Oh Mercy!

Film 2019 | Drammatico, 119 min.

Titolo originaleRoubaix, une lumière
Titolo internazionaleOh Mercy!
Anno2019
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata119 minuti
Regia diArnaud Desplechin
AttoriRoschdy Zem, Léa Seydoux, Sara Forestier, Antoine Reinartz .
TagDa vedere 2019
DistribuzioneNo.Mad Entertainment
MYmonetro 3,91 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Arnaud Desplechin. Un film Da vedere 2019 con Roschdy Zem, Léa Seydoux, Sara Forestier, Antoine Reinartz. Titolo originale: Roubaix, une lumière. Titolo internazionale: Oh Mercy!. Genere Drammatico, - Francia, 2019, durata 119 minuti. distribuito da No.Mad Entertainment. - MYmonetro 3,91 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una signora anziana viene brutalmente assassinata. Il capo della polizia indaga sul caso. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Cesar, 4 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards,

Consigliato assolutamente sì!
3,91/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,82
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Desplechin firma un polar metafisico che trascende la città e l'affare criminale.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 24 maggio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 24 maggio 2019

La notte di Natale, il commissario Daoud segnala una vettura in fuoco lungo la strada e prende servizio alla centrale di Roubaix. Louis, nuova recluta fresca di diploma, sonda il nuovo territorio e osserva con ammirazione il suo commissario, un uomo carismatico e pieno di umanità che conosce perfettamente il suo mestiere e la sua città, che si fida del suo istinto e non giudica mai i suoi interlocutori. Un omicidio sordido sconvolge la città. Una vecchia signora è stata assassinata e i sospetti cadono sulle due vicine, Claude e Marie, giovani donne alcolizzate e perdute. Daoud e Louis le interrogano decisi a venire a capo del delitto.

A Roubaix ancora una volta e proprio il giorno di Natale, il periodo di Racconto di Natale. Ma è in un'altra famiglia che si introduce questa volta Arnaud Desplechin, apparecchiando le scrivanie di un'équipe di poliziotti e del loro commissario occupati a risolvere un caso di omicidio.

Oh Mercy! affonda le radici in un fatto di cronaca avvenuto a Roubaix nel 2002 e si ispira al documentario per la televisione di Mosco Boucault (Roubaix, Commissariat central). Attraverso il suo personaggio, lontano dagli stereotipi del poliziotto al cinema, e alle sue deambulazioni notturne, il regista fa un ritratto di Roubaix, la città dove è nato, cresciuto e ha girato tre dei suoi film (Racconto di Natale, I miei giorni più belli, I fantasmi d'Ismael).

Noir con la luce nel titolo originale, Roubaix, une lumiére, reintegra il suo cinema col sociale, fuggito a gambe levate per i libri, le lettere, i fantasmi. Il film dispiega una straordinaria rete di relazioni tra gli elementi del quotidiano, osservati in tutta la loro triviale materialità. Al debutto dispone i frammenti di vita di una città del nord della Francia, depauperata all'estremo, dove crimini e delitti prosperano, poi, progressivamente, quella circolazione caotica di frammenti (una rissa, un tentativo di frode all'assicurazione, una fuga, uno stupro, un incendio volontario) si allinea e cristallizza intorno all'assassinio di una donna. Dopo aver messo insieme brani di informazioni e di emozione, di comprensione del funzionamento della città e della polizia chiamata a tenerne l'ordine, il film infila una lunga traiettoria investigativa ostinatamente decisa a emergere la verità sul delitto commesso sul fondo di una corte miserabile.

Questa maniera singolare di procedere, sul piano della costruzione del racconto, e questo processo intrigante, che combina insieme descrizione sociologica ed esigenza astratta e totale di verità, sono coerenti con l'idea alta che veicola da sempre il cinema di Arnaud Desplechin: la ricerca inflessibile, etica e necessaria dell'assoluto. Alla realizzazione del processo intervengono due contributi maggiori.

Il primo è quello degli attori, a cominciare dal commissario compassionevole di Roschdy Zem, convinto che la gente nasca buona e che la società finisca poi per corromperla. Senza una sola azione spettacolare se non quella della parola, il suo commissario si impone come un vero eroe, una sorta di poliziotto e di essere umano ideale. Léa Seydoux e Sara Forestier, mirabile nel ruolo di una giovane donna che non ha mai avuto nient'altro che l'amore per la sua compagna e che è terrorizzata all'idea di perderlo, sono simmetriche e differenti nelle loro performance senza pathos e senza acuto. Nella loro catartica confessione, nella spossante prova di ricostruzione del loro crimine cova una forma superiore di ricerca della verità.

Il secondo contributo bisogna sperimentarlo direttamente in sala e a due palmi dallo schermo dove i fotogrammi arrivano prima con tutta la potenza e tutta l'attenzione al reale, all'umano e al sociale che Desplechin ha racchiuso nel suo film. È una questione di parole e di parola, quella che da sempre intriga l'autore. La polizia come la legge mette le parole sulle cose, verbalizza, stende verbali, interroga e fa parlare mostrando come far parlare un presunto colpevole. Quelle parole scrivono la storia. Non sono affettate e nemmeno gentili, ma riflettono una calma accorta. I poliziotti di Desplechin sono impeccabili nella scelta della distanza, delle parole e dei gesti. Quella sensibilità disinnesca tutte le violenze supplementari che compromettono le relazioni quando i poliziotti intervengono nella vita come nella maggior parte dei film.

Antitetico al racconto noir, per sua natura pessimista e cinico, Oh Mercy! pratica una saggezza misteriosa e un'attenzione umana propriamente politica. Due attitudini che permettono al protagonista e al suo autore di giungere alla verità. Quella dei fatti e quella che regola i rapporti tra gli esseri umani. Davanti a due donne emarginate che uccidono come in un romanzo di Dostoevskij ("Delitto e castigo"), pietà e magnanimità hanno l'ultima parola. Desplechin trascende la materia, la città e l'affare criminale, firmando un polar metafisico. Un film di genere e un film d'autore.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 25 maggio 2019
Massimo Causo
Duels.it

Un canto di Natale, temperatura noir, caratura polar, composizione Desplechin, dove quindi la figura e lo sfondo dialogano, danzando un paso doble tra soggettività e coralità che tiene il ritmo dell'insieme. Luci calde di solitudine nella notte e ingrigite di indifferenza di giorno: le strade di Roubaix, nelle Fiandre francesi, sono un reticolo di umanità intristita dalla miseria, che il commissario [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2019
Francesco Boillé
Internazionale

Desplechin, figlio della nouvelle vague e poco distribuito in Italia, si cimenta qui in un bel film su una squadra di polizia, come abbiamo già scritto a proposito de Les misérables, guidata da un agente di origini magrebine. Il film comincia proprio negli ambienti dell'immigrazione ma poi si muta in un originale e inatteso lavoro quasi intimista, delicato a tratti, tra il poliziotto e due giovani [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Desplechin ha sempre avuto uno sguardo particolare su Roubaix. Ma più che raccontare la dimensione concreta dei luoghi, la realtà di quegli spazi di confine, ha messo in mostra film dopo film una sua idea della città natale, una visione particolare filtrata attraverso la prospettiva dei sentimenti, delle impressioni o dei ricordi. Una Roubaix singolare, proiezione e riflesso delle vite dei protagonisti, [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Emanuela Martini
Film TV

Umano come Maigret, ma solitario e malinconico come i poliziotti di Melville, l'ispettore capo Daoud attraversa le strade e le notti di Roubaix districando colpe e menzogne, disastri famigliari e degradi sociali con la comprensione triste di chi ha visto disgregarsi la città dov'è cresciuto e dov'è rimasto quando la sua famiglia è ritornata in Algeria.

giovedì 23 maggio 2019
Daria Pomponio
Quinlan

Roubaix, una notte di Natale. Il commissario Daoud gira per la città che lo ha visto crescere. Auto bruciate, alterchi ... Alla stazione di polizia è appena arrivato Louis Coterelle, un neo-laureato. Daoud e Louis affronteranno l'omicidio di una vecchia signora. Due giovani donne sono sotto accusa: Claude e Marie. Povere, alcolizzate, innamorate. Indagatore instancabile, scientifico ma affettuoso, [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Arnaud Desplechin appartiene alla generazione precedente: il suo Comment je me suis disputé (ma vie sexuelle), che aveva lanciato Mathieu Amalric, era stato una specie di manifesto della gioventù borghese parigina degli anni 90. I suoi film spesso si rimandano l'un l'altro, come temi e personaggi, ma a volte il regista si prende delle vacanze verso altri mondi.

giovedì 23 maggio 2019
Chiara Borroni
Cineforum

Una città, le sue luci, le sue ombre, un commissario di polizia, un omicidio. Un polar. Roubaix, une lumière è un polar. E basta. Un film di genere puro attraverso il quale Arnaud Desplechin rimette in gioco tutto il suo cinema. Magistralmente. Desplechin, che ha sempre giocato con i generi mescolando e stratificando elementi e toni, questa volta compie l'operazione inversa.

giovedì 23 maggio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Matthias & Maxime, nuova prova del figliol prodigo Xavier Dolan, tornato sulla Croisette dopo qualche lacrima e l'autoesilio a Venezia. Il trentenne regista québécois fa baciare gli eponimi amici d'infanzia per gioco, anzi, per un filmino amatoriale e poi sta a guatare le conseguenze relazionali, lavorative e personali. Maxime, vistosa voglia sul viso e Australia nell'immediato futuro, lo interpreta [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

A Roubaix, città natale e di infanzia del regista, avvengono in percentuale crimini come in nessun altro posto della Francia. Il film ci catapulta in una notte già agitata, dove operano un commissario di polizia e il suo assistente. I due, tra i tanti interventi, sono chiamati ora a risolvere un omicidio di una signora anziana. Le sospettate sono due giovani donne, che sono anche una coppia.

mercoledì 22 maggio 2019
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Dopo il non esaltante I fantasmi d'Ismaele (2017), il sempre interessante Arnaud Desplechin cambia sostanza e (ri)trova gusto con Roubaix, une lumière, polar eterodosso in Concorso a Cannes 72. Interpretato con empatia e assertività da Roschdy Zem, l'ispettore capo Daoud indaga sulla città dove è arrivato dal Maghreb a 7 anni, ha studiato e s'è fatto uomo, e pure saggio: auto incendiate a scopo assicurazio [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 2 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Hollywood molla la presa, dopo un semestre in cui i film americani hanno stra-dominato in tutti i mercati e i film locali tornano a far sentire la propria voce. Il viaggio nei mercati cinematografici minori oggi inizia dal Portogallo, dove in testa [...]

winner
miglior attore
Cesar
2020
winner
miglior attore
Lumiere Awards
2020
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