Il ragazzo con la bicicletta

Film 2011 | Drammatico, +13 87 min.

Titolo originaleLe Gamin Au Vélo
Anno2011
GenereDrammatico,
ProduzioneBelgio, Francia, Italia
Durata87 minuti
Regia diJean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
AttoriFabrizio Rongione, Olivier Gourmet, Jérémie Renier, Egon Di Mateo, Thomas Doret, Cécile De France .
Uscitamercoledì 18 maggio 2011
TagDa vedere 2011
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,35 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Un film Da vedere 2011 con Fabrizio Rongione, Olivier Gourmet, Jérémie Renier, Egon Di Mateo, Thomas Doret, Cécile De France. Titolo originale: Le Gamin Au Vélo. Genere Drammatico, - Belgio, Francia, Italia, 2011, durata 87 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 maggio 2011 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,35 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 21 ottobre 2016

Il film dei fratelli Dardenne partecipa al Festival di Cannes 2011 in Concorso. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office Il ragazzo con la bicicletta ha incassato 854 mila euro .

Consigliato sì!
3,35/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,90
PUBBLICO 3,14
CONSIGLIATO SÌ
Un linguaggio impudente e coraggioso per raccontare l'infanzia incompresa.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 15 maggio 2011
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 15 maggio 2011

Cyril ha dodici anni, una bicicletta e un padre insensibile che non lo vuole più. 'Parcheggiato' in un centro di accoglienza per l'infanzia e affidato alle cure dei suoi assistenti, Cyril non ci sta e ostinato ingaggia una battaglia personale contro il mondo e contro quel genitore immaturo che ha provato 'a darlo via' insieme alla sua bicicletta. Durante l'ennesima fuga incontra e 'sceglie' per sé Samantha, una parrucchiera dolce e sensibile che accetta di occuparsi di lui nel fine settimana. La convivenza non sarà facile, Cyril fa a botte con i coetanei, si fa reclutare da un bullo del quartiere, finisce nei guai con la legge e ferisce nel cuore e al braccio Samantha. Ma in sella alla bicicletta e a colpi di pedali Cyril (ri)troverà la strada di casa.
Dalla prima inquadratura il piccolo protagonista de Il ragazzo con la bicicletta infila quella precisa traiettoria che seguivano prima di lui l'adolescente di La promesse, la Rosetta del film omonimo, il padre falegname de Il figlio e ancora il giovane disorientato de L'Enfant. Dentro a una corsa possibile verso una soluzione che arriverà, i Dardenne rinnovano l'interesse per l'infanzia incompresa, che tiene testa e non si assoggetta al mondo degli adulti, fronteggiandolo con improvvise fughe e un linguaggio impudente. Di nuovo è la fragile pesantezza dell'essere, che condizionava (già) le azioni dei protagonisti precedenti, il centro del film. Dopo il tentativo di rinnovamento formale e prospettico del loro cinema (Il matrimonio di Lorna), i fratelli belgi ritrovano la cinetica e un personaggio che avanza negli spazi attraversati e nel proprio destino. Come nel Matrimonio di Lorna sarà l'irruzione di un improvviso atto d'amore a travolgere, fino ad annullare, l'indifferenza di un padre colpevole di abbandono e dello sbandamento emotivo del figlio.
Thomas Doret incarna con lirismo lo spirito gaio e selvaggio dei mistons di Truffaut, di cui riproduce i comportamenti anarchici e antiautoritari negli esterni e in mancanza di interni domestici e familiari adeguati. Cyril, figlio ripudiato con gli anni in tasca, resiste a muso duro al vuoto affettivo che lo circonda, pedalando dentro e attraverso la paura, intestardendosi nel silenzio o facendo il diavolo a quattro. Il reale per il fanciullo è sempre in agguato ma ad esso si oppone 'aggrappandosi' e stringendosi forte a una figura femminile bella e raggiungibile come una mamma. Cécile de France, sopravvissuta allo tsunami di Clint Eastwood, è il volto e il corpo che Cyril vuole per sé, la figura materna che pretende e a cui si concede. La loro relazione procede per tentativi ed errori, come ogni processo di apprendimento, producendo una passeggiata a due ruote di grande forza espressiva e creativa. Una promenade che risana lo scarto dell'essere stati generati senza essere stati appropriatamente allevati, ma prima ancora desiderati. Samantha e il suo negozio di coiffeur diventano allora l'ancora di salvezza e il riscatto sociale per quel 'ragazzo selvaggio', sempre fiero, sempre contro. Se come sosteneva Luigi Comencini mettersi al livello dell'infanzia è l'unico modo per liberarla, i Dardenne accreditano e ribadiscono la sua affermazione, accompagnando la corsa di Cyril verso una raggiunta consapevolezza e un nuovo elemento: l'amore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 19 maggio 2011
pepito1948

Di Cyril, ragazzino dal carattere ribelle e pervaso da irrefrenabile furore, si sa molto poco: che è di madre ignota (nel film non viene mai citata); che ha un padre affettivamente lontano e non disponibile nei suoi confronti; che è alla ricerca spasmodica di un rapporto con detto padre; che  vive in simbiosi con la sua bicicletta, più volte sottrattagli e sempre in qualche [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 18 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Verrebbe da pensare che due così siano inseparabili, abituati a condividere riflessioni e lavoro, esperienze di vita, set e amicizie, sconfitte e trionfi. Lui, Jean-Pierre, è il fratello più grande. Ha i capelli bianchi, gli occhi di un profondo blu, le mani sempre in movimento. Ha l'aria rilassata e ride spesso, informale anche a Cannes, con una polo grigia senza fronzoli, la fede al dito, un piccolo orologio al braccio mollemente abbandonato sulla spalla del fratello.

Frasi
"Mi hai mai visto spacciare?"
Una frase di Wes (Egon Di Mateo)
dal film Il ragazzo con la bicicletta - a cura di Fabio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Il cinema dei fratelli Dardenne coinvolge sempre. E convince non solo il pubblico, ma anche le giurie dei festival tant’è vero che con ben due film, “Rosetta” nel 1999 e “L’Enfant” nel 2005, hanno vinto a Cannes la Palma d’oro. Film di solito amari, attraversati da un pessimismo di fondo che si affida sempre comunque a un saldo respiro cinematografico anche quando il sospeso è l’alluso, pur costeggiando [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 19 luglio 2011
 

Martedì 19 luglio prosegue la retrospettiva "Vivement Truffaut!" e si intensificano le proposte di "Italia 150: la scrittura migrante". Tanti i film in scaletta fino all'incontro pomeridiano con i protagonisti della sezione, Fred Kudjo Kuwornu, Mohamed [...]

winner
gran premio della giuria
Festival di Cannes
2011
winner
miglior sceneggiatore europeo
European Film Awards
2011
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