In Africa occidentale, un responsabile dei lavori, un giovane ingegnere e la moglie appena arrivata affrontano una notte inquietante, quando un uomo si presenta chiedendo la restituzione del corpo di suo fratello, morto quel giorno nel cantiere. Espandi ▽
Da qualche parte nell’Africa occidentale, Horn, caposquadra di un complesso edile britannico, tenta invano di negoziare con Alboury, un uomo venuto a recuperare il corpo del fratello, operaio morto (accidentalmente?) nel cantiere. Una lunga notte tra vivi e fantasmi, che chiedono il conto ai colonizzatori moderni, pronti a tutto per proteggere i propri privilegi e gli interessi della loro azienda. Il film è ambientato in una regione dell’Africa che Claire Denis, cresciuta in Camerun, si rifiuta di collocare con precisione, un luogo che assomiglia a qualsiasi paese in cui domina l’ingiustizia. Denis è una delle poche registe francesi ad andare in fondo alle sue ossessioni, a mettere in scena la verità ultima di certi impulsi, c’è qualcosa di bestiale, ma anche di catartico, nella sua visione. Una potenza dionisiaca, cannibale, assunta e appagata, al di là del bene e del male.
Le cri des gardes non è una “cosa da bianchi”, è una perla nera.