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Margarethe von Trotta

Margarethe von Trotta è un'attrice tedesca, regista, scrittrice, sceneggiatrice, art director, è nata il 21 febbraio 1942 a Berlino (Germania). Margarethe von Trotta ha oggi 80 anni ed è del segno zodiacale Pesci.

La regista femminista del Nuovo Cinema tedesco

A cura di Annalice Furfari

Margarethe von Trotta è una delle registe più importanti del cinema tedesco. Autrice di film politicamente impegnati, che indagano il conflitto tra dimensione pubblica e sfera privata, ha messo le donne al centro del proprio lavoro come esponente di punta del Nuovo Cinema tedesco. I suoi personaggi femminili brillano per forza, determinazione e coraggio, nella lotta contro un sistema sociale maschilista, che le vorrebbe relegate al ruolo di mogli e madri o a mero oggetto sessuale. Von Trotta esplora le motivazioni psicologiche profonde delle sue protagoniste, stabilendo un rapporto privilegiato con le sue attrici, in particolare Jutta Lampe e Barbara Sukowa.

La recitazione e le prime collaborazioni con il marito Volker Schlöndorff
Figlia del pittore tedesco Alfred Roloff, Margarethe von Trotta nasce il 21 febbraio 1942 a Berlino. Dopo aver studiato Arte, Germanistica e Lingue romanze in Germania, decide di prendere lezioni di recitazione e negli anni Sessanta si trasferisce a Parigi, dove contribuisce alla realizzazione di film collettivi, collaborando alle sceneggiature e co-dirigendo cortometraggi. Dopo gli studi cinematografici compiuti a Parigi e a Monaco, si dedica al teatro a Dinkelsbühl, Stoccarda e Francoforte. Amante del cinema d'autore di Ingmar Bergman, Alfred Hitchcock e della Nouvelle Vague francese, consapevole di quanto sia difficile per una donna diventare regista, von Trotta decide di affermarsi inizialmente con la recitazione. Come attrice, dopo il debutto nel 1967 nel poliziesco Tränen trocknet der Wind Heinz di Gerhard Schier, prende parte a diversi film di registi importanti, tra cui Rainer Werner Fassbinder (Il Dio della peste, Il soldato americano, 1970), Herbert Achternbusch (Das Andechser Gefühl, 1974) e soprattutto Volker Schlöndorff, suo marito dal 1971. Per lui lavora come assistente alla regia e attrice in Morals of Ruth Halbfass (1972) e attrice protagonista in Fuoco di paglia (1972), in cui incarna Elisabeth Junker, moglie e madre che lotta contro un sistema paternalista e decide di condurre la propria vita in maniera indipendente, ma paga un prezzo troppo alto. Nel 1975 von Trotta collabora con il marito alla regia de Il caso Katharina Blum, uno dei primi film a confrontarsi con il fenomeno della Raf, uno dei gruppi terroristici tedeschi di estrema sinistra più violenti nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. In questa prima prova sono già presenti i temi che diventeranno ricorrenti nella filmografia della von Trotta: il conflitto tra la sfera personale e quella pubblica, l'attenzione verso i personaggi femminili, relegati in spazi soffocanti in un mondo gestito dagli uomini. La coppia collabora a un altro film, Il colpo di grazia (1976), dove von Trotta è attrice protagonista e scrive parte della sceneggiatura, prima di decidere di intraprendere una carriera da regista solista, in piena autonomia.

La carriera da regista solista
Il primo film diretto dalla von Trotta è Il secondo risveglio di Christa Klages (1978), storia, ispirata a una vicenda reale, di una donna che rapina una banca per salvare il giardino d'infanzia in cui lavora. Anche questo film sviscera le questioni di maggiore rilevanza per la regista: i legami femminili, la sorellanza, gli effetti della violenza. In seguito von Trotta dirige la cosiddetta "trilogia della sorellanza". Sorelle - L'equilibrio della felicità (1979) affronta il dissidio tra regole sociali e felicità individuale attraverso il conflitto tra due sorelle, l'una inserita nel sistema, l'altra incapace di accettarlo. Anni di piombo (1981), Leone d'oro a Venezia, ispirandosi alla storia di Gudrun Ensslin, militante della Raf morta in carcere nel 1977, e di sua sorella Christiane, rappresenta atteggiamenti opposti rispetto alla lotta armata, l'uno di convinta adesione, l'altro di condanna. Paura e amore (1988), liberamente tratto dalle "Tre sorelle" cechoviane, è una coproduzione italo-franco-tedesca incentrata sulle storie di tre sorelle che lottano per conquistare l'autonomia e l'autodeterminazione. Ormai celebre a livello internazionale come esponente femminista di punta del Nuovo Cinema tedesco, von Trotta dirige Lucida follia (1982), storia di un'amicizia tra due donne, la moglie forte di un regista e quella debole di uno scienziato. Avvicinandosi tra loro, le due donne si allontanano dai rispettivi mariti che, messi in crisi come maschi, non reggono. Questo è il film più antimaschilista e bergmaniano della regista, per il modo in cui analizza il rapporto tra malattia mentale e normalità. Dopo aver realizzato Rosa L. (1986), film sulla vita, le lotte, le conquiste e l'intimo della rivoluzionaria spartachista Rosa Luxemburg, la regista dirige uno degli episodi del film collettivo Essere donne (1988), in cui non rinuncia ai sentimenti femministi che caratterizzano il suo lavoro. Con L'Africana (1990) conferma la sua penetrante conoscenza del cuore femminile, raccontando un triangolo amoroso. Il lungo silenzio (1993) muove dall'uccisione di un magistrato italiano in un attentato organizzato dalla mafia, per raccontare l'impegno civile di sua moglie, rimasta vedova. La promessa (1994) racconta le vite di due giovani tedeschi e della loro storia d'amore separata dal Muro di Berlino. Alle prese con problemi di budget, determinati dai tagli alle sovvenzioni cinematografiche statali, la regista deve dedicarsi per diverso tempo alla televisione, dove cerca di mantenere il suo timbro di cineasta indipendente. Dopo una lunga attesa, nel 2003 von Trotta torna al cinema per dirigere Rosenstrasse, un nuovo ritratto di donne fiere, solidali e coraggiose, nella rievocazione di un episodio della Seconda guerra mondiale di cui furono protagoniste le mogli ariane di ebrei tedeschi. Nel 2009 la regista dirige Vision, una serie di miniature medievali dedicate alla prima suora illuminata e anticonformista della storia. Ancora una volta von Trotta firma un ritratto di una donna che ha lasciato il segno nella storia in Hannah Arendt, intellettuale e filosofa, autrice del libro, "La banalità del male: Eichman a Gerusalemme", basato sulla controversa teoria per cui l'assenza di radici e memoria e la mancata riflessione sulla responsabilità delle proprie azioni criminali trasformano esseri banali in agenti del male.

Ultimi film

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