Selma - La strada per la libertà

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Un film di Ava DuVernay. Con David Oyelowo, Tom Wilkinson, Cuba Gooding Jr., Alessandro Nivola, Carmen Ejogo.
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Titolo originale Selma. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 127 min. - Gran Bretagna 2014. - Notorious Pictures uscita giovedì 12 febbraio 2015. MYMONETRO Selma - La strada per la libertà * * * 1/2 - valutazione media: 3,60 su 36 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,60/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Il film, diretto dalla regista americana Ava DuVernay, è in lizza per gli Oscar.
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primo piano
Tra resoconto documentario e racconto intimo, un film seduttivo e genuinamente emozionante che non manipola le coscienze
Paola Casella     * * * * -

Nella primavera del 1965 un gruppo di manifestanti, guidati dal reverendo Martin Luther King, scelsero la cittadina di Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell'esercitare il proprio diritto di voto.
L'afroamericana 42enne Ava DuVernay, miglior regista al Sundance Film Festival del 2012 per Middle of Nowhere, sceglie a sua volta quell'episodio storico come cartina di tornasole della battaglia per i diritti civili in America e offre un ritratto complesso e sfaccettato di una delle personalità più influenti e meno cinematograficamente documentate del passato americano. DuVernay realizza una serie di piccoli miracoli: primo fra tutti togliere MLK dall'agiografia per restituirci la sua umanità, comprensiva di dubbi, sconfitte e cedimenti, senza per questo (o anzi, proprio per questo) sminuire la sua statura etica e politica e la sua importanza nell'evoluzione di una coscienza civile collettiva. L'interpretazione di David Oyelowo (già protagonista di Middle of Nowhere), incomprensibilmente privata di una candidatura all'Oscar, è da brividi, soprattutto in lingua originale, durante la riproposizione dei discorsi pubblici del Dottor King che iniziano in tono sommesso e si gonfiano di travolgente potenza retorica, culminando nei toni trascinanti della predica che ricordano al pubblico la formazione religiosa del pastore protestante e la convinzione che ha sostenuto la sua capacità di resistere pacificamente a umiliazioni e violenze, spingendolo verso un traguardo alto e collettivo - una lezione quanto mai adatta ai nostri tempi su come un credo dovrebbe essere strumento di elevazione spirituale e di rifiuto della barbarie, non di aggressione e oppressione.
La storia raccontata da Selma restituisce alla politica il suo significato superiore. Le scelte di King sono dettate dal bene comune, il suo infallibile istinto gli fa compiere gesti anche impopolari ma di lungimiranza storica inconfutabile, e illustra la necessità (e fondamentale nobiltà) della negoziazione politica indirizzata verso un fine ultimo elevato. La capacità di King di non accontentarsi del successo temporaneo per tenere lo sguardo fisso sulla meta finale è un saggio narrativo (anche questo adatto ai nostri tempi) su ciò che differenzia un leader da un politicante. Parallela la sua determinazione a non sacrificare vite ed entusiasmi, da lui stesso suscitati, all'altare dell'opportunità politica, e la sua volontà, spesso impopolare fra i "fratelli neri", di cercare un consenso universalmente condiviso a sostegno dei diritti civili, componente imprescindibile della sua gestione illuminata. Tutto questo lavoro pedagogico sarebbe importante ma non cinematograficamente memorabile se DuVarnay non l'avesse veicolato attraverso una forma filmica che combina resoconto documentario (con commoventi spezzoni finali, anche della storica marcia su Washington del '63) e racconto intimo dei travagli personali dei personaggi, facendoci sentire fisicamente la loro paura nel farsi parte della storia e rendendo contemporanea, hic et nunc, una vicenda a noi cronologicamente lontana, le cui ricadute sono però assai visibili nel presente di tutti. La regista mette a nudo il cuore segreto dell'America, si infiltra dietro porte chiuse per riportare conversazioni segrete e dare contezza di confessioni sussurrate. Anche la scelta di mostrare il diverso peso che la protesta per i diritti civili ha rappresentato nella vita delle diverse generazioni, e del maschile e femminile, declina la storia (magistralmente articolata dallo sceneggiatore, Paul Webb), e la Storia, secondo coordinate anagrafiche e di genere, e delinea la capacità del movimento per i diritti civili di essere seminale per il futuro, ma anche determinante per il presente di chi era già adulto, o magari anziano, ai tempi di MLK.
La cifra artistica della DuVernay risiede nella sua capacità muscolare di attaccare frontalmente un mito, e una vicenda spartiacque, senza alcun timore reverenziale e con un profondo rispetto della complessità degli eventi e delle persone, senza lasciarsi spaventare dall'ampiezza dell'arazzo ma senza nemmeno perdere di vista la precisione del dettaglio, e nel conferire alla storia, all'interno di un impianto narrativo classico, una dimensione onirica e allucinata a metà fra l'orrore e la fiaba in alcuni passaggi-chiave, come l'omicidio delle quattro ragazzine nell'esplosione della chiesa di Birmingham o la confessione "metafisica" dei tradimenti fatta alla moglie dal reverendo. E nella sequenza finale la regista si concede lo sfizio di attingere al western, con il risultato di potenziare ulteriormente la statura mitologica dell'evento clou di Selma, codificato attraverso un genere che fa parte della costruzione dell'èpos cinematografico yankee. La tecnica registica della DuVernay è, in un aggettivo, seduttiva, nel senso che attira gli spettatori dentro il racconto impedendo ogni distanza emotiva, e li affabula attraverso la potenza di immagini sensuali anche quando racconta episodi "di cronaca", per restituire a personaggi resi bidimensionali dai libri di Storia, come il presidente Lyndon Johnson, una terza dimensione fatta di umanità fragile e fallibile. Selma è genuinamente emozionante, non manipola né le coscienze né i sentimenti, ma li risveglia dallo stesso torpore di cui sono imbevute alcune scene del film, che ci ricordano come anche i grandi della Storia siano stati uomini spaventati dalla responsabilità delle loro decisioni.
Selma ripassa l'abc di ciò che serve, a livello umano e politico, per scardinare un sistema, e quanto questo può costare, a livello individuale, ma anche quanto ne valga la pena, a livello collettivo e di "decisione del proprio destino come esseri umani".

Incassi Selma - La strada per la libertà
Primo Weekend Italia: € 657.000
Incasso Totale* Italia: € 1.741.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 15 marzo 2015
Incasso Totale* Usa: $ 52.066.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 12 aprile 2015
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Premi e nomination Selma - La strada per la libertà

premi
nomination
Premio Oscar
1
2
Golden Globes
1
3
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Ideali: per combattere le anomalie del mondo

martedì 17 febbraio 2015 di mericol

 Selma ,cittadina dell’Alabama, resa famosa nel 1965 per il raduno di Martin Luther King e la marcia dei negri americani verso Montgomery. Torna ora la fama a distanza di 50 anni con il film di Ava  Duvernay, candidato all’Oscar 2015. M.L.King  organizzò 3 marce pacifiche dei suoi seguaci da Selma a Montgomery, la prima bloccata violentemente dalle forze di polizia. Voleva fosse concesso presto ,senza ulteriori ripensamenti e dilazioni, il diritto di voto ai negri continua »

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Un escursus sull’eredità dei diritti civili

mercoledì 4 febbraio 2015 di gaiart

SELMA:   UN ESCURSUS SULL’EREDITÀ DEI DIRITTI CIVILI INTESA COME MOVIMENTO COLLETTIVO         « Ho un sogno: che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali" »     127 minuti, durata del film Selma, per legittimare migliaia di morti, sembrano niente di fronte a secoli continua »

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Per il pubblico americano

giovedì 12 febbraio 2015 di goldy

. Il cinema americano  già da qualche anno   ha iniziato un percorso alla scoperta dei momenti fondamentali che hanno caratterizzato la  storia dellla  conquista dei diritti per le  persone di colore. Da Lincoln, a 12 anni schiavo,  a Django Unchained, film che hanno finalmente squarciato realtà drammatiche che per troppo tempo sono rimaste sconosciute al grande publico americano. Il film non  ha particolari meriti cibnematogtafici per la regia continua »

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Un film solido

venerdì 13 febbraio 2015 di Flaw54

Un bel film. : solido, emozionante, ben recitato. Indubbiament c'è molto di rivisto e risaputo, ma l'argomento rende tutto ciò necessario e , nonostante tutto, il film in molte parti riesce ad emozionare e a colpire al cuore lo spettatore. Il messaggio è chiaro: nessuno deve dimenticare.  continua »

Martin Luther King Jr.
"La vita non è degna d'essere vissuta se non siamo disposti a morire per coloro che amiamo e per ciò in cui crediamo…"
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Martin Luther King
"Che succede quando un uomo decide che quando troppo é troppo?"
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Martin Luther King
"Preferisco che siate tutti arrabbiati con me, che vedervi feriti, o morti "
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
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DVD | Selma - La strada per la libertà

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 27 agosto 2015

Cover Dvd Selma - La strada per la libertà A partire da giovedì 27 agosto 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Selma - La strada per la libertà di Ava DuVernay con Tom Wilkinson, David Oyelowo, Carmen Ejogo, Tessa Thompson. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Selma. La strada per la libertà (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 6,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 3,00 €
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NEWS | Scopri tutti i film premiati alla 87a edizione degli Academy Awards.

Il trionfo di birdman

lunedì 23 febbraio 2015 - Tirza Bonifazi

Oscar 2015, il trionfo di Birdman Tutti i pronostici che davano per vincitore Birdman di Alejandro González Iñárritu, gran favorito della stagione cinematografica, sono andati a segno. Per il secondo anno consecutivo è un messicano a guadagnare l'Oscar come Miglior regista: Alejandro González Iñárritu che in Birdman aveva sperimentato nuove architetture narrative mantenendo sempre il gusto per le storie intrecciate. Ma non solo. Il messicano si è anche guadagnato il premio più importante dell'Academy: quello di Miglior film. Quanto al suo grande rivale, Grand Budapest Hotel di Wes Anderson si è portato a casa quattro premi dei nove ai quali era candidato: Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior scenografia, Miglior colonna sonora.

   

GALLERY | I premiati al photocall con la statuetta.

Le foto dei vincitori

lunedì 23 febbraio 2015 - a cura della redazione

Oscar 2015, le foto dei vincitori Ecco le foto dei premiati al tradizionale photocall dopo la consegna della statuetta: ci sono Patricia Arquette e J.K. Simmons con il premio come Miglior Attrice/Attore non protagonista; Eddie Redmayne e Julianne Moore, vincitori dell'Oscar come Miglior Attore/Attrice protagonista; Alejandro González Iñárritu e i produttori di Birdman, grande trionfatore con quattro statuette; l'italiana Milena Canonero, premiata per i costumi di Grand Budapest Hotel; Common e John Legend, autori della Miglior Canzone per Selma.

   

GALLERY | Il red carpet della giornata di ieri.

James franco e charlotte gainsbourg

mercoledì 11 febbraio 2015 - a cura della redazione

Berlinale 2015, James Franco e Charlotte Gainsbourg Ieri è stato il giorno di Wim Wenders. Sul red carpet hanno sfilato i protagonisti del film in concorso Every Thing Will Be Fine: le star James Franco (presente al festival anche per la premiere di I am Michael sulla storia del leader nel movimento per i diritti degli omosessuali Michael Glatze) e Charlotte Gainsbourg. In concorso è stato presentato anche Under Electric Clouds del tedesco Alexey German e in Berlinale Special, dopo la presentazione della serie tv italiana 1992, è stato il momento di Better Call Saul (sul tappeto rosso ha sfilato l'attore principale Bob Odenkirk).

   

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Dopo Malcom X, finalmente è il turno di Martin Luther King: Selma non è solo il primo biopic, è un grande film. Senza tinte agiografiche o santini, è il ritratto commosso, vibrante e, sì, partigiano di un campione della parola e della libertà: con merito, la regista Ava DuVernay non elude né elide i difetti di MLK, le scappatelle e l'opportunismo politico. Eppure, non è un one man show, ma una marcia collettiva, quella del 1965 da Selma a Montgomery per il diritto di voto degli afroamericani: regia piana e partecipe, sceneggiatura "per tutti" e interpretazioni ottime, dal protagonista David Oyelowo al cattivo governatore Tim Roth, passando per il Lyndon B. »

Il coraggio e i dilemmi di Martin Luther King

di Francesco Alò Il Messaggero

La marcia che ha portato Obama alla Casa Bianca parte da Selma, Alabama, 1965. È lì che un Martin Luther King (David Oyelowo) fresco di Nobel per la pace arriva con il suo entourage per spingere la protesta degli afroamericani. L'accesso al voto politico. seppur ufficialmente accettato da Washington, viene impedito di fatto. King affronta il travaglio del vero leader (sfruttare la base per poi ricompensarla) organizzando una marcia che lui sa finirà nel sangue. Intanto la moglie sa dei suoi tradimenti (la regista è una donna e si vede), Malcom X gli dà del pacifista inconcludente e il Presidente Usa Lyndon B. »

Il reverendo King nell'Alabama segregazionista del 1965

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Segmento di biografia del reverendo Martin Luther King, rievoca i mesi del 1965 (mancano tre anni all'assassinio) che videro svilupparsi nell'Alabama ferocemente segregazionista un imponente movimento per l'effettivo diritto al voto degli afroamericani, trattati come cittadini di serie B con la subdola complicità dei massimi livelli. Pieno di spunti. La figura del presidente Johnson più complessa e "progressista" di quanto abbia voluto la vulgata. La differenza tra King e la sua non violenza con altre espressioni della protesta nera e altri leader come Malcolm X, che cadrà vittima del fanatismo prima di lui. »

Troppo grigia la via della libertà

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Quant'è loffio questo mélo biografico, che rievoca a lotta di Martin Luther King per i diritti civili dei neri.Al centro della poco avvincente storia, la monumentale marcia del'65, riuscita solo al terzo tentativo, da Selma a Montgomery, con il Presidente Johnson incerto se dire sì o no. La regia è di tale Ava DuVernay, ma è cosi grigia che sembra di Angelina Jolie. Da Il Giornale, 14 febbraio 2015 »

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