Un documentario che racconta la storia di una giovane affetta da sclerosi multipla. Espandi ▽
Marine, 21 anni, scopre di avere la sclerosi multipla, una malattia autoimmune incurabile. Lo shock dell'annuncio, l'urgenza della situazione e la necessità di prendere una decisione sul trattamento da seguire, la spingono a trovare una soluzione dentro di sé. Decide di intraprendere un lungo viaggio iniziatico in 3 paesi: la Nuova Zelanda per riscoprire il suo corpo, la Birmania per calmare la sua mente e la Mongolia per riconnettersi con la sua anima. Attraverso esperienze indimenticabili, Marine si propone di incontrare se stessa e un nuovo equilibrio con questa malattia che lei soprannomina Rosy. Recensione ❯
La vita del pilota Tonino Benelli viene ripercorsa attraverso filmati di reportorio, interviste e fotografie. Espandi ▽
Docufilm ispirato alla vita del pilota Tonino Benelli il più piccolo dei sei fratelli, fondatori a inizio Novecento della leggendaria casa motociclistica di Pesaro. La vita privata dello spericolato pilota, le gare con le numerose vittorie e anche amare delusioni vengono ricordate attraverso immagini fotografiche, filmati di repertorio, interviste e ricostruzioni fiction opportunamente mixate. Recensione ❯
La famiglia Baldassarri, detti "diga" continua a portare avanti la tradizione della pastorizia. Espandi ▽
La pastorizia è una professione antica come il tempo. In un'epoca segnata dalla globalizzazione, alcune comunità di persone continuano a custodire questo sapere prezioso. Tra loro c'è la famiglia Baldessari di Bellamonte, detti "Diga". Sono transumanti da quattro generazioni, che in autunno lasciano la Val di Fiemme per cercare l'erba in pianura, ritornando solo a primavera. Ma per loro, al tempo del Covid, dell'iper-urbanizzazione e del ritorno dei grandi predatori, le regole del gioco sono cambiate. Recensione ❯
Erik Matti si inserisce nella tradizione dell'horror filippino con un piglio brillante e brioso che ispira simpatia. Horror, Filippine2021. Durata 110 Minuti.
Quattro episodi che spaziano dall'horror puro al gotico grottesco e ci portano in luoghi oscuri della natura umana che, scopriremo, può essere profondamente feroce. Espandi ▽
Il cinema dell’orrore filippino vanta una solida tradizione che risale alle opere di registi significativi come Gerardo De Leon ed Eddie Romero e passa attraverso autori più recenti come Chito S. Roño che hanno saputo rinverdire gli antichi fasti. Erik Matti, che si era fatto notare con il suo segmento nel film collettivo The ABCs of Death 2 e che vanta una carriera comunque densa e variegata, si inserisce quindi in un solco già ben tracciato e lo fa con piglio spavaldo e con la chiara intenzione di approfittare del format a episodi per variare toni e stili in modo da rendere vivace la visione. Caratteristico è anche l’inserimento, spesso con toni ironici, di elementi che richiamano pandemia e lockdown e che danno un forte senso di attualità al film. Nel complesso, un film che ispira simpatia per il piglio brillante e brioso che permette di superare alcune manchevolezze e difetti nella messa in scena. Ben aiutato da un cast efficace e dalla sceneggiatura di Michiko Yamamoto (sua frequente collaboratrice nonché moglie), Matti si dimostra un apprezzabile erede della tradizione orrorifica filippina. Recensione ❯
Una passeggiata in un giardino immaginario alla scoperta di Giorgio Bassani e del film di De Sica. Espandi ▽
"Dov'è il giardino dei Finzi-Contini? Non esiste, e non è mai esistito"
Una lunga passeggiata in un giardino immaginario. Lo spazio si anima di figure che con le loro parole restituiscono un ritratto di Giorgio Bassani e al contempo il racconto di un'epoca. Fra loro anche Dominique Sanda, protagonista del film che Vittorio De Sica trasse, non senza conflitti, da Il giardino dei Finzi-Contini. Recensione ❯
Una panoramica sul razzismo e sul sistema carcerario che necessita sempre di più di una riforma. Espandi ▽
Un documentario che getta nuova luce sulla duratura violenza e razzismo del sistema carcerario e mette in evidenza l'urgente e continua necessità di una riforma 50 anni dopo. Recensione ❯
Il ritratto della vita in frantumi di un attore. Espandi ▽
Michel è un cinquantatreenne che è uscito con fatica dalla dipendenza di eroina ed alcol e da quattro mesi è pulito. Ha un figlio adolescente e un altro di dieci mesi da una moglie da cui si è separato e che gli affida il piccolo pur dubitando della coerenza delle sue scelte. Suo padre poi è malato terminale e gli chiede aiuto per alleviare la sofferenza. Il poco più che trentenne Maxime Roy ha realizzato la sua opera prima mettendo in luce una maturità insolita sia sul piano professionale che su quello della partecipazione alle vicende umane di un personaggio considerevolmente distante da lui se non altro sul piano dell’età e delle esperienze di vita. Di percorsi di redenzione il cinema, nel corso della sua storia, ce ne ha mostrati tanti e questo si aggiunge posizionandosi nella parte alta della classifica di valore. Perché Michel vive il proprio tormento di compagno, di padre e di figlio con tutta la contraddittorietà necessaria, con il rischio di poter all’improvviso disperdere il patrimonio di autocontrollo faticosamente conquistato. Il suo bisogno di amare e di essere amato nonostante ciò che è e ciò che è stato si fa sguardi, gesti, emozioni. Recensione ❯
Una straordinaria interpretazione dona un documento importante sulla situazione dell'emancipazione femminile nel mondo. Drammatico, Indonesia, Francia, Singapore, Australia2021. Durata 95 Minuti.
Una ragazza indiana riceve diverse proposte di matrimonio ma dovrà scegliere tra queste e continuare i propri studi. Espandi ▽
Conosciamo Yuni mentre si spoglia, nella prima scena del film di Kamila Andini, ma la nudità del suo corpo non ci permette di sondare in maniera compiuta il suo animo. Le priorità e le scelte di Yuni rimangono un mistero, celato dall’evidente bellezza e dall’obbligo di indossare maschere inevitabili per sopravvivere nella società soffocante in cui si trova. In breve tempo la teenager che indossa magliette che inneggiano al “Girl Power”, o che discute di dettagli sessuali intimi con le proprie coetanee, dovrà confrontarsi con il ruolo impostole dalla società, che la valuta secondo parametri arcaici e antitetici alla biologia. Andini adotta uno stile semplice e dimesso per avvicinarci al punto di vista di Yuni senza preconcetti, lasciando il proscenio alla straordinaria interpretazione di Arawinda Kirana. La macchina da presa è puntata costantemente su di lei e su un volto che deve esprimere nel silenzio la moltitudine di pensieri contraddittori di una teenager in difficoltà. L’accelerazione dell’epilogo porta a qualche soluzione semplicistica, ma Yuni resta un documento importante della difficile transizione verso l’emancipazione in molte zone del mondo. Recensione ❯
Sitcom animata statunitense della Fox, in cui un padre single vive bizzarre avventure con la sua famiglia in Alaska. Espandi ▽
Gli episodi ruotano attorno al personaggio di Beef Tobin, padre single che vive in Alaska coi suoi quattro figli Judy, Wolf, Moon e Ham. Ancora alle prese con l'ex moglie Kathleen, il pescatore protagonista cerca di scendere a patti con i cambiamenti della propria vita, mentre la figlia Judy vorrebbe esplorare il mondo e Ham coltiva la propria passione per la cucina. Gli sforzi per tenere unita la famiglia sono a volte impegnativi, ma l'affetto che i personaggi protagonisti provano l'uno per l'altro è molto forte e si fa leitmotiv della serie. Recensione ❯
Un viaggio sonoro attraverso i fantasmi dell'infanzia Espandi ▽
Jean, il più giovane di una grande famiglia, è cresciuto in una comunità influenzata da Chris, una guida spirituale. Dopo aver ricevuto una cassetta da sua sorella, riscopre le voci e i suoni del suo passato e decide così di seguire le orme di Chris, solo per scoprire il segreto di famiglia. Recensione ❯
Il racconto della storia del capo dell'etichetta discografica Creation Records, Alan McGee, e di come un ragazzo di Glasgow cambiò per sempre la storia della cultura britannica. Espandi ▽
Alan McGee, nato a Glasgow nel 1960, da ragazzo sogna di diventare una rockstar come i suoi idoli David Bowie e Sex Pistols. Per inseguire una carriera musicale, nonostante la contrarietà dei genitori e specialmente del padre, si trasferisce dalla Scozia a Londra dove diventerà un produttore discografico. Fonda l'etichetta indipendente Creation Records con cui scopre e lancia gruppi come i Jesus and Mary Chain e i Primal Scream.
La vera svolta arriva però negli anni Novanta, ed è l'incontro con gli Oasis: ancora sconosciuti, li mette subito sotto la propria ala, e in breve diventano una delle più grandi band del Regno Unito. Per McGee, però, gestire il successo non sarà facile, tra lutti familiari, dipendenza da droghe sintetiche e una marcata tendenza all'autodistruzione.
Con uno stile vorticoso, il biopic su Alan McGee vuole restituire sia lo spirito febbrile del suo protagonista sia l'energia caotica di un'epoca. Tra ascesa, caduta e resurrezione, McGee emerge come un anti-eroe sempre pronto a reinventarsi, e che forse, infine, può sentirsi in fondo pacificato, sentendo di nascosto il padre canticchiare "Wonderwall", e ricordando quegli anni in cui la musica sembrava ancora poter cambiare il mondo. Recensione ❯