Ritratto commovente di due sorelle completamente diverse, il film propone un duplice sguardo sulla condizione delle donne nel mondo della navigazione. Una vera e propria traversata, sia fisica che mentale. Espandi ▽
Con Polaris la cineasta spagnola Ainara Vera firma un ritratto intimo e contemplativo di una navigatrice alle prese con i traumi del passato. Costante compagna della vita professionale della protagonista, l’acqua diventa, nel corso del lungometraggio, emblema di qualcosa di più profondo. Come in una seduta d’analisi, le riflessioni malinconiche di Hayat si posano sui paesaggi estremi poeticamente ritratti dalla fotografia di Vera e Inuk Silis Høegh. Immagini mozzafiato del vapore sprigionato dal terreno, della pioggia battente, del mare increspato dalle onde e del magma incandescente di una colata lavica si alternano nel silenzio di un’atmosfera contemplativa spezzata dalla durezza delle parole pronunciate dalla protagonista. Ma l’acqua non è solo simbolo dell’universo interiore rimosso, essa è anche rappresentazione del ventre materno. E infatti è proprio in quei paesaggi lontani e quasi ultratterreni che Hayat inizia a pensare alla maternità. La notizia della nascita della nipote fa infatti sorgere in lei nuovi interrogativi e riflessioni sul passato, che questa volta si tingono di una rinnovata speranza verso il futuro. Recensione ❯
La storia di una donna che diventò molto potente negli anni '60 per i suoi legami con la malavita. Espandi ▽
Il film è incentrato sulla vita di Gangubai Kothewali, una donna molto potente vissuta negli anni '60, nota anche come "La maîtresse di Kamathipura' per i suoi legami con la malavita. Recensione ❯
Angelo Massaro racconta la sua esistenza schiacciata da un errore giudiziario. Un'opera sull'umanità più che sul magma processuale. Documentario, Italia2022. Durata 87 Minuti.
Per via di un errore giudiziario, Angelo Massaro ha trascorso ventuno anni in carcere ingiustamente, prima di essere riconosciuto innocente ed essere assolto per un omicidio mai commesso. Espandi ▽
Angelo Massaro, che aveva 29 anni quando è stato incarcerato e 55 quando è uscito, era innocente. Accusato di un omicidio che non aveva commesso, incastrato per una frase che non ha mai pronunciato, condannato da un sistema che non ha voluto ascoltare, Angelo dopo 21 anni di prigione ha ribaltato tutte le sentenze e adesso è un uomo libero. Del Grosso cerca di tenere a freno il magma giudiziario, burocratico, processuale. A lui interessa stare addosso ad Angelo e lasciare fare a lui. E Angelo non ci pensa due volte: è sempre davanti alla macchina da presa, riempie ogni fotogramma, smuove ogni sequenza. Che sia per correre in mezzo alla pineta o puntualizzare il suo caso davanti a chi l’ha seguito in tutti questi anni, ancora e ancora, senza fermarsi un attimo, completamente lucido in ogni suo ricordo carcerario e cavillo penale, lui c’è. Angelo Massaro non ha mai pianto mentre era dentro. Ora ha nuova vita, tiene incontri sulla sua vicenda in giro per università e tenta di ricongiungersi alla sua famiglia. E quando racconta la sua storia versa lacrime calde. Recensione ❯
Una coppia deve fare i conti con il mistero che nasconde il loro seminterrato. Espandi ▽
Una coppia benestante, Alain e Maria, acquista una grande villa immersa nel verde: è la casa dei sogni e per di più, contiene un segreto che cambierà le loro vite. Scioccati dalla scoperta, Alain e Maria si adattano perfettamente al nuovo ambiente e lo condividono con gli amici, tra cui il capo di Alain, un donnaiolo che ha pure lui qualcosa da comunicare: un’invenzione che ha cambiato la sua vita… I film di Quentin Dupieux sono un momento di surrealismo nel contesto realisticamente assurdo della società in cui viviamo. Nella bolla asfittica creata dal film, il nonsense diventa parte del quadro, trasforma lo spazio fisico in una dimensione da cartone animato, il corpo umano in una bambola di plastica, rende interscambiabili gli individui e la merce. Tutto è confuso con il suo contrario, tutto è così piatto e alla luce del sole da mostrare anche l’oscurità, la follia, la morte. Certo, i film di Dupieux sono sempre uguali a sé stessi, così piccoli e svagati, così innamorati del proprio cazzeggio. Non fa eccezione questo che si vede con piacere e si dimentica quasi subito, in attesa del prossimo capitolo. Recensione ❯
Un uomo si risveglia senza ricordi. Guidato da una voce misteriosa proveniente da un dispositivo nell'orecchio, inizia una rischiosa missione per salvare un ostaggio. Recensione ❯
Il film anime chiude la storia sportiva di Nanase Haruka, Tachibana Makoto, Matsuoka Rin e Hazuki Nagisa. Riusciranno i quattro ragazzi a "volare" nella 400m di nuoto e vincere la medaglia d'oro? Recensione ❯
Combattimenti impressionanti e un senso dello spettacolo invidiabile. I Turtles tornano e convincono. Animazione, Avventura, Azione - USA, Belgio2022. Durata 82 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Le giovani tartarughe e i loro leggendari superpoteri sono messi alla prova quando spietate creature provenienti da un altro universo scatenano un caos inimmaginabile. Espandi ▽
A due anni dalla chiusura dell'omonima serie Tv, arriva Il destino delle Tartarughe Ninja – Il film, un Tv movie realizzato con il medesimo e ipercinetico stile ma con un disegno molto più curato. Più simili a supereroi che non a guerrieri ninja, questi Turtles hanno conquistato il pubblico grazie agli impressionanti combattimenti – molti dei quali estrapolati dalla serie come clip su youtube – e se pur la loro fortuna non è arrivata in tempo per salvare la serie dalla cancellazione, ha comunque guadagnato questo film. Le battaglie di Il destino delle Tartarughe Ninja – Il film sono una vera gioia per gli occhi, ispirate all'animazione giapponese, ma senza le sue pause, in un affastellarsi di pose plastiche, figure deformate dal movimento, colpi impossibili e soprattutto azioni di squadra. Recensione ❯
Una donna che lavora nel campo degli orologi in Svizzera si unisce al movimento anarchico e inizia a porsi domande sul futuro. Espandi ▽
Una valle della Svizzera nordoccidentale, 1872. Josephine lavora in una fabbrica di orologi dove produce un pezzo minuto che provoca l'oscillazione al centro dell'orologio. Ha però difficoltà a pagare le questo la mette nei guai con il villaggio e la fabbrica stessa. Si unisce così al movimento operaio anarchico degli orologiai locali, la Fédération Jurassienne. Lì incontra Piotr Kropotkin, un lunatico viaggiatore russo. Il loro incontro si svolge in un'epoca in cui la misurazione del tempo, la fotografia e il telegrafo stanno trasformando l'ordine sociale e le narrazioni anarchiche sono in competizione con un nazionalismo emergente. Durante una passeggiata nei boschi, Josephine e Piotr si chiedono: il tempo, i soldi e il governo non sono solo finzioni? Recensione ❯
La docufiction di Mimmo Calopresti su Marco Pannella interpretata da Andrea Bosca. Espandi ▽
Romanzo radicale è il racconto dell'avventura politica e umana di Marco Pannella, attraverso le risorse espressive della fiction per i momenti più intimi, il repertorio, per i gesti che hanno fatto epoca e che nessuna rappresentazione riuscirebbe a restituire con la stessa forza e, infine, le testimonianze degli amici o di chi a lui si è opposto. Un controcanto utile e necessario per restituire, almeno in parte, la vita e la complessità di uno straordinario uomo del Novecento.
Nel 1959 l'Italia è un Paese dove prevale una mentalità chiusa ai cambiamenti. Non è possibile divorziare. L'aborto è un reato. Il servizio militare un obbligo. Meno di vent'anni dopo, divorzio, aborto, obiezione di coscienza sono diventati diritti irrinunciabili. Marco Pannella riesce a scuotere l'Italia mosso dalla convinzione, semplice e rivoluzionaria, che la politica debba occuparsi della vita delle persone e della loro felicità. E per farsi ascoltare, inventa un nuovo linguaggio della politica fatto di digiuni, arresti, provocazioni. Recensione ❯
Un fantasma chiede la mano di un uomo prima di reincarnarsi. Espandi ▽
Un agente di polizia trova un invito nuziale per poi scoprire che il proprietario della busta è in realtà un fantasma che dall'aldilà chiede la mano dell'uomo prima di reincarnarsi. Cosa succede quando un umano e un fantasma formano un legame speciale? Una commedia d'azione, introspettiva, queer e soprannaturale dove tutti questi ingredienti eterogenei trovano la giusta armonia. Recensione ❯
L'ascesa del più grande campione del calcio tedesco - Franz Beckenbauer - e la sua carriera ricca di successi. Espandi ▽
Lontano dal biopic agiografico, il film è un viaggio nel tempo ironico e accurato, che non perde mai di vista l'essere umano Franz dietro al giocatore Beckenbauer: il calciatore del secolo, che ha rivoluzionato il modo in cui gli atleti trattavano i media, ma che ha anche fatto più volte notizia della sua vita privata. Franz crea problemi quando qualcosa non gli va bene e si innamora perdutamente quando incrocia lo sguardo della ragazza giusta. Lascia la Germania per qualche anno e al suo ritorno dalla "Operetta League" negli USA, il famoso programma televisivo "Das Aktuelle Sportstudio" lo accoglie con ballerini di aerobica in sgargianti tutine di acetato. Nel 1984, il calcio è protagonista della televisione privata, i media hanno un ruolo sempre più importante. Franz conosce il gioco e dice: "Sono pronto". Il resto è storia. Fino al prato verde di Italia 90, quando Kaiser Franz - giacca melanzana e pantaloni color crema - marcia trionfalmente verso la Coppa del Mondo. Recensione ❯
Quando la mafia non esisteva, un quotidiano ha osato scrivere il suo nome. Espandi ▽
Nel 1958 il giornale siciliano L'ora denunciò la presenza endemica della mafia nell'isola. Subito dopo l'uscita dell'inchiesta una bomba esplose davanti alla sede del giornale. Due giorni dopo l'attentato L'ora tornò in edicola con il titolo "La mafia potrà minacciarci, la nostra inchiesta prosegue". La serie tv è ambientata a Palermo tra fine anni '50 e primi anni '60 con al centro il lavoro del direttore e dei coraggiosi giornalisti che svelarono i legami della mafia con la società, anche al costo di rimetterci la vita. Recensione ❯
Archivi e memorie privati rievocano uno spazio di libertà in tempi repressione sessuale. Un documento di storia queer. Documentario, Francia, USA2022. Durata 97 Minuti.
Due donne raccontano gli arbori della trans-identità nell'America degli anni '50 e '60. Espandi ▽
Tra gli anni '50 e '60, in una residenza privata sui monti Catskills, nello Stato di New York, trovarono un posto segreto e riservato decine di donne transgender e uomini crossdressers, cioè con la passione per l'indossare abiti femminili. In quegli anni travestirsi era illegale, così come dichiarare la propria omosessualità, e tali incontri poterono avvenire solo tramite annunci personali pubblicati dalla rivista di nicchia "Transvestia". Battezzato "Casa Susanna" dal soprannome di uno dei suoi due promotori en travesti (Tito, detto Susanna, compagno di Maria, liberale parrucchiera di origini italiane), quel piacevole resort, teatro di incontri e anche spettacoli di female impersonators, in seguito chiuso, è richiamato alla memoria dalle testimonianze di due degli originali partecipanti a quelle riunioni e da familiari di frequentatori della casa.
Procedendo nel solco tracciato dal bellissimo e inusitato Les invisibles (2012), preziosa ricognizione nella clandestinità e nell'isolamento degli omosessuali francesi anziani, Sébastien Lifshitz aggiunge un nuovo capitolo alla sua opera di storiografia della comunità LGBTQ+, ovviamente molto prima che le distinzioni operate da questo acronimo fossero chiaramente espresse e chiare. Recensione ❯