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Good Omens, un cast d’eccellenza racconta questo anomalo buddy movie

Incontrati a Londra, i protagonisti parlano dell'apocalittica serie TV. Disponibile su Amazon Prime Video.
di Andrea Fornasiero

Good Omens

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Michael Sheen (50 anni) 5 febbraio 1969, Newport (Gran Bretagna) - Acquario. Interpreta Aziraphale nel film di Douglas Mackinnon Good Omens.
martedì 4 giugno 2019 - prime video

L'apocalisse semi-seria di Neil Gaiman, Good Omens, tratta dal romanzo omonimo che l'autore aveva scritto insieme a Terry Pratchett, torna in vita in un adattamento coprodotto tra Amazon Prime Video e BBC che vanta un cast a dir poco eccezionale. I protagonisti, ossia l'angelo Aziraphale e il demone Crowley che collaborano per fermare l'Armageddon, hanno il volto rispettivamente di Michael Sheen e David Tennant, il primo tra i migliori attori inglesi della sua generazione e il secondo amatissima star televisiva dal Doctor Who a Jessica Jones. Li abbiamo incontrati insieme al resto del cast a Londra, ci hanno raccontato di conoscersi da tempo e Tennant ha spiegato:

Non avevamo mai lavorato insieme, siamo stati nello stesso film, ma mai nella stessa scena. Credevo di sapere come Michael avrebbe affrontato le cose e pensavo che fossimo simili nel nostro approccio. Poi però ho realizzato che non lo conoscevo davvero e poteva essere un disastro.

Quindi Sheen ha aggiunto: "Normalmente veniamo considerati per lo stesso tipo di parti, quindi è stato insolito avere questa occasione di fare coppia. Sono arrivato sul set come un fan di David, sapevo che sarebbe stato brillante e avrei dovuto dare il meglio di me. Inoltre la dinamica tra i personaggi è già scritta così bene nella sceneggiatura che entrambi abbiamo cercato di servire il testo al nostro meglio. È stato come cavalcare insieme l'onda di questa buona scrittura. Nella prima scena che abbiamo recitato siamo insieme su una panchina con un lungo dialogo e quindi abbiamo dovuto subito prendere le reciproche misure". E conclude Tennant: "Iniziare sulla panchina è stata la cosa migliore per noi, ha subito definito i nostri personaggi".

Tennant ha subito riconosciuto di essersi ispirato alle rockstar per le movenze di Crowley: "Il mio stile come demone credo è un po' rock'n'roll, ma è difficile razionalizzare perché si fanno certe cose, spesso semplicemente si provano e si vede se funzionano". Sheen invece ci ha parlato più approfonditamente del rapporto tra l'angelo e il demone: "Per me la parte più difficile è stata quando i nostri personaggi sono divisi, perché la loro è una sorta di love story. Aziraphale e Crowley sono principalmente innamorati del mondo e dell'umanità, ma in certo senso pure l'uno dell'altro anche se non l'ammetterebbero mai. Di base è un buddy movie, ma credo il rapporto tra i due che vada un po' più in profondità...".


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In foto una scena della serie TV Good Omens.
In foto una scena della serie TV Good Omens.
In foto una scena della serie TV Good Omens.

Nel cast, in un ruolo molto espanso rispetto al romanzo dove è nominato di sfuggita, troviamo anche Jon Hamm, nei panni dell'arcangelo Gabriele: "Segue il piano divino, il suo compito è consegnare l'Armageddon. È come quei capi sul lavoro che tutti hanno avuto e tutti odiano, perché pensano di saperne più di te, ma non hanno idea di cosa stiano davvero parlando. Gabriele non frequenta l'umanità, non la conosce".

L'attore non manca poi di sottolineare quanto sia importante la firma di Gaiman su questo progetto: "Credo che se Neil non fosse stato lo showrunner l'aggiunta del mio personaggio non sarebbe stata gradita, ma visto che c'è lui il pubblico non si fa problemi. Il nostro Good Omens è una sorta di aggiornamento 2.0 del romanzo, una versione estesa firmata da uno degli autori con la benedizione dell'altro. Infatti quando l'abbiamo presentato al New York Comicon il pubblico era entusiasta - e di certo aiutava che sul palco ci fosse il Doctor Who. Lì mi sono accorto che c'era davvero una grande aspettativa mondiale per questo progetto".

Impossibile non chiedergli della sua carriera dopo Mad Men, che sembra sempre più orientata a ruoli leggeri: "Quando Mad Men è diventato un successo ho avuto molte proposte per parti dove fumavo e indossavo completi e cappello. La mia risposta era: lo faccio già nel mio lavoro, non voglio farlo anche nel resto del tempo. Il divertimento di essere un attore è poter fare cose diverse. Per cui avere avuto parti stupide o buffe è stata una grande occasione, ringrazio in particolare Lorne Michaels e Tina Fey che per primi mi hanno dato questa opportunità su 30 Rock. Grazie a questa chance ora ho una credibilità sia drammatica sia comica".

La leggerezza sembra fare bene anche alla bellissima latinoamericana Adria Arjona, recentemente vista in Triple Frontier e presto nel prossimo film di Michael Bay 6 Underground. L'attrice non è mai stata così efficace come nel ruolo della strega scienziata Anathema Device, personaggio che ha molto amato per varie ragioni: "È la prima volta che ho vestiti abbottonati fino al collo, ed è stato un cambiamento piacevole. Inoltre Anathema non è scritta come un uomo, non è una "donna tosta": credo ci sia una grande differenza tra una donna tosta e una donna forte, e Anathema è forte. È sicura di quello che sta facendo, anche se a volte fa errori. C'è un ragazzo che la segue nella serie, ma non inizia una storia d'amore tra loro. Lei fa quello che deve fare e gli dice "magari più tardi". Ed è una cosa che amo e vorrei vedere in più personaggi, perché è così che succede anche nella vita, è quello che vedo anche con le mie amiche".

Le fa eco la grande Miranda Richardson che sostiene ci sia una vera ricchezza di ruoli femminili nel piccolo schermo. Nella serie interpreta Madame Tracy, prostituta e padrona di casa di un cacciatore di streghe di cui è innamorata, ma destinata a un'evoluzione sorprendente nella seconda parte della serie. "Credo che in Tv ci siano più ruoli per le donne rispetto al cinema e questa maggiore possibilità porta anche a personaggi più interessanti. La Tv è cambiata più velocemente, forse anche perché ci vuole molto tempo per far partire un film e ormai il cinema è polarizzato tra mega-budget e opere indipendenti. Anche se per fortuna anche lì un cambiamento è in corso e ci sono sempre più compagnie dirette da donne".

Infine tutti gli interpreti che abbiamo incontrato, tra cui anche Josie Lawrence nei panni della strega Agnes Nutter, hanno sottolineato quanto sia stato prezioso avere Neil Gaiman sul set: "Porta la calma ed è molto aperto, trova sempre il tempo per gli attori. Ha creato questo mondo con Terry e ne conosce ogni dettaglio, ogni volta che avevamo una domanda rispondeva immediatamente: avere con noi la fonte della storia è stato magnifico, un po' come avere un genitore, che vuoi impressionare e allo stesso tempo ti guarda in modo benevolo. Neil è diverso dai produttori dalla gente di Hollywood: loro fanno prodotti, parlano di IP, sequel, prequel, franchise, mentre lui racconta storie".


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