State of Play

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Un film di Kevin Macdonald. Con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Wendy Makkena.
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Azione, Ratings: Kids+13, durata 125 min. - USA 2009. - Universal Pictures uscita giovedì 30 aprile 2009. MYMONETRO State of Play * * * - - valutazione media: 3,16 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,16/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
Un membro di congresso messo in crisi dopo la morte della sua amante. La polizia indaga e non solo: ci mette lo zampino anche un giornalista...
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primo piano
Un'appassionante partita a guardie e ladri tra politica e giornalismo
Marianna Cappi     * * * - -

Cal McAffrey è un veterano della carta stampata, il suo è un giornalismo che va di persona alla fonte, che investiga, si pone domande, nel nome della verità e di una buona storia. Stephen Collins è stato suo compagno di studi e di stanza e ora è un giovane ed ambizioso deputato a capo di un comitato che controlla le spese per la difesa nazionale, in odore di abnormi illeciti. Quando la bella assistente nonché amante di Collins muore in un dubbio incidente, le strade dei due amici tornano ad incrociarsi tra loro e con quelle della giovane Della Frye, reginetta della blogosfera, e di Anne Collins, moglie di Stephen, alla quale Cal è tutt'altro che estraneo.
Riduzione e reinvenzione dell'omonima miniserie inglese di sei ore, State of Play sposta l'azione nel cuore simbolico del potere, Washington D.C., e racconta un'appassionante partita a guardie e ladri tra politica e giornalismo, dove ognuno dei contendenti conosce ed usa gli strumenti dell'altro e fa leva sulle sue debolezze. Arbitra Kevin McDonald, che viene dal documentario (e che documentario, Un giorno a settembre) e sa trovare la verità nell'invenzione. Il mondo del giornalismo è ritratto con l'occhio dell'insider: tra la macchina da presa e il mestiere messo in scena non c'è altro filtro che una parete di vetro, trasparente; il mondo della politica, al contrario, è il regno della mediazione: schermi televisivi, obiettivi fotografici, microfoni cui affidare frasi scelte e ponderate. L'umanità della storia s'infila nel mezzo, là dove il politico bussa alla porta del reporter e viceversa.
Tutto, qui, ha almeno una doppia prospettiva e più spesso un ventaglio di prospettive: un ventaglio di penne, una per ogni versione possibile dell'articolo da scrivere. Il film stesso raddoppia, rilanciandosi nel finale, e innestando magistralmente, sul tempo "reale" del giornale che deve andare in stampa, il tempo finzionale del genere: le intuizioni dell'ultimo minuto, l'arrivo provvidenziale della polizia.
Il risultato è un presente caricato di urgenza, una situazione in costante divenire, uno "state of play" bisognoso di costante aggiornamento, per il quale, forse, il vecchio giornalismo sporco d'inchiostro non è più adatto.
Russell Crowe e Ben Affleck hanno preso in corso d'opera il posto che doveva essere di Brad Pitt e Edward Norton e ci stanno così bene che si fatica a pensarli altrove: il primo col suo mimetismo e l'aria un poco fuori moda e fuori uso - ma la sua Saab sulla strada viaggia ancora benissimo -, e il secondo con quell'aria belloccia e compassionevole in un'era in cui i bellocci non fanno più compassione a nessuno. Al loro fianco, Helen Mirren e Jason Bateman assicurano il movimento della pagina, il tocco di stile.

Premi e nomination State of Play MYmovies
il MORANDINI
State of Play recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi State of Play
Primo Weekend Italia: € 862.000
Incasso Totale* Italia: € 2.475.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 30 agosto 2009
Primo Weekend Usa: $ 14.099.000
Incasso Totale* Usa: $ 36.955.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 14 giugno 2009
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Da non perdere

domenica 3 maggio 2009 di

Dall'ottimo Kevin Macdonald,un political-thriller intrigatissimo e ben fatto che riesce a tenere lo spettatore incollato davanti allo schermo per tutti i 125 minuti di durata. Come in un complicato puzzle,i pezzi vengono uniti un pò alla volta,la verità viene a galla pian piano in un crescendo di efficaci colpi di scena sparati al momento giusto,dove il giornalista d'assalto Russell Crowe -bravissimo,come al solito - si sostituisce di fatto al detective che sta svolgendo le indagini (Robin Wright continua »

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State of play: tutto bene tranne la fine

mercoledì 13 maggio 2009 di houssy

Winnie the Pooh direbbe: Ooooh rabbia. Peccato che questo State of play non rimanga fedele a se stesso fino in fondo, svaccando nel thriller più becero negli ultimi 5 minuti. Un vero peccato, perchè per la prima ora e 55, non solo assistiamo ad una grande inchiesta giornalistica, volta a smascherare quello che c'è di marcio sotto il sole, ma il tutto è raccontato con grandissimo senso dello spettacolo e del ritmo. Le interpretazioni degli attori sono un valore aggiunto e la vicenda si avvia spedita continua »

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Il solito copione visto e rivisto

lunedì 4 maggio 2009 di pipay

Il film ricalca tematiche, ambientazioni e tematiche già viste e riviste. Un politico in carriera che deve guardarsi le spalle, che rischia di rimanere incastrato in una torbida vicenda nella quale anche lui ha invece un ruolo attivo e una pesante responsabilità; un abile giornalista (Russel Crowe, sempre più sciatto, ma indubbiamente bravissimo); un omicidio che si cerca di far passare come un incidente; un giornale sull'orlo del collasso finanziario e quindi in cerca di uno sccop che faccia impennare continua »

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Un'opera contemporanea dal cuore antico

giovedì 7 maggio 2009 di ciccio capozzi

“STATE OF PLAY” di KEVIN MACDONALD; USA, 09. Cal è un giornalista vecchio stampo; è sulle tracce di diversi crimini. Questi sembrano puntare sul suo amico Stephen della Camera dei Rappresentanti, che si sta battendo contro una opaca società di Security con inquietanti ambizioni. Il film riscopre un sottogenere del cinema poliziesco: quello delle indagini giornalistiche. Solitamente sono opere che mettono in campo dei valori democratici: come quello, assai sentito in USA, del ruolo di “cane da guardia” continua »

Cameron Lynne (Helen Mirren)
Ti prego non fare gli occhi lucidi da cucciolo di giornalista, mi dà la nausea!
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Donald Bell (Harry Lennix)
Chi credi che sia?! Il fratello minore di Bambi?!?
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Cal McAffrey (Russel Crowe)
Ho una Saab con sedili in peluche.
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DVD | State of Play

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 23 settembre 2009

Cover Dvd State of Play A partire da mercoledì 23 settembre 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd State of Play di Kevin Macdonald con Russell Crowe, Ben Affleck, Robin Wright, Rachel McAdams. Distribuito da Universal Pictures. Su internet State of Play è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Un thriller al veleno.

Il film

mercoledì 29 aprile 2009 - Pressbook

State of Play, il film Nella partita a scacchi giocata dai maggiori esponenti di Beltway, due importanti schieramenti si danno battaglia a colpi di intrighi e oscure manovre: da un lato i politici, che vorrebbero mantenere la propria influenza ad ogni costo, dall'altro i giornalisti, il cui principale obiettivo è quello di svelare storie di corruzione connesse a un potere incontrollato. Gli avversari sono legati fra loro solo dal bisogno che tutti hanno dell'altro. E l'omicidio – fisico o metaforico che sia – è a volte l'unico modo per porre fine a un gioco troppo grande e pericoloso.

INTERVISTE | Il documentarista scozzese Kevin Macdonald presenta a Roma State of play, thriller di impegno civile interpretato da Russell Crowe e Ben Affleck.

Due vite una svolta

venerdì 24 aprile 2009 - Marzia Gandolfi

State of play: due vite una svolta Il pregio principale di State of play, thriller di impegno civile dello scozzese Kevin Macdonald, è che se ne può parlare prescindendo dal confronto col suo originale: The Girl in the Café, la serie televisiva di successo della BBC creata da Paul Abbott. Prima di tutto perché il film di Macdonald è qualcosa di più di un semplice adattamento, è un interessante lavoro di ampliamento e di esplicitazione, di smascheramento e approfondimento di verità politicamente rilevanti. Dopo aver dialogato col passato nei documentari One Day in September e Il nemico del mio nemico, l'autore affronta il tema delle privatizzazioni e la gloria della democrazia statunitense: il giornalismo.

NEWS | Una rilettura non convenzionale del cinema secondo Pino Farinotti: undicesima puntata.

L'eroe

venerdì 8 maggio 2009 - Pino Farinotti

Storia 'poconormale' del cinema: l'eroe In State of Play Russell Crowe è un eroe. Certo non è un diamante extra alla Gary Cooper, ma un eroe. Dà corpo e volto a Cal McAffrey, un giornalista veterano di grandi servizi. Intende difendere il suo migliore amico, Stephen, un politico emergente nel mirino della solita multinazionale, da molti miliardi di dollari, corrotta, che vuole il potere assoluto. Cal procede a suo modo, indagando, correndo pericoli. Non è un diamante dunque tiene per sé degli indizi, o li consegna in ritardo alla polizia, viola qualche ufficio, sottrae qualche numero di cellulare sequestrato, di passaggio è andato a letto con la moglie dell'amico.

VIDEO | Il nuovo film di Russell Crowe.

Nuovo spot

martedì 24 marzo 2009 - Marlen Vazzoler

State of Play: nuovo spot È uscito un nuovo spot televisivo di State of Play, il nuovo film diretto dal regista Kevin Macdonald (L'ultimo re di Scozia) e sceneggiato da Tony Gilroy (Michael Clayton) Matthew Michael Carnahan (Leoni per agnelli) e Billy Ray (Flightplan). Il film è basato su una miniserie omonima della BBC andata in onda nel 2003 ed è basata su un gruppo di giornalisti condotti da Cal McAffrey (Russell Crowe) che lavora assieme ad un detective della polizia per cercare di risolvere l'omicidio dell'amante di un uomo del congresso.

   

Il Marlowe della stampa

di Alessandra Levantesi La Stampa

Dietro a State of Play, basato su una miniserie in sei puntate che la Bbc mandò in onda nel 2003 con grande successo, c'è un copione firmato da un trio di assi, ovvero Matthew Michael Carnaham (Leoni per agnelli), Tony Gilroy (Michael Clayton) Billy Ray (Breach - L'infiltrato). Per cui tremano i polsi a scrivere che il problema in questo thriller di taglio classico ad alta tenuta di tensione attiene proprio alla sceneggiatura. La quale è impeccabile fino al finale, che contiene una sorpresa, questo sì, ma è la sorpresa (narrativamente) sbagliata. »

Il gladiatore combatte ancora, ma in un giornale

di Emilio Marrese Il Venerdì di Repubblica

Sciatto, imbolsito ma sempre eroico, Russell Crowe interpreta un cronista vecchio stile in State of Play, un thriller fra informazione e politica, che è anche un omaggio a un mestiere rivoluzionato dalla tecnologia. Al posto del gladio ora brandisce una penna. L'ex gladiatore Russell Crowe, bolso e sciatto, stavolta indossa infatti i panni di un cronista di un quotidiano di Washington. In questo stato, Totti certo non se lo tatuerebbe più addosso. Ma il buon Russell, 45 anni, è riuscito a dare la sua patina eroica anche al protagonista di State of Play, il thriller politico di Kevin McDonalds (L'ultimo re di Scozia), dal 30 aprile nelle sale. »

Con il cronista Russell Crowe a caccia di scoop

di Valerio Caprara Il Mattino

Il cinéfilo ne farebbe subito l'elenco, ma anche il comune spettatore potrebbe dire la sua senza sforzo: sull'accoppiata cinema & giornalismo, infatti, Hollywood si è prodotta in una serie infinita di titoli che nell'immaginario collettivo tendono ormai a confondersi (tranne i rari casi in cui la forza di regia è riuscita a sorpassare la routine). «State of Play», ricavato da una fortunata miniserie della Bbc, non è, purtroppo, «Prima pagina» di Billy Wilder, ma porta a termine con una certa dignità l'ennesima variazione sul tema: se l'idea di giornalismo e giornalisti che ne viene promozionata risulta alquanto retorica e illusoria, la quadratura stilistica e il ritmo narrativo non faranno rimpiangere i soldi del biglietto (di questi tempi non è poco). »

È il «twitteraggio», bellezza. Sesto potere

di Luca Celada Il Manifesto

Russell Crowe è un giornalista, vero mastino nella redazione del Washington Globe (immaginario omologo del Post), veterano di mille inchieste che si muove in una rete di utili amicizie e preziose fonti: il commissario di polizia, la patologa dell'obitorio, il funzionario del ministero. Un cronista all'antica che sa portare a casa la storia, fatti e fonti dietro la verità. In apertura indaga su un evento di apparente ordinaria cronaca nera, un omicidio in un quartiere malfamato; una matassa che inaspettatamente si infittisce fino a coinvolgere un politico al di sopra di ogni sospetto (Ben Affleck), un giovane astro nascente del congresso che presiede una commissione di inchiesta sull'outsourcing del Pentagono verso una società di mercenari. »

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