Il bambino con il pigiama a righe

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Un film di Mark Herman. Con Asa Butterfield, Zac Mattoon O'Brien, Domonkos Németh, Henry Kingsmill, Vera Farmiga.
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Titolo originale The Boy in the Striped Pyjamas. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 93 min. - USA 2008. - Buena Vista International Italia uscita venerdì 19 dicembre 2008. MYMONETRO Il bambino con il pigiama a righe * * * - - valutazione media: 3,48 su 120 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,48/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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L'amicizia fra il figlio di un ufficiale nazista ed un ragazzino ebreo rinchiuso in un campo di concentramento avrà delle terribili conseguenze...
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primo piano
L'epoca nera del nazionalsocialismo rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile
Marzia Gandolfi     * * * - -
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TROVASTREAMING

Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.
La drammaticità della Shoah, di un inferno voluto dagli uomini per gli uomini, è inarrivabile e di fatto non rappresentabile ma questo non ha impedito al cinema di provare e riprovare a misurarsi con quella tragedia. L'approccio cinematografico di Mark Herman, regista e sceneggiatore, è diretto e il punto di vista assunto è quello di un bambino, figlio di un gerarca nazista, la cui innocenza (davanti all'orrore) trova corrispondenza soltanto in Shmuel, coetaneo internato all'inferno. A differenza di La vita è bella e di Train de vie, Il bambino con il pigiama a righe non è una favola dove ognuno ha un proprio e preciso ruolo, al contrario nel film di Herman i due universi, quello del Bene e quello del Male, si lambiscono fino a confondersi e a sconvolgersi. Nel Bambino col pigiama a righe è l'inadeguatezza e la debolezza degli adulti, anche di quelli buoni, a obbligare i bambini a prendere in mano il proprio destino e a determinarlo. I padri e le madri non fanno "magie" come il Guido Orefice di Benigni e il Male che li circonda finisce per inghiottire i loro figli e renderli all'improvviso consapevoli. Il regista inglese è abile a evitare gli stereotipi della storia "cattiva" e della contrapposizione tra infanzia idealizzata e abiezioni del mondo adulto, analizzando la durezza di un'epoca (la Germania nazionalsocialista) e di un'età (l'infanzia).
Muovendosi tra trappole d'apparenza ed eludendo clichè, sentimentalismi e scene madri, Herman mette in scena le ingiustizie e i rapporti di forza che si definiscono già nell'età più verde. Attraverso il minimalismo di episodi quotidiani, immersi nella severità dei colori freddi, Il bambino col pigiama a righe svolge la memoria, rivisitandola con soluzioni e libertà che rendono la storia intollerabile e lancinante. Per questa ragione, l'autore "chiude la porta" sulla camera a gas, interponendo fra gli spettatori e il volto della Medusa la pietas di un narrare artistico che consenta di guardarla senza soccombere impietriti, atterriti. Tratto dal romanzo omonimo dell'irlandese John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe è un film evocativo di un'epoca nera e tragica, rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile e di una (pre)matura scelta di campo, complicate da una realtà storica di discriminazioni e di selezioni razziali. Immagini che richiamano per tutti la necessità di frequentare (sempre) la Memoria e di non considerare mai risarcito il debito con il nostro passato.

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TROVASTREAMING
IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE
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Premi e nomination Il bambino con il pigiama a righe MYmovies
Il bambino con il pigiama a righe recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
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Per i ragazzi, con garbo ma senza reticenze

mercoledì 24 dicembre 2008 di Ambrogionte

L'ho appena visto, mi è piaciuto moltissimo. Il silenzio in sala alla fine della proiezione e la gente che non voleva alzarsi subito, segni di un impatto forte. Bella la sceneggiatura, straordinari i due piccoli attori protagonisti. La malvagità umana al suo culmine, la storia che schiaccia tutti: i bambini inconsapevoli, in primis, ma anche gli adulti resi ciechi dalla propaganda e da un senso del dovere disumano, tutti sono vittime. Il film commuove ma senza cadere nel patetismo trito e prevedibile; continua »

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Se i bambini governassero il mondo...

venerdì 30 dicembre 2011 di Sergio65

Uno dei migliori film sull'Olocausto, al quale si perdona anche qualche inverosimiglianza a fini narrativi (un bambino di otto anni che da solo e in pochi minuti scava con una vanga un passaggio sotto la recinzione di un lager senza essere visto da nessuno, la soppressione degli Ebrei prigionieri col gas decisa giusto mentre Bruno si introduce di nascosto nel campo, e così via). La storia narrata ed il suo straziante finale lasciano nello spettatore uno strano impasto di sentimenti contrastanti. continua »

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"il bambino con il pigiama a righe"

venerdì 13 marzo 2009 di kià...

Il bambino von il pigiama a righe di Mark Herman In una Berlino degli anni Quaranta essere figlio di in ufficiale nazista non era certamente facile. In un'ambiente circondato da distruzione, morte e tragedia, si inserisce, quasi come un paradosso, la vita di Bruno, un bambino di otto anni che si ritova in una noiosa e monotona cittadina di campagna, lontano da Berlino. Presto però avverrà l'incontro con un bambino ebreo... "Ma non è un nome Shmuel, nessuno si chiama così!" Tra i due bambini continua »

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La metafora della germania nazista

mercoledì 4 febbraio 2009 di Arrigo

Come dice il sottotitolo del libro dal quale è stato tratto si parla di "favola". Infatti non è tratto da una storia vera e molti sono i fatti che non possono accadere. I due bambini che passano molto tempo insieme e la moglie del comandante che non accetta quanto sta accadendo. I detenuti erano super controllati come erano super selezionati tutti i famigliari degli ufficiali delle esse esse. Il finale del film è forse l'unico ricostruito con estrema fedeltà. Ma se noi guardiamo la famiglia protagonista continua »

Bruno
Non ti preoccupare,ci faranno aspettare quì fino a quando non smette di piovere.
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Shmuel
Noi non doremo essere amici , dovremo essere nemici !
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Bruno
Ma non è un nome Shmuel, nessuno si chiama così!
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DVD | Il bambino con il pigiama a righe

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 23 novembre 2011

Cover Dvd Il bambino con il pigiama a righe A partire da mercoledì 23 novembre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman con Asa Butterfield, Zac Mattoon O'Brien, Domonkos Németh, Henry Kingsmill. Distribuito da Eagle Pictures. Su internet bambino con il pigiama a righe (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Un'amicizia dalle conseguenze terribili.

Il film

giovedì 18 dicembre 2008 - Pressbook

Il bambino con il pigiama a righe, il film Berlino, anni quaranta. Bruno, otto anni, torna dai giochi con gli amici di scuola per trovare la sua casa in preda a un gran fermento. Il padre, un ufficiale nazista, è appena stato promosso, così la madre sta progettando una festa. Bruno non vede ragioni di celebrare, perché il nuovo incarico del padre è situato fuori Berlino e l'intera famiglia dovrà trasferirsi in campagna, obbligandolo a lasciare la casa e gli amici che adora. Le sue paure di ritrovarsi solo vengono confermate quando la famiglia arriva in questa inquietante e isolata abitazione.

VIDEO | La storia di un'amicizia proibita.

Una clip in anteprima

martedì 16 dicembre 2008 - a cura della redazione

Il bambino con il pigiama a righe, una clip in anteprima A pochi giorni dall'uscita del nuovo film di Mark Herman, Il bambino con il pigiama a righe, vi mostriamo una clip in anteprima. Tratto dal premiato romanzo di John Boyne e prodotto dalla Heyday Films di David Heyman, produttore della serie di Harry Potter, il film è una favola che vuole offrire una prospettiva unica sugli effetti del pregiudizio, dell'odio e della violenza sulle persone innocenti, in particolare i ragazzi, durante il tempo di guerra. Attraverso gli occhi di un fantasioso ragazzo tedesco di otto anni, che viene tenuto all'oscuro della realtà bellica, siamo testimoni di un'amicizia proibita che si sviluppa tra Bruno, figlio di un comandante nazista, e Shmuel, un ragazzo ebreo imprigionato in un campo di concentramento.

   

La banalità di un lager

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Il bambino con il pigiama a righe racconta l'olocausto con gli occhi di un piccolo ariano, mimando i valori nazisti. E forse anche i nostri. È una porta chiusa l'immagine su cui termina Il bambino con il pigiama a righe (The Boy in the Striped Pyjamas, Usa e Gran Bretagna, 2008, 94'). Che cosa accada dall'altra parte, nell'inferno che sta al di là, è questione che riguarda l'immaginazione inorridita dello spettatore. Il cinema lo ha condotto fino a quel limite, e ora lo lascia solo con la sua coscienza. »

La Shoah non è un gioco Ce lo ricorda la fiaba del Pigiama a righe

di Boris Sollazzo Liberazione

Dopo più di 60 anni dal più grande e sistematico genocidio compiuto nell'età moderna, con sistemi industriali ed economia di scala, è difficile dire qualcosa di nuovo sull'Olocausto. Lo avevamo notato con Il falsario , bel noir ambientato in un campo di concentramento, e in fondo ce lo aveva insegnato già Primo Levi con Se questo è un uomo : per entrare nelle menti e nella pancia delle persone serve una storia, meglio se di genere, pur raccontando vicende vere e accadute. E così Mark Herman ha raccolto la lezione di questo rinnovamento, di fatto attuatosi con il Train de vie di Radu Milheanu a cui seguì La vita è bella di Benigni, e ha portato sullo schermo il lager come non l'avevamo mai visto. »

Il lager con gli occhi di un bimbo

di Roberto Nepoti La Repubblica

È coraggiosa, e molto insolita, la scelta della Disney di far uscire a Natale un film come Il bambino con il pigiama a righe. Nei titoli saltano agli occhi alcuni nomi coinvolti nella saga di Harry Potter: David Heyman, che ne ha prodotto tutti gli episodi, e l' attore David Thewlis, che vi ha interpretato il personaggio del professor Lupin; eppure, come film destinato ai bambini, questo è tutto fuorché spensierato e consolatorio. Il soggetto riguarda la Shoah; con alcune situazioni e un esito, però, da far sembrare "La vita è bella" di Benigni una commedia ottimistica. »

La Shoah vista da u bambino di 8 anni: la vita (non) è bella

di Francesco Alò Il Messaggero

La vita non è bella. E' il sospetto odioso che si insinua nella testa del piccolo Bruno (Asa Butterfielde), un bambino tedesco che incontra ogni giorno Shmuel, un altro ragazzino della sua età che veste un pigiama a righe. Come tutti quegli strani signori che lui vede dalla finestra della fattoria dove si è trasferito con mamma e papà. Tra lui e loro, un alto filo spinato. Chissà perché. Bruno ha capito poco di quel repentino trasferimento da Berlino. Gli è sfuggito il senso del nuovo incarico del padre. »

Il bambino con il pigiama a righe | Indice

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