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Ultimo aggiornamento giovedì 7 aprile 2016
La storia racconta la fuga di due fratelli, un poliziotti e un hooligan, costretti a riunirsi dopo molti anni. In Italia al Box Office Grimsby - Attenti a quell'altro ha incassato 121 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nobby Butcher è un panzone ignorante e fanatico di calcio della periferia proletaria inglese. Ha le basette di Liam Gallagher, nove figli concepiti da non si sa chi, e il mito di suo fratello Sebastian, che non vede da più di vent'anni. Quando gli giunge voce che potrebbe trovarsi tra gli ospiti di un convegno importante, Nobby s'imbuca dentro un mondo che non gli appartiene e sorprende il fratello proprio mentre questi, agente segreto, è in procinto di sventare un attentato. Sebastien sbaglia bersaglio, facendo saltare la copertura, e i due fratelli si ritrovano in fuga, di nuovo uniti nel destino, braccati da un sicario del MI6 e perseguitati dall'infinita - e talvolta provvidenziale- stupidità di Nobby.
Sasha Baron Cohen torna al cinema con un personaggio in sé e per sé non indimenticabile quanto Borat, che però serve a dovere la cornice in cui si è incastrato. Il contesto "spy" da un lato e quello socialmente disagiato, che pare uscito dagli anni della Thatcher, dall'altro, gli permettono di dividere in due, in maniera ardita, anche il tono del film: riservando il demenziale al primo aspetto e costruendo, per la storia dei due fratelli, un antefatto strappacuore: la sintesi arriverà ultima, in un finale letteralmente scoppiettante che interseca il patto d'amore tra i fratelli con l'apoteosi della linea narrativa legata alle disavventure dell'orifizio anale di Nobby, che punteggia tutto il film.
Il progetto è meno coerente e meno politicamente irriverente di altri, eccezion fatta per la scelta di mettere un paio di volte al centro del bersaglio Donald Trump, che di questi tempi vale il doppio, ma rimane un caso isolato, che si mescola agli sberleffi tutti inglesi a Daniel Radcliffe e, in fondo, può sembrare facile come sparare sulla Croce Rossa o sul bambino paraplegico israelo-palestinese. Per capirci ancora meglio: Grimsby non è un film che passerà alla storia per le punture della sua satira, né è un vero action movie, nonostante Leterrier e nonostante, probabilmente, la credibilità su questo piano figurasse invece tra le migliori intenzioni: è solo un film che fa ridere moltissimo per motivi stupidissimi. Questo lo rende un film stupido tout court? In parte sì, ma anche quello richiede un'arte (o per lo meno un mestiere) e non ci lamenteremo certo di qualche risata di troppo. A suo modo, poi, Sasha Baron Cohen scherza anche con le istituzioni: quelle tutte domestiche del calcio e di James Bond.
Le risate provocate sono grasse, come la pancia di Nobby, come il disgusto che provoca la scena degli elefanti: Grimsby è una cosa divertente che non farete mai più.
Non so se ha dei significati nascosti, ne dubito, e di certo in divertsi passaggi è decisamente politicamente corretto, ma è un film demenziale e comico. Fa ridere, tanto, con trovate divertenti e surreali per la loro grossolana follia. A volte uno va al cinema solo per farsi due risate e staccare il cervello. Alla fine non avrete dato un senso al mondo, ma chissenefrega, non era quello [...] Vai alla recensione »