| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Messico, Francia, Svezia |
| Durata | 83 minuti |
| Regia di | Michel Franco |
| Attori | Tim Roth, Charlotte Gainsbourg, Iazua Larios, Henry Goodman, Albertine Kotting Samuel Bottomley, James Tarpey, Monica del Carmen, Roberto Medina, Ricardo Rodríguez. |
| Uscita | giovedì 14 aprile 2022 |
| Distribuzione | Europictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,67 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 aprile 2022
Un viaggio di famiglia viene improvvisamente sconvolto da un'emergenza. In Italia al Box Office Sundown ha incassato 23,3 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Alice e Neil Bennet, eredi di una fortuna milionaria, si trovano in vacanza ad Acapulco con i figli di lei, quando una tragica notizia richiama urgentemente la famiglia a Londra. Pur colpito dalla circostanza, Neil finge di aver dimenticato il passaporto e di non potersi dunque imbarcare con loro sul primo volo. Noleggia invece un taxi e si fa portare in una stanza d'albergo d'infimo ordine, ad un passo da una spiaggia presa d'assalto da locali e turisti. Sedutosi su una sedia di plastica, con i piedi nell'acqua e un secchio di birre a disposizione, Neil pare non voler fare altro che restarsene così per sempre.
Michel Franco, dopo Nuevo orden, riaccende la sua cinepresa su una famiglia di borghesi sfacciatamente ricchi e ci pone in attesa del violento imprevisto che farà saltare gli equilibri.
Sappiamo, dall'immagine di apertura, che c'è una promessa di agonia nell'aria, un rigurgito di vita che boccheggia da una condanna a morte. Così sarà, ma il chi, il come, il cosa lo scopriremo solo col tempo. Ed è il tempo, questa volta, la contraddizione estrema che il film porta in scena: più sembra non passare mai, più appare una distesa sconfinata come il mare, più ticchetta rapido verso l'arresto, la sua fine.
Intanto il sole tramonta anche sul Messico che è stato e non è più: la violenza ha raggiunto e distrutto il paradiso in terra di Acapulco, facendone un luogo simbolo del declino dell'intero paese. Stavolta, però, il lavoro di Michel Franco sceglie una dimensione più intima per fare i conti con l'irruzione del caos, e la affida totalmente al corpo pallido e all'andatura dolente di Tim Roth.
Il suo personaggio, che nella prima parte del film è gestito con un minimalismo che lo arricchisce di aspettative, da un certo punto in avanti finisce purtroppo banalizzato: le immagini surreali dei suini assortiti, che sono l'origine della ricchezza dei Bennet e il presagio funesto del loro tramonto, contraddicono il minimalismo iniziale, tramutando rapidamente la scelta di semplicità esistenziale del personaggio in un miraggio quasi infantile e rendendo il film nel suo insieme più evanescente che etereo.
In fondo, Sundown potrebbe anche cominciare nel momento in cui finisce, e per questo ci lascia interdetti, spettatori pazienti di un affondo che non c'è, perché tutto rimane in superficie, sul pelo dell'acqua.
La lussuosa vacanza ad Acapulco di una famiglia di facoltosi imprenditori britannici viene interrotta da un lutto imporvviso che impone un tempestivo ritorno in patria. A questo si sottrae con una scusa Neil, lasciando la sorella ed i suoi due nipoti alle loro tristi incombenze per oziare ancora per un po' tra le assolate spiagge messicane. Quale riflesso di una visione della vita che fonda le relazioni [...] Vai alla recensione »
Un film in cui non succede quasi nulla può funzionare solo se mantiene alta la tensione per l'intera durata e poi chiude col botto. Invece l'ultima fatica del messicano Franco all'inizio ci incuriosisce, poi ci stanca e il finale ci delude. Muore la nonna e una famiglia interrompe la vacanza ad Acapulco per volare a Londra, tranne Neil, che finge di non trovare il passaporto e rimane a bighellonare [...] Vai alla recensione »