Troppa grazia

Film 2018 | Commedia, +13 110 min.

Regia di Gianni Zanasi. Un film Da vedere 2018 con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli. Cast completo Titolo internazionale: Lucia's Grace. Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia, 2018, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 22 novembre 2018 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,14 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 13 dicembre 2021

La storia di un incontro paranormale fra un essere ultraterreno e un essere che con la terra campa. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Troppa grazia ha incassato 1,1 milioni di euro .

Troppa grazia è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,14/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,06
PUBBLICO 2,85
CONSIGLIATO SÌ
Un film stra-ordinario in cui si ride molto. Una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti.
Recensione di Paola Casella
giovedì 17 maggio 2018
Recensione di Paola Casella
giovedì 17 maggio 2018

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel “fare le cose per bene”. La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso una relazione pluriennale con Arturo; il suo lavoro precario non basta ad arrivare a fine mese. Approfittando della sua vulnerabilità economica, Paolo, il sindaco del paese, le affida il compito di effettuare un rilevamento su un terreno dove un imprenditore vuole costruire un impero immobiliare. Ma su quel terreno incombe un problema che Lucia individua immediatamente, anche se non ne vede con chiarezza i contorni. Paolo invece le chiede di “chiudere un occhio”.

A Lucia appare la Madonna: una figura femminile straniera e assai decisa che le ordina di far costruire una chiesa proprio su quel terreno comunale.

Troppa grazia è un film stra-ordinario, nel senso che è completamente fuori norma: dunque perfetto per raccontare la storia di un incontro paranormale fra un essere ultraterreno e un essere che con la terra campa. Lucia non si sente affatto benedetta dall’apparizione ma anzi, fa di tutto per sottrarsi a quella “sfiga”. Lei che insegna alla figlia che “i problemi non si sollevano, si affrontano”, si ritrova fra le mani la Madre di tutti i guai: una figura femminile che non accetta altro che la verità.

Risiede proprio nella femminilità contrapposta delle due protagoniste (tre, se contiamo anche Rosa) la chiave di lettura più potente di Troppa grazia. Ma dire che il film di Gianni Zanasi, scritto a otto mani (due sole delle quali appartengono a una donna, Federica Pontremoli) sia femminista è riduttivo, perché Zanasi segue un istinto e non un manifesto: l’istinto è quello di Lucia, ma anche quello di Alba Rohrwacher, mai stata più brava (e più bella) che in questo ruolo mette a disposizione corpo, mente e cuore senza mai tirarsi indietro. Rohrwacher si abbandona al turbinio della storia e alla guida del regista con la stessa impavida titubanza della geometra abituata alla razionalità e messa alla prova dal soprannaturale. È la sua essenza luminosa a dare a Lucia quella credibilità continuamente sfidata dagli sviluppi di una trama che incalza e provoca e spiazza noi come la sua protagonista.

A dare una cornice a questo tracimare di eventi ed emozioni è la mano sicura di Zanasi, che fa circondare Lucia da una cittadina e una campagna ricche di colori saturi e brillanti: un universo in cui i miracoli possono accadere, anche oggi che credere sembra diventato impossibile. Credere in cosa, poi, lo rivelerà la storia, che per noi potrebbe (e dovrebbe) interrompersi prima dell’esplosione finale (in senso metaforico, per non fare spoiler), con Lucia in mezzo a quel campo che è la sua dannazione e la sua forza vitale.

Si ride molto, grazie a dialoghi scritti con mano sincera e felice, ma Troppa grazia non è soltanto una commedia, e non adotta né il registro grottesco né quello satirico – le due cifre più facili e immediate con cui la commedia italiana contemporanea gestisce il soprannaturale. Il film di Zanasi è una lettera d’amore a chi non si accontenta in un’epoca in cui accontentarsi sembra un destino inevitabile, e un’ode pagana (ma non sorda alla spiritualità) ad artisti come Alba Rohrwacher o come il padre di Lucia, un musicista jazz che crede nella propria creatività e in quella della figlia: perché non smettono di pensare che ciò che succede intorno a loro li riguarda, e continuano a rispondere alla chiamata del bello.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 23 novembre 2018
fulviowetzl

"Troppa Grazia" è un film inondato di luce e di grazia, che tratta di quattro elementi che inondano letteralmente lo schermo: la terra presente, coltivata e non, della Tuscia, che si accavalla ad onde fino a perdersi all'orizzonte e all'infinito, fino a trasformare gli esseri umani in puntini colorati, insetti sgargianti schiacciati sul terreno dal drone; l'acqua evocata [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 25 novembre 2018
Roy Menarini

Il cinema italiano è assediato dalle convenzioni. Sia il cinema di genere sia il cinema d'autore vengono spesso percepiti come stereotipati. Talvolta questo aspetto - non certo un problema recente - è stato identificato con la centralizzazione "romana" dei prodotti, e con estetiche (vuoi sociologiche e periferiche, vuoi urbane e borghesi) oleografiche. A questo stato di cose ha reagito una delocalizzazione delle produzioni che, tra anni Novanta e oggi, ha fatto parlare di volta in volta di nuova onda napoletana, cinema pugliese, cinema sardo, friulano e così via. Un po' i centri di produzione e un po' le film commisison hanno fatto il resto, cercando di spalmare su tutto il territorio nazionale i prodotti cinematografici e di svecchiare l'immaginario romanocentrico con iniezioni di "bio-diversità" cinematografica. Non sempre le cose hanno funzionato, e spesso hanno stupito di più i film e gli autori che hanno saputo trovare davvero nella provincia un serbatoio poetico alternativo.

Tra di loro certamente Gianni Zanasi, modenese, che con atteggiamento di emiliana surrealtà ha cocciutamente inseguito un cinema di minorità al tempo stesso emozionante e scombinato, pieno di idee non convenzionali e privo di ambizioni eccessive. Quelli di Zanasi sono sempre piccoli film, anche se uno di essi - Non pensarci - è stato persino esteso a serie televisiva.

Troppa grazia esprime questa alterità, questo suo posizionamento esterno ai codici del cinema italiano, principalmente attraverso la discontinuità. Autentico come pochi, Zanasi - anche montatore del film, non a caso - possiede come cifra stilistica quella di sabotare ogni equilibrio comodo e rotondo dentro le storie che narra. I suoi racconti per immagini sono fatti di stasi e accelerazioni, euforie e pesantezze, momenti comici e malinconie, montaggi serrati e improvvisi blocchi, come se il primo pericolo fosse la sceneggiatura-standard del cinema italiano, e la permanenza dello stesso mood sentimentale dell'inizio alla fine del film.

INCONTRI
giovedì 8 novembre 2018
Paola Casella

Troppa grazia è un film anomalo come tutti quelli scritti e diretti da Gianni Zanasi: difficile catalogarlo secondo un unico genere. Al suo interno si muovono personaggi credibili che affrontano situazioni al limite della credibilità. Ma le relazioni (e le reazioni) sono autentiche, hanno il sapore della vita vissuta: anche per gli attori che li interpretano. Ne abbiamo parlato con il regista e parte del cast.

"Troppa grazia è un film stra-ordinario in cui si ride molto. una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti".

Elio e Alba, nel film la vostra sembra una coppia rodata da tempo: come avete raggiunto quel livello di familiarità, da attori?
Elio Germano: Alba ed io ci conosciamo da tanti anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando lei era appena uscita da Centro Sperimentale e ci troviamo bene. Inoltre ogni film di Zanasi è compartecipato: la sceneggiatura è molto precisa, ma lui è pronto a metterne in discussione ogni aspetto e personaggio, il che apre la strada a far emergere più gli esseri umani che i performer.
Alba Rohrwacher: La forza del rapporto fra i nostri due caratteri era già in sceneggiatura. C'è una scena bellissima che descrive perfettamente la fine di un amore fra due che si sono amati profondamente e che in qualche modo non riusciranno mai a lasciarsi. Prima di rivederlo sul grande schermo non avevo capito che Troppa grazia fosse una storia d'amore, e che le scene fra me ed Elio fossero lo scheletro attorno a cui tutta la vicenda si animava.

Alba, come si è rapportata con Hadas Yaron, che interpreta il ruolo della Madonna?
Alba: Quando ho conosciuto Hadas ho provato subito un sentimento di vicinanza con lei che ha facilitato il nostro rapporto artistico. Poi ci siamo trovate insieme nel campo in cui Lucia vede per la prima volta la Madonna, e quando Hadas è arrivata un venticello le ha sollevato il velo dal capo. Era come se si fosse materializzata improvvisamente, nella maniera più semplice, e da lì siamo partiti. Poi abbiamo lavorato molto di improvvisazione, guidate dalle voci di Gianni Zanasi. La scena della lotta è stata impegnativa e divertente: sono portata all'autoflagellazione, ma in genere è interiore, qui invece ha raggiunto livelli fisici notevoli, dato che si è trattato di prendersi seriamente a schiaffi (ride).

Frasi
Che c'è di male a cercare di essere più felici?
Una frase di Paolo (Giuseppe Battiston)
dal film Troppa grazia - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 22 novembre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Vai dagli uomini e di' loro di costruire una chiesa dove ti sono apparsa". Così parla una signora/donna dal manto azzurro a Lucia (Rohrwacher), geometra incaricata di fare alcuni rilevamenti per una megastruttura che dovrà sorgere su un campo. Lucia la scambia per una profuga, ma lei le rivela di essere la madre di Gesù. E a vederla è solo lei, con esiti spesso comici, perché la geometra resiste con [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
giovedì 7 marzo 2019
 

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel "fare le cose per bene". La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso [...]

VIDEO
mercoledì 21 novembre 2018
 

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel "fare le cose per bene". La sua vita, però, è tutto fuorché precisa: a 18 anni ha avuto una figlia, Rosa, da un amore passeggero; ha appena chiuso [...]

VIDEO RECENSIONE
venerdì 16 novembre 2018
A cura della redazione

Lucia è una geometra nota per la sua pignoleria. Il sindaco del paese le affida un rilevamento su un terreno destinato a diventare un impero immobiliare. Ma su quel terreno Lucia vede la Madonna, che le ordina di costruire una chiesa.

POSTER
giovedì 25 ottobre 2018
 

Lucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica.

CANNES FILM FESTIVAL
venerdì 18 maggio 2018
 

Il film di chiusura della Quinzaine des réalisateurs, l'italiano Troppa grazia di Gianni Zanasi, interpretato da Alba Rohrwacher, vince il Label di Europa Cinémas, il premio degli esercenti europei che promuove l'uscita del film nei vari Paesi.

CANNES FILM FESTIVAL
martedì 17 aprile 2018
 

Dopo l'annuncio dei tre italiani che saranno presenti al festival, in concorso nella selezione ufficiale Alice Rohrwacher e Matteo Garrone e in Un Certain regard Valeria Golino, oggi sono stati annunciati altri tre italiani che parteciperanno alla Quinzaine [...]

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