Un'amara riflessione sul tema del suicidio. Nel contesto dell'Iran, dove Asgari si interroga sulla forza dei legami. Drammatico, Iran2026. Durata 87 Minuti.
Il sesto lungometraggio del regista iraniano, già autore degli acclamati Divine Comedy e Kafka a Teheran. Espandi ▽
Un medico di ospedale, che ha curato pazienti feriti dopo le manifestazioni di piazza contro il regime degli ayatollah, è stato arrestato e ha perso il lavoro. Ha quindi preso la decisione di suicidarsi ma, prima di compiere il gesto, va in visita dai parenti più stretti per comunicare loro quanto sta per fare.
Ali Asgari, nel contesto di una situazione iraniana sull'orlo del conflitto armato, si interroga sui legami che uniscono le persone.
Si dice solitamente che chi annuncia la decisione di suicidarsi voglia di fatto essere impedito dal compiere il gesto. Forse in questo peregrinare da una persona all'altra nell'ambito familiare sta proprio la ricerca, ancora una volta inconscia, di cercare quel po' di luce che dia un senso al prosieguo della vita. Quella luce che il popolo iraniano sta vedendo affievolirsi grazie all'intervento trumpiano che ha finito con il rafforzare il regime invece di aiutarne il disfacimento ma che va tenuta viva all'interno dei nuclei familiari, se si vuole poter sperare in un futuro migliore. Recensione ❯
Una studiosa indaga una macchina dei monaci benedettini che mostra eventi storici, rischiando la carriera tra mistero, memoria e paranormale. Espandi ▽
Una studiosa francese, Béatrice Courte, scopre la storia di una macchina creata da monaci benedettini negli anni '50, capace di mostrare qualsiasi momento della storia, inclusa la crocifissione di Cristo. Ossessionata dal mistero, si immerge in ricerche meticolose sulla memoria, la storiografia e il paranormale, rischiando la sua reputazione accademica. Recensione ❯
Leonardo Revelli ha tutto per essere felice: il primo film che ha scritto in uscita al cinema, l'amore di una ragazza francese che lui ricambia con trasporto, due genitori che fin da bambino lo hanno sempre fatto sentire speciale. Talmente speciale che Leonardo ha finito per crederci, figlio unico in entrambe le accezioni. Giovanni e Laura, affermati psicanalisti di Torino, hanno costruito intorno a lui un nucleo familiare tenuto insieme da una mitologia ben precisa: ogni forma di mediocrità non è contemplata e il dolore è bandito.
Quando Laura viene colpita da una grave malattia, il marito cade in uno sconforto che lo rende irriconoscibile e senza freni inibitori si rivela per quello che è: un disadattato nella vita pratica e emotiva. Leonardo allora si ritrova improvvisamente senza certezze né punti di riferimento, in una relazione a due con suo padre che a specchio gli mostra di essere uno come tanti. Recensione ❯
Il documentario ripercorre gli ultimi giorni di Samuel Paty, un insegnante che divenne una figura di spicco del giornalismo francese. Espandi ▽
“Non avrei mai immaginato che il mio nome andasse nei libri di scuola”. La voce è quella di Samuel Paty, un professore di storia e geografia che è stato ucciso il 16 ottobre 2020 a poca distanza della scuola dove insegna. 11 giorni prima. Samuel esce di casa e gioca col figlio. A scuola, mentre sta facendo una lezione sulla libertà di stampa, mostra agli studenti alcune caricature satiriche di Maometto tratte dal giornale satirico “Charlie Hebdo” e lascia la libertà di uscire dalla classe a quelli che non vogliono vedere queste immagini perché potrebbero sentirsi offesi.
Come cambia la vita in 11 giorni. L’abandon, basato su uno dei casi di cronaca che hanno sconvolto la Francia, costruisce la progressiva discesa all’inferno di Samuel Paty con il ritmo di un thriller.
Il film ha ogni tanto qualche impennata nel modo in cui viene mostrata la rabbia social montata dal padre della ragazza nei confronti di Samuel, però poi sembra soprattutto preoccupato a mostrare tutti i dettagli essenziali della vicenda. Ha la durata di un film ma il passo di una serie di cronaca su Netflix. Recensione ❯
Basato su una storia vera, incentrato sulla famiglia del regista. Espandi ▽
Ambientato tra gli anni '70 e '80 a Shizuoka, il film narra la storia turbolenta della protagonista che, dopo aver subito abusi e il rapimento della figlia, lotta per riaverla e crescerla da madre single. Recensione ❯
Il leggendario pianista jazz Bill Evans forma il suo trio perfetto, registrando due album rivoluzionari. Tragicamente, il suo bassista muore poco dopo, lasciando Evans devastato. La storia segue il viaggio di Evans per superare il lutto e tornare alla musica. Recensione ❯
Hoda, rifugiata iraniana a Berlino, organizza un finto matrimonio con Boris, gay, per regolarizzarsi mentre la famiglia affronta segreti tensioni. Espandi ▽
Rifugiata iraniana a Berlino, Hoda invita la madre e la sorella a raggiungerla in Europa perché è incinta e si sposerà in Serbia con il fidanzato Boris. Boris in realtà è gay, e sua madre lo sa. Tornati a Berlino, Hoda e Boris vivono insieme, il loro matrimonio è stata una montatura per mettersi in regola in attesa del figlio ed entrambi hanno la propria vita. Registi, sceneggiatori e interpreti principali del loro film, Hoda Taheri e Boris Hadzija mettono in crisi il concetto di autobiografia, nonché ruoli sessuali, familiari e sociali all’interno di una comunità. Niente, nel film, viene veramente raccontato, ma piuttosto indagato nei suoi presupposti o nei suoi effetti, come se i due autori volessero rompere dalle fondamenta l’idea di stessa di rappresentazione. Non solo si pongono l’obiettivo di mettere in discussione ogni ruolo, etichetta o dimensione del vivere comune, ma anche, attraverso un cinema essenziale al limite dell’ermetismo, l’idea stessa di spazio, di tempo e ovviamente di finzione. Recensione ❯
Il sesto film della regista austriaca Marie Kreutzer. Espandi ▽
Lucy Weiss è un’artista musicale francese di successo che ha scelto di interpretare solo canzoni scritte da uomini per raccontare la difficoltà del genere maschile ad esprimere le proprie emozioni. Il suo compagno Philip è un regista tedesco di scarso successo, più tecnico che creativo. Dopo un grave esaurimento nervoso, Philip continua a soffrire di depressione e di quegli attacchi di panico che Lucy contiene e consola. Quando la polizia arresta Philip per possesso e scambio di materiale pedopornografico il (suo) mondo crolla intorno a Lucy, che dovrà capire chi è l’uomo di cui è ancora profondamente innamorata.
Gentle Monster è il sesto film della regista austriaca Marie Kreutzer, che con il precedente Il corsetto dell’imperatrice aveva positivamente sorpreso pubblico e critica.
Qui il “mostro” del titolo potrebbe essere Philip, ma Lucy non è disposta ad accettare che l’uomo che ama le abbia nascosto un segreto così grave.
La struttura del film è spezzettata e discontinua, e l’intenzione narrativa è chiara: raccontare una distonia emozionale fra persone che si amano ma che viaggiano su frequenze diverse, anche morali, e un imprinting socioculturale che vittimizza sia gli uomini che le donne, ma affida alla parte femminile la responsabilità unica di uscirne. Recensione ❯
Il film racconta storia di Bernie (Claudio Santamaria), quarantenne colto ma in crisi, che ritrova Greta (Miriam Leone), collega d'università di cui è stato segretamente innamorato e che ora scopre sposata con il dottor Rivoli (Fabrizio Gifuni), volto noto e apprezzato per il suo costante impegno umanitario.
La donna, per aiutare il suo vecchio amico, lo invita a stare per un po' nella loro mansarda. L'atmosfera in casa però si rivela tesa e ambigua: Rivoli è perseguitato da qualcuno che dal passato lo minaccia. Mosso da un senso di riconoscenza e giustizia, Bernie, cercando di aiutare la coppia, finisce coinvolto in una spirale di segreti e colpi di scena che metteranno in discussione i suoi valori e la sua stessa esistenza. Recensione ❯
Adattamento cinematografico della commedia teatrale "Il metodo Grönholm" di Jordi Galceran. Espandi ▽
In una Torino contemporanea e impersonale, sei candidati si presentano per un colloquio di lavoro in una prestigiosa e misteriosa multinazionale. I protagonisti sono Fernando, Carlo, Daniela, Enrico, Giulio e Franca, ognuno con competenze, ambizioni e personalità diverse. Appena riuniti in una stanza d'albergo di lusso, i selezionatori scompaiono, lasciando i candidati soli con una serie di istruzioni inquietanti. Viene spiegato loro che il colloquio seguirà il "Metodo Grönholm", un processo selettivo spietato e surreale. La regola fondamentale è semplice e crudele: chiunque decida di abbandonare la stanza verrà automaticamente eliminato. Recensione ❯
Due fratelli senza una meta vengono ricattati e costretti a entrare nel mondo della criminalità organizzata. Espandi ▽
Nicky e Morgan sono fratello e sorella, figli dell'orgogliosa mamma italoamericana Linda, candidata come sindaco della loro cittadina nel New Jersey. Nonostante il loro legame di parentela, i due hanno caratteri molto diversi: lui è un mite e pavido pastore, mentre lei è una scontrosa e impulsiva maestra elementare. Sarà proprio il caratteraccio di quest'ultima a cacciarli nei guai, coinvolgendoli, loro malgrado, in alcuni loschi traffici criminali.
Big Mistakes si potrebbe definire una commedia degli equivoci dalle tinte crime, di quelle dove dei poveri sprovveduti si ritrovano catapultati in un mondo ignoto e pieno di pericoli, con conseguenze tragicomiche.
Creata da Dan Levy, anche protagonista, insieme all'enfant terrible della commedia indipendente Rachel Sennott, la serie Netflix parte con due episodi esplosivi, dove si susseguono una situazione fantozziana dopo l'altra. Ottime le prove degli interpreti ma l'ironia abrasiva dell'inizio purtroppo si perde troppo presto. Recensione ❯
Emmanuel Marre è abilissimo a farci percepire la banalità del male. Un film molto personale che pone domande sul presente. Drammatico, Francia, Belgio2026. Durata 155 Minuti.
La vita di un burocrate nella Francia del Maresciallo Petain. Espandi ▽
Settembre 1940. Henri Marre raggiunge Vichy avendo lasciato la famiglia a Parigi. Ha con sé copie del libro che ha pubblicato, dal titolo "Notre Salut". All'età di 49 anni è convinto di poter trovare nell'amministrazione del collaborazionista Petain il luogo in cui poter mettere in pratica le sue teorie che uniscono patriottismo ed efficienza. Dovrà, con lo scorrere del tempo, fare i conti con le sempre più perentorie richieste dei nazisti.
Emmanuel Marre, con un film molto personale, pone domande che non riguardano solo il passato storico della Francia. Il cineasta è abilissimo, anche grazie proprio al rapporto di Henri con la moglie e allo scambio di missive, a farci percepire, dettaglio dopo dettaglio, quella banalità del male così ben analizzata da Hannah Arendt.
Il regista, con stacchi talvolta bruschi di montaggio e con una colonna sonora musicale volutamente anacronistica, con questo film, ci dà un importante monito: ci avverte che i verbi di cui sopra possono, purtroppo, essere declinati anche al tempo presente. Recensione ❯
Due figure, il santo e il vampiro, rappresentano visioni opposte dell'eterno: una legata alla luce divina, l'altra all'oscurità eterna. Espandi ▽
Gli anni Trenta del Settecento sono un decennio fondamentale per il Mito del Vampiro. La sua visione è stata spesso legata all'oscurità eterna, al contrario del Santo, collegato alla luce divina. Nel 1744 Giuseppe Davanzati, arcivescovo di Trani ha scritto "La Dissertazione sopra i Vampiri" che è considerato il primo importante trattato sul tema da parte di un autore italiano che affronta il fenomeno con un approccio razionalista cercando di svelarne il mito dietro le credenze popolari spesso dovute all'ignoranza e la superstizione.
Sulla stessa lunghezza d'onda era anche Papa Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini che ha parlato dei vampiri nella sua opera "De Servorum Dei Beatificatione et Beatorum Canonizatione" e lo ha liquidato come una fallace finzione della fantasia e, al contrario, codificava il riconoscimento dei santi e dei beati. Sia il Santo sia il vampiro sfidano la decomposizione e, anche se per motivi opposti, accennano alla possibilità di una vita dopo la morte.
Santi e vampiri è sicuramente il risultato di una ricerca meticolosa, ma non riesce a discostarsi da un tono accademico, quasi da lezione universitaria e anche le stesse scene animate non agevolano un ritmo più dinamico, che si poteva creare anche attraverso un montaggio più serrato delle interviste. Recensione ❯
La fiaba di Carlo Collodi diventa un horror. Espandi ▽
Una cupa rivisitazione di Pinocchio in chiave horror: un racconto perturbante che segue il disturbante viaggio dell'iconico burattino verso il mondo reale. Recensione ❯
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