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Lo sguardo ostinato

Il caso Checco Zalone e il rapporto tra critica e cinema popolare.
di Dario Zonta

In foto Checco Zalone in una scena del film Sole a catinelle.
Checco Zalone (Luca Medici) (44 anni) 3 giugno 1977, Bari (Italia) - Gemelli. Interpreta Checco nel film di Gennaro Nunziante Sole a catinelle.

martedì 5 novembre 2013 - Focus

Torniamo sul caso di Checco Zalone perché il clamoroso risultato, che fosse prevedibile o meno è poco importante, richiede una qualche riflessione, soprattutto riguardo il rapporto tra la critica e il cinema popolare.

Sin da subito si sono creati due partiti, entrambi partigiani: i "fidelizzati" della prima ora, quelli che annunciarono illo tempore il genio di Zalone e che ora raccolgono la loro profezia con entusiasmo ancor più dichiarato; i "non riconciliati", quelli che pur riconoscendo il talento comico di Zalone non si arrendono al suo potere cinematografico, casomai avanzando paragoni storico-critici non sempre efficaci. In mezzo a queste due categorie, non c'è molta varietà di approcci (limitatezza e miopia della critica) e tra fan e detrattori alla fine quello che ci rimette è proprio Zalone, il cui talento e la cui bravura avrebbero semmai bisogno di una critica che ci vede bene e al passo con i tempi.

All'uscita di Sole a catinelle in molti hanno notato lo scarto d'ambizione, ma subito hanno bacchettato il duo Nunziante-Zalone proprio per aver osato scartare, guardare più in alto, dicendo che questo suo terzo film non era all'altezza dei precedenti. Ancora, i detrattori, sempre riconoscendo le doti comiche del nostro comico, hanno voluto lanciarsi in alcuni paragoni chiamando in causa i soliti nomi da Sordi in giù (mai in su), fino a Totò, certo stabilendo ordini di grandezza necessariamente diversi. Ancora, si è avuto da ridire sulla coerenza e verosimiglianza narrativa, cercando una logica tra eventi presunti connessi e scoperti sconnessi, e sulla tenuta del corpo attori, quelli di spalla, ritenuti sfumati di fronte al giganteggiare del personaggio Zalone. Queste sono in breve alcune delle critiche. Ora, così come non amiamo l'atteggiamento settario dei suoi sostenitori, allo stesso tempo scorgiamo un qualche limite in quello dei detrattori.

La critiche a Zalone ci sono sembrate fuori fuoco, ricche di un vocabolario datato che non riesce a cogliere la grandezza non dello stesso Zalone, ma dei tempi che cambiano, e non per giustificarli ma per comprenderli meglio, per anticiparli. Ma anche in questo atteggiamento sociologico c'è un forte limite. La comicità non sempre ha a che fare con la sociologia, sebbene Zalone peschi a piene mani nel paniere di questa Italia impoverita e cialtrona.

Quando un film italiano in quattro giorni incassa 18 milioni di euro, la critica - che lo ha criticato - dovrebbe porsi qualche domanda. Non stiamo parlando, per intenderci di un film trash e volgare, neanche di un cine-panettone cafone che volutamente intercetta il ventre basso dello spettatore medio. Zalone non è questo, e soprattutto non lo è in questo film. La sua visione dell'Italia è degna di nota e considerazione e la sua comicità, supportata da un ritmo forsennato, non è mai rozza e gratuita. Zalone pone un problema alla critica e questa deve saper rispondere con i giusti argomenti cercando semmai di aggiornare non solo il suo vocabolario ma anche i punti di riferimento. Zalone nasce come comico televisivo, partorito da Zelig (come molti altri), ma rispetto a questi altri ha molte marce in più, e lo sta già dimostrando. Non vogliamo dire, sia ben chiaro, che i padroni del botteghino sono a priori autori e comici degni di analisi e considerazione. Ad esempio, chi scrive non ha mai capito le ragioni del successo di un comico come Siani. Ma forse è un problema di soggettiva sensibilità.
Ne abbiamo visti tanti di comici televisivi salire in capo al botteghino sull'onda della loro popolarità televisiva e poi scendere a una velocità impressionante.
Zalone non appartiene a quella specie, il suo sarà un percorso lungo e articolato tanto più se riuscirà ad osare e ad essere sempre più ambizioso.

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