di tappi a corona trovati nei prati attorno alla capanna in cui abita. Sembra un uomo felice. Certo è un uomo intelligente, come si legge sul suo [...] Vai alla recensione »

domenica 18 marzo 2018
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Se c'è una cosa che distingue il cinema da ogni altra forma espressiva è la sua natura plurale. Non solo si fa e si vede (si vedeva) in tanti, ma perfino i registi a volte sono in due. Spesso, e anche questo fa pensare, sono fratelli (i Lumière, i Taviani, i Coen, i Dardenne). A volte invece sono estranei, uniti da un'idea o un'avventura. Agnès Varda e JR, coautori dell'incantevole "Visages, Villages", [...] Vai alla recensione »

sabato 17 marzo 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Un camioncino con la fiancata dipinta a simulare una vecchia macchina fotografica gira per le campagne francesi. A bordo, la novantenne regista - li compie a maggio, era l'unica donna tra i maschi della Nouvelle Vague - Agnès Varda (suo il film che fu di culto, "Cléo dalle 5 alle 7"). Assieme al trentacinquenne JR, fotografo e street artist che disegna giganteschi occhi sulle cisterne.

venerdì 16 marzo 2018
Alessandra De Luca
Avvenire

Lei è l'89enne regista francese Agnes Varda, una delle ultime rappresentanti della Nouvelle Vague. Lui è invece JR, giovane protagonista mondiale della street art, celebre per le sue gigantesche fotografie incollate sulle facciate di edifici, muri, scale, cisterne, treni. Insieme hanno realizzato un bellissimo documentario (candidato all'Oscar) che racconta l'esplorazione di alcuni villaggi per cercare [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 marzo 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Che meraviglia questo viaggio della regista Agnès Varda e del fotografo JR, artista che utilizza la strada per esporre le sue opere. Su un furgoncino che sembra una grossa macchina fotografica, questa strana coppia fa tappa nei villaggi francesi, per raccontare storie, immortalare visi e sfornarli su gigantografie attaccate poi a edifici, casolari, cascine.

giovedì 15 marzo 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Difficile dire quanto siamo ancora capaci di voltarci a riconoscere il recente passato sociale e umano del nostro tempo, il '900 di comunità di contadini e famiglie, operai e operaie, minatori per generazioni o soltanto quello che di questo passato vive oggi nei figli, nei monumenti, nei musei. Riconoscerlo e fissarlo, perché è ancora vivo, prima di essere lanciati in un futuro, già corrente, così [...] Vai alla recensione »

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