Film mostro che si interroga sulla posizione dell'artista in tempo di guerra quando l'ignoranza diventa un crimine. Drammatico, Francia, Cipro, Germania, Israele2025. Durata 150 Minuti.
Dopo il 7 ottobre, un pianista jazz di Tel Aviv accetta di comporre un inno patriottico, diventando complice della propaganda e firmando il suo suicidio artistico. Espandi ▽
All’indomani del 7 ottobre, il governo israeliano chiede a Y. di comporre un nuovo inno nazionale alla gloria della schiacciante grandezza di Israele. Il suo quotidiano è un hangover senza fine che l’offensiva mortale di Hamas contro Israele e la successiva risposta dell’esercito israeliano sfiorano appena. Fino al giorno in cui dice “sì” e scrive una melodia patriottica e bellicosa, facendosi agente e complice della propaganda israeliana. Accomodato al pianoforte e in faccia all’orrore, compone il suo suicidio (artistico). Lapid si interroga e interroga la posizione dell’artista in tempo di guerra, perché di fronte all’abiezione l’ignoranza diventa un crimine. Usa il cinema per decostruire la sua nazione – Israele, il suo potere, il suo governo, la sua violenza sorda e il suo nazionalismo immondo - e costruire immagini cinematografiche che si ergono come contro-discorsi. La terra promessa, dove tutto vale e più niente è intollerabile, non lascia altra scelta se non la fuga. Recensione ❯
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Il balletto Romeo e Giulietta nella straordinaria produzione di Kenneth MacMillan, considerata un capolavoro moderno fin dalla sua prima rappresentazione con Vadim Muntagirov e Margot Fonteyn nel 1965. Espandi ▽
La celebre tragedia shakespeariana dei due giovani amanti sventurati segnati da un tragico destino, trasformata in un affascinante balletto, approderà in oltre 900 cinema di tutto il mondo, con i Primi Ballerini del Royal Ballet, Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, che incarneranno con grazia ed emozione i ruoli eponimi di Romeo e Giulietta, regalando al pubblico un'interpretazione intensa e coinvolgente. Recensione ❯
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Due soldati nemici, persa memoria delle proprie fazioni, affrontano l'assurdità della guerra in un deserto che sfuma i confini tra alleati e nemici. Espandi ▽
Due soldati nemici di stanza sul remoto confine di un un deserto vasto e senza nome sono profondamente disorientati quando improvvisamente dimenticano quale sia la propria fazione. Mentre cercano di districare questioni legate alla propria identità e lealtà, nonché all'assurdità della situazione, l'isolamento lentamente lascia spazio a un incubo misterioso che confonderà la linea di demarcazione fra amici e nemici. Recensione ❯
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Le vicende di un fuorilegge sassone e una nobildonna normanna che uniscono le forze contro l'ingiustizia. Espandi ▽
La serie segue le gesta di un fuorilegge sassone (Rob) e una nobildonna normanna (Marian) che si alleano per combattere l'ingiustizia nella Inghilterra normanna. Rob guida una banda di ribelli, mentre Marian si infiltra nella corte corrotta. Recensione ❯
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Nella mente di un'adolescente inquieta, costretta a misurarsi con la crudeltà della vita in un momento traumatico. Espandi ▽
Tokyo, tardi anni 80. Quando il padre scopre di essere affetto da una malattia terminale e la madre riceve una promozione a manager che la tiene costantemente occupata, l’undicenne Fuki si trova sempre più sola e in cerca di risposte sui traumi dell’esistenza e su cosa celi il mondo degli adulti. Sposando in toto il punto di vista di Fuki, anche la regista sceglie l’astrazione e l’ellissi, a costo di rendere meno fluida la narrazione. Avendo visto quel che il cinema giapponese ci ha offerto nei decenni, risulta difficile scandalizzarsi ancora per l’impassibilità dei personaggi di fronte alle situazioni più orribili. E così la sottrazione emotiva di Hayakawa finisce per rendere il film volutamente opaco, insensibile alle situazioni più scabrose, ermetico a ogni interpretazione, fino al punto di non riuscire a discernere chiaramente tra quel che avviene solo nella mente di Fuki e quel che accade nella realtà. Citazione doverosa per Lily Franky: il suo ruolo, quello del padre malato, gli lascia pochi minuti in scena, ma la sua è una prova di minimalismo impeccabile. Recensione ❯
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Un documentario in più puntate che racconta l'incredibile vita di Mauro Rostagno che sognava un mondo senza mafia. Scritto anche da Roberto Saviano. Espandi ▽
Mauro Rostagno era un sognatore che improvvisamente apriva gli occhi per tuffarsi in un sogno più grande. L'ultimo era così grande che lo uccise Recensione ❯
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L'avvincente serie segue le vicende di un'investigatrice sotto copertura conosciuta come "The Savant" (Chastain) che si infiltra in gruppi di haters online nel tentativo di fermarne gli estremisti interni prima che agiscano. Recensione ❯
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Un bambino viene cresciuto con difficoltà da un intero villaggio. Espandi ▽
Poiché entrambi i genitori lavorano lontano, Chuang, un bambino di dieci anni, viene cresciuto dalla famiglia allargata nel suo villaggio natale, dove migliaia di anni di tradizione rurale si scontrano con i cambiamenti socio-economici che hanno interessato la Cina nei primi anni Novanta. Recensione ❯
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Un uomo muore sul lavoro. Ai suoi figli viene offerto lo stesso posto in fabbrica. Espandi ▽
Dopo la morte di un uomo in un incidente mortale sul lavoro, l'unica compensazione offerta alla famiglia è la possibilità per i suoi due figli, Hossam (23) e Maro (12), di essere impiegati nella stessa fabbrica, fianco a fianco con l'uomo responsabile della morte del padre. Recensione ❯
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Un documentario militante che segue da vicino i suoi protagonisti senza paura di entrare molto nello specifico delle loro istanze. Documentario, Italia2025. Durata 95 Minuti.
Lungo il Tevere, un cicloattivista norvegese traccia il Sentiero Pasolini, mentre una giovane contadina difende l'ultimo orto di famiglia dalla speculazione edilizia. Espandi ▽
A Roma, tra campagne assediate dal cemento e rive del Tevere nascoste, i destini di Sven, un ciclo-attivista norvegese appassionato di Pasolini, Giulia, una giovane contadina che difende la sua terra dalla speculazione edilizia e Mario, un romano dal cuore d’oro, si intrecciano nella lotta per creare il Sentiero Pasolini lungo il fiume, da Roma al mare.
Un documentario militante che segue da vicino i suoi protagonisti senza paura di entrare molto nello specifico delle loro istanze. I registi Monica Repetto e Pietro Balla applicano ancora una volta, come nel precedente ThyssenKrupp Blues, il loro metodo di ascolto dei protagonisti e di osservazione della realtà non avendo paura di dedicare magari qualche prezioso minuto in più entrando nello specifico delle loro storie perché lo spettatore abbia tutti gli strumenti necessari per farsi un’opinione. Il film mette in scena un’utopia in cui dovrebbe essere il dialogo a costruire le basi del vivere civile mentre sono le carte bollate a regolare maldestramente le vite delle persone. Ma sappiamo bene che la realtà è un’altra e il film ne mostra tutte le contraddizioni mostrando come anche all’interno dei ciclo-attivisti ci siano litigi e incomprensioni. Recensione ❯
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Un ritratto rigoroso e affettuoso di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano, fino alla presidenza della Repubblica. Espandi ▽
"Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà". A trentacinque anni dalla scomparsa di uno dei presidenti della Repubblica più amati, un ritratto rigoroso e affettuoso di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano, fino alla presidenza della Repubblica. Durante gli anni di piombo dimostrò una capacità unica di rappresentare i sentimenti più profondi di un popolo intero. Il documentario di Dario Ceccarini e Mario Molinari delinea il percorso umano e politico di una figura unica nella storia italiana: sempre attento agli emarginati e agli indifesi, Sandro Pertini ha svolto il proprio ruolo con coraggio, integrità e passione, incarnando i più alti ideali di libertà e antifascismo; un punto di riferimento per intere generazioni. A rendergli omaggio e ricordarlo nel film (con musiche di Nicola Piovani e disegni di Gianluigi Toccafondo) intervengono, tra gli altri: Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Luciana Castellina, Furio Colombo, Walter Veltroni. Recensione ❯
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Una storia al femminile che potrebbe essere codificata come meló ma che qui diventa cartina al tornasole di una società. Drammatico, Iran, Francia2025. Durata 131 Minuti.
Una giovane madre si trova ad affrontare la morte del figlio maggiore in una realtà sociale che vorrebbe spingerla alla rassegnazione. Espandi ▽
Mahnaz è una vedova con due figli che fa l’infermiera in ospedale ed è corteggiata da un conducente di ambulanze. Il figlio maggiore a scuola crea qualche problema. Accade però un fatto tragico che spinge la protagonista non solo a fare i conti con realtà ma anche a trovarsi su quel precario limite che si colloca tra il desiderio di giustizia e quello di vendetta. Grazie a degli splendidi attori Roustayee riesce a trasformare gli elementi narrativi di un meló in un’analisi delle dinamiche che intercorrono tra le diverse generazioni di donne nonché delle stesse in relazione con il mondo maschile. Quest’ultimo non viene proposto in termini manicheistici. Il nonno, l’uomo dell’ambulanza, il responsabile scolastico, l’avvocato sono descritti con accenti e variabili individuali anche se contribuiscono a creare un quadro complesso di una società in cui le donne stanno sempre più assomigliando a sé stesse e non, come recita una battuta del film, a ciò che i maschi vorrebbero che fossero. Recensione ❯
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Cinque grandi chef donne italiane si raccontano tra sapori, viaggi e visioni, unite dall'amore per la vita e per la "quinta stagione" che le lega. Espandi ▽
Cinque tra le più importanti e prestigiose firme della cucina italiana si ritrovano per discutere in amicizia delle loro scelte, del senso del tempo e del futuro, libere da pregiudizi e convenzioni. A una a una, iniziano a prendere la parola, in un viaggio attraverso latitudini, sapori e storie diverse del nostro paese. All'insegna, però, di un unico grande comune spirito: l'amore verso la vita che verrà. La quinta stagione che ci unisce tutte e tutti.
Per la prima volta insieme, cinque "cheffe" si raccontano e mostrano il processo del loro lavoro in un documentario che ne esalta le singole unicità. Ha un passo elegante il documentario di Giuseppe Carrieri da un'idea di Paola Valeria Jovinelli che, per la prima volta, focalizza l'attenzione sul mondo dei grandi chef della cucina italiana ma solo al femminile. Il regista esalta il cibo facendo preparare spesso i piatti alle loro ideatrici all'esterno dei locali. Recensione ❯
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Un film documentario che esplora la magia del cinema attraverso molteplici sguardi. Espandi ▽
Il cinema Odeon di Milano ha chiuso i battenti per diventare un centro commerciale per upper class. È stato per anni, nella sua sala principale, uno dei locali anche architettonicamente più interessanti dell’intero circuito cinematografico milanese. Proprio da questa sala inizia la narrazione di Pupi Avati sui propri film e sulla sua idea di cinema. Tomaso Pessina, che di Avati è stato assistente alla regia ed è nipote, ci offre un’interessante riflessione sul cinema di un autore nonché sulla magia della settima arte. Ne esce il ritratto di un uomo che, partendo da venditore di surgelati, ha offerto il calore della propria umanità e passione per il cinema ad ogni sua opera. Dalle più riuscite a quelle con minore presa sul pubblico. Tutte però animate dalla ricerca di quell’incanto che avvolse lui e gli amici dopo la visione di un film che per titolo aveva un numero: 8 e ½. Da quella visione non è nata una carriera (definizione banale). È nata una necessità di comunicare emozioni e riflessioni sul tempo, sul suo scorrere e su come l’animo umano cerchi di trovare, nel suo fluire, una propria consistenza. Recensione ❯
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