Anita B.

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Un film di Roberto Faenza. Con Eline Powell, Robert Sheehan, Andrea Osvßrt, Antonio Cupo, Nico Mirallegro.
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Drammatico, durata 88 min. - Italia, Ungheria, USA 2014. - Good Films uscita giovedý 16 gennaio 2014. MYMONETRO Anita B. * * 1/2 - - valutazione media: 2,52 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato nì!
2,52/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * - - -
 pubblico * * 1/2 - -
Le vicende di una ragazza sopravvissuta ai campi di concentramento durante il rientro in Cecoslovacchia.
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Tra il sussidiario e la favola yiddish, Faenza crea un mondo estetico affabulante e fiabesco, con un messaggio di speranza
Paola Casella     * * 1/2 - -
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TROVASTREAMING

Anita, una ragazza ungherese scampata ad Auschwitz, viene accolta a Praga dalla zia Monika, insieme al marito Aron e al di lui fratello Eli. La famiglia ebraica si sta risollevando dall'ondata di antisemitismo nazista (ben consapevole che anche l'Unione Sovietica non vede di buon occhio gli ebrei) e Anita viene accolta con un misto di affetto e preoccupazione, sia per le attenzioni indesiderate che la sua presenza pu˛ attirare, sia per la volontÓ della ragazza di ricordare la terribile esperienza dei campi di concentramento. Faenza sviluppa dunque il tema della negazione della memoria incarnandolo in una ragazza che dovrebbe solo pensare al futuro, e invece si ostina a cercare le radici oscure del passato, sulle quali sollevarsi con maggiore sicurezza.
"Lascia Auschwitz fuori da questa casa", le intima Eli, ed Ŕ solo la prima avvisaglia del comportamento ambiguo e minaccioso del giovane nei confronti di Anita. L'attrazione Ŕ reciproca, cosý come la diffidenza. ╚ questa la chiave di lettura pi¨ interessante di Anita B., dove l'iniziale B. Ŕ un omaggio a Edith Bruck, la scrittrice sul cui romanzo "Quanta stella c'Ŕ nel cielo" Ŕ basato il film di Faenza, ma potrebbe anche essere un'eco di quel Sabina S. con cui veniva identificata la protagonista di Prendimi l'anima: entrambe donne forti private di un'identitÓ da una certa parte della Storia e dagli uomini (intesi soprattutto come maschi), entrambe decise a ribadire quell'identitÓ e a sopravvivere a ogni tentativo del mondo di annullarla. Tutto il cinema di Faenza, del resto Ŕ un omaggio alla capacitÓ di resistenza femminile e al lato indomito dell'altra metÓ del cielo.
Il rapporto fra Eli e Anita si pone all'insegna della contraddizione: lui la seduce e la respinge, suscita in lei ammirazione ma anche paura, e nella tensione erotica fra loro si intravede lo spettro di una complicitÓ malata fra vittima e carnefice, tema delicatissimo soprattutto se trattato nel contesto di un film che ha come convitato di pietra l'Olocausto. "Tu lo ami?", chiede un personaggio ad Anita, a proposito di Eli. "Temo di amarlo", risponde lei.
Il cinema di Faenza si muove generalmente meglio in terra straniera che in Italia, e il milieu ebraico della Mitteleuropa novecentesca gli Ŕ particolarmente congeniale. Anita B. si colloca a metÓ fra il sussidiario, con i suoi monologhi (e dialoghi) didascalici pensati per spiegare la Storia anche alle generazioni pi¨ disinformate, e la favola yiddish, con personaggi come Jacob, "lo zio che tutti vorrebbero avere" interpretato da Moni Ovadia, e scene corali come quella del ballo della comunitÓ.
La fotografia caramellata di Arnaldo Catinari, il montaggio morbido di Massimo Fiocchi, le musiche trascinanti di Paolo Buonvino e i costumi rigorosi di Anna Lombardi testimoniano non solo l'abilitÓ di Faenza nel circondarsi di professionisti di prim'ordine, ma anche la sua precisa volontÓ di creare un mondo estetico affabulante e fiabesco, benchÚ immerso nell'iconografica storica.
Faenza dedica uno sguardo particolarmente tenero ai suoi due giovani protagonisti, la dolcissima e severa Eline Powell e l'affascinante Robert Sheehan con la sua insopprimibile star quality che riesce a rendere simpatico un gaglioffo, e gaglioffo un ragazzo spaventato. Faenza Ŕ maestro nello scegliere le facce giuste (un esempio per tutti: Guenda Goria nei panni di una luminosa pianista) e nell'armonizzare cast internazionali evitando l'effetto "quote produttive".
Non ci sono guizzi in Anita B. ma una piacevolezza di racconto che si lascia seguire pur senza lasciare un segno indelebile o l'impronta nitida di una zampata autoriale. Attraverso quest'aurea mediocritas il regista riesce a comunicare un messaggio di speranza a chi si trova incagliato fra passato e futuro: il che, di questi tempi, ha il suo valore.

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TROVASTREAMING
ANITA B.
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Film mieloso e buonista!

mercoledý 5 febbraio 2014 di jacopo b98

 Anita (Powell), ragazza ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, dove però ha perso i genitori, arriva in Ungheria dove va a vivere a casa dei suoi zii. La zia (Osvart) in particolare ci tiene a precisare che il passato è passato e i ricordi del campo devono rimanere fuori dalla casa. Anita si confida perciò con l’unica creatura capace di ascoltarla ma non di capirla: il piccolo figliuolo della zia. Intanto intraprende una relazione con il giovane Eli (Sheehan). Dal romanzo continua »

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Il duro dopo shoah raccontato con poesia

giovedý 23 gennaio 2014 di Flyanto

 Film liberamente tratto dal romanzo autobiografico di Edith Bruck "Quanta stella c'è in cielo" in cui si racconta l'esistenza e le vicissitudini vissute da una sedicenne di nome Anita appena rilasciata dai campi di concentramento dove era stata rinchiusa insieme a tutta la propria famiglia. Mentre questa però è stata sterminata, la ragazza si è salvata e trova accoglienza in casa di una giovane zia, in realtà molto fredda nei suoi confronti, continua »

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Una "favola" dalle intenzioni buone e accomodanti

domenica 26 gennaio 2014 di FilmGuida2014

Faenza, dal romanzo al quale si ispira, tenta di trarne fuori una cornice femminista un po' accomodante e un po' didascalica, rivolta a chi tenta di leggere il dramma dell'esperienza del lager con leggerezza e con poca riflessione politica. Ma se le intenzioni di sceneggiatura non sono deprecabili, altrettanto lo è il risultato filmico con un'insieme abbastanza statico e fumettistico, dove la ripetitività di tale narrazione raggiunge il suo culmine con una serie di continua »

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Film poetico

giovedý 23 gennaio 2014 di melania

Mi Ŕ piaciuto moltissimo,per la trama,l'ottimo cast,per le emozioni che il film ha suscitato in me.Si segue con attenzione dall'inizio alla fine,si va via dalla sala portando un ricordo vivo dei personaggi,con particolare riferimento alla protagonista che Ŕ estremamente amabile.Assolutamente consigliabile! continua »

anita b.
I sogni sono quello che nella realta non succede
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Anita
I sogni non vanno mai abbandonati!
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Anita
"Sono contenta perchÚ viaggio verso il passato con un solo bagaglio: il futuro!"
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DVD | Anita B.

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 24 giugno 2014

Cover Dvd Anita B. A partire da martedì 24 giugno 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Anita B. di Roberto Faenza con Eline Powell, Moni Ovadia, Andrea Osvßrt, Antonio Cupo. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Anita B. (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Anita B.

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

L'adolescente ungherese ebrea Anita (Powell) sopravvive ad Auschwitz ed Ŕ accolta con riluttanza a Zvikovez vicino a Praga dalla zia Monika (Jane Alexander), unica sua parente vivente. S'innamora ricambiata con riserva del fascinoso Eli (Sheehan), cognato della zia: basta una gravidanza a metterlo in crisi. Una crisi che le permette di crescere definitivamente e scoprire il proprio destino. Ispirato all'autobiografia Quanta stella c'Ŕ nel cielo di Edith Bruck, il nuovo lavoro di Faenza non Ŕ un film sull'Olocausto, bensý sugli effetti post traumatici accusati da una ragazza che con forza e tenacia riesce a emanciparsi in dignitÓ. »

Anita non dimentica Auschwitz

di Maurizio Acerbi Il Giornale

A ridosso del Giorno della Memoria, Faenza affronta il tema della Shoah con una storia sul dopo, quando la voglia di dimenticare era forte e comprensibile. Anita Ŕ una ragazza ungherese scampata ad Auschwitz che, nel '45, a guerra finita, viene accolta, vicino a Praga, dalla famiglia della zia, dove vive un cognato farfallone. La ragazza rimarrÓ incinta e sarÓ messa davanti ad una scelta coraggiosa. Idea lodevole condita, per˛, da troppa melassa e un taglio da flction tv. Da Il Giornale, 16 gen »

Nel mondo lacerato dell'adolescente Anita scampata dallo sterminio

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Non c'Ŕ ragione di sospettare delle migliori intenzioni di Roberto Faenza, che non per la prima volta dedica la sua attenzione alla tragedia novecentesca del popolo ebraico. Eppure il nuovoAnita B. rinnova un'impressione che pi¨ volte si Ŕ affacciata dalle opere del regista. Quella di un compito pi¨ o meno diligente quasi sempre preoccupato di valorizzare la dimensione internazionale della confezione ma difettoso di anima, di personalitÓ, di capacitÓ profonda di convincere ed emozionare. Partendo dalle pagine autobiografiche della poetessa e narratrice Edith Bruck, ma edulcorandone la forza dolente, il film racconta l'adolescente ungherese Anita che, scampata allo sterminio, si trova sballottata in un nuovo mondo lacerato: comunismo e libertÓ, voler ricordare e voler dimenticare, essere ebrei malvisti nella terra in cui si Ŕ nati o consacrarsi alla grande avventura della nuova patria israeliana. »

Faenza trova in Bruck il suo filone favorito

di Alessandra Levantesi La Stampa

Per la sua vocazione a trasporre la pagina letteraria sullo schermo Roberto Faenza potrebbe essere definito un James Ivory italiano, con una propensione verso certi particolari temi che permeano il suo cinema migliore: lo spettro dell'olocausto, il sionismo, le contrapposizioni culturali e religiose, il senso della tradizione e l'aspirazione al cambiamento. Le ha ritrovate un po' tutte nel libro di Edith Bruck Quanta stella c'Ŕ nel cielo (Garzanti), cui si ispira il film Anita B: romanzo di formazione di un'adolescente sopravvissuta ai campi di sterminio dove ha visto morire i genitori, che affronta un difficile percorso per riappropriarsi della propria vita in una Cecoslovacchia latentemente antisemita, e fra consanguinei che vogliono solo dimenticare. »

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