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Ultimo aggiornamento martedì 18 dicembre 2018
Un avvocato, da sempre prodigo ad aiutare gli altri seguendo una ferrea morale di giustizia, viene coinvolto in un'importante battaglia legale. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office End of Justice - Nessuno è Innocente ha incassato 260 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Roman è avvocato a Los Angeles e lavora in uno studio che si occupa di clienti, appartenenti a classi sociali bisognose, spesso impossibilitati ad avere una difesa degna di questo nome. Roman, anche per il carattere che ha che lo spinge a non trattenersi dinanzi a palesi ingiustizie, è stato sempre tenuto dal suo collega William Jackson nelle retrovie a preparare la documentazione dei casi. Quando però William viene ricoverato in ospedale senza speranza di recupero tocca a Roman presentarsi in tribunale e già la prima causa gli crea dei problemi. Le cose si complicano quando lo studio viene chiuso e chi si deve occupare dell'operazione comprende le sue doti e ne vuole acquisire le competenze mettendole però a servizio del puro e semplice guadagno. Roman cerca di barcamenarsi fino a quando un giorno si fa tentare da un'azione illegale.
Denzel Washington ha ricevuto una nomination all'Oscar per questo film che rende indubbiamente omaggio al suo trasformismo ma che ha anche una sceneggiatura che disperde progressivamente le potenzialità dello script commettendo anche un errore in apertura.
Perché la prima sequenza ci fa sapere che Roman ha compiuto un atto illegale per il quale ritiene di dover essere punito e da allora si procede in flashback in attesa di capire quale sia la sua colpa. Meglio sarebbe stato entrare progressivamente nella psicologia di un uomo appassionato per i diritti civili ma incapace di garantire i necessari limiti ai propri interventi come se soffrisse di una qualche forma di sindrome di Asperger. Inoltre viene da chiedersi perché abbia bisogno di cedere a una tentazione di carattere monetario quando ha già compiuto un notevole salto di qualità essendo stato assunto dal nuovo e facoltoso studio.
Anche la documentazione che sta preparando da tempo per poter dimostrare che gli afroamericani subiscono un trattamento sfavorevole nelle corti di giustizia non trova una sua dimensione convincente nelle dinamiche di questo avvocato a cui si offre anche un accenno di vicenda amorosa funzionale più che altro a un allungamento dei tempi della narrazione. In questa epoca di trumpismo dominante il tema della sperequazione dinanzi alla legge e della difesa di diritti civili conculcati in nome di una "America great again" non risulta affatto secondario ma è il suo trattamento a lasciare alla fine con più di una perplessità.
Tra il legal-thriller ed il drammatico ed ambientato in una LA sporca e violenta, il film ruota tutto sull’attività, le azioni e, persino, il pensiero del protagonista, avvocato attivista rimasto sempre nell’ombra fino alla morte del capo dello studio legale dove lavora. Da lì, costretto a lasciare lo studio, si aprirà un nuovo percorso professionale e di vita che lo [...] Vai alla recensione »
Altro ruolo, altra candidatura. Per Denzel Washington quella come Miglior Attore Protagonista per End of Justice - Nessuno è innocente, è la nona, con due vittorie alle spalle (non protagonista in Glory e protagonista in Training Day). In effetti il film è Denzel, nei panni dell'eccentrico e idealista avvocato Roman J. Israel in questo racconto di ambizioni e conflitti morali.
La regia è di Dan Gilroy, figlio del drammaturgo premio Pulitzer Frank D. Gilroy, e a sua volta autore di fama - era sua la sceneggiatura di The Bourne Legacy, scritta insieme al regista Tony Gilroy (suo fratello), così come erano suoi il copione e la regia di un cult del cinema indie americano, Lo sciacallo - The Nightcrawler.
Come vi siete incontrati, lei e Gilroy?
Jake Gyllenhaal, che era il protagonista de Lo sciacallo ed è un grande amico di Dan, ha il mio stesso personal trainer: ci ha presentati sottolineando che tutta la famiglia Gilroy è ricca di talento.
Dan Gilroy ha detto che la sceneggiatura è stata scritta pensando a lei.
Meno male che ha aspettato la fine delle riprese a dirmelo! Ci sarei rimasto male, pensando di essere risultato prevedibile. Nemmeno io so qual è il ruolo "giusto" per me.
Perché ha scelto di interpretare questo personaggio?
Sono arrivato ad un'età (63 anni straordinariamente ben portati, ndr) in cui se un ruolo non mi appassiona passo rapidamente oltre. Non avevo mai letto un copione come quello di End of Justice, e Roman J. Israel era davvero diverso da tutti i personaggi che ho interpretato in passato. Non potevo lasciarmelo scappare, anche perché comincio a rendermi conto che non ci sarò per sempre: dunque devo prendere al volo le buone offerte.
A Hollywood, per motivi economici o per mancanza di fantasia, non si fanno praticamente più film costruiti intorno a un personaggio forte. Anche solo per questo End of justice meriterebbe di essere visto. Denzel Washington, lontano dai suoi standard, interpreta Roman J. Israel, un avvocato, ex attivista peri diritti civili, puro ai limiti dell'autismo, incapace di venire a patti con la crudele burocrazia [...] Vai alla recensione »