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Che pasticcio, Bridget Jones |
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Un film di Beeban Kidron.
Con Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Gemma Jones, Jim Broadbent.
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Titolo originale Bridget Jones: The Edge of Reason.
Commedia,
durata 108 min.
- Gran Bretagna 2004.
uscita venerdì 7 gennaio 2005.
MYMONETRO
Che pasticcio, Bridget Jones
valutazione media:
2,58
su
32
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Bridget Jones, ormai fidanzata con Mark, è terribilmente gelosa.
Le sue avventure metteranno in discussione la sua relazione e il rapporto con se stessa. Sempre con un sorriso sulle labbra.
![]() Sequel senza troppa personalità e brio che si lascia ascoltare per la piacevole colonna sonora e guardare per il fascino di Londra |
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Mattia Nicoletti
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Essere innamorate e fidanzate con un avvocato di successo, ed essere bruttine e impacciate, può essere una di quelle fortune che capitano a pochi, ma essere corteggiati da uno come Hugh Grant, sempre molto dandy, ha dell'incredibile.
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
Che pasticcio bridjet jones!...ma non così grosso!
mercoledì 19 gennaio 2005
di Dada
La speranza di un successo pari a quello straordinario ottenuto nel 2001 da “Il diario di Bridget Jones” ha convinto la giornalista e scrittrice inglese Helen Fielding, ideatrice del fortunato personaggio, a dare in concessione alla regia di Beeban Kidron il secondo libro pubblicato sulla single britannica per eccellenza. Nel cast si riconfermano una esageratamente cicciottella Renée Zellweger, nel ruolo dell’esilarante protagonista, un affascinante e più disinvolto Colin Firth, che interpreta continua » |
Perchè il regista non ha letto il libro?
lunedì 31 gennaio 2005
di magaolimpia
Il film non ha nulla a che fare con il libro! Un sacco di recensioni stroncano Helene Fielding senza sapere che ci saranno si è no 2 scene in tutto il film che assomigliano a qualche estratto del testo. Il regista ha preso il titolo del libro, la protagonista e ha creato una nuova trama. Mentre il libro è decisamente scorrevole e piacevole, il film è una vera pagliacciata! continua » |
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È stato fantastico
venerdì 25 febbraio 2005
di pipapu
ho riso come nel primo Bridget jones,mi rispecchio nello stesso "inverosimile" mondo e modo di fare della protagonista. E sognare che esista un uomo così paziente,bello e al tempo stesso capace di sconvolgere mezzo mondo per una di noi...una qualunque....bhè,almeno questo!!!Lasciateci sognare!!!!! Grazie Bridget! continua » |
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| Al telefono, Colin Firth e Renèe Zellweger | |
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Pronto? Sono io...volevo solo chiederti: come va? Tutto bene. E tu, stai bene? Bene, però ho continui flashback della nostra scopata di stanotte, e voglio che tu sappia che hai un sedere da urlo, Mark! Grazie. Ah, però sono in riunione con l'ambasciatore messicano, il direttore di Amnesty International e il sottosegretario per l'industria e il commercio… e siamo in vivavoce... |
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| Renèe Zellweger e la madre Gemma Jones | |
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Ti prometto che la prossima volta non manderò tutto a puttane, mamma. Che linguaggio, tesoro! Scusa. La prossima volta non manderò tutto a puttane, mammina. |
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| Renèe Zellweger | |
| Gli amici! Passano anni a cercare di trovarti un fidanzato, ma appena te ne trovi uno, sperano solo che lo molli! | |
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Altre frasi celebri del film Che pasticcio, Bridget Jones
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DVD | Che pasticcio, Bridget JonesUscita in DVD
Disponibile on line da lunedì 17 marzo 2008
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SOUNDTRACK | Che pasticcio, Bridget JonesLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 2 novembre 2004
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di Giacomo Vallati Avvenire
Che il modello sia tanto futile quanto irraggiungibile è sotto gli occhi di tutti. Altissima, magrissima, ritoccatissima: secondo cinema e stampa la donna di successo dev'essere questa. Così fa effetto che stavolta il successo abbia arriso (sia pure in forma cinematografica) ad una grassottella goffa e impacciata: «Ma io credo che fra i meriti di Bridget Jones ci sia anche questo - argomenta Renée Zellweger - invitare le bruttine a guardarsi con più simpatia. A sorridere del proprio aspetto: a saperlo accettare. » |
di Dario Zonta L'Unità
Per chi non lo ricordasse Il diario di Bridget Jones è stato, qualche anno fa, un caso letterario ad opera della scrittrice Helen Fielding, che tradusse in romanzo le avventure di una trentenne zitella e sovrappeso, rubricate in una satira per l'Indipendent. Dal libro al film il successo raddoppiò, grazie anche alla performance della mingherlina attrice texana Renée Zellweger che aumentò di peso a dismisura. Ma quel «diario» è diventato un «pasticcio» nel sequel originariamente non previsto. Che pasticcio Bridget Jones è il tentativo di allungare, con scarsi risultati creativi, la fortuna commerciale di quella specie di rivincita del brutto anatroccolo. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Capitalizzare il successo di un prototipo è un'aspirazione produttiva ovvia e comprensibile: un tantino di fantasia in più, però, non farebbe male. Ne dimostrano pochissima sia l'autrice di Bridget Jones: l'età della ragione, Helen Fielding, sia gli sceneggiatori. Che ci raccontano la seguente, banalissima storiella. La ex-single ha messo le mani sul suo Darcy, che l'ama sinceramente; ma l'idea del matrimonio è pur sempre foriera di scompensi. Mentre s'interroga sul futuro, Bridget ricomincia a cacciarsi in una serie di guai, ritrova Daniel e non manca occasione per coprirsi di ridicolo. » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Bridget Jones ha finalmente coronato il suo sogno d'amore. Da qualche settimana è fidanzata con Mark Darcy, un giovane e aitante avvocato che sembra trovare incantevoli le sue ciccette tremolanti e tenera la sua goffaggine. Si può volere di più? Ma, sotto forma di «domanda cruciale», fosche nubi si addensano fin dall'inizio sul quel roseo orizzonte: questa storia meravigliosa si concluderà con un bel matrimonio e un «vissero felici e contenti» come avviene nella favole? O è destinata a durare lo spazio di un attimo? Se «Il diario di Bridget Jones», raccontando i tentativi di Bridget di trovare il suo principe azzurro mentre combatteva per diminuire di peso e per aumentare il quoziente di autostima, seguiva un preciso filo narrativo, «Che pasticcio, Bridget Jones!», capitolo due della serie diretto con brio da Beeban Kidron, si basa piuttosto su un lambiccato tessuto di congetture. » |
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