Il bambino con il pigiama a righe

Film 2008 | Drammatico +13 93 min.

Regia di Mark Herman. Un film Da vedere 2008 con Asa Butterfield, Zac Mattoon O'Brien, Domonkos Németh, Henry Kingsmill, Vera Farmiga. Cast completo Titolo originale: The Boy in the Striped Pyjamas. Genere Drammatico - USA, 2008, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 19 dicembre 2008 distribuito da Buena Vista International Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,30 su 160 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'amicizia fra il figlio di un ufficiale nazista ed un ragazzino ebreo rinchiuso in un campo di concentramento avrà delle terribili conseguenze... In Italia al Box Office Il bambino con il pigiama a righe ha incassato 2,7 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,30/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,20
PUBBLICO 3,51
CONSIGLIATO SÌ
L'epoca nera del nazionalsocialismo rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 10 dicembre 2008
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 10 dicembre 2008

Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.
La drammaticità della Shoah, di un inferno voluto dagli uomini per gli uomini, è inarrivabile e di fatto non rappresentabile ma questo non ha impedito al cinema di provare e riprovare a misurarsi con quella tragedia. L'approccio cinematografico di Mark Herman, regista e sceneggiatore, è diretto e il punto di vista assunto è quello di un bambino, figlio di un gerarca nazista, la cui innocenza (davanti all'orrore) trova corrispondenza soltanto in Shmuel, coetaneo internato all'inferno. A differenza di La vita è bella e di Train de vie, Il bambino con il pigiama a righe non è una favola dove ognuno ha un proprio e preciso ruolo, al contrario nel film di Herman i due universi, quello del Bene e quello del Male, si lambiscono fino a confondersi e a sconvolgersi. Nel Bambino col pigiama a righe è l'inadeguatezza e la debolezza degli adulti, anche di quelli buoni, a obbligare i bambini a prendere in mano il proprio destino e a determinarlo. I padri e le madri non fanno "magie" come il Guido Orefice di Benigni e il Male che li circonda finisce per inghiottire i loro figli e renderli all'improvviso consapevoli. Il regista inglese è abile a evitare gli stereotipi della storia "cattiva" e della contrapposizione tra infanzia idealizzata e abiezioni del mondo adulto, analizzando la durezza di un'epoca (la Germania nazionalsocialista) e di un'età (l'infanzia).
Muovendosi tra trappole d'apparenza ed eludendo clichè, sentimentalismi e scene madri, Herman mette in scena le ingiustizie e i rapporti di forza che si definiscono già nell'età più verde. Attraverso il minimalismo di episodi quotidiani, immersi nella severità dei colori freddi, Il bambino col pigiama a righe svolge la memoria, rivisitandola con soluzioni e libertà che rendono la storia intollerabile e lancinante. Per questa ragione, l'autore "chiude la porta" sulla camera a gas, interponendo fra gli spettatori e il volto della Medusa la pietas di un narrare artistico che consenta di guardarla senza soccombere impietriti, atterriti. Tratto dal romanzo omonimo dell'irlandese John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe è un film evocativo di un'epoca nera e tragica, rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile e di una (pre)matura scelta di campo, complicate da una realtà storica di discriminazioni e di selezioni razziali. Immagini che richiamano per tutti la necessità di frequentare (sempre) la Memoria e di non considerare mai risarcito il debito con il nostro passato.

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IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 dicembre 2011
Sergio65

Uno dei migliori film sull'Olocausto, al quale si perdona anche qualche inverosimiglianza a fini narrativi (un bambino di otto anni che da solo e in pochi minuti scava con una vanga un passaggio sotto la recinzione di un lager senza essere visto da nessuno, la soppressione degli Ebrei prigionieri col gas decisa giusto mentre Bruno si introduce di nascosto nel campo, e così via).

venerdì 30 marzo 2012
Annu83

Allora, passiamo alle impressioni personali... film secondo me bellissimo, toccante e coinvolgente, a tratti un vero pugno nello stomaco, se non altro per alcuni dialoghi come quelli citati sopra, che non aggiungono nulla di nuovo alla situazione che già si conosce, ma che comunque hanno sempre un certo effetto! Il fatto che il punto di osservazione sia quello di un bambino di 8 anni, non [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 febbraio 2011
giuli18

Un film ben fatto, senza eccessi e senza sbavature. Ovviamente non è molto realista, i prigionieri erano tenuti sotto stretto controllo e non potevano certo avvicinarsi estranei nei dintorni del campo, ma non è questa l'intenzione del film. Esso vuole narrare l'innocente amicizia di due bambini: uno ha la "colpa" di essere ebreo, l'altro il "merito" di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 1 giugno 2016
Francesco Marziani

Il film ' il bambino con il pigiama a righe', fa riflettere molto sul fatto che i bambini sono all'oscuro nel modo di vedere le cose, rispetto agli adulti. Il film e' tratto dal romanzo di John Boyne uscito nel 2006, e due anni dopo il regista Mark Herman decise di farne un film. La vicenda vede come protagonista Bruno, un bambino di otto anni( nel libro nove), che vive a Berlino [...] Vai alla recensione »

sabato 21 novembre 2015
Enigmista12

Ho visto Titanic. Ho visto L'attimo fuggente. Quella sera ero nel mio salotto. Ho acceso la Tv e, scorrendo sul giornale dei programmi, ho letto che su Italia 1 trasmettevano questo film. Era genere drammatico, ma non mi preoccupavo molto. Visto che era il 27 gennaio, il Giorno della Memoria, volevo vedere un film a tema. Così sono andato sul canale giusto ed è iniziato.

mercoledì 14 maggio 2014
stefano bruzzone

 il film che..non ti aspetti, ma in senso negativo a mio modesto parere. La storia è basata sull'amicizia tra i due ragazzini anche se in realtà intervengono diverse situazioni nel corso della pellicola che ci distolgono dal rapporto fra i due e che dovrebbero raccontare la drammaticità di quei periodi e invece tutto quello che non è, appunto, il rapporto tra i [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 marzo 2014
AlessioMovie

"Il bambino con il pigiama a strisce" è la riproposizione dell’omonimo romanzo di John Boyne. Narra la storia toccante di un’amicizia tra due bambini, un tedesco e un ebreo, che vivono insieme il periodo dell’Olocausto. Bruno, figlio di un ufficiale delle SS, incontra e diventa amico di un piccolo prigioniero del campo Shmuel.

giovedì 11 giugno 2009
melena

...la crdule e vera stori rccontata per sommi capi da un bambino il finale ti lascia snenza fiato,x me... avrei voluto x ro vedere il padre di bruno piangere e diperarsi invece nulla come un veo soldato nazzista!

giovedì 16 dicembre 2010
muffin450

..un capolavoro..! un film che resta per sempre, consigliatissimo a tutti!

mercoledì 19 maggio 2010
aleian84

Guardando i dati degli incassi in alto a destra si potrebbe pensare: ecco l'ennesimo film sul nazismo, come prendevano di far andare la gente al cinema? Per quanto mi riguarda credo sia stata semplicemente scarsa pubblicità, perchè in realtà è si un film sul nazismo, ma apporta qualcosa di nuovo, quello che forse neanche "la vita è bella" (per me il [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 luglio 2009
giuly_ance

QUesto è un film bellissimo sono senza parole esprime tutta la crudeltà e l'arroganza di quell'epoca (l'epoca della II guerra mondiale) e anche la dolcezza di 2 bambini completamente diversi questo fa capire che oltre la famiglia,la cultura e le diversità culturali si puo essere amici ... Questo Film Esprime essattamentre questa idea senza strani termini o parole difficili da comprendere secondo [...] Vai alla recensione »

domenica 3 gennaio 2010
marea7

"Come in una favola c'è dolore e come una favola è piena di meraviglie e felicità." così cominciava "la vita è bella", capolavoro irraggiungibile, ma questa frase calza a pennello anche per questo film che racconta di una favola,ma una favola nera. lo scopo del film è quello di farti emozionare e rimanere senza parole e ci riesce in pieno, il finale è inaspettato e tremendo.

sabato 30 gennaio 2010
Giuse Genoa 93

FANTASTICO FILM, la durezza con la quale viene affrontato un discorso così duro è fantastico, ottima la storia la sceneggiatura e la recitazione, i due bambini inimitabili, molto accurata la parte della madre che mi ha esterefatto, tentava di ribellarsi senza uno scopo, e fa anche capire come quanta gente era all'oscuro di ciò che succedeva o era semplicemente inerme davanti a tanta malvagia fatta [...] Vai alla recensione »

domenica 21 giugno 2009
Zumbulubumbum

é una storia, una bella storia. Ma non ci si rende conto di quanto sia serio fino a che non si giunga alla fine. L'amicizia tra Schmutz un ragazzino ebreo rinchiuso in un campo di lavoro e Bruno, figlio di uno dei capi delle ss, che trova nell'altro un amico e una vita che non conosce. Non è la storia scontata di un'amicizia pericolosa, è una storia che fa riflettere non poco, su quello che non vogliamo [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 aprile 2011
Kunez

Triste ma ben fatto.... Una sola aprecisazione: lo sterminio delgi ebrei non fu un Olocausto. Un Olocausto è un sacrificio a Dio..... :-| Quindi....

mercoledì 21 ottobre 2009
g_andrini

Mi è piaciuto. Bravissimi i due bambini protagonisti. Il film rappresenta quello che è successo realmente, cioè il suicidio ideologico sia degli ebrei che dei tedeschi.

lunedì 15 giugno 2009
lukeik

un film capolavoro , commovente , ma molto bello

venerdì 4 febbraio 2011
cristinel

visto e rivisto... bellissimo davvero, non ho parole!

giovedì 24 febbraio 2011
irontato

Toccante ma con una sceneggiatura cosi forse si poteva fare meglio.Il finale agghiacciante salva tutto il film.

martedì 25 agosto 2009
Georgia

un nuovo punto di vista che fa vivere diverse emozioni su un tema che sembrava aver già dato tutto

lunedì 18 gennaio 2016
Sim One

Film che riesce ad affrontare un tema pesante in modo essenziale e da diverse prospettive: dalla madre, la sorella che cresce, il padre, il servitore ebreo, il soldato giovane, e i due bambini protagonisti. Toccante, e se l'intento era far piangere ci sono riusciti. 

venerdì 16 gennaio 2015
paolotog

I miei commenti sono sempre molto " semplici " con il solo scopo di consigliare o meno un film.In questo caso sento di dover aggiungere qualche parola: film che mostra diversi aspetti della tragedia dell olocausto sotto una luce diversa. Il film risulta valido e toccante con un finale molto forte, tragico e purtroppo molto coinvolgente se cosi si può dire.

sabato 19 gennaio 2013
lollo2002

Ho10 anni,ho appena visto il film con i miei genitori e lo consiglio anche ai miei coetanei.L'attore che ha interpretato Shmu è stato bravo.Molto bello....la fine é stata molto emozionante !!!!!!!

sabato 11 agosto 2012
queen251

Si parla ancora delle atrocità naziste, e ancora una volta affiora la redenzione nata dalla consapevolezza che piano piano prende campo nelle coscienze più sensibili. In questo film in particolare l'aguzzino è costretto a svegliarsi con un urlo lacerante dal suo letargo interiore.  

venerdì 29 giugno 2012
nico11

Credo che questo film meriti di più...solo 3 stelle

giovedì 26 aprile 2012
Sandro22

Bella storia e ottima interpretazione specialmete quella dei due bambini. La purezza e l'ingenuà dei bambini fa riflettere, specialmente in contrasto con l'orrore prodotto dagli adulti. Da far vedere ai bambini di oggi

mercoledì 10 giugno 2009
Vittorio

Film toccante, con una bella fotografia e una bella storia!! Non è un capolavoro per vari motivi: 1 troppo poco psicologico; 2 troppo breve la relazione tra i due bimbi; 3 Troppo corto il film...il finale è di una durata minima....; Complessivamente è un bel film, ma ripeto non è un capolavoro...Pensate a Schindler's list.......che storia intrigante e raccontata nei minimi particolari.

domenica 19 luglio 2009
donato 1964

Film drammatico che narra un' amicizia vera e leale tra due adolescenti di diverse classi sociali con un finale tragico.Buona l'interpretazione degli attori protagonisti e la sceneggiatura ambiantata all'epoca.Nel complesso film simpatico sul nazismo.Voto 7

venerdì 2 dicembre 2011
toty bottalla

Un'altra storia della pagina più vergognosa e terrificante dell'umanità, HERMAN racconta la storia tenera dell'innocenza di due bambini ai poli opposti che la favola del racconto riunisce con troppa facilità, HERMAN inoltre ci risparmia quasi del tutto la vera crudeltà degli eventi, trascinando tutto su un piano psicologico. Saluti.

domenica 5 febbraio 2012
tiamaster

Questo film non fà vedere l'ingenuita dei bambini....spaccia i bambini per stupidi.Perchè il bambino ebreo dovrebbe invitare il bambino tedesco a venire insieme a lui nel campo di concentramento se sà che li dentro è un posto orrendo dove uccidono la gente???per non parlare del fatto che stà tutto il tempo vicino al confine del campo.

Frasi
Non ti preoccupare,ci faranno aspettare quì fino a quando non smette di piovere.
Una frase di Bruno (Asa Butterfield)
dal film Il bambino con il pigiama a righe
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Il bambino con il pigiama a righe racconta l'olocausto con gli occhi di un piccolo ariano, mimando i valori nazisti. E forse anche i nostri. È una porta chiusa l'immagine su cui termina Il bambino con il pigiama a righe (The Boy in the Striped Pyjamas, Usa e Gran Bretagna, 2008, 94'). Che cosa accada dall'altra parte, nell'inferno che sta al di là, è questione che riguarda l'immaginazione inorridita [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Ci sono molti motivi di originalità e interesse in questa fiaba tragica prodotta dalla in genere rassicurante casa Disney e tratta dall' omonimo best seller (Rizzoli) del dublinese John Boyne. La tragedia dell' Olocausto è vista con gli occhi increduli, innocenti, invano fiduciosi, di un bambino di 8 anni, figlio minore di un ottuso gerarca nazista, che si trasferisce con famiglia vicino a un lager [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

Dopo più di 60 anni dal più grande e sistematico genocidio compiuto nell'età moderna, con sistemi industriali ed economia di scala, è difficile dire qualcosa di nuovo sull'Olocausto. Lo avevamo notato con Il falsario , bel noir ambientato in un campo di concentramento, e in fondo ce lo aveva insegnato già Primo Levi con Se questo è un uomo : per entrare nelle menti e nella pancia delle persone serve [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

È coraggiosa, e molto insolita, la scelta della Disney di far uscire a Natale un film come Il bambino con il pigiama a righe. Nei titoli saltano agli occhi alcuni nomi coinvolti nella saga di Harry Potter: David Heyman, che ne ha prodotto tutti gli episodi, e l' attore David Thewlis, che vi ha interpretato il personaggio del professor Lupin; eppure, come film destinato ai bambini, questo è tutto fuorché [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

La vita non è bella. E' il sospetto odioso che si insinua nella testa del piccolo Bruno (Asa Butterfielde), un bambino tedesco che incontra ogni giorno Shmuel, un altro ragazzino della sua età che veste un pigiama a righe. Come tutti quegli strani signori che lui vede dalla finestra della fattoria dove si è trasferito con mamma e papà. Tra lui e loro, un alto filo spinato.

Peter Travers
Rolling Stone

You may not buy into actors playing Nazis with high-toned Brit accents, but the power of this Holocaust tale sneaks up and floors you. Writer-director Mark Herman has adapted John Boyne's novel with admirable restraint. Eight-year-old Bruno (Asa Butterfield) isn't pleased when he and older sister Gretel (Amber Beattie) are forced to leave their friends in Berlin and settle in a remote area where [...] Vai alla recensione »

Sheri Linden
The Los Angeles Times

Writer-director Mark Herman took on tough material when he chose to adapt "The Boy in the Striped Pajamas." The 2006 young adult novel by John Boyne cleaves to a young boy's point of view -- and the boy's unlikely friendship with a concentration camp inmate -- to construct an allegory about the Holocaust. Having overheard grown-up conversations, the boy refers to Auschwitz as "Out-With" and the [...] Vai alla recensione »

Manohla Dargis
The New York Times

See Bruno (Asa Butterfield). See Bruno run. See Bruno see a farm. See Bruno see “farmers” in “striped pajamas.” See Shmuel (Jack Scanlon). See Shmuel at the farm. See Shmuel run because men are yelling. See Bruno run to his new house. Come home, Bruno, said Mother (Vera Farmiga), in a British accent. Come, Bruno, come. See Bruno and Shmuel meet across an unguarded barbed wire fence.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Ormai il cinema anglosassone prende in considerazione anche i lutti subiti dalla Germania. Esce ora – suggestivo e per nulla natalizio - Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman, titolo che non allude all'omino Permaflex, ma un piccolo internato ebreo (Jack Scanlon) in un campo di concentramento. Ne diventa amico il figlio (Asa Butterfield) del comandante del campo (David Thewlis), ignaro delle [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
martedì 16 dicembre 2008
 

Il filo spinato non sempre separa A pochi giorni dall'uscita del nuovo film di Mark Herman, Il bambino con il pigiama a righe, vi mostriamo una clip in anteprima. Tratto dal premiato romanzo di John Boyne e prodotto dalla Heyday Films di David Heyman, [...]

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