Fahrenheit 11/9

Film 2018 | Documentario 128 min.

Titolo originaleFahrenheit 11/9
Anno2018
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata128 minuti
Regia diMichael Moore
AttoriDonald J. Trump, Michael Moore, Ivanka Trump, Hillary Clinton, Donald Trump Jr. Donald Trump III.
Uscitalunedì 22 ottobre 2018
TagDa vedere 2018
DistribuzioneLucky Red
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Michael Moore. Un film Da vedere 2018 con Donald J. Trump, Michael Moore, Ivanka Trump, Hillary Clinton, Donald Trump Jr.. Cast completo Titolo originale: Fahrenheit 11/9. Genere Documentario - USA, 2018, durata 128 minuti. Uscita cinema lunedì 22 ottobre 2018 distribuito da Lucky Red. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Il documentario sulle elezioni politiche che hanno portato Donald Trump al governo. In Italia al Box Office Fahrenheit 11/9 ha incassato 42,1 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Michael Moore continua a dare il buon esempio e ci ricorda che la democrazia è un sogno ancora da inseguire.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 21 ottobre 2018
Recensione di Marianna Cappi
domenica 21 ottobre 2018

Mentre la città di New York stava già festeggiando la signora Clinton, e nonostante la sbandierata preferenza di tre quarti degli americani per il programma democratico, il 9 novembre del 2016 veniva eletto presidente degli Stati Uniti d’America un uomo pubblicamente razzista, classista e misogino e privatamente ambiguo di nome Donald Trump. “Com’è potuto accadere?”, si domanda Michael Moore, e già che c’è tesse qualche importante e tragico collegamento tra la nuova presidenza e le tragedie nazionali, dalle carneficine nelle scuole all’avvelenamento di massa della popolazione nera della città industriale di Flint, in Michigan, ad opera del suo stesso governatore e primo cittadino.

Il punto di Moore è che non ha più colpa Putin di quanta non ne abbiano i democratici stessi, da Clinton al popolare Obama, fino ai sindacalisti e ai dirigenti di piccola taglia, immolati alla logica del compromesso e della moderazione anche quando lambisce la criminalità.

Forse dice cose che sappiamo già, e forse le narrazioni “alla Michael Moore”, con i siparietti ironici e la tecnica di stupire annullando in un colpo solo i sei gradi di separazione collegando, per esempio, l’ascesa di Trump a Gwen Stefani, può suonare monotona, ma non ci sono epigoni che sappiano battere l’originale e quando Moore vuole raccontare qualcosa lo sa fare ancora nella maniera migliore, incontrando le persone vis-à-vis, presidiando i luoghi in cui si muovono le cose e facendo del montaggio un uso virtuoso. Allora si potrebbe riformulare l’obiezione e dire che sappiamo già cosa dice Michael Moore, come la pensa e con quale afflato comunicativo, dondolando sapientemente tra visione apocalittica e iniezione insurrezionale, farà il suo discorso cinematografico, eppure sa mettere il dito nella piaga più dolente: proprio quel nostro essere spettatori seduti in poltrona, in contemplazione del disastro.

Come un bravo educatore, Moore incorre nel rischio di apparire noioso, fuori moda, uno che ha inventato una modalità di fare documentario, con la messa in scena di sé, che è stata ormai inghiottita e digerita dalla tivù in tutti i modi. Eppure c’è un gran bisogno che ci venga ricordato ancora e ancora che non è confidando che la costituzione ci proteggerà o che le elezioni sistemeranno tutto, che si può dormire tranquilli, perché non è già più vero.

Moore sarà anche ripetitivo ma dà il buon esempio, agendo, con lo strumento che sa maneggiare, e in questo sta il suo vero mettersi in campo, molto più che nell’uso che fa del suo volto invecchiato e ridotto a icona, utilizzabile da destra e da sinistra a seconda dei differenti comodi. I suoi film sono più appassionati e brillanti ma il loro valore è comparabile a quelle lezioni di educazione civica, che lui stesso da scolaro ammette di aver patito un po’, che oggi andrebbero riprese e ripassate in ogni dove, perché a ripassare non sia il peggio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 6 novembre 2018
Ennio

Come dice giustamente Steve Bannon, si può avere una pessima opinione di Michael Moore, ma è uno che sa come si fanno i documentari, e i suoi film, spesso indisponenti e partigiani, attraggono sempre l'attenzione. "Fahrenheit 11/9" a mio avviso non è un film eccelso, ma vale senz'altro la pena di vederlo nonostante alcune pecche.

giovedì 1 novembre 2018
Maramaldo

Gentile Marianna, al tuo posto avrei sollevato una vertenza sindacale o, quanto meno, una questione di prestigio. Come? utilizzare una firma come la tua per analizzare un film che in tutta l'Italia esce in una - dicesi una - saletta di periferia e, per giunta, in v.o., figurarsi la folla. Qualcosa non quadra. Avrei capito, trattarsi del solito lavoro balordo, sostanzialmente scorretto.

NEWS
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martedì 16 ottobre 2018
 

Dal regista premio Oscar Michael Moore arriva il film che racconta tutta la verità su quello che ci sta per accadere. Uno sguardo provocatorio e sarcastico sull'epoca in cui viviamo. Dopo Fahrenheit 9/11, il vincitore della Palma d'Oro Michael Moore sposta [...]

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