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Cannes 2011, conferme e rumors sul festival

Moretti e Sorrentino alla kermesse, De Niro presidente della giuria.
di Nicoletta Dose

Nanni Moretti (Giovanni Moretti) (62 anni) 19 agosto 1953, Brunico (Italia) - Leone. Regista del film Habemus Papam.

martedì 1 marzo 2011 - News

Il cinema italiano è in crisi? La domanda rimbomba, senza trovare risposta, nei dibattiti intellettuali dei maggiori critici cinematografici, nelle chiacchiere tra novelli cinefili e in ogni occasione festivaliera che si presenti. Quest'ultime, se sono a Venezia, Cannes o Berlino, garantiscono rassegne contraddistinte dal tocco d'autore, e prendervi parte è una fervida dimostrazione di vitalità. Se alla Berlinale 2011 l'Italia ha presenziato solo fuori concorso, con la commedia Qualunquemente e Gianni e le donne, alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes, che si terrà dall'11 al 22 maggio prossimi, ritorna da protagonista con alcune tra le più interessanti proposte dell'anno. Massimo riserbo su cast e trama fino all'ultimo, uno dei più amati registi italiani in Francia, Nanni Moretti, dopo la vittoria della Palma d'oro con La stanza del figlio nel 2001, si appresta a fare la scalinata del Montée des Marches con la "commedia dolorosa" Habemus Papam (in uscita nelle sale il 15 aprile), dove vedremo un fatto straordinario che non è mai accaduto o che forse non abbiamo mai visto: la crisi mistica di un papa appena eletto. Michel Piccoli è il pontefice, Moretti lo psicanalista che cercherà di comprendere i dubbi dell'uomo di Chiesa più influente al mondo. Arriva anche la conferma di Paolo Sorrentino, che sarà presente con This Must be the Place, storia di un divo del rock (interpretato da Sean Penn) sul viale del tramonto, distrutto da noia e sgomento che cercherà di vendicarsi del padre, ucciso da un nazista durante la seconda guerra mondiale. La caccia all'assassino di Sorrentino potrebbe essere accompagnato dalla presenza di altri registi italiani, Gianni Amelio con Le Premier Homme, Andrea Molaioli con Il gioiellino, Emanuele Crialese con Terraferma, Mimmo Calopresti con un documentario dedicato alla storia del PCI, intitolato Anch'io ero comunista ma ancora non ci sono dichiarazioni definitive.

De Niro personaggio dell'anno
Era il 2009 quando Michel Gondry presentò, fuori concorso, il documentario The Thorn in the Heart dedicato alla zia Suzette, ai suoi crucci sull'educazione dei figli e sul mestiere prodigioso di maestra elementare. Ora ritorna a Cannes nella veste nuova di presidente della giuria della Cinéfondation Short Films, prendendo il posto degli illustri colleghi che lo hanno preceduto, Atom Egoyan, Hou Hsiao-Hsien, Martin Scorsese e John Boorman. Tra le poltrone più prestigiose della prossima edizione del festival ci sarà anche quella occupata da Robert De Niro, recentemente paparazzato e forsennatamente inseguito dai giornalisti italiani (per la sua fulgida interpretazione in Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi). Per la terza volta (già giurato a Cannes negli anni Ottanta) sarà lui, dopo la presidenza di Tim Burton dell'anno scorso, a conferire la Palma d'oro al vincitore. La sua simpatica presenza - De Niro è duro nella finzione, adorabile fuori dal set – impone in giuria rigore e passione. E la statura del ruolo di presidente sarà una bella sfida da tenere d'occhio.

Woody Allen e gli altri registi del festival
Ad aprire la kermesse di quest'anno ci pensa Woody Allen che presenta Midnight in Paris, una commedia romantica interpretata da Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard e Carla Bruni, sul viaggio di affari di una famiglia americana in terra francese. Un soggetto perfetto per inaugurare il più importante festival cinematografico d'oltralpe. E così, dopo Londra e Barcellona, Allen approda a Parigi, con l'approvazione del direttore artistico del festival, Thierry Frémaux, che dice: "con questo film il regista offre uno sguardo più profondo alle tematiche che ha sviluppato nei suoi ultimi lavori: il nostro rapporto con la storia, con le arti, con il piacere e con la vita". Il cartellone prevede anche, tra gli altri, La Piel Que Habito dello spagnolo Pedro Almodóvar, Melancholia del danese Lars Von Trier, La Gamin au vélo dei belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne (ospiti fissi a Cannes), Faust del russo Aleksandr Sokurov e Life Without Principle di Johnnie To. Grande attesa anche per The Tree of Life dell'americano Terrence Malick, ancora in sospeso, anche se i rumors si fanno sempre più convincenti. Tra gli invitati dovrebbero esserci anche A Dangerous Method del canadese David Cronenberg, Restless di Gus Van Sant, Twixt Now and Sunrise di Francis Ford Coppola e Waiting for Azrael di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi.

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