| Anno | 2011 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Nanni Moretti |
| Attori | Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Camillo Milli, Roberto Nobile Ulrich von Dobschütz, Gianluca Gobbi, Nanni Moretti, Margherita Buy, Leonardo Della Bianca, Luciano Marinelli (II). |
| Uscita | venerdì 15 aprile 2011 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,68 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 22 novembre 2016
Appena eletto, il nuovo Papa cade in una profonda crisi esistenziale. In preda allo sgomento, i cardinali decidono di affidarsi alle cure di uno psicanalista. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 7 Nastri d'Argento, 15 candidature e vinto 3 David di Donatello, 2 candidature agli European Film Awards, In Italia al Box Office Habemus Papam ha incassato 5,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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I cardinali riuniti in Conclave nella Cappella Sistina procedono all'elezione del nuovo Papa. Smentendo tutti i pronostici viene nominato il cardinale Melville il quale accetta con titubanza l'elezione ma, al momento di presentarsi alla folla dal balcone centrale della basilica di San Pietro, si ritrae. Lo sgomento assale i cristiani in attesa ma, ancor più, i cardinali che debbono cercare di porre rimedio a questo evento mai verificatosi sotto questa forma. Si decide, pur con tutte le perplessità imposte dalla dottrina, di far accedere ai palazzi apostolici lo psicoanalista più bravo per tentare di far emergere le cause che hanno spinto l'alto prelato al diniego e favorirne un ripensamento. Lo psicoanalista fa però un riferimento alla moglie come la terapeuta più brava (dopo di lui). Il portavoce della Santa Sede decide allora di far uscire il Papa dalle Mura vaticane per avere anche un altro intervento che risolva la questione. Che invece si complica perché il Papa, approfittando di un momento di distrazione, scompare per le vie di Roma.
Con Habemus Papam siamo di fronte al film più maturo di un regista che ha saputo conservare intatti il proprio segno inconfondibile e le tematiche che gli stanno da sempre a cuore integrandoli con grande intelligenza e sensibilità a uno sguardo che si allarga a una dimensione che afferma di non condividere ma che qui osserva con la giusta dose di ironia che si fonde con un profondo rispetto.
Non è necessario fare riferimento a La messa è finita per leggere questo film. Erano altri tempi ed altro cinema. Anche per Nanni. Che qui torna con forza sul tema della profonda solitudine dell'essere umano ma sa che non la si può ipostatizzare assolutizzandola. C'è una bellissima scena (che potremmo definire 'morettiana doc') in cui, mentre sta facendo giocare i cardinali a pallavolo, l'analista afferma che la tremenda verità che Darwin ci ha lasciato è che nulla ha un senso. Proprio in quel momento lui, terapeuta privo dell'augusto paziente, sta cercando di darne uno a quegli uomini che non vengono descritti né alla Dan Brown né ridicolizzati. Si sorride e si ride certo anche delle loro debolezze ma sono e restano delle persone. Il Papa poi (interpretato da un sempre più grande Michel Piccoli) non è un uomo che dubita della propria fede come sarebbe stato facile pensare. Non è Pietro che, invitato da Cristo a camminare sull'acqua per raggiungerlo, affonda perché di fatto non crede al potere del suo Signore. Questo Papa, dallo sguardo intenso e dal sorriso luminoso, non è un pavido ma un umile. Conosce i propri limiti e anche le proprie passioni. Come quella del teatro che ha covato da sempre (qui il rimando, cambiato di segno, a Wojtyla sembra trasparente). È da questa consapevolezza che, progressivamente, gli deriva una grande forza. La forza di chi sa dire di no a Dio non per paura ma perché è convinto di non poterlo servire, attraverso l'umanità, come sarebbe necessario leggendo i segni dei tempi. Il Papa di Moretti si interroga e ci interroga, laici e credenti. Ogni volta che un film ci pone dei quesiti di fondo ci aiuta di fatto a sentirci meno soli e a liberarci, almeno un po', dal più volte citato "deficit di accudimento".
"Nessuno poteva pensare che sarebbe potuto succedere!". Con queste parole i cardinali del conclave esprimono il loro sbigottimento di fronte ad una situazione mai avvenuta prima nella storia della Chiesa, escludendo il caso di Celestino V: il Papa appena nominato non si sente all'altezza del proprio incarico e, non riuscendo nemmeno ad affrontare la folla di [...] Vai alla recensione »
«E chi c’è ancora? Posso saperlo? Qualcuno mi dice qualche altro nome? Non lo sapete? Malick? Almodovar? Chi altro? Non avete notizie fresche, voi?»: conferenza stampa con (mezza) sorpresa a Roma per Nanni Moretti, che ha appreso in diretta da un giornalista la notizia che il suo Habemus Papam sarà in concorso nella prossima edizione del Festival di Cannes. Un segreto di Pulcinella, già da tempo sussurrato nei corridoi della Sacher Film, diventato realtà e non senza una certa apprensione: «A Cannes sono stato tante volte, persino con Ecce Bombo, in concorso, 33 anni fa – ha detto a caldo il regista [...]
«Uno sceneggiatore è come uno che deve calcolare le spese per arrivare precisamente a fine mese: tutto quello che pensa, poi va realizzato e pagato. È stata quindi una sorta di incoscienza scrivere in testa ad alcune scene per il film di Moretti, invece di un vago interno-soggiorno, uno spaventoso interno-Capella Sistina». Francesco Piccolo, con Federica Pontremoli sceneggiatore dell’attesissimo Habemus Papam di Nanni Moretti, è tra i pochi a spiccicare parola.
Sono solo canzonette" e "Trattasi di canzonette". E poi "Vi stupiremo con gli effetti speciali". Le prime due definizioni appartengono a Bennato e Jannacci, artisti intelligenti, consapevoli del proprio ruolo e del ruolo delle canzoni. La terza appartiene al cinema. "Effetti speciali" va inteso come cifra prevalente del cinema, come opzione primaria, che sarebbe l'evasione. Poi il cinema ha dato molto, su tutti i piani, anche su quello della cultura naturalmente, e lo ha dato a suo modo.
Addobbato con tutti i broccati e i ricami e gli ori necessari a consacrare la solennità pontificale, il vecchio uomo smarrito non ce la fa ad affacciarsi alla loggia delle benedizioni per presentarsi al mondo: arretra, grida tutta la sua umana disperazione, corre attraverso le antiche e mute stanze vaticane, con la strenua vitalità che cancella gli anni, nel sogno di sfuggire alla prigione di un destino [...] Vai alla recensione »