L'Affido - Una storia di violenza

Film 2017 | Drammatico, +13 90 min.

Regia di Xavier Legrand (II). Un film Da vedere 2017 con Denis Ménochet, Léa Drucker, Thomas Gioria, Mathilde Auneveux, Mathieu Saikaly. Cast completo Titolo originale: Jusqu'à la garde. Titolo internazionale: Custody. Genere Drammatico, - Francia, 2017, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 21 giugno 2018 distribuito da Nomad Film, P.F.A. Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,26 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2020

Due genitori divorziano e litigano per la custodia del figlio. Quando il giudice prende la sua decisione, la principale vittima sarà proprio il ragazzo. Il film è stato premiato a Venezia, ha ottenuto 11 candidature e vinto 5 Cesar, In Italia al Box Office L'Affido - Una storia di violenza ha incassato 52,4 mila euro .

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Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,44
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
Un film intimista che dà battaglia ai cattivi padri. Una radiografia dell'umanità che non lascia scampo.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 9 settembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 9 settembre 2017

Miriam e Antoine Besson si sono separati malamente. Davanti al giudice discutono l'affidamento di Julien, il figlio undicenne deciso a restare con la madre. Ma Antoine, aggressivo e complessato, vuole partecipare alla vita del ragazzo. Ad ogni costo. Il desiderio, accordato dal giudice, diventa fonte di ansia per Julien, costretto a passare i fine settimana col genitore. Genitore che contesta col silenzio e combatte con determinazione. Julien vorrebbe soltanto proteggere la madre dalla violenza fisica e psicologia che l'ex coniuge le infligge. Invano, perché l'ossessione di Antoine è più forte di tutto e volge in furia cieca.

Quattro anni dopo Avant que de tout perdre, storia di una violenza coniugale che rivela compiutamente il talento del regista, Xavier Legrand rimette mano al suo corto, lo sviluppa e gli dona il respiro di un thriller sociale.

Lèa Drucker è di nuovo la moglie di un uomo violento e invasato che ha deciso di renderle la vita un inferno. Ma questa volta Legrand registra ad altezza di bambino, scoprendo progressivamente la miseria del vuoto intorno a lui. Vuoto di sensibilità, di intelligenza, di amore che gli soffoca il domani, la possibilità di respirare e crescere. Julien diventa il testimone sensibile e tenace di un matrimonio terminale che si contende la sua felicità.

Alla maniera del suo corto, pluripremiato al festival di Clermont-Ferrand nel 2013, L'affido affronta senza compiacenza l'abuso domestico e i comportamenti coercitivi esercitati da un padre (e un marito) per controllare emotivamente il nucleo familiare da cui è stato estromesso. Agito nella verde Borgogna, il film, mai apertamente violento, monta minuto dopo minuto attorno al corpo minuto di Julien e a quello patito della sua mamma, determinata a proteggere la sua famiglia e l'intimità negata.

La costruzione narrativa, l'esplorazione della lingua, la struttura del pensiero dei personaggi indicano una maniera umana di guardare il mondo. Rigoroso nella costruzione dei quadri, che intendono sempre un senso drammaturgico e uno emozionale, Legrand articola con precisione le azioni, gli sguardi, i respiri e i suoni che rompono il silenzio notturno del sonno in un finale angosciante. Epilogo che esplode le minacce insinuate al debutto.

Amore e possesso, corpo e stereotipi, vecchie paure e nuovi limiti oltre ai quali c'è soltanto odio, rabbia, dissipazione, annientamento di sé e dell'altro. L'autore francese aderisce allo sguardo azzurro del suo piccolo grande protagonista che matura prematuramente nella sofferenza. I suoi spasmi denunciano il sommerso più esteso della violenza contro i più vulnerabili. Legrand indaga dietro la porta, intorno al tavolo, dentro la vettura quella forma insopportabile di abuso che facciamo fatica a identificare e quando iniziamo a vederla spesso è già troppo tardi. A incarnare la spinta cieca e brutale della pulsione è Denis Ménochet, già interprete del progetto originale al fianco di Lèa Drucker. Corpo ottuso e massivo, Antoine incombe sulla silhouette fragile della consorte e sul fanciullo di Thomas Gioria, che con impavida naturalezza presta volto e lacrime alle ferite dell'infanzia.

Legrand filma il suo Julien con empatia, emergendo la sua avventura umana e la fine della fanciullezza in un'escalation di sopravvivenza che apre per lui una via crucis legale. Il laconismo dell'opera sfocia alla fine in qualcosa di bestiale e tremendamente amaro, in una radiografia dell'umanità che non lascia scampo. A restare in fondo all'incubo è un film intimista che dà battaglia ai cattivi padri. Quelli che invece di misurarsi con la propria solitudine, perseguitano, colpiscono, minacciano e ammazzano.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 23 giugno 2018
vanessa zarastro

“Jusqu’à la Garde, il titolo in originale, affronta il tema scabroso delle violenze domestiche. Il film si apre con l’udienza davanti al giudice di una coppia, l’ex marito Antoine Besson e la moglie Miriam (molto ben interpretati da Denis Ménochet e Léa Drucker), rappresentati dai rispettivi avvocati, per stabilire a quale dei due genitori affidare il figlio [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 22 giugno 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Cronaca familiare dalla pagina di giornale al film. Conta il come. L'esordiente Legrand (premiato a Venezia) ha chiesto agli attori di assimilare e tenere compresso e implicito tutto: alla madre, i passaggi di scontri brutali e pestaggi del marito in un matrimonio; al marito, la possessione del dominio e il crescendo di una volontà di vendetta dopo la separazione; al figlio piccolo, il terrore del [...] Vai alla recensione »

NEWS
DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 22 giugno 2018
Lapo10

A chi storceva il naso per la scelta, Alberto Barbera assicurava che L'affido (guarda la video recensione), opera prima, di Xavier Legrand, sarebbe stato una grande sorpresa. Personalmente non ho pregiudizi sulla scelta di un'opera prima nel concorso [...]

NEWS
mercoledì 20 giugno 2018
Francesca Ferri

Quando il cinema diventa momento di riflessione sui problemi quotidiani il dramma si fa amaramente realistico. L'affido - Una storia di violenza (guarda la video recensione), premiato con il Leone d'argento alla 74° Mostra Internazionale di Venezia, [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 18 giugno 2018
A cura della redazione

Miriam e Antoine si sono separati malamente. Davanti al giudice discutono l'affidamento di Julien, il figlio undicenne deciso a restare con la madre. Ma Antoine vuole partecipare alla vita del ragazzo.

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 9 settembre 2017
 

La 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si conclude con la vittoria di The Shape of Water di Guillermo Del Toro, un'opera dalla portata estetica e morale esemplare che rinnova le affinità tra l'uomo e il mondo marino.

GALLERY
sabato 9 settembre 2017
 

È con il monologo interiore di Hannah che si chiude il Concorso della 74. edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Quarto film italiano della Selezione ufficiale, dopo quelli di Virzì, Riso e Manetti Bros, il lavoro del trentino Andrea Pallaoro è [...]

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