State of Play

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Un film di Kevin Macdonald. Con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Robin Wright.
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Titolo originale State of Play. Azione, Ratings: Kids+13, durata 125 min. - USA 2009. - Universal Pictures uscita giovedì 30 aprile 2009. MYMONETRO State of Play * * * - - valutazione media: 3,01 su 70 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
domenica 3 maggio 2009
da non perdere Valutazione 4 stelle su cinque
89%
No
11%

Dall'ottimo Kevin Macdonald,un political-thriller intrigatissimo e ben fatto che riesce a tenere lo spettatore incollato davanti allo schermo per tutti i 125 minuti di durata. Come in un complicato puzzle,i pezzi vengono uniti un pò alla volta,la verità viene a galla pian piano in un crescendo di efficaci colpi di scena sparati al momento giusto,dove il giornalista d'assalto Russell Crowe -bravissimo,come al solito - si sostituisce di fatto al detective che sta svolgendo le indagini (Robin Wright Penn),mettendo così in evidenza i contrasti che spesso nascono tra giornalisti e polizia. E in effetti il film è anche questo,una critica e nello stesso tempo un elogio al mondo del giornalismo,dove c'è chi pensa solo a vendere copie e chi ancora prende il suo mestiere seriamente,come fosse una missione,cercando di far emergere la verità a qualsiasi costo. [+]

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ciccio capozzi giovedì 7 maggio 2009
un'opera contemporanea dal cuore antico Valutazione 3 stelle su cinque
77%
No
23%

“STATE OF PLAY” di KEVIN MACDONALD; USA, 09. Cal è un giornalista vecchio stampo; è sulle tracce di diversi crimini. Questi sembrano puntare sul suo amico Stephen della Camera dei Rappresentanti, che si sta battendo contro una opaca società di Security con inquietanti ambizioni. Il film riscopre un sottogenere del cinema poliziesco: quello delle indagini giornalistiche. Solitamente sono opere che mettono in campo dei valori democratici: come quello, assai sentito in USA, del ruolo di “cane da guardia” della democrazia da parte della stampa libera. Il film trae la sua forza dalla sincerità di questo approccio. Anzi: ha fatto propria la lezione di celebri film che hanno lanciato l’icona del mito del giornalismo democratico, come “Tutti gli uomini del Presidente” (76). [+]

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houssy mercoledì 13 maggio 2009
state of play: tutto bene tranne la fine Valutazione 3 stelle su cinque
52%
No
48%

Winnie the Pooh direbbe: Ooooh rabbia. Peccato che questo State of play non rimanga fedele a se stesso fino in fondo, svaccando nel thriller più becero negli ultimi 5 minuti. Un vero peccato, perchè per la prima ora e 55, non solo assistiamo ad una grande inchiesta giornalistica, volta a smascherare quello che c'è di marcio sotto il sole, ma il tutto è raccontato con grandissimo senso dello spettacolo e del ritmo. Le interpretazioni degli attori sono un valore aggiunto e la vicenda si avvia spedita verso una degna conclusione, però... SEGUE SPOILER quella che sembra essere un'inchiesta cazzutissima sulla gestione della guerra negli Stati Uniti, si trasforma in un baleno nell'atto cosciente di un imbecille. [+]

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massimiliano di fede sabato 9 maggio 2009
fantapolitica o realtà? Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

La politica, il denaro, la vita privata, i tradimenti. Una miscela davvero esplosiva per una storia ben raccontata con l'imprevedibile colpo di scena.Una storia che potrebbe essere vicina alla realtà.... Abbiamo un giornalista navigato (Russel Crowe), un politco importante (Ben Affleck), una giovane e inesperta giornalista (Rachel McAdams). La storia si fonde con gli intrighi politici che, vogliono privatizzare la sicurezza nazionale, a discapito di vite umane, per interessi miliardari. Ma il tutto viene scoperto grazie alla vocazione del giornalista a tratti investigatore, interpretato da un appesantito Russel Crowe, che arriva sempre prima della polizia e ricostruisce il puzzle pezzo per pezzo, pur di aiutare l'amico di college e politico, parte affidata al belloccio mascellone di Ben Affleck. [+]

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samanta martedì 26 maggio 2020
un thriller ben riuscito Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Uscito nel 2009 il film è un thriller su un caso di corruzione ambientato in USA, diretto da Kevin Mcdonald famoso per diversi film documentari (ricevette anche un Oscar) e che riuscì a avere un successo con L'ultimo Re di Scozia sulla vicende dell'Uganda dominata dal crudele dittatore Idi Amin.
Il film, ambientato a Washington, inizia con l'assassinio di un giovane afro americano da un Killer con un valigetta metallica che ferisce gravemente anche un giovane ciclista di passaggio (lo finirà due giorni più tardi in ospedale). Il giorno dopo muore sotto il treno della metro Sonia Baker giovane assistente del deputato Stephen Collins (Ben Affleck) che presiede una commissione d'inchiesta del Congresso sui fondi appaltati (40 miliardi di $) ad un società di contractors a cui si vorrebbe anche affidare la sicurezza interna in USA, il fatto è definito un suicidio su cui alcuni giornali insinuano che alla base ci sia una delusione amorosa. [+]

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orion84 lunedì 28 dicembre 2015
interpreti credibili per un film azzeccatissimo Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Film visto per caso, devo dire che mi ha stupito piacevolmente. La trama è interessante e proprio come in un caso giornalistico monta di momento in momento come un'onda fino all'epilogo inatteso, di certo la scenggiatura è stata realizzata in modo ammirevole, i tempi morti sono ridotti all'osso e il film scorre in modo piacevole. Una nota particolare sul cast: perfetto. I protagonisti in primis, su cui giganteggia un Russel Crowe che riesce incredibilmente ad essere credibile sia in ruoli fisici sia quando recita con 20 kg di troppo; Ben Affleck perfetto così come la McAdams, ma è anche nel cast dei personaggi di contorno che il film si regge a meraviglia, Helen Mirren superba, Jason Bateman in un ruolo che gli calza a pennello e perfino Robin Wright, sempre bellissima, riprende con efficacia i panni della moglie stanca (ricordandomi in parte il ruolo che recitò in Unbreakable). [+]

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dario carta giovedì 28 maggio 2009
giornalismo e politica interpolati Valutazione 3 stelle su cinque
60%
No
40%

Politica e giornalismo si confrontano in questo thriller ambientato nei corridoi del potere di Washington e che vede Cal McAffrey (Russell Crowe),ostinato e veterano reporter alle prese con un caso che coinvolge molti nomi illustri del panorama politico americano. "State of Play" racconta di come Cal McAffrey possa essere l'ultimo dei reporter di stampo tradizionale,ossessivo nella sua ricerca di quello che considera la verità,il giornalista determinato che sopravvive ad una condizione che vede il mondo dell'informazione cambiare. Il confronto con la sua collega Della Frye consente di assistere alla competizione di una scuola di stampo tradizionale con la nuova corrente da cui il giornalismo trae vita,l'approccio all'informazione immediata,in tempo reale,l'identificazione della natura del blogger come fonte primaria ed,oggi insostituibile. [+]

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gianleo67 martedì 22 aprile 2014
lo 'stato dell'arte' tra giornalismo e cinema Valutazione 3 stelle su cinque
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Combattivo e irriducibile giornalista d'assalto del Washington Globe deve condurre, insieme ad una giovane e rampante collega, una difficile inchiesta che vede coinvolto un suo amico deputato a capo di una commissione del congresso che indaga su una potente compagnia di sicurezza privata concessionaria di miliardari appalti governativi. Tra omicidi misteriosi, pericolose lobbies guerrafondaie, conflitti privati e pubbliche virtù dovrà ricomporre il difficile bandolo di una matassa intricata e inestricabile in cui vittime e colpevoli non sembrano stare necessariamente da una sola parte del campo di battaglia.
Dal soggetto di una famosa (almeno in patria) serie televisiva targata BBC, il regista britannico Kevin Macdonald ('Un giorno a settembre' - 1999 e 'L'ultimo re di Scozia' - 2006) trae un efficace dramma giornalistico che, se presta il fianco alle rocambolesche inverosimiglianze di una sceneggiatura dove il colpo di scena è perennemente in agguato, dall'altro guarda alla solidità dei modelli hollywoodiani di riferimento ('I tre giorni del Condor', 'Tutti gli uomini del Presidente', 'Quinto Potere') capaci di coniugare suspence e impegno civile, protagonismo attoriale ed impeccabili caratterizzazioni, scrittura a più livelli e ritmo serrato, non mollando mai la presa da una materia narrativa (chi ha fatto cosa) in cui il primato inalienabile del 'primo emendamento' (concetto molto lato nel mondo anglosassone) è il motore dinamico che anima la scena fino all'implacabile rotativa dei titoli di coda. [+]

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filippo catani sabato 4 febbraio 2012
giornalismo come cane da guardia del potere Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Un cronista d'assalto di Washinghton viene mandato ad indagare su un omicidio e un tentato omicidio. Non solo i due uomini non sono legati fra loro ma a questi omicidi si aggiungerà quello di una ricercatrice del Congresso. La ragazza intratteneva una relazione con un deputato del Congresso vecchio compagno di college del giornalista.
Ritmo incalzante per questo thriller ben costruito. Un Russell Crowe molto vissuto e ben lontano dallo statuario gladiatore è un giornalista che cerca ardentemente la verità per cercare di tirare fuori il vecchio amico dai guai. Il deputato del Congresso è un altrettanto bravo Ben Affleck che si cala nei cinici panni del classico uomo politico costretto a stringere troppe mani. [+]

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ultimoboyscout lunedì 16 maggio 2011
la crisi nera della carta stampata. Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Internet non è la bibbia, anche se ce lo vogliono far credere ad ogni costo e la nostra società ce lo sta facendo diventare, ma il giornalismo è in crisi per un solo motivo: mancano i giornalisti quelli veri, le grandi firme come il personaggio interpretato da  Crowe, strepitosamente a suo agio, che si cimenta in uan prova eccellente, come spesso gli succede negli ultimi anni. E' un legal thriller giornalistico solido, con basi fortissime merito di regia e sceneggiatura notevoli, il tutto condito da omicidi  e mazzette ed intrallazzi politici. Film non facile, non a tutti piacerà, ma crudo nel suo essere reale e veritiero, quasi fosse un documento più che un film con un'azione incalzante particolare, non frenetica ma che spinge a far fretta agli eventi.

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