Sole a catinelle

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Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Robert Dancs, Ruben Aprea.
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Commedia, durata 90 min. - Italia 2013. - Medusa uscita giovedì 31 ottobre 2013. MYMONETRO Sole a catinelle * * 1/2 - - valutazione media: 2,82 su 121 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,82/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Checco deve mantenere fede a una promessa e portare il figlio al mare. Ma è in piena crisi e non ha i soldi per farlo.
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Checco Zalone si fa paladino di una parodia esilarante con un altissimo grado di auto-ironia nel più riuscito dei suoi tre film
Dario Zonta     * * * - -

Checco Zalone è sui trenta in quel del vicentino, con moglie e figlio decenne. Sorride sempre, con la smorfia inebetita di chi ha vissuto nel sogno televisivo dell'ultimo ventennio. Di lavoro aspira la polvere, dapprima negli hotel di lusso, dove ha cresciuto la sua mira di ricchezza, poi nelle case delle sue tante zie meridionali, intento a vendere l'elettrodomestico che lo riscatterà economicamente. Ci riuscirà perché è simpatico e ottimista (ma non comunista, anzi qualunquista). Compra tutto quello che serve, ma subito dopo lo perde perché fidi e assegni postdatati si sciolgono come la neve sotto il "sole a catinelle", mentre la moglie operaia vicentina perde il lavoro nel nord-est non più ricco, facendosi paladina di una lotta di classe datata come le trasmissioni giornalistiche di sinistra che la vogliono raccontare. Tornato povero, non è meno ottimista e promette al figlio una vacanza da sogno se prende tutti, ma proprio tutti i dieci nell'ultima pagella. Li prende e Checco il burlone, un po' Sordi un po' Zalone, si mette in viaggio pensando di aggirare l'intelligenza del figlio con qualche sorniona battuta ad effetto. La vacanza da sogno arriva in Molise da una zia tirchia, laddove l'aspirante agente ha pensato di raschiare il fondo dell'ultimo rampo parentale, ma sono quasi tutti morti. Il figlio decenne non ci sta a passare le vacanze promesse d'oro in un paese di moribondi e s'incazza, letteralmente. Il padre ripiega verso nord in una sorta di involontario remake barese di In viaggio con papà, senza più Sordi e Verdone, senza più la Sardegna dei pre-Berlusconi, ma con lo sfondo di un'Italia ugualmente cafona nel cuore di una Toscana miliardaria tra chic di sinistra e imprenditori a Portofino. In questo viaggio incontreranno una varia umanità di cialtroni, truffatori, venduti, corrotti, assistiti, megalomani...
Nel suo irradiarsi sornione tra le cose dell'Italia di oggi, Checco Zalone si fa paladino di una parodia esilarante, pupo e puparo allo stesso tempo, attore e autore di gesta tanto involontarie quanto leggendarie. Parla e agisce per antifrasi (perdoni Zalone la parolaccia) e con la forza di questo antico motore dell'ironia toglie la maschera a tutte le figure della sua parata goldoniana, neanche più grottesche ma quasi semplicemente realistiche, forse anche immalinconite per quanto sono ripetitive e note, eppur resistenti.
Il viaggio con papà è solo un pretesto, una rete dentro la quale il comico fa cadere le sue vittime, infinita la schiera: maestre, psicologi, imprenditori, operai, omosessuali, comunisti, logopedisti, massoni, naturalisti, giornalisti, finanzieri, neri, cinesi, artisti, registi, maestri yoga... davvero tanti, quasi tutti, tranne i politici. La loro assenza è rumorosa e molesta (ma forse comprensibile) in questa ronde comunque agghiacciante. D'altronde questi italiani "a catinelle" non sembrerebbero molto diversi dalla classe dirigente che li governa, almeno questo sembrerebbe dire l'autore, ma molto tra le righe, visto che il suo agnosticismo dichiarato lo porterebbe a negare qualsiasi interpretazione. Zalone d'altronde non si mette certo sopra il suo mondo cafone, è primus inter pares, "disgraziato e stronzo" come gli altri, ma certo simpatico e travolgente (come lo era Sordi, senza essere Sordi).
Non mancano le famose canzoni, quelle neomelodiche e parodistiche che hanno reso famoso il comico di Zelig, che a tratti trasformano il film in un musicarello, ma senza pretese, anzi con un altissimo grado di auto-ironia. Dei tre film di Zalone questo è il più ambizioso e riuscito.

Incassi Sole a catinelle
Primo Weekend Italia: € 18.607.000
Incasso Totale* Italia: € 51.894.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 5 gennaio 2014
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Premi e nomination Sole a catinelle

premi
nomination
David di Donatello
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1
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Risate a catinelle...

sabato 2 novembre 2013 di mdvclassic

 Abbandoniamo il velo di ipocrisia che spesso ci offusca ed analizziamo il film con oggettività...non è da oscar ma non vuole nemmeno esserlo...insomma è un film comico, non un "nuovo cinema paradiso"...attenzione questo però non deve sminuirne le indubbie virtù che risiedono , prevalentemente, nell'innata capacità di Checco Zalone di rendere gradevolmente divertente ogni situazione dalla più banale alla più travolgente...comicità, continua »

* * * * -

Far ridere delle peggiori qualità degli italiani!

venerdì 22 novembre 2013 di ANDREA GIOSTRA

Non pensavo di scrivere una recensione sul bel film di Checco Zalone e Gennaro Nunziante, “Sole a catinelle”. Ma dopo aver letto il commento di Giovanna Trinchella (ilfattoquotidiano.it/blog/gtrinchella/), una giornalista de “il Fatto Quotidiano” a me sconosciuta fino ad oggi quando l’ho letta su un post pubblicato sulla mia pagina Fb, ho deciso di farlo. Il commento di Trinchella è diretto e sintetico: “non vado a vedere il film di Zalone perché continua »

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Per farsi due risate nel mare della mediocrità

sabato 2 novembre 2013 di Alexcold83

Tipico film low-budget e "nazional popolare", adatto a tutti e "volgare ma non troppo", prodotto per la tv e non certo per il cinema, preso d'assalto in quanto il nome "Checco Zalone" è diventato una garanzia di farsi due risate spensierate e anche perchè la controprogrammazione di questo "ponte di ognissanti" è stata resa praticamente inesistente. La trama è solo un orpello, in questo caso si gioca con la crisi e con il ruolo di un padre incosciente che "balla" su di essa riuscendo, con errori continua »

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Una commedia che non mancherà di far riflettere

giovedì 31 ottobre 2013 di dottorfra

È incredibile come Luca Pasquale Medici (alias Checco Zalone), riesca a fondere sinergicamente humor - apparentemente, o solo in parte a buon mercato - e problemi attuali. A mio modo di vedere, infatti, non si tratta semplicemente di una commedia "demenziale". Con la dovuta attenzione si può scorgere una satira ponderata a molti problemi di attualità. C'è il papà senza lavoro che deve recuperare la stima del figlio. La coppia di separati che perdono entrambi il lavoro. Quindi, il problema degli continua »

Checco Zalone
Figlio mio... Non voglio che tu pensi che questa é la felicità... Guarda laggiù... Quella è la felicità... No sta cacat di yacht.
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checco
-Salve siamo di equitalia
-nooo grazie noi siamo cattolici.
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LA ZIA
VA A CORRENTE LA MACCHINA?STACCA LA SPINA...
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DVD | Sole a catinelle

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 13 febbraio 2014

Cover Dvd Sole a catinelle A partire da giovedì 13 febbraio 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Sole a catinelle di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, Aurore Erguy, Orsetta De Rossi, Miriam Dalmazio. Distribuito da Warner Home Video. Su internet Sole a catinelle (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 11,69 €
Prezzo di listino: 12,99 €
Risparmio: 1,30 €
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FOCUS | Il caso Checco Zalone e il rapporto tra critica e cinema popolare.

Lo sguardo ostinato

martedì 5 novembre 2013 - Dario Zonta

Lo sguardo ostinato Torniamo sul caso di Checco Zalone perché il clamoroso risultato, che fosse prevedibile o meno è poco importante, richiede una qualche riflessione, soprattutto riguardo il rapporto tra la critica e il cinema popolare. Sin da subito si sono creati due partiti, entrambi partigiani: i "fidelizzati" della prima ora, quelli che annunciarono illo tempore il genio di Zalone e che ora raccolgono la loro profezia con entusiasmo ancor più dichiarato; i "non riconciliati", quelli che pur riconoscendo il talento comico di Zalone non si arrendono al suo potere cinematografico, casomai avanzando paragoni storico-critici non sempre efficaci.

   

FOCUS | Cari Zalone&Nunziante, vi (ri)scrivo. Lettera di Pino Farinotti.

Onda&fuorionda

domenica 3 novembre 2013 - Pino Farinotti

ONDA&FUORIONDA Nel gennaio del 2011, in occasione dell'uscita di Che bella giornata, scrissi una lettera aperta a Gennaro Nunziante, che sotto ripropongo. Il regista di Zalone mi telefonò ringraziandomi perché il mio intervento lo garantiva rispetto a una certa critica prevalente, con la "puzzetta sotto il naso", che si era espressa sul film con... scarso entusiasmo. Ecco la lettera relativa a Che bella giornata.

   

Il solito Checco Zalone lancia il sasso e finisce in battuta

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Checco Zalone è il fenomeno comico dell'ultimo lustro. Un po' normalizzati o sterilizzati in senso meno dialettalbarese, i suoi cavalli di battaglia restano la lingua sgrammaticata, le oscenità porte con un certo stile, il sottile equilibrismo che gli fa sparare scorrettezze politiche (le donne bersaglio fisso) salvo subito suggerire con un sorriso che era solo una battuta. Sole a catinelle gioca intorno al dilemma dei valori. Il personaggio Checco è effettivamente vaccinato dalle cattive tentazioni e fedele all'ideologia del "resto umile" oppure fa sue le suggestioni individualiste dell'imprenditore di se stesso con qualche appendice poco pulita? Naturalmente siamo su un piano farsesco. »

Checco Zelig trova un figlio ma perde ritmo e grinta

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Checco Zalone o Checco Zelig? Al terzo film l'irresistibile comico-cantante pugliese e il suo regista Nunziante alzano il tiro con una sceneggiatura molto più costruita, ma soprattutto sparano a 360 gradi. E il cafone che dice sempre la verità dei primi film diventa un cafone un po' schizofrenico. Fatalmente fedele a se stesso, con gag e battute a piovere (meno cattive del solito). Ma anche perfetto trasformista, a modo suo s'intende, come uno Zelig levantino. Infatti vende aspirapolveri ma sa tutto di finanza, se prende un cane lo chiama Taeg, se va in tv perché la fabbrica della moglie chiude, non lamenta la crisi ma predica ottimismo, da bravo aspirante imprenditore. »

Il ragazzo del nordest con la paura dei comunisti

di Marco Giusti Il Manifesto

«Papà, ma se un giorno ti dicessi che sono ... omosessuale?». «Che paura, pensavo che mi dicessi comunista!». Solo Checco Zalone, forte dei 47 milioni del film precedente, Che bella giornata, si può permettere una battuta così in un film, inoltre, prodotto da Pietro Valsecchi e distribuito da Medusa. L'Italia è così. Nessuno parla più di operai e di padroni, figurarsi di comunisti, e arriva Checco Zalone che pur dichiarandosi lontano da ogni ideologia, costruisce tutto il suo nuovo film, Sole a catinelle, diretto da Gennaro Nunziante che lo ha scritto assieme a lui, come i precedenti, su quel che resta dell'Italia di un tempo dopo vent'anni di berlusconismo. »

Checco Zalone, incassi & risate

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Gracile ma divertente commedia di Checco Zalone, già premiata da incassi record. Come dire, ogni commento è superfluo. La storiella ruota attorno a uno spavaldo commesso viaggiatore, in piena crisi coniugale, che parte per la vacanza da sogno incautamente promessa al figlio. Meta la casa di una vecchia zia in Molise. Seguono quiproquo a raffica con contorno di battute spassose. Peccato che i martellanti trailer tv le abbiano abbondantemente inflazionate. Da Il Giornale, 14 novembre 2013 »

Sole a catinelle | Indice

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