Un uomo di fede combatte la criminalità di Manhattan e sfida un boss mafioso, cercando di salvare una giovane donna tra pericolo e redenzione. Espandi ▽
In una Manhattan degli anni novanta sotto lo stretto controllo delle organizzazioni mafiose, Father Joe è un prete compassionevole dalla doppia vita: oltre a guidare i fedeli che lo seguono per la messa, va in giro per New York come vigilante colpendo i magazzini e i laboratori per la fabbricazione della droga e convincendo i gangster, sotto ricatto di un misterioso veleno, a espiare le proprie colpe frequentando la sua chiesa. Veterano del Vietnam e con una storia tragica alle spalle, Joe fa di tutto per difendere i più giovani ma dopo aver causato danni per milioni di dollari al traffico degli stupefacenti, dovrà vedersela con l'anziano boss locale della mala.
Benché diretto da Barthélémy Grossmann, Father Joe è opera emblematica della tarda carriera di Luc Besson, che tramite la sua famigerata EuropaCorp scrive e produce un action movie all'antica, derivativo e consumabile soltanto sotto stretta indicazione di non prenderlo troppo sul serio. Recensione ❯
Un ladro arruola due sconosciuti per un furto al Louvre che ha come obiettivo la Gioconda, poi rivela che sono i suoi figli e fratelli che devono collaborare per portare a termine il più grande furto d'arte della storia. Espandi ▽
Quando un ladro leggendario mette gli occhi sulla Gioconda, decide di reclutare due giovani sconosciuti per aiutarlo nell'impresa: Chiara, un'abile esperta italiana di crimini informatici, e Jay, uno specialista francese di esplosivi dall'ego smisurato. Solo in seguito, rivela loro che sono in realtà fratelli perduti da tempo... e, ah sì, che tra l'altro, lui è il loro padre. Catapultati in una caotica reunion di cui nessuno di loro sentiva il bisogno, i componenti di questa nuova famiglia dovranno imparare a lavorare insieme - e cercare di non uccidersi a vicenda - se vogliono avere qualche possibilità di portare a termine il colpo del secolo. Recensione ❯
Un film sui primi anni di carriera di Gigi D'Alessio, ma anche sulla Napoli degli anni '80 e sulla incredibile scena musicale di quel periodo. Recensione ❯
Il nuovo film per il cinema sul quale Marco Bellocchio è al lavoro, incentrato sulla vita di Sergio Marchionne. Espandi ▽
"Mi piace l'idea (perché c'è ancora tanto da fare, siamo solo agli inizi) - dice Marco Bellocchio - di raccontare un italiano, Sergio Marchionne, che sfida in America due giganti, GM e Chrysler e vince. Non si fa assoggettare, non si fa schiacciare, la sua genialità, il suo coraggio e la sua spietatezza manageriale salvano la FIAT che, come dicevano gli esperti, era "tecnicamente fallita". Risorge non solo con lui ma con la partecipazione attiva del giovanissimo "maggiore azionista" e di tutta la famiglia.
Mi piace raccontare di un vincitore che ritornato in patria è accolto da alcune istituzioni italiane di sinistra, di centro e di destra con ostilità.
Un "vincitore tragico" si potrebbe definire alla fine della storia". Recensione ❯
Con un accesso esclusivo e senza filtri, l'acclamato documentarista indaga sulla crescita della rete della mascolinità radicale e sui suoi controversi influencer. Recensione ❯
Con la gloria di essere il "Re di Bayanbulak", Zhang Chi intraprende ancora una volta il suo viaggio agonistico, con l'obiettivo non solo di vincere la gara, ma anche di raggiungere qualcosa che vada oltre la competizione stessa. Recensione ❯
Un documentario per ribadire il rifiuto di separare l'arte dalla vita, la politica dalla lotta. Espandi ▽
Primavera 1991: la vita queer è nuovamente sotto attacco in Gran Bretagna e il regista Derek Jarman sta adattando Edward II di Christopher Marlowe in un film di protesta radicale. Attraverso straordinarie immagini inedite girate da Seamus McGarvey sul set di Jarman, Queer Edward II racconta il rifiuto di separare l'arte dalla vita, la politica dalla lotta. Recensione ❯
Il film basato sul romanzo omonimo di Virginia Feito. Espandi ▽
1858. Alla magione di Ensor House arriva una nuova governante, Winifred Notty. Il suo atteggiamento è curioso, ma la dedizione al lavoro pare ferrea. In breve tempo i comportamenti di Winifred si fanno sempre più bizzarri, ma l’ingenuità di abitanti e servitori della famiglia Pounds non coglie appieno la profondità di questa stranezza.
Ormai affezionata al ruolo di scream queen e di final girl horror, dopo aver girato classici del genere come It Follows e Longlegs, Maika Monroe è la protagonista assoluta di ogni inquadratura di Victorian Psycho.
Sceneggiato dalla stessa autrice del testo di origine, Virginia Feito, il film di Wigon sceglie la strada della parodia grottesca e camp del romanzo gotico: un gesto irriverente sul genere di Pride, Prejudice & Zombies, ma con ambizioni più elevate ed esiti ancor più altalenanti. Recensione ❯
Il documentario affronta una delle questioni più urgenti del nostro tempo: come riusciremo a nutrire una popolazione mondiale in continua crescita senza compromettere ulteriormente gli ecosistemi e le risorse del pianeta? Attraverso un viaggio che attraversa diversi continenti, il documentario indaga le conseguenze sociali, economiche e ambientali dell'attuale sistema alimentare globale, mostrando come la produzione di cibo sia strettamente legata a temi quali il cambiamento climatico, l'accaparramento delle terre, le disuguaglianze e persino i conflitti internazionali. Recensione ❯
Una donna affetta da amnesia scopre di avere una famiglia e un impero marittimo. Tornando alla sua vita precedente, apparentemente ideale, cerca di capire perché l'aveva abbandonata. Recensione ❯
Un'opera commovente che si estende in mille direzioni diverse e punta a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Drammatico, Singapore2026. Durata 157 Minuti.
L'intreccio delle vite di un giovane, suo padre e una nuova figura femminile. Espandi ▽
Vedovo da una decina d'anni, Boon Kiat conduce un'esistenza modesta. Nel bar di fianco al suo c'è Bee Hwa a servire birre, e tra i due nasce del tenero, ma Boon Kiat deve anche preoccuparsi di suo figlio, lo scapestrato Junyang, che abbandona gli studi, passa due anni nell'esercito e poi mette incinta la fidanzatina Lydia, di buona famiglia. La madre di lei la vorrebbe all'università, ma la gravidanza cambia i piani.
Epopea familiare di ampio respiro e insieme istantanea storico-sociale della città di Singapore, la nuova regia di Anthony Chen è confusionaria ma commovente.
La durata imponente e il continuo cambio di focus tra membri della famiglia (ma alla fine un personaggio in particolare viene messo da parte troppo bruscamente) sono per Chen la goccia che scava la pietra, e che connette l'uno all'altro i vari momenti ad alta intensità emotiva che alla fine lasciano l'impressione di un viaggio compiuto, con piena partecipazione emotiva. Recensione ❯
Un film storico che racconta l'amicizia tra Whitefield e Benjamin Franklin. Espandi ▽
Uno dei momenti più significativi della storia americana è la storia dell'improbabile amicizia tra il reverendo George Whitefield e Benjamin Franklin. Recensione ❯
Una scultrice, grazie alla presenza di una modella, può riflettere su una storia d'amore complessa. Espandi ▽
Nagi è una cittadina di campagna in Giappone. Lì è andata a vivere Yoriko dopo la fine di una storia d’amore e lì esercita la sua attività di artista scolpendo il legno. L’arrivo di Yuri, una architetto che proviene da una recente separazione le offre una la presenza di una nuova modella e, al contempo, entrambe si danno l’occasione per riflettere su quanto è loro accaduto sul piano sentimentale. Fukada torna ad approfondire la sua analisi del mondo femminile con levità e partecipazione.
Si respira un’atmosfera cechoviana in questo film di Koji Fukada che lo ambienta nella campagna giapponese creando intorno alle due protagoniste un mondo ovattato che non per questo fa scomparire le difficoltà relazionali. In questo piccolo mondo tutto accade senza scosse apparenti ma i turbamenti non mancano anche se si esprimono sottotraccia e Fukada sa come coglierli grazie anche all’understatement delle sue attrici che accompagnano le parole con la riservatezza nei volti come se volessero attenuare la malinconia che il ricordo produce. Recensione ❯
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