Mare nero

Film 2005 | Drammatico 82 min.

Regia di Roberta Torre. Un film con Luigi Lo Cascio, Anna Mouglalis, Maurizio Donadoni, Massimo Popolizio, Andrea Osvart. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, 2005, durata 82 minuti. Uscita cinema venerdì 25 agosto 2006 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 1,68 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un'indagine di polizia nel mondo della vita notturna romana si trasformerà in un'ossessione. In Italia al Box Office Mare nero ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 161 mila euro e 44,3 mila euro nel primo weekend.

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domenica 25 febbraio 2018 ore 3,40 su RAIMOVIE

Mare nero è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente no!
1,68/5
MYMOVIES 1,75
CRITICA 1,92
PUBBLICO 2,08
CONSIGLIATO NÌ
Un noir per la regista Roberta Torre.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

L'ispettore Luca Moccia, che da poco ha avviato una relazione con Veronica, un'agente immobiliare francese, si occupa di un'indagine relativa all'uccisione di una giovane studentessa trovata nuda e massacrata in seguito a una pratica sessuale estrema. Luca comincia a frequentare gli ambienti in cui si praticano scambi di coppie o si ricercano prestazioni particolari. Finirà con il venire coinvolto da un'ossessione sessuale che rischierà di fargli perdere la ragione.
Roberta Torre, dopo il folgorante debutto veneziano di Tano da morire ci ha offerto una sequela di alti e bassi. Al basso di Sud Side Stori e all' alto di Angela fa seguito ora un nuovo basso in cui rinuncia all'originalità di sguardo che le è propria per offrirci una rilettura di Eyes Wide Shut che neppure finge di essere altro. Non staremo qui a elencare le affinità o le copie conformi lasciando ai cinefili il piacere di individuarli e magari di segnalarceli. Ci limiteremo (a titolo di esempio) a proporre di osservare come l'utilizzo raffinato e simbolico del blu e del rosso in Kubrick diventi qui una spalmatura continua dei due colori primari su una miriade di interni. Ma dove la costruzione cinematografica si fa più stridente è quando Luca comincia a trasformarsi non in un 'uomo d'ordine' che vede emergere il kaos dentro di sé ma in un Mister Hyde quasi incapace di controllarsi. È qui che si perde anche la recitazione di Lo Cascio il quale, attore eccezionale quando deve portare sullo schermo personaggi tormentati sull'orlo della nevrosi, si trova in difficoltà nel momento in cui deve trasportare il suo volto nelle peregrinazioni notturne nei luoghi di ritrovo degli scambisti. Non aiutano certo poi alcuni eccessi di sceneggiatura come l'interrogatorio di un presunto colpevole o battute del genere "Noi siamo i chirurghi, non le viscere". Ricco di pseudosimbologie che denunciano, se non la loro casualità, almeno un estetismo sospetto (la statua greca, l'acquario...) il film offre però, per pochi minuti, uno squarcio di 'cinema' tout court. Pensiamo alla scena della confessione dell'assassino in cui emerge, come una lama che ferisce senza possibilità di cauterizzazioni, tutta la banalità del male. Speriamo che la Torre, toltasi la soddisfazione di portare sullo schermo una storia che appassionava temiamo solo lei e pochi altri, non cada nella sindrome Grimaldi (v. alcune opere del regista de La donna lupo) e riparta da quella scena per regalarci di nuovo film degni della sua originalità creativa.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 29 giugno 2009
lions

forse il film piu' brutto che abbia mai visto!

mercoledì 15 giugno 2011
paperino

L'ho scelto in dvd  attirata principalmente dalla recitazione di Lo Cascio, attore che stimo molto fin dai tempi di " Cento Passi ", che però dalle prime scene si rivela  subito poco a suo agio nei panni del protagonista, poco credibile.Non si riesce a capire dove vorrebbe portarci la regista lungo questo cammino altalenante fra fantasia e realtà talmente [...] Vai alla recensione »

domenica 3 giugno 2012
Salvatore Scaglia

Un film intriso di voyeurismo, sadismo e masochismo, lento e poco avvincente. Una pessima operazione filmica, che travolge anche Luigi Lo Cascio, la cui mimica facciale è assai prossima alla stasi.

domenica 3 giugno 2012
Salvatore Scaglia

Un film intriso di voyeurismo, sadismo e masochismo, lento e poco avvincente. Una pessima operazione filmica, che travolge anche Luigi Lo Cascio, la cui mimica facciale è assai prossima alla stasi.

mercoledì 4 aprile 2012
marezia

Giancarlo Zappoli è l'esempio vivente di come CERTA CRITICA stronchi PER PARAGONE ciò che, IN SE' E PER SE', NON E' IN GRADO DI CAPIRE. Io l'ho visto in tv, non in sala, e neppure per un momento ho pensato al capolavoro di Kubrik come ad un originale rispetto ad una copia più o meno fedele perché la Torre è riuscita (mentre Kubrik era più interessato all'aspetto onirico della lettura della realtà in [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pedroni
Rolling Stone

È un film allucinato e duro Mare nero di Roberta Torre, un film che prende allo stomaco e pian piano riesce a ipnotizzare. La storia è quella dell’indagine che un poliziotto (interpretato da un bravo Luigi Lo Cascio, dall’aria sempre sbigottita e sofferente) deve condurre sull’omicidio di una giovane donna. Il crimine a sfondo sessuale porterà il poliziotto a un viaggio nel mondo degli scambisti, del [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

C'era un tema che serpeggiava in questi giorni nel programma del 59esimo festival ed era quello del sesso proibito: un catalogo di perversioni e fantasie estreme vuoi trattato in modo estetico come nei porno videoart di Destricted, già presentati a Cannes; vuoi sfogliato con spirito documentaristico come in No Body is Perfect del francoelvetico Raphael Sibilla.

Lorenzo Buccella
L'Unità

Quando il sesso si fa estremo, sformandosi in un tunnel cianotico che scivola via tra parcheggi off limits, sotterranei per scambisti e altre periferie notturne di una città senza volto. Si parte dal ritrovamento del corpo di una studentessa strangolata e si finisce per risalire oniricamente alle sorgenti devianti dei desiderio erotico che non si placa con la risoluzione del caso poliziesco, ma anzi [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Un noir a luci rosse. Il secondo film italiano in concorso al festival, Mare nero di Roberta Torre (la regista del successo a sorpresa Tano da morire, satira-musical sulla mafia premiato a Venezia 1997 come migliore opera prima), è un viaggio in un pianeta sconosciuto ai più: il sesso proibito. Prende al lazo i sogni proibiti del borghese medio, non a caso i curiosi Paesi asiatici, che hanno un cinema [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Mare nero si apre sul Satiro danzante, un'antica statua sinuosa ritrovata tempo fa nel mare della Sicilia. Roberta Torre la vide poco dopo che era stata ripescata, immersa in una vasca di acido che la ripuliva, e ne rimase affascinata: «È stata un'attrazione forte, irresistibile... Ti perdi quando la guardi... Mi piaceva iniziare il film da un ritrovamento che arriva dal fondo del mare.

Vito Attolini
La Gazzetta del Mezzogiorno

Dalle profondità del mare emerge, nei titoli di testa, un bronzo antico raffigurante un satiro, immagine allusiva dell’esperienza che di li a poco vivrà il protagonista: una metafora che ci introduce nel significato di una storia che, nello svolgimento narrativo, presenti qualche analogia con un bel film di William Friedkin del 1980, Cruising (che però indagava sul mondo dei gay).

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Tra i film da apprezzare per le intenzioni, questo thriller erotico di Roberta Torre, irrisolto e confuso (elementi che possono diventar doti) forse per autocensura. La storia del detective Luigi Lo Cascio che indagando nella cronaca nera sexy sviluppa, alla «eyes wide open», un maniacale interesse per il mondo porno di notte, irretendo la bella Mouglalis, s' avvicina, per tipo di trasgressione, ai [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Luca (Luigi Lo Cascio) è un ispettore di polizia. È appena andato a vivere con Veronica (Anna Mouglalis) quando lo chiamano al telefono: deve tornare subito al lavoro perché è stato commesso un delitto. La vittima è una ragazza poco più che adolescente, uccisa in circostanze misteriose. Ha delle ferite alla testa, ma anche in certi punti del corpo: le tracce di sesso estremo sono inequivocabili.

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Un noir a luci rosse. Così recita la pubblicità. Non ingannevole, perché siamo di fronte a un omicidio a sfondo sessuale e a un'indagine che deve scandagliare un mondo che preferisce stare nell'ombra. Ma Roberta Torre non è regista di genere, quindi abbandona presto il noir e meno che mai indulge al voyeurismo. Rimangono allora le fantasie di Luca, l'investigatore (Luigi Lo Cascio).

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Roberta Torre ci aveva incantati con il pop. Milanese a Palermo – ormai con tanto di accento, come se fosse cresciuta tra il Politeama e il mercato del Capo – in Tano da morire si era inventata una Vucciria tutta sua, celebrata dalle canzoni di Nino D'Angelo. Al fatto che le canzoni fossero in napoletano, non badava nessuno. L'operazione era perfettamente riuscita, la danza dei teschi strappava l'applauso, [...] Vai alla recensione »

Marco Pellizzari
XL

Un poliziotto deve saper affrontare il nero. Dei crimini, della notte, dell'animo umano. Ma quando Luca (Lo Cascio) inizia a indagare sulla morte di una ragazza. si trova davanti un nero inatteso, quello della trasgressione sessuale vuota, tra giri di scambio di coppie nei parcheggi e giochetti sadomaso. E ci si perde dentro, con fidanzata al seguito.

Roberta Bottari
Il Messaggero

Dopo aver ironizzato sulla mafia e sulla "sua" Sicilia, Roberta Torre torna dietro la macchina da presa e scandalizza il Festival del cinema di Locarno. Ma lo fa, come sempre, a modo suo: cioè con un film che parla di sesso, di scambisti, di perversioni e di violenza, ma turba per tutt'altro motivo. Perché ciò che veramente infastidisce del film è che la Torre getta sale in una ferita aperta in tutti [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Seguo con simpatia Roberta Torre fin dal suo esordio (quando, con Tano da morire, la mafia in musica, la vidi premiata a una mostra di Venezia e con David di Donatello. Dopo, uscita indenne da quell'incidente di percorso che è stato Sudsidestori, l'ho ritrovata con attenzioni forti per le psicologie in Angela, sostenuto con intensità dall'interpretazione di Donatella Finocchiaro.

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