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sabato 17 novembre 2018

Marlon Brando

Data nascita: 2 Aprile 1924 (Ariete), Omaha (Nebraska - USA)
Data morte: 2 Luglio 2004 (80 anni), Los Angeles (California - USA)

Daniela Azzola

tornato Marlon. Il fatto importante. tornato davvero, non in un cameo da un milione di dollari al minuto. un quasi protagonista di The Score, accanto a Robert De Niro e all'emergente Edward Norton. Marlon Brando nel cinema ha rappresentato moltissimo, anzi, tutto, anzi, ancora di pi. Brando (non voglio ricorrere all'abusata, e sgradevole definizione animale da...) la formula chimica certamente pi funzionale al cinema: sta al cinema come l'ossigeno sta all'acqua. Anche il termine leggenda gli va stretto: Brando un morto sempre resuscitato, la roccia sulla roccia in quello spot visto tante volte. Nei decenni ha costretto i giovani a portare i capelli come lui, a indossare il chiodo, a guidare la moto come lui. [...] »

Vanity Fair

Mariarosa Mancuso

La prima biancheria promossa da sotto a sopra, da indumento nascosto ad abbigliamento sexy non stat la sottoveste, n il corsetto. Era fa canotta che fasciava torace e bicipiti (il Marlon Brando in Un trami che si chiama desiderio, girato da Ella Kazan nel 1951. L'alchimia tra canottiera, volto di rara bellezza, broncio, muscoli e grande bravura rubarono un attore al teatro per farne un divo del cinema. Venti anni dopo, arriv il cappotto di cammello con il bavero rialzato di Ultimo tango a Parigi. In mezzo, c'era stato il cuoio nero con cerniere del Selvaggio, il giubbotto a scacchi di Fronte del Porto, la divisa con profili e bottoni dorati degli Ammutinati del Bounty (giacca e capelli schiariti dal sole saranno copiati pari pari dal capitano Aubrey di Russell Crowe, in Master and Commander). [...] »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

[] A Parigi sul set di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, 1972, tirava un'aria strana. Brando non avrebbe potuto essere pi affascinante: il viso pallido e affinato, i capelli biondo bianchi, gli occhi tristi e consapevoli gli davano un pathos struggente, una nobile innocenza degradata. Parlava dei figli con afftto trepidante di chioccia, il pensiero di loro lo occupava molto pi del gran successo del Padrino, il film che dopo anni di e disse lo aveva riportato sulle copertine come il miglior attore americano. Lo preoccupava soprattutto Christian, il primo, figlio di Anna Kashfi e suo, che aveva portato con s a Parigi: il bambino rifiutava di mangiare, raccontava. [...] »

L'Unit

Alberto Crespi

In internei c' anche la sua calla natale. Al sito www.dominantstai.com. Se vi interessa, dategli un'occhiata. Ha tutti i pianeti in Venere e questo, secondo gli astrologi, spiegherebbe l'improvviso amore sbocciato fra lui e le isole della Polinesia nel 1962, quando gir il Bounty. Marlon e Talbergo di Tetiaroa tristemente chiuso, dicono le agenzie. C' una brutta voce che corre in rete: Mlarlon Brando sta male e non ha pi una lira. Pesa 100 chili, vive con il sussidio e dorme con Ia bombola ad ossigeno accanto al letto. Speriamo siano leggende: le ennesime. Brando vissuto nella leggenda, anche perch sempre stato un tipo ritroso. che concedeva poche interviste. snobbava il prossimo e non raccontava nulla della propria vita. [...] »

La Stampa

Paolo Mastrolilli

Sofia Coppola ha girato Lost in translation in 27 giorni. A suo padre quello stesso tempo bastava appena per svegliare Marlon Brando, e ci riusciva con tre piccole parole: Key lime pie, cio la prelibata torta al limone cucinata nelle isole della Florida. Solo cos l'ex selvaggio riapparso sul palco degli Oscar, il 29 febbraio scorso: con una battuta svergognata del presentatore Billy Crystal. Dunque l'America sfotte Brando? Alla vigilia del suo ottantesimo compleanno, che cadr il tre aprile, diventato un tale fenomeno da baraccone, che merita un po'di spazio solo per riderci sopra? A parziale scusa del Nuovo Continente, bisogna avvertire in anticipo che gli Stati Uniti non sono mai andati pazzi per le celebrazioni degli anniversari. [...] »

L'Unit

Alberto Crespi

Il motivo dell'importanza di Brando semplice: ha preso dassalto Hollywood in un momento in cui Hollywood era in crisi e aveva bisogno di lui, e di quelli come lui. A differenza dei divi dell'et dell'oro (i Gable, i Wayne, i Cooper), Brando non nasceva con il cinema: nel 50, quando interpret Uomini per la regia di Fred Zinnemann, aveva gi un notevole curriculum teatrale ed era il campionissimo del Metodo, la tecnica di recitazione codificata da Stanislavskij e importata in America dall'Actors'Studio di Lee Strasberg. In teatro era gi un dio: si abbass al cinema perch al cinema gli dei sono molto pi pagati e raggiungono un numero infinitamente maggiore di fedeli.
Solo che lui, e quelli della sua generazione (i Clift, i Newman, i Dean) erano diversi dalle star di una volta: figli della Depressione (Marlon era nato a Omaha, Nebraska, il 3 aprile del 1924), cresciuti nellAmerica inquieta degli anni 30, passati giovanissimi nel vortice della guerra, baciati giovani dall'euforia e dalle nuove libert del dopoguerra, erano ragazzi indipendenti e volitivi. [...] »

Il Manifesto

Roberto Silvestri

Apparve all'inizio degli anni 50 una forza della natura, Marlon Brando. Un grande attore teatrale moderno in gigantografia schermica? No. Molto di pi. Al di del Metodo, al di l degli opposti estremismi emotivi che maneggiava gi come Pina Baush, con non chalance: la fragilit maschile e la forza imperiale femminile. La bellezza il talento in pi del cinema contemporaneo, Johnny Depp forse ne l'erede (in The brave forse assistiamo al passaggio del testimone). Una bellezza impossibile da contenere nemmeno nel cinemascope, che avrebbe cambiato o finito la storia del cinema, a braccetto con Marilyn Monroe, spazzando via per sempre il divismo vestito e puritano, come, 30 anni prima, era successo con l'effimera meteora Rodolfo Valentino. [...] »

Il Manifesto

Giulia D'Agnolo Vallan

Il Don morto proclamava il comunicato straordinario di Variety dopo che la notizia della morte di Marlon Brando era stata confermata dall'avvocato dell'attore. Mezz'ora prima, sulla Cnn, la trasmissione di un discorso di George Bush sull'economia veniva interrotta in nome della scomparsa di Brando. In attesa di necrologi pi completi e elaborati, lo stesso lancio della Associated Press appariva sui siti dei grandi quotidiani - Los Angeles Times, New York Times... - e della Cnn. In televisione, intanto, sulle reti via cavo all news, critici convocati all'istante improvvisavano commenti poco originali e, dalle regie, si mandavano e rimandavano le immagini di Stanley Kowalski che chiama incessantemente Stella si piedi delle scale, in Un tram chiamato desiderio (A Streetcar Named Desire), e di Vito Corelone che dispensa favori in un salotto tutto ombre mentre sua figlia Connie si sta sposando l fuori, nel giardino pieno di sole. [...] »



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