Mank

Film 2020 | Drammatico,

Regia di David Fincher. Un film Da vedere 2020 con Gary Oldman, Lily Collins, Amanda Seyfried, Charles Dance, Tom Burke, Arliss Howard. Cast completo Titolo originale: Mank. Genere Drammatico, - USA, 2020, Uscita cinema lunedì 26 aprile 2021 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche - MYmonetro 4,02 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vita dello sceneggiatore Herman Mankiewicz, scrittore dell'iconico film del 1941 Quarto Potere di Orson Welles Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 6 candidature a Golden Globes, 6 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 11 candidature e vinto 3 Satellite Awards, 12 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 1 candidatura a NSFC Awards, In Italia al Box Office Mank ha incassato 820 .

Consigliato assolutamente sì!
4,02/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA 3,99
PUBBLICO 3,58
ASSOLUTAMENTE SÌ
Molto più di un biopic sullo sceneggiatore di Quarto potere: un progetto personale e una riflessione sul cinema, tra passato e presente.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 30 novembre 2020
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 30 novembre 2020

Victorville, California, 1940. Lo sceneggiatore alcolizzato Herman J. Mankiewicz, temporaneamente infermo a causa di un incidente, si isola nel mezzo del deserto del Mojave con due assistenti per dar vita a uno script commissionato da Orson Welles, ventiquattrenne talento del teatro a cui la RKO ha dato carta bianca. Mankiewicz, detto Mank, cerca ispirazione tra i ricordi e rievoca eventi degli anni precedenti, che lo hanno visto spesso ospite del magnate William Randolph Hearst e al servizio del capo della MGM Louis Mayer. Tra questi le elezioni del 1934 per il governatore dello Stato, in cui simpatizzava per il candidato democratico dalle tendenze socialiste Upton Sinclair, apertamente osteggiato da Hearst e Mayer.

Una delle principali critiche mosse ai biopic, e in genere ai film con un cast smisurato, riguarda l'incapacità di regalare ai personaggi minori lo spessore psicologico necessario. Basterebbe la cura con cui in Mank ogni singolo comprimario è tratteggiato a rendere l'idea su quanto il film di David Fincher si allontani dal canone biografico e dalle sue mancanze.

Tanto da non poter nemmeno essere definito biopic, nonostante rechi nel titolo ad personam il soprannome con cui si faceva chiamare Herman J. Mankiewicz, co-sceneggiatore di Quarto potere. Fincher non racconta una parabola individuale, con il suo arco di ascese e cadute. Racconta la genesi del film più importante di sempre, la cui paternità è contesa: nel 1971 infatti il saggio di Pauline Kael Raising Kane offuscò il genio di Welles attribuendo il merito della sceneggiatura interamente a Mankiewicz.

Forse è per questo che nei titoli di testa di Mank David Fincher attribuisce i meriti dello script totalmente al padre Jack, che non riuscì mai a far realizzare il film dagli studios hollywoodiani. Grazie a Netflix, invece, Mank vede la luce. E con lui lo spaccato di un'epoca unica, quella d'oro del cinema hollywoodiano, apparentemente così lontana nel tempo e nelle abitudini dal 2020 in cui il film viene portato a termine e invece così affine.

Per farlo Fincher veste letteralmente la pelle di quella Hollywood, in un bianco e nero sfavillante, con scenografie che paiono estratte di peso da quelle sontuose produzioni cinematografiche. Quasi che il regista di Seven volesse trasportarci nella Xanadu autentica, in quel mondo dorato e crudele di cui Quarto potere rappresenta una critica e insieme una confessione di complicità e correità. Ma anche questo è un trucco.

Troppi sono i parallelismi con il presente per pensare che Fincher non abbia in parte ripensato Mank, trasformandolo in uno specchio deformato dei nostri tempi. La dissezione di Hollywood è effettuata attraverso il medium che più è accusato di decretarne la fine, ossia Netflix, la regina delle piattaforme VOD. La crisi economica che colpisce duramente l'industria dello spettacolo nel 1930 rivive 90 anni dopo nelle parole e nella preoccupazione di molti, sempre meno convinti che come allora l'industria possa risorgere dalle proprie ceneri come una fenice.

E infine la questione politica, con un candidato vicino a idee socialiste come Uptown Sinclair, abbandonato a se stesso dall'establishment di Franklin Delano Roosevelt e sconfitto a colpi di fake news, che ricorda troppo il Bernie Sanders del terzo millennio perché si tratti di un caso.

Ma Roosevelt non è il solo santino a cadere e frantumarsi in mille pezzi nella ricostruzione di Fincher: l'altro è Orson Welles, ritratto come un'arrogante e megalomane giovane promessa di Hollywood, che non si fa scrupoli a considerare come sua la sceneggiatura scritta da Mank. Un panorama desolante di uomini mossi da fama, potere e denaro in cui si salva solo Marion Davies, l'attrice amata da Hearst e rimastagli fedele fino alla fine. Un'ideale Dulcinea per un donchisciottesco sceneggiatore alcolizzato, alla disperata ricerca di una musa che possa restituirgli la purezza incontaminata del cinema e le sensazioni della più autentica polvere di stelle.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 dicembre 2020
Enrico Riccardo Montone

Nell'era del bianco e nero, Mank si diverte letteralmente nel grigio. Diretto da David Fincher da una sceneggiatura di suo padre Jack, Mank è incentrato sulla realizzazione di Quarto potere (Citizen Kane) - un film spesso votato come tra i più grandi di tutti i tempi - prendendo il nome dall'uomo che potrebbe aver scritto quel film da solo ma con tutti i meriti andati a Orson Welles.

domenica 6 dicembre 2020
Enrico Riccardo Montone

Nell'era del bianco e nero, Mank si diverte letteralmente nel grigio. Diretto da David Fincher da una sceneggiatura di suo padre Jack, Mank è incentrato sulla realizzazione di Quarto potere (Citizen Kane) - un film spesso votato come tra i più grandi di tutti i tempi - prendendo il nome dall'uomo che potrebbe aver scritto quel film da solo ma con tutti i meriti andati a Orson Welles.

sabato 5 dicembre 2020
vanessa zarastro

Quasi sempre quando un film parla di cinema è ben accetto dalla critica. Se poi parla di uno dei mostri sacri, ancora meglio! È il caso del film prodotto da Netflix dal titolo “Mank” - diminutivo che sta per Herman J. Mankiewicz (interpretato da Gary Oldman), sceneggiatore di “Quarto Potere” (“Citizen Kane” in originale) del 1941.

lunedì 28 dicembre 2020
amarolucano

un film dovrebbe avere il compito innanzitutto di intrattenere lo spettatore, questa pellicola per quanto elegante e curata l'ho trovata alquanto soporifera. Dialoghi difficili da sostenere e storia che non ho trovato quasi mai coinvolgente. Non è questo il David Fincher che preferisco.

sabato 1 maggio 2021
Marco

È un susseguirsi di battute e citazioni che dovrebbero dare peso al in quanto dotte a tutto il film,ma che risultano così noiose,e comunque così da addetti ai lavori da diventare un esercizio di stile. Dopo circa un'ora non ho piu retto e sono uscito. È un film targerizzato con un extratesto specifico. Magari sublime per chi vive di solo cinema,ma decisamente pesante [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 aprile 2021
BrunoPepi

MANK  (2020) USA - Regia: David Fincher Commedia/Drammatico/Storico Cast: Gary Oldman, Amanda Seyfried, Lily Collins, Tom Burke   Dover recensire questo film mi crea un certo imbarazzo in quanto, pur senza intenzione di degradarlo, mi sembra di andare contro corrente per quel che riguarda le critiche generali da cui ne scaturiscono.

martedì 29 dicembre 2020
Savatore

Un film molto ben fatto e studiato che ripercorre in chiave inedita le lunghe difficoltà incontrate per la sceneggiatura del capolavoro di Welles: Quarto Potere.Chiaro sin da subito la scelta del regista di fare un omaggio all'Epoca d'oro di Hollywood,fornendoci molti interessanti aneddoti di cinema e storia americana, tenuti molto bene insieme da una pungente, e ben scritta sceneggiatura.

martedì 22 dicembre 2020
Paperinik

Un tono di bianco e nero che promette da subito ampi e lunghi sbadigli. Dialoghi troppo densi e sagaci per non sapere di artificiosa leziosità. Una recitazione del protagonista che è un riciclo di Churchill. I personaggi sono tratteggiati bene e provocano un sano e genuino fastidio. Questione di gusti, per carità: ma io rimpiango il regista di Seven e Zodiac...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 10 novembre 2020
Natalia Aspesi
La Repubblica

Qualcuno lo considera il più bel film di sempre, i cinefili anche se quindicenni se lo sognano di notte, gli altri, gli umani, se l' han visto perché bisognava vederlo, ne sono rimasti atterriti: in Italia arrivò dopo la guerra, nel 1949, già ultrafamoso altrove dal 1941. Citizen Kane da noi prese giustamente il titolo Quarto potere perché di quel Kane, che adombrava William Randolph Hearst, il mogul [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 novembre 2020
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Un bianco e nero anni trenta così perfetto e smagliante che è quasi 3D, disteso però nell' ampiezza orizzontale del Cinemascope, un famoso backstage hollywoodiano intrecciato a una campagna elettorale che ha riflessi sul presente. È Mank, il nuovo film di David Fincher, uscito venerdì scorso in una manciata di sale Usa (quelle aperte), e in arrivo su Netflix il 4 dicembre.

giovedì 24 dicembre 2020
Fabio Canessa
Il Tirreno

Mank è Herman Mankiewicz, il grande sceneggiatore della Hollywood degli anni d'oro che ebbe la fama di genio sregolato. Attratto dall'alcool, dal gioco e dalle donne, vinse il premio Oscar per aver scritto "Quarto potere", il capolavoro di Orson Welles. Il film lo racconta proprio mentre, costretto a letto dopo un incidente d'auto, scrive in due mesi, con la massima libertà creativa, il copione che [...] Vai alla recensione »

sabato 5 dicembre 2020
Francesco Alò
Il Messaggero

Chi è l' autore di un film? Il regista. Chi è l' autore di Quarto Potere (1941) di Orson Welles? Lo sceneggiatore. Almeno secondo David Fincher ma soprattutto suo papà Jack, autore del copione di Mank, da ieri su Netflix. Si riscrive la creazione di un capolavoro dal punto di vista del vecchietto consumato da alcool e Hollywood («Ho solo 42 anni», protesta) che lo scrisse.

giovedì 29 aprile 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

Quando il giovanissimo Orson Welles lo chiama per scrivere la sceneggiatura di Quarto potere, il già leggendario Herman J. Mankiewicz era reduce da anni in cui, mescolando alcol e strafottenza, dava filo da torcere alle major cinematografiche, stringeva una grande amicizia con l' attrice Marion Davis e conosceva l' amante di lei, il principe della stampa William Randolph Hearst.

domenica 25 aprile 2021
Daniele De Angelis
Cineclandestino

C'è sempre un altro film da raccontare. Persino dietro un quintessenziale capolavoro come Quarto potere (1941) di Orson Welles, perfettamente attuale anche a distanza di ottant'anni dalla sua realizzazione. Del tutto consapevole di ciò, un autore del calibro di David Fincher - utilizzando uno script vergato da suo padre Jack Fincher, scomparso nel 2003 - aggiunge un altro tassello ad una filmografia [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 febbraio 2021
Francesco Belliti
Nocturno

Cos'è un intellettuale? E di chi è nemico? Nella più ottimistica delle previsioni e nelle speranze degli adepti, è l'unico baluardo contro il decadimento di un mondo assoggettato dai potenti ignoranti. Qualcun altro (l'attribuzione non è mai chiara), decisamente meno entusiasta e ormai disilluso, disse che l'intellettuale è l'ultimo nemico della borghesia e, allo stesso tempo, l'ultimo dei borghesi. [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 dicembre 2020
Gianni Canova
We Love Cinema

"Questa è un'attività in cui l'acquirente con i suoi soldi non ottiene altro che un ricordo. Quello che compra appartiene ancora a chi gliel'ha venduto. È questa la vera magia del cinema!": credo sia in questa frase, pronunciata da un esagitato Louis B. Mayer mentre cammina accompagnato dai due fratelli Herman e Joseph Mankiewicz, una delle vie più interessanti per accedere a un film complesso, stratificato [...] Vai alla recensione »

domenica 20 dicembre 2020
Alberto Baroni
Gli Spietati

Herman J. Mankiewicz è una corda tesa tra lo star system hollywoodiano e Orson Welles. La sensazione che permane per tutta la durata dell'ultimo lavoro di David Fincher prende forma nell'immagine di cui sopra: da una parte, abbiamo la cellula aliena all'industria dello spettacolo, il giovane artista che abita l'universo parallelo del Mercury Theatre (non a caso, la figura di Welles pare evanescente, [...] Vai alla recensione »

sabato 19 dicembre 2020
Marco Grosoli
Gli Spietati

«It's a dry house. The owner of the ranch doesn't permit alcohol»; alzati gli occhi a queste parole di Houseman, Mank si aggrappa disperato all'alzamalati, con gesto calcolatamente teatrale, in modo da fare alzare l'asticella del dramma interno alla scena. «Saved by the proverbial bell», ed ecco che arriva il cassone con le bottiglie clandestine, esattamente dove serve alla sceneggiatura per invertire [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 dicembre 2020
Gianluca Pelleschi
Gli Spietati

Mank è un bel film, alla fine, ma non si capisce bene che film sia. Quel che è certo è che il suo pubblico elettivo è composto da cinefili (scusate il termine) che sanno bene cosa sia Citizen Kane, conoscono altrettanto bene Orson Welles e Mankiewicz (ma sanno anche chi sono Marion Davies, Lederer, Mayer, Thalberg) e hanno un'infarinatura generale sul contesto socio-culturale-politico dell'epoca (Hearst, [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 dicembre 2020
Francesca Monti
Filmidee

Come tutti i labirinti di David Fincher, anche Mank offre diverse porte d'accesso. In molti, in questi giorni, hanno scelto di entrarvi dal cancello principale, ovvero la via del raffronto storico. Altri, invece, ne hanno messo in discussione l'operazione mimetica nei confronti del cinema degli anni Trenta. Infine, c'è stato chi ha analizzato le modalità attraverso cui il film di Fincher omaggia ed [...] Vai alla recensione »

domenica 13 dicembre 2020
Alessandra Levantesi
La Stampa

In onda su Netflix, Mank è un film intrigante su cui si potrebbe scrivere un libro tanti sono gli strati di lettura. Intanto il regista David Fincher si è basato su un copione rimasto nel cassetto del padre Jack (ora defunto), che nell' annoso dibattito su chi fosse il vero autore del copione di Citizen Kane aveva abbracciato la tesi "Herman Mankiewicz piuttosto che Orson Welles", facendo del primo [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 dicembre 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

Che bello, i critici se le suonano come ai vecchi tempi. Ma anche gli spettatori di «Mank», ennesimo colpo messo a segno da Netflix pigliatutto, non si tirano certo indietro: «Visto stanotte. Meraviglioso», «Bello ma faticoso. Primo tentativo fallito col mio ragazzo che dormiva e si svegliava continuamente. Poi siamo arrivati in fondo: merita», «Insopportabile», «Imperdibile», «Lo ammetto, sono una [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 dicembre 2020
Giovanni Spagnoletti
Close-up

" Mank è il nuovo film di David Fincher che racconta il periodo in cui Herman J. Mankiewicz, conosciuto da tutti come Mank, scrisse la sceneggiatura (poi firmata insieme ad Orson Welles) del film Quarto potere . Mank prende ispirazione da personaggi, fatti e incontri reali; romanzandone alcuni, riproducendone fedelmente altri" (dal trailer del film visibile da venerdì 4 dicembre su Netflix).

mercoledì 9 dicembre 2020
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Consiglio caldamente di vedere "Mank" da soli, a meno che non si abbia una compagna o un compagno cinefili, insomma interessati alla materia, capaci di cogliere gli infiniti rimandi disseminati da David Fincher in questo suo film per Netflix (dal 4 dicembre). Altrimenti sarà un tormento vederlo in compagnia, tra probabili sbuffi di noia e inviti a cambiare.

mercoledì 9 dicembre 2020
Antonio Monda
La Stampa

Mank, il nuovo film di David Fincher, sta creando un acceso dibattito all' interno del mondo del cinema per il racconto di come Herman Mankievicz abbia scritto Quarto Potere. Grande sceneggiatore con gravi problemi di alcoolismo, Mankiewicz venne relegato in una casa nel deserto californiano, con una governante che controllava che non bevesse: a detta degli autori di Mank scrisse tutto da solo, ma [...] Vai alla recensione »

martedì 8 dicembre 2020
Federico Pedroni
Duels.it

Due automobili attraversano strade polverose della campagna californiana. A bordo ci sono quattro personaggi: un'infermiera tedesca, un dattilografo inglese, John Houseman, storico collaboratore di Orson Welles dai tempi del Mercury Theatre, e Herman J. Mankiewicz, sceneggiatore arguto, sbarcato a Hollywood dopo una carriera da critico teatrale al «New York Times» e al «New Yorker», bevitore impenitente [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 dicembre 2020
Stefano Colagiovanni
Close-up

Sei anni dopo Gone girl - L'amore bugiardo, David Fincher torna - e, purtroppo non sul grande schermo! - con Mank, ovvero un corposo e audace finto biopic, non sulla vita, ma sull'impresa titanica, gloriosa e minacciata da ogni tipo di ostacoli, di cui fu autore Herman J. Mankiewicz, brillante scrittore che soffiò inchiostro vitale su quelle pagine bianche che divennero la sceneggiatura di Quarto potere [...] Vai alla recensione »

domenica 6 dicembre 2020
Teresa Marchesi
Huffington Post

Imboccando una minuscola traversa a ridosso dei Pier di San Francisco puoi ancora trovare un negozio che propone biciclette in affitto sotto un cartello geniale: "Rosebud was a bike". Rosebud era una bicicletta, non una slitta, come nell'ultima, rivelatrice inquadratura di "Citizen Kane", da molti considerato il più grande film di sempre. La strizzata d'occhio cinefila si estende all'insegna del negozietto: [...] Vai alla recensione »

sabato 5 dicembre 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

"Psycho" è un film del 1960 diretto da Alfred Hitchcock, con Janet Leigh, Anthony Perkins, John Gavin e Vera Miles Bello. Bellissimo. Da godere doppiamente perché celebra il cinema in un momento drammatico (basterà perché i puristi e i nostalgici stiano zitti? Indietro non si torna, e le piattaforme sono l' unica risorsa in questi tempi grami). Celebra la grande Hollywood degli anni 40.

venerdì 4 dicembre 2020
Stefano Giani
CineSalotto

Hollywood anni Trenta era una piscina di squali. Stranamente non erano solo i soldi a muovere gli appetiti dei pescecani. C'era il potere. La fama. Lo specchio delle brame condannato a dire chi era il genio del reame. Il meccanismo che pone l'uomo al centro di un universo, intorno al quale ruotano i pianeti. Visibilità. Egocentrismo. E Mank di David Fincher - già autore de L'amore bugiardo, Il curioso [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2020
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Quarto Potere, il capolavoro, del 1941 diretto, scritto, prodotto e interpretato, all' età di 25 anni, da Orson Welles, è stato giudicato il più bel film americano di sempre. È risaputo che dietro la figura del protagonista «Citizen» Kane si cela quella del magnate, dell' industria del legno e dell' editoria William Randolph Hearst. Che, infatti, mise in campo tutto il suo arsenale per boicottare la [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2020
Phil de Semlyen
Time Out

Le discussioni sul dubbio se Quarto potere sia o no il miglior film mai realizzato sono destinate a durare per sempre. Ma il miglior film su Quarto potere - e forse il miglior film in assoluto su un altro film - è senza dubbio arrivato. L'undicesima pellicola di David Fincher è una sontuosa lettera d'amore alla vecchia Hollywood in tutta la sua gloria, il suo cinismo e le sue selvagge stravaganze. Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2020
Leonardo Gandini
Cineforum

Provate per un attimo a far finta che un film come questo - per mille ragioni, dalla fotografia ai contenuti - non avesse come destinazione naturale ed inevitabile la sala cinematografica; sforzatevi di vedere, nella piattaforma che lo ospita, qualcosa di più di un intruso, un usurpatore sul trono e nel regno del grande schermo. Se ci riuscite, allora forse vi accorgerete che la piattaforma ospita [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2020
Serena Nannelli
Il Giornale

Esce oggi, su Netflix (che ha il merito di averlo prodotto concedendo massima libertà creativa), Mank di David Fisher (già regista di "Seven", "Fight Club", "The Social Network"), uno dei film più affascinanti dell'anno. Un'opera che non solo celebra la Hollywood dei ruggenti Anni 30, ma vi ritorna virtualmente e rende onore al dimenticato Herman Jacob Mankiewicz (un Gary Oldman da statuetta), lo [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2020
Marco Minniti
Asbury Movies

Quella della reale paternità della sceneggiatura di Quarto potere, co-firmata da Orson Welles e Herman J. Mankiewicz, è questione complessa e ancora oggi dibattuta. Nonostante la maggior parte degli studiosi sia concorde, attualmente, nell'assegnare parimenti al regista e allo sceneggiatore i crediti per lo script - che ottenne l'Oscar nel 1942 - restano vivi i dubbi sull'effettivo contributo dell'esordient [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 dicembre 2020
Alessandro De Simone
Ciak

Mank, ovvero Herman J. Mankiewicz, fratello maggiore di Joseph, che sarebbe poi diventato uno dei più grandi cineasti della storia del cinema, da Eva contro Eva a Cleopatra. Herman J. era invece uno sceneggiatore, dal talento altrettanto straordinario, pari solo al suo amore per la bottiglia. Sotto contratto con la MGM negli anni Trenta, ha lavorato in carriera a un centinaio di film, tra cui anche [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 dicembre 2020
Ilaria Falcone
NonSoloCinema

David Fincher per il suo 11° film (dopo Gone Girl del 2014) chiama a raccolta i cinefili di tutto il mondo, li fa accomodare e gli serve da bere intrattenendoli nel mondo del cinema - inteso nella sua complessità culturale, politica, commerciale e sociale - degli anni 30 e 40. Il 24nne Orson Welles (Tom Burke) da poco si è dedicato al cinema, i produttori - la RKO - gli hanno lasciato carta bianca, [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 dicembre 2020
Lorenzo Rossi
Cineforum

«È un'attività in cui l'acquirente con i soldi ottiene solo un ricordo. Ciò che compra appartiene ancora a chi l'ha venduto. Questa è la vera magia del cinema». Louis B. Mayer descrive così ai fratelli Mankiewicz come funziona e che cosa sia la (sua) Mgm e in senso più esteso lo studio system, è il 1934, Hollywood si chiama ancora Hollywoodland e la golden age sta raggiungendo il suo apice.

giovedì 3 dicembre 2020
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Rosabella. È una delle battute più famose di sempre, l'ultima parola pronunciata da Charles Foster Kane in punto di morte. Che cosa rappresenta? Uno slittino appartenuto all'infanzia, l'ultimo ricordo innocente prima di essere travolto dall'ambizione. Il titolo era Quarto potere, forse il miglior film di sempre, diretto e interpretato nel 1941 da Orson Welles.

giovedì 3 dicembre 2020
Gabriele Porro
Cult Week

Nella scena forse più classica e al tempo stesso "esagerata", ma anche visivamente più riuscita, di Mank, Herman J. Mankiewicz, lo sceneggiatore di Quarto potere di Orson Welles, fratello di Joseph Leo regista di Eva contro Eva e Cleopatra, visibilmente in preda ai fumi dell'alcool e reggendosi a mala pena in piedi, rivela che alla base della sua complessa tessitura, ispirata alla biografia del magnate [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2020
Roberto Manassero
Film TV

«Il sistema produttivo delle grandi case di produzione spesso faceva sentire gli sceneggiatori dei cittadini di seconda classe, per quanto buona fosse la paga. Si sfogavano ridendoci sopra, naturalmente; quando Hollywood era ancora un posto divertente, in buona parte era merito loro. Ma sostanzialmente, molti di loro erano amareggiati e delusi. E nessuno era più amareggiato, più deluso, e più divertente [...] Vai alla recensione »

domenica 29 novembre 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

La Hollywood degli anni 30-40 vista da uno sceneggiatore alcolizzato e geniale, Herman J. Mankiewicz, che passa tre mesi a letto con una gamba rotta e un armadietto pieno di whisky assistito da una giovane stenografa e da una tedesca tuttofare per scrivere un (futuro) capolavoro: "Citizen Kane" cioè "Quarto potere" di Orson Welles. Scolpito in un bianco e nero che ricrea con più perfezione che pathos [...] Vai alla recensione »

domenica 29 novembre 2020
Pietro Masciullo
Sentieri Selvaggi

Ripartiamo, come spesso ci accade, da una frase di Truffaut. Sì, perché l'ultimo film di David Fincher scala le vette più alte e rarefatte della storia del cinema - la ricostruzione del processo di scrittura di Quarto potere come reliquia sacra da maneggiare con estrema cura - e nel contempo diventa l'opera forse più lucida per comprendere le nuove dinamiche distributive delle piattaforme streaming. [...] Vai alla recensione »

domenica 8 novembre 2020
Alessandro Aniballi
Quinlan

In un momento storico come quello attuale, tragico e sconvolgente per tantissimi aspetti, c'è una questione che ci riguarda in prima istanza: il cinema, attualmente, non esiste. Non c'è, è sparito, è chiuso, in attesa di tempi migliori, in attesa di sconfiggere il virus. E poi, come sarà il cinema dopo? Esisterà ancora? Mank di David Fincher non risponde direttamente a questa domanda, ma in qualche [...] Vai alla recensione »

sabato 7 novembre 2020
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

All' undicesimo film, David Fincher trasforma la sceneggiatura che il padre Jack, scomparso nel 2003, scrisse trent' anni fa. Disponibile su Netflix dal prossimo 4 dicembre (un approdo limitato in sala era previsto per il 13 novembre), Mank traduce la passione cinefila dei Fincher in uno stilizzato affresco in bianco e nero che contempla la genesi di quello che è unanimemente considerato "il" capolavoro [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 novembre 2020
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Considerato da molti il miglior film di sempre, Quarto potere (Citizen Kane) di Orson Welles ricevette 9 candidature all'Oscar, vincendone solamene uno: quello per il miglior script originale, firmato da Herman J. Mankiewicz e (ma era vero?) dallo stesso Welles. David Fincher riesce finalmente a trasformare in film la sceneggiatura scritta dal padre (Jack, morto nel 2003) e realizza per Netflix (disponibil [...] Vai alla recensione »

NEWS
OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

Il direttore della fotografia si aggiudica l'Oscar per il suo lavoro nel film di David Fincher. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

Il premio va a Donald Graham Burt e Jan Pascale per il loro lavoro nel film su Mankiewicz diretto da David Fincher. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

È trionfo. Avviene l’inimmaginabile al Dolby Theater. Parasite (guarda la video recensione) è il primo film non in lingua inglese di sempre ad aggiudicarsi l’Oscar più ambito, quello come miglior lungometraggio. [...]

NEWS
mercoledì 21 aprile 2021
 

La vita dello sceneggiatore Herman Mankiewicz, scrittore dell'iconico film del 1941 Quarto Potere di Orson Welles. Vai all'articolo »

NETFLIX
lunedì 30 novembre 2020
Emanuele Sacchi

Il film sullo sceneggiatore di Quarto potere diventa per Fincher un progetto personale e una riflessione sul cinema, tra passato e presente. Dal 4 dicembre su Netflix. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 22 ottobre 2020
 

Regia di David Fincher. Un film con Gary Oldman, Lily Collins, Amanda Seyfried, Charles Dance, Tom Burke. A novembre al cinema e dal 4 dicembre su Netflix. Guarda il trailer e il poster »

TRAILER
giovedì 8 ottobre 2020
 

David Fincher racconta la vita di Herman Mankiewicz, sceneggiatore dell'iconico film del 1941 Quarto Potere di Orson Welles. Dal 4 dicembre su Netflix. Guarda il trailer »

GALLERY
lunedì 7 settembre 2020
 

David Fincher dirige Mank - un progetto dalla lunghissima gestazione per lui - con la sceneggiatura originale che venne scritta da suo padre Jack Fincher prima della sua morte, avvenuta nel 2003. Gary Oldman veste i panni dello sceneggiatore di Quarto [...]

winner
miglior fotografia
Premio Oscar
2021
winner
miglior scenogr.
Premio Oscar
2021
winner
miglior scenogr.
BAFTA
2021
winner
miglior attrice non protag.
Satellite Awards
2021
winner
miglior fotografia
Satellite Awards
2021
winner
miglior scenogr.
Satellite Awards
2021
winner
miglior colonna sonora
Critics Choice Award
2021
winner
miglior scenogr.
Critics Choice Award
2021
winner
film dell'anno
AFI Awards
2021
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