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Train de vie - Un treno per vivere

Un film di Radu Mihaileanu. Con Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Marie José Nat.
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Titolo originale Train de vie. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 103 min. - Francia, Belgio, Romania, Germania 1998.
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Torino Film festival 2009
Guida al Torino Film Festival dal 13 al 21 Novembre 2009.
Consigliato assolutamente sì!
3,68/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Agathe De La Fontaine
Agathe De La Fontaine (37 anni) 27 Marzo 1972 Interpreta Esther
Lionel Abelanski
Lionel Abelanski (45 anni) 22 Ottobre 1964 Interpreta Schlomo
Rufus
Rufus   Interpreta Mordechai
Clément Harari
Clément Harari (90 anni) 10 Febbraio 1919 Interpreta Il rabbino
Marie José Nat
Marie José Nat (69 anni) 22 Aprile 1940 Interpreta Sura
Bruno Abraham-Kremer
Bruno Abraham-Kremer   Interpreta Yankele
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primo piano
Un inno alla vita
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Locandina Train de vie - Un treno per vivere Uno shtetl, un piccolo villaggio ebreo nell'Europa dell'Est progressivamente invasa dai nazisti. I quali stanno ormai per sopraggiungere. Che fare? Il matto ha un'idea: raccogliere il denaro sufficiente per mettere insieme un treno, travestirsi da nazisti e da deportati e tentare così di passare le linee. L'impresa ha inizio tra consensi e dissensi (nasce persino un'agguerrita cellula comunista). Si beffano i nazisti, si disorientano i partigiani, ci si incontra (sul piano umano) e ci si scontra (su quello musicale) con gli zingari. Finché si giunge in una terra di nessuno. Ma sarà proprio così? Romeno ebreo, Mihaileanu gira un film che non ha dietro le spalle la spinta della Miramax, ma che ben più di La vita è bella meriterebbe l'Oscar. Perché è girato con mano sicura, perché mescola ironia e profonda conoscenza della cultura ebraica, perché ha una musica travolgente, perché ha una prima e una seconda parte che non formano due film ma un tutt'uno. E perché per la parte del matto fu inviato il copione a Benigni. Non vogliamo parlare di plagio, ma di ispirazione forse sì.

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Non l'ho capito

venerdì 24 agosto 2007 di Gianpaolo

Non l'ho capito. Cioè, non capisco perchè metterla sul ridere per tutto il film, dove neanche i nazisti riescono a far paura, e poi lasciar spazio alla meditazione per gli ultimi 30 secondi. Il dramma delle deportazioni, il dolore della morte prima morale e poi fisica, lo sterminio di massa, la persecuzione: niente. Solo questa comunità ebraica un po' bislacca, che segue le dritte di un matto, e si fa beffe dei tedeschi fino alla fine. Ho recepito sì la lezione della possibile convivenza tra individui continua »

Il matto del villaggio Lionel Abelanski mette fine alla disputa fra l'ebreo ateo e comunista Michel Muller e l'ortodosso Rufus
Dio esiste, Dio non esiste: che importanza ha? Vi siete mai chiesti se l'uomo esiste? Dio creò l'uomo a sua immagine... È bello: Schloime a immagine di Dio. Ma chi l'ha scritta questa frase nella Torah? L'uomo. Non Dio, l'uomo. L'ha scritta senza modestia, paragonandosi a Dio. Dio forse ha creato l'uomo, ma l'uomo, l'uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare se stesso... L'uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di Dio... Noi non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo. Lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti: cosa ci importa di Dio per come è?, ci preoccupiamo solo di noi stessi. Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste, ma se noi esistiamo.
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Il "matto del villaggio" Lionel Abelanski e Rufus
Schloime, perché sei tu il matto?
Per caso. lo volevo fare il rabbino, ma il posto era già preso. Visto che mancava il matto, ho pensato: "Fai il matto, se no lo fanno loro. Fallo al posto loro".
E non ti senti un po' solo?
Oh no, non sono i matti che mancano...
No, intendevo una donna. Perché non hai moglie, Schloime, dei bambini, una casa?
Ah no, non sono mica matto...
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DVD | Train de vie - Un treno per vivere

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 22 aprile 2009

Cover Dvd Train de vie - Un treno per vivere A partire da mercoledì 22 aprile 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Train de vie - Un treno per vivere di Radu Mihaileanu con Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari. Distribuito da Medusa Home Entertainment. Su internet Train de vie. Un treno per la vita è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 12,66 €
Prezzo di listino: 14,90 €
Risparmio: 2,24 €
Aquista on line il dvd del film Train de vie - Un treno per vivere

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Che cosa ci fanno degli ebrei vestiti da nazisti? E come mai sono alla guida di un treno che vaga sui binari dell'Europa orientale, in piena Seconda guerra mondiale? Non è, per fortuna, un convoglio come gli infiniti altri che in quegli orribili giorni conducevano masse di deportati verso i campi di sterminio. Anzi, quei vagoni stanno cercando di andare in direzione opposta, verso la Russia prima, e poi in Palestina, la Terra Promessa. E quei nazisti sono appunto finti: come nel grandissimo Vogliamo vivere, di Ernst Lubitsch, anche in Train de vie Un treno per vivere, di Radu Mihaileanu, si tratta di un travestimento, di una beffa giocata ai danni dei persecutori. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Train de vie - Un treno per vivere diventa così la condensazione dell'universo yiddish (i dialoghi sono stati tradotti da Moni Ovadia, grande appassionato ed esperto di quella cultura), in un crescendo di battute, situazioni farsesche, pericoli scampati, scambi di persona, virtuosistici intermezzi musicali che portano la firma del vulcanico Goran Bregovic, già collaboratore in passato di Emir Kusturica. Un disperato inno alla vita, quando tutto intorno grida la morte. «Ridere è un altro modo di piangere», dice Radu Mihaileanu a proposito di Train de vie (Francia, 1998). »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Per sottrarsi allo sterminio nazista, nell'estate del 1941 un intero villaggio ebraico dell'Europa centrale si mimetizza in un convoglio ferroviario di deportati, affollato di vittime possibili e di finti carnefici tedeschi: l'unica analogia fra Train de vie e La vita è bella sta nel fatto che affrontano l'Olocausto con una commedia che irride l'orrore e lo trasforma in favola. Ma il secondo film diretto e scritto dal quarantenne Radu Mihaileanu, ebreo franco-romeno figlio d'un deportato, è divertente: una farsa con autoironia su vizi e virtù ebraici, musica, canti, danze, donne nude, sketches comici, irriverenze (“Dio, qualche volta mi chiedo se tu non sia un po' sadico”), macchiette, rivolte (“Dio li ha lasciati fare, i nazisti”), del tutto priva del pathos di Benigni, ricca di sottigliezza, d'intelligenza, di umorismo. »

di Paolo Boschi Scanner

1941: lo spettro della deportazione minaccia la sorte di un intero villaggio yiddish dell'Europa centrale. Per scampare al pericolo imminente gli ebrei decidono di autodeportarsi, travestendo una parte degli abitanti da soldati nazisti e comprando un intero treno vagone dopo vagone. Un piano (apparentemente) folle, ma mai quanto la destinazione: addirittura la Palestina, dopo un percorso a zig zag verso la Russia, fino in Crimea, per poi sbarcare in Asia Minore e raggiungere la terra promessa. L'idea, neanche a dirlo, è del classico pazzo del villaggio, quasi una figura di fool shakespeariano, a cui qualunque idiozia è concessa, e dietro la cui stravaganza si celano ragionamenti alla fine assai sensati. »

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