| Titolo originale | Faust |
| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Russia |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Aleksandr Sokurov |
| Attori | Johannes Zeiler, Anton Adasinsky, Isolda Dychauk, Georg Friedrich, Hanna Schygulla Antje Lewald, Florian Brückner, Maxim Mehmet, Katrin Filzen, David Jonsson, Joel Kirby, Eva-Maria Kurz, Antoine Monot Jr., Ondrej Novák, Stefan Weber. |
| Uscita | mercoledì 26 ottobre 2011 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 3,95 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2020
Il Faust di Sokurov, ultimo tassello della tetralogia del potere, è stato insignito dal Leone d'Oro alla 68. Mostra del cinema di Venezia. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Faust ha incassato 495 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Quarta e ultima parte della tetralogia di Aleksandr Sokurov sulla natura del potere, Faust è l'unico personaggio letterario della partita, dopo Hitler (Moloch), Lenin (Taurus) e Hiroito (Il sole), ma è anche quello contenuto in nuce in tutti gli altri, per il carattere mitico e simbolico che porta in sé.
Il regista russo rilegge liberamente tanto l'opera di Goethe che quella di Mann, scegliendo l'ambientazione ottocentesca e mantenendo la lingua tedesca e l'idea tragica di fondo, per cui la condizione umana consisterebbe in un continuo errare. Sokurov inscena, dunque, questa (diabolica) perseveranza nell'errore costringendo i suoi personaggi a un procedere senza sosta, a una letterale erranza tra boschi, case, lande, ghiacciai. Il protagonista del film non si ferma un istante, tanta è la sua sete di sapere e tanta è la lontananza dalla meta. A questo movimento senza soluzione di continuità si aggiunge una forza opposta ma altrettanto intensa e inestinguibile che (co)stringe gli esseri umani presenti nell'inquadratura, obbligandoli a farsi largo l'uno sugli altri, a scavalcarsi ad ogni occasione. La gestualità è teatrale, esasperata, ma la sensazione di brulicante claustrofobia ci riporta anche alla pittura di Bosch, non a caso un artista che ha utilizzato il realismo per raccontare il male immateriale e i cui dipinti pullulano di creature dannate e sofferenti.
Visivamente grandioso, il Faust di Sokurov è attraversato da un'atmosfera mortifera dalla primissima all'ultima inquadratura. Il suo dottore è una creatura infelice, non affamato di sola conoscenza ma soprattutto di cibo, di sonno, di denaro e di contatto amoroso: bisogni fisiologici e materiali che collocano inequivocabilmente l'inferno su questa terra (non c'è traccia del prologo celeste e il conto degli individui in fila per firmare il patto è in continua espansione e riproduzione). Il paradosso tragico della vita espresso nell'opera è che l'uomo può giungere al divino solo con l'intervento del demonio: per questo quando Wagner chiede al dottor Faust dove si trovi l'anima, il medico -pur avendo indagato le viscere e ogni organo umano- deve ammettere che non l'ha trovata. Il suo potere è umano e dunque limitato.
Con un impiego di mezzi ingente ma anche assolutamente necessario e meritato, Sokurov allestisce uno spettacolo che appaga l'occhio, un'opera d'arte potente e affascinante che ribadisce nel mentre la validità atemporale del racconto. Uno spettacolo di quelli che non siamo più abituati a sostenere senza sforzo ma che ripaga davvero l'impegno che domanda.
Il film "Faust" del regista russo Sokurov, opera conclusiva di una tetralogia dedicata al potere, mi ha lasciato impressioni contrastanti: mi è parso un lavoro eccezionale da un punto di vista pittorico, un insieme di quadri potenti che paiono mutuati dalla scuola fiamminga, con particolare riferimento a Peter Bruegel "il vecchio" -alcune sequenze appaiono riprese da composizioni come "Il trionfo [...] Vai alla recensione »
Marlowe, Goethe, Klinger, Puskin, Mann, scrittori; Wagner, Berlioz, Schuman, Liszt, Gounod, compositori. Sono solo alcuni dei grandi maestri che si sono interessati al dottor Faust. Aggiungo l'italiano Boito col suo Mefistofele, e … Fred Astaire che fa il Faust nel musical Spettacolo di varietà. Davvero, non manca nulla. Adesso abbiamo il Faust di Alexander Sokurov, vincitore del Leone d'oro a Venezia, ultima rappresentazione di quel personaggio, che vive da oltre cinque secoli, appunto.
Il Leone d’oro a Venezia a furor di cinéfilo e di giurato, una strabordante massa d’elogi e la facoltà di suscitare riflessioni ad alto livello filosofico e letterario: «Faust» di Aleksandr Sokurov è un titolo importante che non può mancare a chiunque nutra interesse per le discipline artistiche. Ma sarebbe sbagliato avallare il solito complesso di colpa che spinge taluni a farsi intimidire dal rango [...] Vai alla recensione »