Memoria

Film 2021 | Drammatico,

Regia di Apichatpong Weerasethakul. Un film Da vedere 2021 con Tilda Swinton, Jeanne Balibar, Daniel Giménez Cacho, Juan Pablo Urrego, Elkin Díaz. Titolo originale: Memoria. Genere Drammatico, - Colombia, Tailandia, 2021, Uscita cinema giovedì 16 giugno 2022 distribuito da Academy Two. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche - MYmonetro 3,35 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 giugno 2022

Il viaggio di scoperta di una donna inglese in Colombia, attratta da un misterioso rumore che proviene da lontano. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a NSFC Awards, In Italia al Box Office Memoria ha incassato 8,4 mila euro .

Consigliato sì!
3,35/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,63
PUBBLICO 2,43
CONSIGLIATO SÌ
Weerasethakul porta il suo universo visivo, auditivo e formale in un paese straniero: nulla succede eppure tutto si compie.
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 15 giugno 2022
Recensione di Roberto Manassero
mercoledì 15 giugno 2022

Jessica, una donna inglese in visita alla sorella a Bogotà, viene attirata da un misterioso suono che la sorprende più volte: di notte, per strada, in un ristorante. È reale il suono o è solo nella testa di Jessica? La ricerca dell'origine dello strano fenomeno, prima da un medico poi in uno studio di registrazione, e la visita ad Agnes, archeologa che studia resti umani scoperti durante uno scavo, porta Jessica dalla città alla foresta, dove incontra un pescatore che le fa capire come ogni persona è connessa alle altre e le mostra ricordi di vite mai vissute. Rasserenata, Jessica accetta l'esistenza del suono, mentre la radio dà la notizia di un terremoto forse causato dal decollo di una navicella aliena...

Prima esperienza fuori dal suo paese per il regista tailandese Apichatpong Weerasethakul (Palma d'oro a Cannes nel 2010 con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti), che in una città e in una terra che non gli appartengono registra l'alienazione di una donna anch'ella straniera e la sua progressiva accettazione della totalità del cosmo.

La presenza di Tilda Swinton in Memoria connota il film come un'operazione arty, a metà tra il cinema d'autore e l'installazione audiovisiva. La trama pressoché inesistente, innescata e rilanciata dall'ascolto di un rumore indefinibile, e - per chi conosce i precedenti lavori del regista - l'abituale ricorso a uno stile rigoroso, con lunghi piani fissi, tempi dilatati, spazi architettonici e naturali ripresi da angolazioni che ne evidenziano le linee prospettiche e le relazioni formali con le figure umane, aumentano la consapevolezza di assistere a un'operazione di straordinario valore formale, che richiede una pazienza e un'attesa non abituali nell'esperienza della visione cinematografica comune (non a caso Memoria è solamente il secondo film di Apichatpong Weerasethakul distribuito in Italia, nonostante una carriera ormai più che ventennale e una fama festivaliera consolidata).

Artista amato e coccolato da festival e musei di tutto il mondo, autore capace di creare un immaginario legato alle influenze della cultura buddista e animista, alla meditazione e alla metempsicosi, all'eterno ritorno delle vite passate nel tempo presente e alla possibilità del cinema di cogliere lo scorrere del tempo in un senso non cronologico, con Memoria Apichatpong Weerasethakul ha saputo portare il suo universo visivo, auditivo e formale in un paese straniero (la Colombia) e qui raccontare un'esperienza di alienazione e scoperta che mette in discussione le certezze razionali di una donna (e con lei di tutti gli spettatori).

La protagonista Jessica vive immersa in uno spazio che non controlla e che la sorprende; il tonfo che crede di sentire proviene da un fuoricampo indefinibile e indefinito e ogni tentativo di risalirne all'origine è destinato a fallire. La stessa pratica dello scavo archeologico dell'amica Agnes, che isola frammenti di corpi cristallizzati nella terra e dal tempo, sembra fermarsi un passo prima della scoperta.

Per Apichatpong Weerasethakul, dunque, è l'idea del percorso di ricerca, della traiettoria, così come del viaggio (inteso come traccia narrativa, quando Jessica da Bogotà si sposta nella foresta pluviale) a incontrare il proprio limite di fronte alla grandiosità senza forma del cosmo. Ed è soprattutto l'illusione dell'uomo di dominare il mondo con la razionalità (con la mente, lo sguardo, l'orecchio) a essere messa a nudo.

È perciò nell'incontro con l'altro e nell'ascolto di una vita che sta oltre la ragione e la visione che Jessica, grazie al pescatore incontrato sulle rive di un fiume, trova finalmente la pace. Nella lunga scena in cui la donna siede a fianco dell'uomo, mentre questi, ricordando vite che non ha vissuto, muore e si risveglia, è la fissità della macchina da presa, unita alla durata del piano e alla posizione dell'asse di visione a sintetizzare l'idea di cinema di Apichatpong Weerasethakul. Per questo cineasta unico e misterioso, infatti, il cinema non è movimento, racconto o rappresentazione; il cinema è attesa, presenza di un evento, epifania.

Nella seconda parte di Memoria, nulla succede eppure tutto si compie. La memoria abbraccia il cosmo, che essendo una totalità senza forma non può che manifestarsi in maniera così ampia da diventare invisibile, inconoscibile in termini razionali. Jessica non è spettatrice di nulla, ma per una volta "sente" tutto: non come fino a quel momento ha sentito il tonfo, ma come immersa in un'esistenza collettiva di cui fa parte. Forse per questo alla fine di Memoria arrivano anche gli alieni: per offrire ironicamente una spiegazione all'inspiegabile; per aiutare gli umani - così sperduti e così illusi - a conoscere e sentire il mondo di cui fanno parte.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 21 giugno 2022
Sergio Dalmasso

Film noioso, inutile e lento. Tempi inutilmente dilatati.Anche tilda Swinton mi sembra sopravvaluatata ed inespressiva. Mi pare assurdo il riconoscimento al festival di Cannes, motivo per il quale ho speso i soldi del biglietto e perso alcune ore.

martedì 21 giugno 2022
Sergio Dalmasso

Il film è di una lentezza ed una noia insopportabili. Rimpiango i soldi per il biglietto ed il tempo perso. Il riconoscimento a cannes mi ha ingannato. Trama inverosimile. Anche Tilda Swinton mi sembra sopravvalutata. Sergio dalmasso

martedì 30 novembre 2021
maurizio d

Il film è di una lentezza insostenibile .Vi sono inquadrature che durano più di cinque minuti e non sono giustificate . La tragedia del popolo colombiano , durata più di trent'anni viene appena sfiorata . Si vedono solo i polizziotti che ai giorni nostri fanno il segno ok col pollice per rassicurare gli automobilisti . Sembrerebbe che le cause del malessere della protagonista [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 18 giugno 2022
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Abbiamo evitato finché abbiamo potuto. Era in concorso a Cannes nel 2021, una Palma d'oro il thailandese l'aveva già avuta con "Lo Zio Bonmee che si ricorda le vite precedenti" (incasso in quasi due mesi 120 mila euro, 46 mila nel primo fine settimana: non si può dire che gli spettatori entusiasti abbiano sparso la voce). Vinse comunque il premio della Giuria (convinta che il cinema sia arte, quindi [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 giugno 2022
Marco Contino
Il Mattino di Padova

In fondo, il destino di questo regista thailandese si nasconde proprio nella sinuosità del suo nome "sciogli-linguistico" da pronunciare tutto d'un fiato. Occorre esercitare la dizione e, poi, lo sguardo per entrare fino in fondo nel suo mondo, misterioso e fantastico, che fluisce da immagini dilatate in cui presente e passato si abbarbicano l'uno sull'altro in una visione al limite del panteismo. Anche [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 giugno 2022
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Una stanza di notte ripresa a macchina fissa, poi dopo che l'inquieto sguardo dello spettatore attende, lungamente, nel buio qualcosa che scuota quel pacioso long-take, domandandosi "e allora?", d'improvviso rimbomba un forte rumore sordo che sveglia d'improvviso una donna. La quale si alza lentamente dal suo letto e vaga nella penombra seguita dalla mdp.

giovedì 16 giugno 2022
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Un paio di decenni fa ripetere a memoria e scrivere correttamente il suo nome e cognome senza controllare era una sfida tra festivalieri: Apichatpong Weerasethakul. Thailandese, il suo sguardo misterico, sconcertante e attraente, su una storia d'amore riflessa negli occhi di una tigre aveva meritato nel 2004 il Premio della Giuria a Cannes per Tropical Malady.

giovedì 16 giugno 2022
Cristina Piccino
Il Manifesto

Jessica è una «straniera», di passaggio a Bogotà per regolare una serie di questioni dopo la morte del marito, la lingua del posto, l'atmosfera, il flusso delle giornate pure famigliari le appaiono all'improvviso «nuovi». In testa le risuona un'eco, non sono però le parole diverse dalle sue di quella realtà da scoprire e che forse la sorprende: questo tonfo muto, che esplode come un boato silenzioso [...] Vai alla recensione »

martedì 14 giugno 2022
Marco Grosoli
Film TV

Un suono, all'improvviso. Una piccola esplosione ovattata. Da dove viene? Dalla realtà o dalla testa di Jessica, la protagonista interpretata da Tilda Swinton? Come andando a tentoni in uno spazio che le è estraneo (in effetti siamo in Colombia, e lei è un'expat), Jessica insegue la risposta per tutto il film. Ma mentre Jessica cerca l'origine di quel suono, prima a Medellín e poi nelle solite foreste [...] Vai alla recensione »

domenica 12 giugno 2022
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Nel 2010 un artista e regista thailandese noto solo ai cinefili più estremi vinse Cannes con un film più bizzarro e visionario del suo titolo, "Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti. In giuria sedeva Tim Burton e quella palma inattesa fu messa sul conto del gusto per l'invenzione e la diversità culturale. Nel frattempo cinema e iv sono andati in direzione opposta esasperando la dittatura [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 dicembre 2021
Alvise Mainardi
NonSoloCinema

Jessica - Tilda Swinton - si reca a Bogotà, in Colombia, per visitare la sorella in ospedale, ma una notte viene svegliata da uno strano rumore, una specie di boom sonico, che la turberà al punto da non riuscire ad addormentarsi più. Ogni giorno è sempre più ossessionata dalla natura di quel suono rimbombante e dalla necessità di riprodurlo o ricondurlo a una spiegazione logica.

venerdì 23 luglio 2021
Peter Bradshaw
The Guardian

Con il suo primo film realizzato in inglese, su una donna straniera trapiantata in Colombia, il maestro tailandese forse conferma la sua arte. Apichatpong Weerasethakul ci offre il suo genere di esaltazione, la sua abolizione della gravità. Con uno stile pacatamente realista, riesce a convincerti che i morti e i vivi, il passato e il presente, il terrestre e l'alieno, esistono fianco a fianco.

martedì 20 luglio 2021
Eddie Bertozzi
Film TV

Un suono misterioso, disturbante, ricorrente. Un colpo, un tonfo difficile da definire, che esiste solo nella mente di Jessica, straniera in Colombia. La donna non riesce più a dormire, chiede aiuto a un ingegnere del suono, fa amicizia con un'archeologa. Incontra un uomo nella foresta, si scambiano memorie. Al debutto lontano dalla nativa Thailandia con una star del calibro di Tilda Swinton, Apichatpong [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Pier Maria Bocchi
Cineforum

La cosa che continua a sorprendere del cinema di Apichatpong Weerasethakul è la sua pervicace ostinazione a pretendere l'intervento fattivo dello sguardo dello spettatore. Esigentissimo e radicale fino ai confini del capriccio, l'autore thailandese chiede ancora oggi di guardare così a lungo e così a fondo che lo sguardo, inevitabilmente, ma anche splendidamente, si perde, cioè perde le misure, si [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

L'esordio in lingua inglese di Apichatpong Weerasethakul: il regista thailandese, Palma d'oro nel 2010 per «Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti», ha presentato in concorso a Cannes il suo nuovo lungometraggio, «Memoria», con protagonista Tilda Swinton. L'attrice inglese interpreta una donna che dalla Scozia arriva in Colombia: nel mezzo della natura sudamericana, dopo aver sentito un [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Una coltivatrice di orchidee (Tilda Swinton) si reca in Colombia, a Bogotà, a trovare la sorella malata. Incontra un'archeologa e un musicista, ma è turbata da rumori assordanti che ogni tanto sente che la rendono inquieta. Ma la conoscenza più importante la farà nella foresta. Tornando in Concorso dopo l'inattesa Palma d'oro 2010 con lo straordinario "Lo zio Boonmee", il regista thailandese rielabora [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Apichatpong Weerasethakul torna in concorso a Cannes 11 anni dopo la Palma d'Oro vinta con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti. In mezzo, oltre a vari corti e film collettivi, c'è stato lo straordinario Cemetery of Splendour, ospitato in Un Certain Regard. Il regista thailandese stavolta lascia la terra natia per la Colombia, dove inquadra l'esistenza di Jessica, botanica inglese ora [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
mercoledì 8 giugno 2022
 

Regia di Apichatpong Weerasethakul. Un film con Tilda Swinton, Jeanne Balibar, Daniel Giménez Cacho, Juan Pablo Urrego, Elkin Díaz. Da giovedì 16 giugno al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
martedì 7 giugno 2022
 

Dal vincitore della Palma d'Oro Weerasethakul un film ambientato nella Colombia degli Anni Settanta/Ottanta. Vai all'articolo »

winner
premio della giuria
Festival di Cannes
2021
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