| Titolo originale | Tomb Raider |
| Anno | 2018 |
| Genere | Azione, Avventura, Fantasy, |
| Produzione | Gran Bretagna, USA |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Roar Uthaug |
| Attori | Alicia Vikander, Dominic West, Walton Goggins, Daniel Wu, Kristin Scott Thomas Alexandre Willaume-Jantzen, Leo Ashizawa, Adrian Collins, Vere Tindale, Hannah John-Kamen, Nick Frost, Derek Jacobi, Tamer Burjaq, Keenan Arrison, Andrian Mazive, Milton Schorr, Peter Waison, Samuel Mak, Sky Yang, Civic Chung, Josef Altin, Billy Postlethwaite, Roger Jean Nsengiyumva, Jaime Winstone, Michael Obiora, Shekhar Varma, Rekha John-Cheriyan, Antonio Aakeel, Maisy De Freitas, Emily Carey, Gordon Chow, Duncan Airlie James, Jandre le Roux, Annabel Elizabeth Wood, Kenneth Fok, Maruwan Gasant. |
| Uscita | giovedì 15 marzo 2018 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,35 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 dicembre 2018
Alicia Vikander diventa l'erede di Angelina Jolie, protagonista dei film precedenti, e vive un'avventura alla ricerca della verità sulla scomparsa del padre. In Italia al Box Office Tomb Raider ha incassato 3,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Londra. Lara non accetta l'idea che il padre Richard, partito anni prima in viaggio, sia morto, e rifiuta di firmare le carte che la renderebbero ereditiera di enormi ricchezze. Quando scopre che la vera professione del padre era quella di archeologo, parte per Hong Kong per mettersi sulle sue tracce.
Un quesito paradossale attraversa lunghi tratti dell'atteso reboot di Tomb Raider. Perché proprio Lara Croft? Perché scegliere di rivoluzionare oggi senso e forma di un simbolo degli anni '90, riempiendolo di significati quasi antitetici rispetto a quelli originari?
Il film del norvegese Roar Uthaug funziona, in modo quasi sorprendente, in un incipit in cui Lara Croft è solo un nome qualunque assegnato alla protagonista.
Un'orfanella che non accetta il proprio destino, e inganna il futuro in un presente di lavoretti da pochi soldi e corse in bici clandestine. Un romanzetto di formazione, forse semplicistico ma suggestivo, adattato al corpo atletico ma fanciullesco di Alicia Vikander. La Lara Croft che verrà - e che noi spettatori sappiamo arriverà di lì a poco - pare quasi un corpo estraneo, un passaggio obbligato, con il suo fardello di arco, frecce, tombe, trappole e balzi impossibili. Quando infine la missione archeologica diviene l'asse portante della narrazione, è come se una struttura prevedibile di genesi dell'eroe venisse giustapposta, come se un dovere venisse espletato.
Il rituale di peripezie, rischi mortali e maledizioni millenarie va in scena con una regia inadatta a gestire scene action corali e dinamiche. La sequenza di inseguimento nel porto hongkonghese di Aberdeen o l'esplorazione della tomba della dea della morte Himiko si rifugiano in schemi consunti, mascherano con la frenesia del montaggio le carenze di messa in scena. La sensazione dominante è quella di osservare l'attrazione di un parco dei divertimenti, senza che scatti mai il transfert di immedesimazione.
Unica eccezione la sequenza del relitto di aereo in bilico sulle rapide, in cui la tensione e la sensazione di profondità dell'inquadratura producono l'effetto desiderato. Tomb Raider si rivolge a un pubblico di adolescenti e lo dimostra la semplicità di dialoghi netti, privi di sfumature, da cui è impossibile trarre informazioni sulla psicologia dei personaggi. Il tema più interessante affrontato da un reboot, che assomiglia più a un prequel sul passato di Lara Croft, è la scelta di recuperare una proiezione del desiderio maschile come l'eroina del videogame e sconvolgerla fino a renderla irriconoscibile. La Lara di Alicia Vikander è tutto quello che la Lara di Angelina Jolie non era: asciutta dove quella era formosa, vestita dove l'altra lo era il meno possibile, impassibile dove l'altra era ammiccante. Un corpo virginale, ai limiti della fluidità sessuale, che abolisce la matrice sexy e insiste sulla figura di donna forte e indipendente promossa dal neofemminismo hollywoodiano. Wonder Woman, Furiosa di Mad Max o la nuova Lara vanno tutte nella medesima direzione: quella di sostituirsi all'uomo e dimostrare di essere migliori di lui sul suo campo. Di baci languidi o fuggevoli al cinema, in sostanza, siamo destinati a vederne sempre meno.
Di tutti i reboot previsti e realizzati, uno dei più improbabili sulla carta era quello di Tomb Raider. Il disastroso risultato al botteghino dell'ultimo episodio con Angelina Jolie nei panni dell'avventuriera archeologa - Tomb Raider: La culla della vita - non lasciava presagire una continuazione. Infatti la Lara Croft che nel marzo del 2018 apparirà sugli schermi di tutto il mondo (ri)nasce in forte contrapposizione rispetto a quella del passato. Prendendo spunto dal reboot del franchise videoludico avvenuto nel 2013, la nuova Lara è più verosimile e meno eccessiva di quella classica.
Niente più occhialini, shorts e decolleté prosperoso, almeno in quanto visto sin qui, sostituiti da pantaloni color kaki e fisico asciutto. Ma per quanto fosse improbabile rivedere Lara Croft su grande schermo, niente poteva far pensare a una scelta azzardata come quella di Alicia Vikander come interprete della nuova incarnazione dell'eroina.
L'immagine di Alicia Vikander, svedese dalla pelle color ambra e modella per Louis Vuitton, richiede un grande sforzo di immaginazione per essere visualizzata nella giungla, tra ponti sospesi sul vuoto e crepacci da saltare. Ma l'abnegazione e lo spirito di sacrificio di Vikander hanno reso possibile il miracolo: il trailer e le prime featurette vedono la scandinava perfettamente calata nel ruolo di questa nuova Lara, meno fumettistica e più vicina alla realtà di una ragazza costretta dalle circostanze a divenire un'avventuriera.
Prima che il destino la spinga sulle orme del padre, infatti, Lara è una ragazza ventenne come tanta, che sbarca faticosamente il lunario incastrando vari lavoretti tra gli studi universitari. Pedala per vivere, fa consegne nell'East London e non accetta la verità che le è stata raccontata sul padre, scomparso da sette anni. Quando finalmente decide di indagare su quanto successo, imbocca una via da cui non c'è ritorno, che la trasformerà in una implacabile archeologa in azione.
I punti di contatto con Indiana Jones sono assai più evidenti che in passato, così come l'attenzione al profilo psicologico di un'eroina che assomiglia finalmente a una persona vera. La tendenza all'eccesso si è comunque manifestata nel poster di lancio del film, da subito oggetto di dileggio e discussione sul web: l'immagine della Vikander, infatti, palesemente ritoccata digitalmente, presenta un collo sproporzionato e nerboruto, atto a esaltarne le doti muscolari, assai più di quelle sexy (in controtendenza con il passato). Si spera che la post-produzione del film lavori con il digitale meglio di quanto abbia fatto il marketing con Photoshop.
La regia del reboot è affidata al semi-sconosciuto norvegese Roar Uthaug, che reca con sé il ruggito della giungla già nel nome. Nel cast un villain abituale come Walton Goggins (The Shield, Django Unchained, The Hateful Eight) e una spalla come Daniel Wu, che curiosamente bissa la presenza di una star di Hong Kong in Tomb Raider dopo Tomb Raider: La culla della vita (in quel caso era il più maturo Simon Yam, nei panni di Chen Lo).
Il film gioca principalmente le sue possibilità di riuscita sull'equilibrio tra l'antefatto di una ragazza di oggi, che vive negli anni della crisi economica, e la sua trasformazione in eroina destinata a salvare il mondo; tra una figlia in cerca di giustizia per la perdita del padre e una donna che si sente in grado di proseguire la ricerca paterna fino in fondo. Tra le aspettative del mondo videoludico per una nuova Lara Croft e una riscrittura del canone, in favore di una nuova generazione di fan. Walton Goggins ha definito la trama un misto de I predatori dell'arca perduta e una versione di genere del romanzo Vittoria di Joseph Conrad. Di certo Tomb Raider ha molti compiti impegnativi da assolvere, per riportare l'interesse del mondo cinefilo su uno degli idoli videoludico della Generazione X.
Lara Croft è una giovane ragazza che si guadagna da vivere con vari lavoretti di consegne in bicicletta e a malapena trova il tempo per respirare. E' molto sicura di se stessa e non è molto dell'idea di seguire gli studi universitari. Un pensiero però le è sempre stato più che chiaro: non ha mai creduto al destino di suo padre che sempre le è stato [...] Vai alla recensione »
Un film che funziona, e incassa, non ta-to per la sceneggiatura che, nelle scene action, sembra la riedizione di un qualsivoglia Indiana Jones in gonnella, ma esclusivamente per la presenza della brava Alicia Vikander. E' soprattutto lei a riempire il video e a dare il senso a una operazione comunque riuscita, nel quale lo spettatore viene catapultato alle origini di uno dei personaggi icona dello [...] Vai alla recensione »