Maternal

Film 2019 | Drammatico

Regia di Maura Delpero. Un film con Lidiya Liberman, Renata Palminiello, Denise Carrizo, Agustina Malale, Marta Lubos. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Argentina, 2019, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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La storia di tre donne a confronto con maternità e religione.

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Le differenti prospettive dell'essere donna messe in campo con rara astrazione e sobrietà.
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 9 agosto 2019
Recensione di Emanuele Sacchi
venerdì 9 agosto 2019

Buenos Aires. Lu e Fati sono madri adolescenti che vivono in una casa famiglia religiosa. Dall’Italia arriva Suor Paola, in procinto di prendere i voti perpetui. L’incontro tra le tre donne e il loro rapporto con la maternità scateneranno reazioni inaspettate.
Adolescenze strappate bruscamente al flusso naturale della crescita, donne che sono ancora ragazze e già madri.

Maura Delpero parte da qui, dalla resa quasi documentaristica di questo contrasto, per arrivare a esplorarlo a un livello quasi sensoriale.

L’idea è quella di rappresentare un luogo in cui convivano oggetti, sensazioni e persino odori apparentemente inconciliabili tra loro. Ma calando la realtà scissa e schizofrenica di queste ragazze madri nel contesto di un convento di suore, l’ossimoro si sposta su un livello ulteriore: da un lato si trovano le ragazze inadeguate a essere madri, dall’altro le donne che hanno scelto di non diventarlo, benché nel caso di Paola la volontà recondita sembri affermare tutt’altro.

Quello di Paola è il personaggio chiave di Maternal, evidentemente destinato a scardinare equilibri faticosamente raggiunti. Una suora giovane e bella, in procinto di prendere i voti perpetui, a cui basta sciogliere i capelli per diventare sensuale e insieme virginale. Un’immagine che rimanda inevitabilmente a Maria e alla sua peculiare maternità, differente da ogni altra.

Ma Delpero ha il merito di muoversi con sobrietà attorno a queste suggestioni, senza lasciarsi andare alla retorica. In questo forse l’aiuta il suo background di regista di documentari, che approda solo ora al cinema di finzione e reca in dote una capacità di astrazione e uno sguardo realista e rigoroso. La sequenza della festa, in cui l’irrequieta Lu esibisce il proprio corpo e balla ritmi sensuali in un luogo dedicato a tutt’altro, è esemplare in questo senso.

Delpero mette in scena, con astrazione rara, le differenti prospettive dell’essere donna, la comprensione reciproca e silenziosa, i non detti che prevalgono su quanto è platealmente esposto. Nel modello di famiglia cristiana, ribadito dall’insegnamento delle suore, manca un elemento: il Padre, la figura maschile, evocata solo fuoricampo, come un rumore di fondo, un disturbo necessario che ha da tempo abdicato alla sua funzione centrale nella comunità collettiva.

L’anacronistico microcosmo dello hogar, scrutato con occhio clinico, diviene quindi il luogo di elezione del libero arbitrio, un limbo in cui le scelte di vita e le inevitabili conseguenze finiscono per convivere con il loro opposto. Una tensione spirituale e narrativa che Delpero eleva nella sequenza conclusiva, con un’inquadratura ricorrente e frontale dello hogar, mentre suora e bambina attraversano il corridoio che separa sacro e profano.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 9 agosto 2019
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

L'unica opera italiana inserita nel concorso internazionale del Locarno film festival è diretta da Maura Delpero che presenta Hogar (Maternal), ambientato dentro un centro di accoglienza di Buenos Aires gestito dalle suore. L'Argentina è un paese dove la pratica dell'aborto è ancora vietata, con tutta una serie di problematiche legate alla gestione di maternità indesiderate che spesso coinvolgono ragazze [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 9 agosto 2019
Emanuele Sacchi

Arriva a Locarno il film di Maura Delpero, unico titolo italiano selezionato per il Concorso Internazionale. Vai all'articolo »

VIDEO RECENSIONE
venerdì 9 agosto 2019
 

La regista mette in scena le differenti prospettive dell'essere donna con sobrietà e astrazione rara. Recensione di Emanuele Sacchi, legge Roberta Azzone. Guarda la video recensione »

[LINK] FESTIVAL
giovedì 18 luglio 2019
Emanuele Sacchi

Cambio di direzione artistica e cambio di location per la relativa conferenza stampa milanese. Si passa dal consolato svizzero al nuovo Palazzo del cinema, che è andato a rimpiazzare nel cuore e nelle abitudini dei milanesi il glorioso Anteo, collocato [...]

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