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Gli abbracci spezzati
Un film di Pedro Almodóvar.
Con Penelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Rubén Ochandiano.
continua»
Titolo originale Los Abrazos Rotos.
Drammatico,
durata 129 min.
- Spagna 2009.
- Warner Bros Italia
uscita venerdì 13 novembre 2009.
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![]() Un magistrale omaggio al cinema classico che cancellando la passione conserva la qualità
Giancarlo Zappoli
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Mateo Blanco è stato un regista. Oggi non lo è più. È un non vedente che ha deciso di tagliare i ponti con il passato cambiando anche nome. Ora firma romanzi, soggetti e sceneggiature con lo pseudonimo Harry Caine. È ancora un uomo affascinante che ha deciso di prendere dalla vita quello che gli può ancora dare ma, al contempo, che sa di avere un grande bisogno dell'assistenza della produttrice Judit e di suo figlio Diego. La donna conosce perfettamente il tragico triangolo che ha visto coinvolto Mateo, il ricco Ernesto Martel e l'affascinante Lena. Harry deciderà di narrarlo anche a Diego. |
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
European Film Awards 1 4 |
BAFTA 0 1 |
Almodovar spezzato
domenica 29 novembre 2009
di paolorol
Il piatto Volver ha rappresentato l'inequivocabile segno dell'esaurimento della vena creativa dell'ad un tempo grandioso Pedro, qui impelagato in una storia non solo senza capo nè coda, inutile e farraginosa, ma anche quasi del tutto priva di momenti catturanti o divertenti. Film presuntuoso, dove molta carne viene inutilmente messa al fuoco, per sfornare alla fine una pizza molliccia ed indigesta, oltre che interminabile. Pedro non ha niente da dire e lo fa mettendoci molto, davvero troppo. Ho continua » |
Molto bello questo almodovar maturo e riflessivo
domenica 22 novembre 2009
di paride86
E' un Almodovar molto diverso dal solito quello de "Gli Abbracci Spezzati", nonostante i temi di sempre e le molte citazioni autoreferenziali, come "La legge del desiderio", "Kika" (che a sua volta citava "Peeping Tom") e "Donne sull'orlo di una crisi di nervi". La differenza sta nel modo di affrontare le emozioni: non più attingendo a piene mani nel dolore o nella passione, ma guardando il tutto con sereno distacco, come per un lutto già metabolizzato ed elaborato. In più, cosa nuova per Almodovar, continua » |
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L'amour fou
mercoledì 18 novembre 2009
di olgadik
Omaggio alla bellezza che è “nata” con lui (Penelope Cruz), dichiarazione reiterata d’amore per il cinema, sentimenti senza se e senza ma forti decisi e drammatici sono ancora gli ingredienti dell’Almodovar maturo che ritroviamo in quest’ultimo film. Snobbato a Cannes e anche in Spagna, non è a mio parere dei migliori del regista, ma Pedro si riconferma sin dalle prime scene maestro nello stile, nell’analisi della passione amorosa che non ammette ostacoli e va oltre la morte. Né mancano citazioni continua » |
Los abrazos rotos
mercoledì 25 novembre 2009
di lizard_king
Stralci di foto, obiettivi sempre accesi, sguardi ed abbracci sfuggenti, amori carnali e di convenienza..ritrovarsi nel silenzio, nel vento che soffia forte e perdersi di notte lungo una strada diritta.. "Gli abbracci spezzati" è un altro tassello da aggiungere al lavoro di un grande regista : Pedro Almodovar. La ricetta è la stessa ed il risultato è sempre quello di un film asciutto, gradevole, divertente che scorre senza mai annoiare o chiedersi troppo. Una Penelope Cruz "cariatide", sulla continua » |
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| Mateo Blanco | |
| Occorre sempre finire un film anche per un cieco | |
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| Harry. Mateo | |
| I film bisogna finirli, anche se alla cieca. | |
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INTERVISTE | Almodóvar confeziona un film in cui dichiara tutto il suo amore per la settima arte.Cinema nel cinema
lunedì 9 novembre 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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GALLERY | La bellezza di Penelope Cruz riscalda Cannes.Photocall
martedì 19 maggio 2009 - Lisa Meacci
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Tra Pedro e Penelope manca il tocco magico
di Curzio Maltese La Repubblica
Ci sono almeno due buone ragioni per andare a vedere l' ultimo film di Pedro Almodovar, Abbracci Spezzati. Il principale si chiama Penelope Cruz e quindi non c' è molto da aggiungere. Attrice magnifica, capace di illuminare da sola film belli e brutti, la Cruz, come il suo compagno Javier Bardem, giustificano in ogni caso il viaggio da casa alla sala. Tanto più quando a dirigerla è il suo regista più geniale e devoto al culto. L' altra ragione è l' isola di Lanzarote, paesaggio onirico caro a grandi scrittori, da Schmitzler a Saramago, che Almodovar riesce a trasformare in uno dei protagonisti più convincenti del film. » |
Quanto dolore se la vita è un film
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Costruito come un gioco di scatole cinesi dove il doppio binario temporale - una storia che si svolge oggi e una 14 anni fa - si riverbera e si scompone in personaggi che hanno una vita e due nomi (come il protagonista, che si chiama Mateo Blanco quando fa il regista e poi diventa Harry Caine quando la cecità lo costringe a trasformarsi in sceneggiatore), oppure lo stesso nome ma due vite diverse (come il dispotico padre Ernesto che cerca di plagiare il complessato e remissivo figlio Ernesto), o ancora una vita prima e una dopo l' evento che ne cambierà il destino (come per la bellissima Lena, interpretata da Penélope Cruz, prima segretaria e poi aspirante attrice, prima mantenuta e poi amante), il film di Almodóvar Los abrazos rotos (letteralmente, Gli abbracci spezzati) è una disperata riflessione sul cinema, sulle responsabilità di chi lo fa e, per estensione, su quello che l' occhio umano può e vuole vedere. » |
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Almodóvar rinuncia al folclore per seguire i tormenti di Penélope
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
La società con cui Pedro Almodóvar e suo fratello Augustín producono i film del regista spagnolo si chiama El Desio, il desiderio. E come notava Michel Ciment sulla rivista Positif, in un periodo in cui i film sembrano accontentarsi delle mezze tinte, di sentimenti opachi, di un sussurrio indistinto, quel nome sembra un' indicazione programmatica, una specie di dichiarazione d' intenti. Ci sono solo sentimenti forti e decisi nei suoi film: amore, passione, gelosia, rabbia, vendetta, tradimento. E desiderio, tantissimo desiderio. » |
Almodóvar. Omaggio al mistero del cinema
di Roberto Silvestri Il Manifesto
Ci sono cineasti, come Hitchcock o Preminger, che amano raccontare storie con le immagini, rendono inquietante l'avventura dello sguardo, ma senza farsene accorgere, non provocando e intimorendo platealmente la platea (Lars von Trier adora, invece, il terrore di primo grado, anche se cambia sempre il piano d'attacco). Il cineasta spagnolo, regista e produttore, Pedro Almodóvar fa parte dei cineasti del primo tipo, ma non utilizza le tecniche classiche (uno spazio del racconto omogeneo, l'effetto verosimiglianza) bensì mixa schemi emozionali differenti e disomogenei (la passione del melodramma, la freddura del comico, il suspense del thriller, la concettualità della commedia. » |
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Uscita nelle sale
venerdì 13 novembre 2009 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 5 sale cinematografiche: |